Colnago Club - Capitolo 8

VECCHIA

Velocista
4 Settembre 2014
5.048
6.936
55
Vicenza
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Bici
PINARELLO NEW DOGMA F - COLNAGO C64 - PEDEMONTE MUTATOR RS - PEDEMONTE RHINOCEROS RS
Difatti sulla c64 ci vedrei bene un 35-37 che poi sono/sarebbero un tuttofare sia che siano tubolari o tubeless, ma non era una critica la mia.. pura curiosità anche perchè se lo fa per il peso diciamo che la C64 non è certamente una delle più leggere.
La mia in una delle configurazioni descritte sopra pesa 6,06 kg . Se gli prestassi le ruote Ax dell'Aurata andrei sotto 6 . Ma si sa la mia è vintage , è una bici superata .
 

Don Perigon

Maglia Iridata
1 Agosto 2013
14.035
2.524
Trecase (NA) sotto il Vesuvio collinetta sul mare
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Bici
Trek madone RSL /Trek madone 9 H2 /Madfiber /DT Swiss RRC dicut 46T /Spada oxygeno, breva 30 e 38
La mia in una delle configurazioni descritte sopra pesa 6,06 kg . Se gli prestassi le ruote Ax dell'Aurata andrei sotto 6 . Ma si sa la mia è vintage , è una bici superata .
Oggi questi pesi di 6 kg son bestemmie per le bdc montate al TOP magari prima si raggiungevano senza neppure arrivare al TOP non facciamoci sentire @VECCHIA altrimenti cadono in depressione, comunque arriveremo nuovamente su quei pesi visto che le attuali bdc son di transizione
 

golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
35.137
26.374
.
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mia
La mia in una delle configurazioni descritte sopra pesa 6,06 kg . Se gli prestassi le ruote Ax dell'Aurata andrei sotto 6 . Ma si sa la mia è vintage , è una bici superata .
Questo non toglie che il telaio c64 non sia dei più leggeri, tolto che a me piace e del peso me ne frega il giusto.. visto che quando ho provato varie combinazioni riapsrmiando 1 kg circa sul mezzo cambiava na mazza per me.. anzi in discesa rendevo anche meno ed l'unico frangente dove potevo dire la mia (potevo perchè ultimamente mi pare di aver perso lo squirt :-P )
 

toni77

Apprendista Scalatore
30 Aprile 2017
2.370
5.637
Holzkirchen, Baviera
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Bici
Colnago C64 Rim Mapei "La Pina" , Canyon Endurace CFR "The Black Pearl"
Eccomi qua per condividere un paio di pensieri sulla "Pina", la mia nuova "modern Vintage" Colnago, ritirata giusto prima di Natale :bn: e lasciata in bella mostra per tutto il periodo natalizio nell'ingresso di casa, con somma gioia della mia migliore meta' :mrgreen: .

Finalmente, ieri ho trovato il tempo per setacciarla in ogni dettaglio e, dopo una prima sistemata all'altezza sella, mi sono concesso una romantica gita al Tegernsee, il lago dietro casa, complice il tempo non troppo freddo e le strade relativamente pulite per la penuria di neve delle ultime settimane. Senz'altro un bel modo di iniziare "per davvero" la stagione su strada, dopo il "warm-up" della prima settimana di gennaio, trascorsa nel grigiore della Val Padana a macinare km su strade, sterrate e argini della provincia di Ferrara.

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Cinquanta km e una messa in sella approssimativa (ho appuntamento dal bike-fitter per martedì prossimo), sono troppo pochi per poter parlare di tempi (sempre quelli) e sensazioni oggettive (ossimoro voluto;-)) su scorrevolezza e rigidezza. Spendo, tuttavia, volentieri due parole sulle motivazioni che mi hanno spinto ad allestire la bici in questo modo, senza voler convincere nessuno, ma, magari, fornendo un paio di spunti per chi si trovasse a decidere tra questo e quello.

Per chi si fosse perso alcuni miei post precedenti, ricordo che nel 2021 e 2022 ho pedalato con estrema soddisfazione sullo "stato dell'arte" Colnago e Campagnolo: V3RS disc, SR EPS e ruote Bora WTO Ultra con pneumatici tubeless.
Come un mantra, mi sono sempre detto "Una bici del genere e' qualcosa che una volta sola nella vita" gandalf... nella mia testa, tuttavia, c'era sempre l'idea di allestire una bici "iconica", in maniera essenziale (leggasi rim e gruppo meccanico), per convinzione personalissima che la bici sia anche (soprattutto?) un mezzo semplice: in particolare, mentre fuori strada sono innegabili i vantaggi forniti da "complicazioni" altamente funzionali (dischi, sospensioni), su strada e' ancora possibile "fare lo stesso con meno", con un'esperienza che, pur prestazionalmente simile, potrebbe dare sensazioni diverse, se non piu' appaganti, per il singolo, sotto alcuni aspetti.

