Che minc@@@@@ta, fortuna non sono andato su. Mi piacerebbe avrerle viste con i miei occhi queste lastre di ghiaccio. Ma ieri non c'erano?
Qui una descrizione di quanto accaduto, che figuraccia in mondovisione!!
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La versione ufficiale parla di una lastra di ghiaccio instabile sulla carreggiata. La realtà, quella vissuta da chi si trovava sul Colle delle Finestre nel pomeriggio del 6 giugno, è più articolata e racconta una storia di comunicazioni mancate, di un'ora e mezza di attesa e di una macchina organizzativa che ha dovuto improvvisare una soluzione sotto pressione. Tutto è cominciato con il distacco di due piccole valanghe sulla parte alta del Colle: i guardiaparco hanno fermato le auto che precedevano la corsa in un punto a circa un chilometro dal GPM, senza che la direzione del Giro d'Italia Women ne fosse stata informata. Il gruppo in gara, nel frattempo, stava ancora salendo, completamente all'oscuro di quello che succedeva sopra di loro.
A rompere lo stallo è stato Simone Carpanini, tra i primi a essere bloccati sul posto, che ha contattato Marco Dellavedova, ispettore di percorso, per segnalare la situazione. In quel momento la strada era già stata riaperta e alle spalle dell'auto di bici.PRO si era formata una lunga coda di mezzi delle squadre, con la carovana paralizzata in attesa di capire cosa stesse succedendo. L'arrivo di Alessandro Giannelli e della direzione del Giro ha permesso di sbloccare la situazione: la carovana si è rimessa in moto per sgomberare la strada e predisporre un traguardo di emergenza esattamente a un chilometro dal GPM, con le atlete attese sul Colle intorno alle 16.30.
La domanda che aleggia su tutta la vicenda è legittima e rimane senza risposta soddisfacente: le autorità locali avevano effettuato più sopralluoghi nei giorni precedenti, conoscevano le condizioni della neve sulla parte alta del Finestre, e non hanno ritenuto di intervenire in anticipo facendo brillare i cumuli di neve più instabili prima della gara. Un'operazione preventiva avrebbe evitato l'ora e mezza di blocco, la confusione nella carovana e soprattutto la mutilazione della tappa più attesa dell'edizione, quella che avrebbe dovuto decidere la maglia rosa su uno degli sterrati più iconici del ciclismo mondiale. La montagna ha parlato, ma qualcuno avrebbe potuto farglielo dire prima.