..e di fare uno sport o suonare non gliene può fregare di meno
Ma questa in realtà non è una vera risposta. Lo sarebbe se il "lo obbligassi" ad andare a musica, ma al di la che non è mai stato "obbligato" dopo i 12 anni non è stato nemmeno spinto, fai quello che vuoi. Per lo sport anche di più, in realtà adesso punta alla cintura nera di kung fu, quasi di certo prenderà il patentino fisr da istruttore appena maggiorenne, e mi ha anche ventilato la volontà di fare anche il maestro di snowboard, ma tutto non di vera sua iniziativa, devo sempre "spingerlo" anche su sua richiesta.
Mi diceva una prof universitaria che per un corso "pratico" con pochi partecipanti, una decina, aveva chiesto di fare tre gruppi di lavoro che dovevano fare più attività nel tempo. Ai nostri tempi li avremmo formati in 30 secondi, invece dopo aver aspettato un po' (giorni) ha dovuto farli lei. Di sicuro non diventerà un famoso letterato, è più sul mondo scientifico.
per mia esperienza, se uno non è un fanboy a tutti i costi, è solo una questione di bilancio di pro e contro
sulla mtb li ho adottati subito, sulla bdc no, semplicemente perchè foro una volta ogni 13k km
Ok, altro argomento. In in bdc buco circa ogni 300 km ultimamente...
Per mia esperienza l'accoppiata camere in tpu - bomboletta è ad altissimo rischio pizzicamento, mi è andata spesso male. Soprattutto perché spesso il cambio camera lo fai in condizioni logistiche disagevoli dove non essere perfetti è facile. Per cui io come
@EugeBal ho uno standard due camere di riserva, una bomboletta con erogatore e una micropompa che si, la uso di rado, ma mi ha già salvato. Peraltro la micropompa può servire ad un pregonfiaggio anche se hai la bombola funzionale ad evitare il pizzicamento. per quanto riguarda il tubeless, è più pigrizia che altro.
@SoftMachine @golias
Non vorrei apparire cerchiobottista. Ma di sicuro il messaggio artistico dovrebbe essere fatto per essere ricevuto anche da chi ha skill inferiori alla competenza completa. La cappella sistina non è fatto solo per gli storici dell'arte, e la musica può piacere anche ad un bambino ed essere fruita da chiunque. Certo che poi quando se ne parla, quando si analizza, la competenza diventa decisiva, e forse sta li la differenza. Il caso della canzone dei PF è stato emblematico. Io grossomodo la storia raccontata da
@SoftMachine la conoscevo, ed ho fatto provocatoriamente la domanda perché preso da un po' di influenza mi sentivo in una
confortably numb (che ha ceduto il posto ad incacchiatura quando mi è venuta la tosse). Quando ascoltai a 14 anni per le prime volte The Wall tutto il contorno grossomodo lo ignoravo, erano solo immensi pezzi di musica e chitarra, poi si più o meno cosa fosse questo muro lo sapevo, anche avendo visto il film qualche volta. Di recente ho approfondito un pelo la cosa, per cui di un gradino il livello di conoscenza l'ho innalzato, ma non sarei mai stato in grado di analizzare con competenza la parte musicale ne descrivere il significato con il dettaglio di
@SoftMachine, che evidentemente ha molto più chiaro il quadro anche se ... è proprio nel messaggio dei PF lasciare una certa parte di mistero ed indeterminatezza che francamente spesso ho accettato senza farmi troppe domande. Certo che i PF un certo grado di stonzaggine l'hanno sempre avuta, senza che questo diminuisse la loro qualità, basti pensare (e l'ho letto di recente) che per lughi periodi hanno trattato Richard Wright (anche lui autore di pezzi geniali) come un contrattista esterno e non hanno praticamente considerato se non dopo moltissimi anni Clare Torry , interprete impareggiabile di uno dei loro pezzi più iconici, con una delle vocalizzazioni più note ed estreme di sempre.
Una cosa però io mi sento di dire, non voglio più, come facevo da ragazzo, rifugiarmi nella musica che deve essere figa per forza, e passare ore ad ascoltare
Koyaanisqatsi. Così come ascolto i pf, magari metto una playlist di spotify su disco dance anni "70 con musica molto lieve e commerciale.