La mia indecisione era, fondamentalmente, su quale telaio usare per questo progetto ;nonzo%: il candidato principale era un Master, per avere un'ulteriore differenziazione grazie all'acciaio, ma ammetto che, soprattutto dopo l'uscita del C68, il mio apprezzamento per il C64, gia' da sempre grande, e' ulteriormente aumentata.

Quando, poi, entrato nella "bottega delle meraviglie" del sivende Colnago di Monaco, mi sono trovato di fronte a una colorazione Mapei, e' stato davvero amore a prima vista :sbavon:. Non nego di subire il fascino della storia del Ciclismo su strada: se prendete l'ultima creazione, Made in Italy, dell'Ernesto e la vestite con la livrea della squadra più vincente di sempre, per me ha un valore aggiunto. Visto che già in passato mi sono lasciato scappare la Specialissima in colorazione Pantani, sia 1998, sia 2000, che avrebbe avuto un significato emozionale enorme per il sottoscritto, quando ho visto il C64 rim Mapei non ci ho pensato molto prima di fermarlo.

Aggiungo che la colorazione Mapei va vista da vicino, dal vero e in piena luce, per essere apprezzata: come le Art Decor, e' un capolavoro di colori, riflessi e dettagli, da far passare qualunque "Project One", o simili, di altri marchi in secondo piano.

La domanda successiva era: con un telaio simile, quale componenti? Appurato che un telaio "tradizionale" rim, senza integrazioni, offre più possibilità nella scelta di componenti leggeri (vedere la C64 di @VECCHIA ), la mia intenzione non era tanto di abbattere un qualche limite di peso, che per la C64 rim e' una mera questione di quanti € / g uno sia disposto a spendere, quanto piuttosto usare il telaio come piattaforma per soluzioni tecniche diverse dall'ammiraglia a disco.

Come gruppo ho optato, quindi, per il SR12 meccanico. Senza voler essere snob o apparire "contro" a tutti i costi, ma dopo il SR12 EPS sulla V3RS, ho montato l'Ekar sulla Exploro e la sensazione "tattile" di cambiata dell'ultimo mi ha conquistato, molto più della velocità e funzionalità aggiuntive (es. aggiustamento automatico del deragliatore) del primo. Stesse impressioni confermate ieri dopo il primo giro con la C64. Il SR12 e' un cambio fantastico: cambiate secche, nette, "perentorie", mai a discapito della precisione, se regolato bene, e la cambiata multipla, a salire e a scendere, funziona benissimo. L'ergonomia delle leve, in combinazione con la piega Colnago HB R41, che gia' mi aveva convinto sulla V3RS, e' eccellente. L'attuazione con il pollice per scalare, in presa bassa, e' la meno riuscita tra SR12, SR12 EPS e Ekar, con l'ultimo gruppo che vince per distacco, grazie al profilo a "L" del tasto, ma rimane comuque agevole, anche per mani non grandi, come le mie.

Non avevo mai provato ne' i direct mount, ne' la frenata su piste in carbonio: non posso dire nulla di negativo, ma mi riservo di provare il tutto in montagna e in condizioni di bagnato, prima di alimentare, con cognizione di causa ;-) , la polemica rim vs. disc.

Non da ultimo, dopo una piacevole chiacchierata con il sivende, senz'altro un meccanico "vecchio stampo", con un'eta' e un giro di affari tali, per cui si può permettere di consigliare non necessariamente soluzioni all'ultimo grido, sono stato a un passo dal scegliere le Bora Ultra 50 per tubolare come primo montaggio, in modo da chiudere il cerchio e provare, per la prima volta, anche questo tipo di componenti.

Al momento dell'ordine ho tentennato :oops: e "ripiegato" sulle WTO45, montate con camera d'aria e copertoncini da 23 mm Vittoria Corsa (anche qua una prima volta, sia per la misura, sia per il modello), in modo da avere di base un treno di ruote stracollaudate che so già gestire, senza problemi, in autonomia.

Seguiranno altre foto e impressioni, con la premessa che, al di la' degli aspetti tecnici del mezzo e delle prestazioni (sempre quelle), saranno le sensazioni e le esperienze che vivrò con la nuova arrivata l'unica cosa a contare veramente.
Buona Colnago a tutti! o-o
 

semolo

Apprendista Passista
22 Agosto 2019
979
721
Bergamo
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Bici
Wilier Zero.7 - Campagnolo Super Record 11V - Fulcrum Racing Speed 35
Eccomi qua per condividere un paio di pensieri sulla "Pina", la mia nuova "modern Vintage" Colnago, ritirata giusto prima di Natale :bn: e lasciata in bella mostra per tutto il periodo natalizio nell'ingresso di casa, con somma gioia della mia migliore meta' :mrgreen: .

Finalmente, ieri ho trovato il tempo per setacciarla in ogni dettaglio e, dopo una prima sistemata all'altezza sella, mi sono concesso una romantica gita al Tegernsee, il lago dietro casa, complice il tempo non troppo freddo e le strade relativamente pulite per la penuria di neve delle ultime settimane. Senz'altro un bel modo di iniziare "per davvero" la stagione su strada, dopo il "warm-up" della prima settimana di gennaio, trascorsa nel grigiore della Val Padana a macinare km su strade, sterrate e argini della provincia di Ferrara.

Vedi l'allegato 384206
Cinquanta km e una messa in sella approssimativa (ho appuntamento dal bike-fitter per martedì prossimo), sono troppo pochi per poter parlare di tempi (sempre quelli) e sensazioni oggettive (ossimoro voluto;-)) su scorrevolezza e rigidezza. Spendo, tuttavia, volentieri due parole sulle motivazioni che mi hanno spinto ad allestire la bici in questo modo, senza voler convincere nessuno, ma, magari, fornendo un paio di spunti per chi si trovasse a decidere tra questo e quello.

Per chi si fosse perso alcuni miei post precedenti, ricordo che nel 2021 e 2022 ho pedalato con estrema soddisfazione sullo "stato dell'arte" Colnago e Campagnolo: V3RS disc, SR EPS e ruote Bora WTO Ultra con pneumatici tubeless.
Come un mantra, mi sono sempre detto "Una bici del genere e' qualcosa che una volta sola nella vita" gandalf... nella mia testa, tuttavia, c'era sempre l'idea di allestire una bici "iconica", in maniera essenziale (leggasi rim e gruppo meccanico), per convinzione personalissima che la bici sia anche (soprattutto?) un mezzo semplice: in particolare, mentre fuori strada sono innegabili i vantaggi forniti da "complicazioni" altamente funzionali (dischi, sospensioni), su strada e' ancora possibile "fare lo stesso con meno", con un'esperienza che, pur prestazionalmente simile, potrebbe dare sensazioni diverse, se non piu' appaganti, per il singolo, sotto alcuni aspetti.

La mia indecisione era, fondamentalmente, su quale telaio usare per questo progetto ;nonzo%: il candidato principale era un Master, per avere un'ulteriore differenziazione grazie all'acciaio, ma ammetto che, soprattutto dopo l'uscita del C68, il mio apprezzamento per il C64, gia' da sempre grande, e' ulteriormente aumentata.

Quando, poi, entrato nella "bottega delle meraviglie" del sivende Colnago di Monaco, mi sono trovato di fronte a una colorazione Mapei, e' stato davvero amore a prima vista :sbavon:. Non nego di subire il fascino della storia del Ciclismo su strada: se prendete l'ultima creazione, Made in Italy, dell'Ernesto e la vestite con la livrea della squadra più vincente di sempre, per me ha un valore aggiunto. Visto che già in passato mi sono lasciato scappare la Specialissima in colorazione Pantani, sia 1998, sia 2000, che avrebbe avuto un significato emozionale enorme per il sottoscritto, quando ho visto il C64 rim Mapei non ci ho pensato molto prima di fermarlo.

Aggiungo che la colorazione Mapei va vista da vicino, dal vero e in piena luce, per essere apprezzata: come le Art Decor, e' un capolavoro di colori, riflessi e dettagli, da far passare qualunque "Project One", o simili, di altri marchi in secondo piano.

La domanda successiva era: con un telaio simile, quale componenti? Appurato che un telaio "tradizionale" rim, senza integrazioni, offre più possibilità nella scelta di componenti leggeri (vedere la C64 di @VECCHIA ), la mia intenzione non era tanto di abbattere un qualche limite di peso, che per la C64 rim e' una mera questione di quanti € / g uno sia disposto a spendere, quanto piuttosto usare il telaio come piattaforma per soluzioni tecniche diverse dall'ammiraglia a disco.

Come gruppo ho optato, quindi, per il SR12 meccanico. Senza voler essere snob o apparire "contro" a tutti i costi, ma dopo il SR12 EPS sulla V3RS, ho montato l'Ekar sulla Exploro e la sensazione "tattile" di cambiata dell'ultimo mi ha conquistato, molto più della velocità e funzionalità aggiuntive (es. aggiustamento automatico del deragliatore) del primo. Stesse impressioni confermate ieri dopo il primo giro con la C64. Il SR12 e' un cambio fantastico: cambiate secche, nette, "perentorie", mai a discapito della precisione, se regolato bene, e la cambiata multipla, a salire e a scendere, funziona benissimo. L'ergonomia delle leve, in combinazione con la piega Colnago HB R41, che gia' mi aveva convinto sulla V3RS, e' eccellente. L'attuazione con il pollice per scalare, in presa bassa, e' la meno riuscita tra SR12, SR12 EPS e Ekar, con l'ultimo gruppo che vince per distacco, grazie al profilo a "L" del tasto, ma rimane comuque agevole, anche per mani non grandi, come le mie.

Non avevo mai provato ne' i direct mount, ne' la frenata su piste in carbonio: non posso dire nulla di negativo, ma mi riservo di provare il tutto in montagna e in condizioni di bagnato, prima di alimentare, con cognizione di causa ;-) , la polemica rim vs. disc.

Non da ultimo, dopo una piacevole chiacchierata con il sivende, senz'altro un meccanico "vecchio stampo", con un'eta' e un giro di affari tali, per cui si può permettere di consigliare non necessariamente soluzioni all'ultimo grido, sono stato a un passo dal scegliere le Bora Ultra 50 per tubolare come primo montaggio, in modo da chiudere il cerchio e provare, per la prima volta, anche questo tipo di componenti.

Al momento dell'ordine ho tentennato :oops: e "ripiegato" sulle WTO45, montate con camera d'aria e copertoncini da 23 mm Vittoria Corsa (anche qua una prima volta, sia per la misura, sia per il modello), in modo da avere di base un treno di ruote stracollaudate che so già gestire, senza problemi, in autonomia.

Seguiranno altre foto e impressioni, con la premessa che, al di la' degli aspetti tecnici del mezzo e delle prestazioni (sempre quelle), saranno le sensazioni e le esperienze che vivrò con la nuova arrivata l'unica cosa a contare veramente.
Buona Colnago a tutti! o-o
No vabbè che dire...praticamente hai messo sù un gioiello che incarna appieno quello che ho in mente io (un giorno :==) ovvero C64 rim con SR meccanico.

Complimenti e buone pedalate.
 
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bicimix

Ammiraglia
6 Agosto 2009
23.064
2.902
ABRUZZO all’ombra del Blockhaus
www.strava.com
Bici
7 Tour de France consecutivi!
Eccomi qua per condividere un paio di pensieri sulla "Pina", la mia nuova "modern Vintage" Colnago, ritirata giusto prima di Natale :bn: e lasciata in bella mostra per tutto il periodo natalizio nell'ingresso di casa, con somma gioia della mia migliore meta' :mrgreen: .

Finalmente, ieri ho trovato il tempo per setacciarla in ogni dettaglio e, dopo una prima sistemata all'altezza sella, mi sono concesso una romantica gita al Tegernsee, il lago dietro casa, complice il tempo non troppo freddo e le strade relativamente pulite per la penuria di neve delle ultime settimane. Senz'altro un bel modo di iniziare "per davvero" la stagione su strada, dopo il "warm-up" della prima settimana di gennaio, trascorsa nel grigiore della Val Padana a macinare km su strade, sterrate e argini della provincia di Ferrara.

Vedi l'allegato 384206
Cinquanta km e una messa in sella approssimativa (ho appuntamento dal bike-fitter per martedì prossimo), sono troppo pochi per poter parlare di tempi (sempre quelli) e sensazioni oggettive (ossimoro voluto;-)) su scorrevolezza e rigidezza. Spendo, tuttavia, volentieri due parole sulle motivazioni che mi hanno spinto ad allestire la bici in questo modo, senza voler convincere nessuno, ma, magari, fornendo un paio di spunti per chi si trovasse a decidere tra questo e quello.

Per chi si fosse perso alcuni miei post precedenti, ricordo che nel 2021 e 2022 ho pedalato con estrema soddisfazione sullo "stato dell'arte" Colnago e Campagnolo: V3RS disc, SR EPS e ruote Bora WTO Ultra con pneumatici tubeless.
Come un mantra, mi sono sempre detto "Una bici del genere e' qualcosa che una volta sola nella vita" gandalf... nella mia testa, tuttavia, c'era sempre l'idea di allestire una bici "iconica", in maniera essenziale (leggasi rim e gruppo meccanico), per convinzione personalissima che la bici sia anche (soprattutto?) un mezzo semplice: in particolare, mentre fuori strada sono innegabili i vantaggi forniti da "complicazioni" altamente funzionali (dischi, sospensioni), su strada e' ancora possibile "fare lo stesso con meno", con un'esperienza che, pur prestazionalmente simile, potrebbe dare sensazioni diverse, se non piu' appaganti, per il singolo, sotto alcuni aspetti.

La mia indecisione era, fondamentalmente, su quale telaio usare per questo progetto ;nonzo%: il candidato principale era un Master, per avere un'ulteriore differenziazione grazie all'acciaio, ma ammetto che, soprattutto dopo l'uscita del C68, il mio apprezzamento per il C64, gia' da sempre grande, e' ulteriormente aumentata.

Quando, poi, entrato nella "bottega delle meraviglie" del sivende Colnago di Monaco, mi sono trovato di fronte a una colorazione Mapei, e' stato davvero amore a prima vista :sbavon:. Non nego di subire il fascino della storia del Ciclismo su strada: se prendete l'ultima creazione, Made in Italy, dell'Ernesto e la vestite con la livrea della squadra più vincente di sempre, per me ha un valore aggiunto. Visto che già in passato mi sono lasciato scappare la Specialissima in colorazione Pantani, sia 1998, sia 2000, che avrebbe avuto un significato emozionale enorme per il sottoscritto, quando ho visto il C64 rim Mapei non ci ho pensato molto prima di fermarlo.

Aggiungo che la colorazione Mapei va vista da vicino, dal vero e in piena luce, per essere apprezzata: come le Art Decor, e' un capolavoro di colori, riflessi e dettagli, da far passare qualunque "Project One", o simili, di altri marchi in secondo piano.

La domanda successiva era: con un telaio simile, quale componenti? Appurato che un telaio "tradizionale" rim, senza integrazioni, offre più possibilità nella scelta di componenti leggeri (vedere la C64 di @VECCHIA ), la mia intenzione non era tanto di abbattere un qualche limite di peso, che per la C64 rim e' una mera questione di quanti € / g uno sia disposto a spendere, quanto piuttosto usare il telaio come piattaforma per soluzioni tecniche diverse dall'ammiraglia a disco.

Come gruppo ho optato, quindi, per il SR12 meccanico. Senza voler essere snob o apparire "contro" a tutti i costi, ma dopo il SR12 EPS sulla V3RS, ho montato l'Ekar sulla Exploro e la sensazione "tattile" di cambiata dell'ultimo mi ha conquistato, molto più della velocità e funzionalità aggiuntive (es. aggiustamento automatico del deragliatore) del primo. Stesse impressioni confermate ieri dopo il primo giro con la C64. Il SR12 e' un cambio fantastico: cambiate secche, nette, "perentorie", mai a discapito della precisione, se regolato bene, e la cambiata multipla, a salire e a scendere, funziona benissimo. L'ergonomia delle leve, in combinazione con la piega Colnago HB R41, che gia' mi aveva convinto sulla V3RS, e' eccellente. L'attuazione con il pollice per scalare, in presa bassa, e' la meno riuscita tra SR12, SR12 EPS e Ekar, con l'ultimo gruppo che vince per distacco, grazie al profilo a "L" del tasto, ma rimane comuque agevole, anche per mani non grandi, come le mie.

Non avevo mai provato ne' i direct mount, ne' la frenata su piste in carbonio: non posso dire nulla di negativo, ma mi riservo di provare il tutto in montagna e in condizioni di bagnato, prima di alimentare, con cognizione di causa ;-) , la polemica rim vs. disc.

Non da ultimo, dopo una piacevole chiacchierata con il sivende, senz'altro un meccanico "vecchio stampo", con un'eta' e un giro di affari tali, per cui si può permettere di consigliare non necessariamente soluzioni all'ultimo grido, sono stato a un passo dal scegliere le Bora Ultra 50 per tubolare come primo montaggio, in modo da chiudere il cerchio e provare, per la prima volta, anche questo tipo di componenti.

Al momento dell'ordine ho tentennato :oops: e "ripiegato" sulle WTO45, montate con camera d'aria e copertoncini da 23 mm Vittoria Corsa (anche qua una prima volta, sia per la misura, sia per il modello), in modo da avere di base un treno di ruote stracollaudate che so già gestire, senza problemi, in autonomia.

Seguiranno altre foto e impressioni, con la premessa che, al di la' degli aspetti tecnici del mezzo e delle prestazioni (sempre quelle), saranno le sensazioni e le esperienze che vivrò con la nuova arrivata l'unica cosa a contare veramente.
Buona Colnago a tutti! o-o
Per caso c’è nera un altra?
Così magari @Don Perigon, orfano della mai uscita C68 a rim, rompe gli indici e si compra sta benedetta serie C a rim che sono anni che è lì lì per comprarla ma poi non gli si quaglia mai… ;pirlùn^
 
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VECCHIA

Velocista
4 Settembre 2014
5.048
6.936
55
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PINARELLO NEW DOGMA F - COLNAGO C64 - PEDEMONTE MUTATOR RS - PEDEMONTE RHINOCEROS RS
Eccomi qua per condividere un paio di pensieri sulla "Pina", la mia nuova "modern Vintage" Colnago, ritirata giusto prima di Natale :bn: e lasciata in bella mostra per tutto il periodo natalizio nell'ingresso di casa, con somma gioia della mia migliore meta' :mrgreen: .

Finalmente, ieri ho trovato il tempo per setacciarla in ogni dettaglio e, dopo una prima sistemata all'altezza sella, mi sono concesso una romantica gita al Tegernsee, il lago dietro casa, complice il tempo non troppo freddo e le strade relativamente pulite per la penuria di neve delle ultime settimane. Senz'altro un bel modo di iniziare "per davvero" la stagione su strada, dopo il "warm-up" della prima settimana di gennaio, trascorsa nel grigiore della Val Padana a macinare km su strade, sterrate e argini della provincia di Ferrara.

Vedi l'allegato 384206
Cinquanta km e una messa in sella approssimativa (ho appuntamento dal bike-fitter per martedì prossimo), sono troppo pochi per poter parlare di tempi (sempre quelli) e sensazioni oggettive (ossimoro voluto;-)) su scorrevolezza e rigidezza. Spendo, tuttavia, volentieri due parole sulle motivazioni che mi hanno spinto ad allestire la bici in questo modo, senza voler convincere nessuno, ma, magari, fornendo un paio di spunti per chi si trovasse a decidere tra questo e quello.

Per chi si fosse perso alcuni miei post precedenti, ricordo che nel 2021 e 2022 ho pedalato con estrema soddisfazione sullo "stato dell'arte" Colnago e Campagnolo: V3RS disc, SR EPS e ruote Bora WTO Ultra con pneumatici tubeless.
Come un mantra, mi sono sempre detto "Una bici del genere e' qualcosa che una volta sola nella vita" gandalf... nella mia testa, tuttavia, c'era sempre l'idea di allestire una bici "iconica", in maniera essenziale (leggasi rim e gruppo meccanico), per convinzione personalissima che la bici sia anche (soprattutto?) un mezzo semplice: in particolare, mentre fuori strada sono innegabili i vantaggi forniti da "complicazioni" altamente funzionali (dischi, sospensioni), su strada e' ancora possibile "fare lo stesso con meno", con un'esperienza che, pur prestazionalmente simile, potrebbe dare sensazioni diverse, se non piu' appaganti, per il singolo, sotto alcuni aspetti.

La mia indecisione era, fondamentalmente, su quale telaio usare per questo progetto ;nonzo%: il candidato principale era un Master, per avere un'ulteriore differenziazione grazie all'acciaio, ma ammetto che, soprattutto dopo l'uscita del C68, il mio apprezzamento per il C64, gia' da sempre grande, e' ulteriormente aumentata.

Quando, poi, entrato nella "bottega delle meraviglie" del sivende Colnago di Monaco, mi sono trovato di fronte a una colorazione Mapei, e' stato davvero amore a prima vista :sbavon:. Non nego di subire il fascino della storia del Ciclismo su strada: se prendete l'ultima creazione, Made in Italy, dell'Ernesto e la vestite con la livrea della squadra più vincente di sempre, per me ha un valore aggiunto. Visto che già in passato mi sono lasciato scappare la Specialissima in colorazione Pantani, sia 1998, sia 2000, che avrebbe avuto un significato emozionale enorme per il sottoscritto, quando ho visto il C64 rim Mapei non ci ho pensato molto prima di fermarlo.

Aggiungo che la colorazione Mapei va vista da vicino, dal vero e in piena luce, per essere apprezzata: come le Art Decor, e' un capolavoro di colori, riflessi e dettagli, da far passare qualunque "Project One", o simili, di altri marchi in secondo piano.

La domanda successiva era: con un telaio simile, quale componenti? Appurato che un telaio "tradizionale" rim, senza integrazioni, offre più possibilità nella scelta di componenti leggeri (vedere la C64 di @VECCHIA ), la mia intenzione non era tanto di abbattere un qualche limite di peso, che per la C64 rim e' una mera questione di quanti € / g uno sia disposto a spendere, quanto piuttosto usare il telaio come piattaforma per soluzioni tecniche diverse dall'ammiraglia a disco.

Come gruppo ho optato, quindi, per il SR12 meccanico. Senza voler essere snob o apparire "contro" a tutti i costi, ma dopo il SR12 EPS sulla V3RS, ho montato l'Ekar sulla Exploro e la sensazione "tattile" di cambiata dell'ultimo mi ha conquistato, molto più della velocità e funzionalità aggiuntive (es. aggiustamento automatico del deragliatore) del primo. Stesse impressioni confermate ieri dopo il primo giro con la C64. Il SR12 e' un cambio fantastico: cambiate secche, nette, "perentorie", mai a discapito della precisione, se regolato bene, e la cambiata multipla, a salire e a scendere, funziona benissimo. L'ergonomia delle leve, in combinazione con la piega Colnago HB R41, che gia' mi aveva convinto sulla V3RS, e' eccellente. L'attuazione con il pollice per scalare, in presa bassa, e' la meno riuscita tra SR12, SR12 EPS e Ekar, con l'ultimo gruppo che vince per distacco, grazie al profilo a "L" del tasto, ma rimane comuque agevole, anche per mani non grandi, come le mie.

Non avevo mai provato ne' i direct mount, ne' la frenata su piste in carbonio: non posso dire nulla di negativo, ma mi riservo di provare il tutto in montagna e in condizioni di bagnato, prima di alimentare, con cognizione di causa ;-) , la polemica rim vs. disc.

Non da ultimo, dopo una piacevole chiacchierata con il sivende, senz'altro un meccanico "vecchio stampo", con un'eta' e un giro di affari tali, per cui si può permettere di consigliare non necessariamente soluzioni all'ultimo grido, sono stato a un passo dal scegliere le Bora Ultra 50 per tubolare come primo montaggio, in modo da chiudere il cerchio e provare, per la prima volta, anche questo tipo di componenti.

Al momento dell'ordine ho tentennato :oops: e "ripiegato" sulle WTO45, montate con camera d'aria e copertoncini da 23 mm Vittoria Corsa (anche qua una prima volta, sia per la misura, sia per il modello), in modo da avere di base un treno di ruote stracollaudate che so già gestire, senza problemi, in autonomia.

Seguiranno altre foto e impressioni, con la premessa che, al di la' degli aspetti tecnici del mezzo e delle prestazioni (sempre quelle), saranno le sensazioni e le esperienze che vivrò con la nuova arrivata l'unica cosa a contare veramente.
Buona Colnago a tutti! o-o
Sottoscrivo a pieno le impressione riguardo al Sr 12v meccanico . Anch'io ho Eps 12v su una bici ma sulle altre due ho montato il 12v meccanico , gruppo fantastico che funziona benissimo . Non vedo differenze di precisiome e velocità di cambiata rispetto all'Eps . Ovvio che poi il gruppo elettroni ha altri vantaggi ma io passando molte ore in bici sento il bisogno di utilizzare entrambi i tipi di gruppo . Alla lunga l'elettronico mi stanca ,
 

luigi_g

Apprendista Cronoman
7 Giugno 2019
2.954
1.578
Zurigo
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Bici
Colnago VR3s/Pinarello Grevil/Specialized Tarmac
Dopo essere stato motociclista, senza mai avere guidato un mezzo a due ruote, con motore a carburatori e/o a due tempi :oops:, ho deciso che non mi sarei macchiato di una mancanza simile con le bici (leggasi tubolari) gandalf

Prima di Natale, Xentis, piccolo produttore Austriaco specializzato in ruote in carbonio, che seguivo con interesse da un po‘ di tempo, faceva lo sconto del 25% su tutto il catalogo: non ho resistito e ho preso una coppia di Squad 2.5 SL per tubolare :mrgreen:

Così, dopo la frenata rim su carbonio e il ritorno al meccanico, mi tolgo una volta per tutte la curiosità di gestire e usare i tubolari… chissà come andrà a finire!:-)xxxx
... Ecco, Toni. Magari non presentarti alla SB2023 in tubolari...:-)xxxx
 
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golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
35.137
26.374
.
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Bici
mia
cambiata secca e rumorosa quanto basta, spettacolo per me o-o
Cambiata secca e rumorosa ce l'ha anche il mio red etap 11 v (di quelle slengate che anche se sei a 30 mt di distanza le senti se cambi sotto sforzo) però cambio con uno sfioro che a mio avviso non ha pari con nessun meccanico.
Sono gusti.. e spesso deviati da convinzioni.. non necessariamente giuste o sbagliate.. sempre scelte personali rimangono e meno male ne abbiamo facolta ancora ;-)
 
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semolo

Apprendista Passista
22 Agosto 2019
979
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Wilier Zero.7 - Campagnolo Super Record 11V - Fulcrum Racing Speed 35
Cambiata secca e rumorosa ce l'ha anche il mio red etap 11 v (di quelle slengate che anche se sei a 30 mt di distanza le senti se cambi sotto sforzo) però cambio con uno sfioro che a mio avviso non ha pari con nessun meccanico.
Sono gusti.. e spesso deviati da convinzioni.. non necessariamente giuste o sbagliate.. sempre scelte personali rimangono e meno male ne abbiamo facolta ancora ;-)
Ci mancherebbe, lungi da me nel fare comparazione tra i gruppi (tranne che per la scalata/discesa multipla) intendevo dire che la cambiata secca e rumorosa di qualsiasi meccanico accoppiata col fatto che spingi tu la leva meccanicamente per me è una delle cose che apprezzo nell' andare in bici e usare il mezzo.
Ovviamente ognuno ha i propri gusti e come detto altre volte sicuramente la cambiata dell' elettronico non ha paragoni; io personalmente non lo voglio o-o
 
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VECCHIA

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PINARELLO NEW DOGMA F - COLNAGO C64 - PEDEMONTE MUTATOR RS - PEDEMONTE RHINOCEROS RS
Come scrivi anche te sono gusti , io sono appassionato di meccanica e quando sento andare il cambio Sr meccanico mi diverto . Il gruppo Eps è eccellente però è un pò come il discorso orologio al quarzo o meccanico , al quarzo è più preciso ma io scelgo il meccanico . Sui gruppi è lo stesso , ho sempre preferito i meccanici , mi diverte cambiare e mi affascina la precisione raggiunta con un sistema completamente meccanico . Ciò non toglie che apprezzo anche l'elettronico e su una bici lo abbia montato . Avendo più bici perché non avere entrambi ?
 

golias

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mia
(tranne che per la scalata/discesa multipla)
Scalata o discesa multipla con l'elettronico (almeno il mio che conosco bene) la fai cmq, consta solo di avere l'accortezza di contare i tocchi che dai alle leva.. se tieni premuto scala 2-3-4 rapporti a caso.
io personalmente non lo voglio o-o
Io personalmente con il meccanico che ho sul muletto (ultegra) mi sento addirittura impedito a dover forzare sulle leve per cambiare.. vedi com'è diverso il modo ? ;-)
 

golias

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Come scrivi anche te sono gusti , io sono appassionato di meccanica e quando sento andare il cambio Sr meccanico mi diverto . Il gruppo Eps è eccellente però è un pò come il discorso orologio al quarzo o meccanico , al quarzo è più preciso ma io scelgo il meccanico . Sui gruppi è lo stesso , ho sempre preferito i meccanici , mi diverte cambiare e mi affascina la precisione raggiunta con un sistema completamente meccanico . Ciò non toglie che apprezzo anche l'elettronico e su una bici lo abbia montato . Avendo più bici perché non avere entrambi ?
Anche a me affascina sia il meccanico che l'elettronico (ma la mia potrebbe essere una deformazione scolastica visto che sarei un perito elettronico :oops: :mrgreen: )
E appunto avendone contezza non posso che ammirare la precisione con cui un motorino elettrico controllato passo passo possa eseguire un comando con estrema precisione.
Ma l'importante è divertirsi.. come ha ben scritto Toni77
 

Kaiser Jan

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colnago eps
Eccomi qua per condividere un paio di pensieri sulla "Pina", la mia nuova "modern Vintage" Colnago, ritirata giusto prima di Natale :bn: e lasciata in bella mostra per tutto il periodo natalizio nell'ingresso di casa, con somma gioia della mia migliore meta' :mrgreen: .

Finalmente, ieri ho trovato il tempo per setacciarla in ogni dettaglio e, dopo una prima sistemata all'altezza sella, mi sono concesso una romantica gita al Tegernsee, il lago dietro casa, complice il tempo non troppo freddo e le strade relativamente pulite per la penuria di neve delle ultime settimane. Senz'altro un bel modo di iniziare "per davvero" la stagione su strada, dopo il "warm-up" della prima settimana di gennaio, trascorsa nel grigiore della Val Padana a macinare km su strade, sterrate e argini della provincia di Ferrara.

Vedi l'allegato 384206
Cinquanta km e una messa in sella approssimativa (ho appuntamento dal bike-fitter per martedì prossimo), sono troppo pochi per poter parlare di tempi (sempre quelli) e sensazioni oggettive (ossimoro voluto;-)) su scorrevolezza e rigidezza. Spendo, tuttavia, volentieri due parole sulle motivazioni che mi hanno spinto ad allestire la bici in questo modo, senza voler convincere nessuno, ma, magari, fornendo un paio di spunti per chi si trovasse a decidere tra questo e quello.

Per chi si fosse perso alcuni miei post precedenti, ricordo che nel 2021 e 2022 ho pedalato con estrema soddisfazione sullo "stato dell'arte" Colnago e Campagnolo: V3RS disc, SR EPS e ruote Bora WTO Ultra con pneumatici tubeless.
Come un mantra, mi sono sempre detto "Una bici del genere e' qualcosa che una volta sola nella vita" gandalf... nella mia testa, tuttavia, c'era sempre l'idea di allestire una bici "iconica", in maniera essenziale (leggasi rim e gruppo meccanico), per convinzione personalissima che la bici sia anche (soprattutto?) un mezzo semplice: in particolare, mentre fuori strada sono innegabili i vantaggi forniti da "complicazioni" altamente funzionali (dischi, sospensioni), su strada e' ancora possibile "fare lo stesso con meno", con un'esperienza che, pur prestazionalmente simile, potrebbe dare sensazioni diverse, se non piu' appaganti, per il singolo, sotto alcuni aspetti.

La mia indecisione era, fondamentalmente, su quale telaio usare per questo progetto ;nonzo%: il candidato principale era un Master, per avere un'ulteriore differenziazione grazie all'acciaio, ma ammetto che, soprattutto dopo l'uscita del C68, il mio apprezzamento per il C64, gia' da sempre grande, e' ulteriormente aumentata.

Quando, poi, entrato nella "bottega delle meraviglie" del sivende Colnago di Monaco, mi sono trovato di fronte a una colorazione Mapei, e' stato davvero amore a prima vista :sbavon:. Non nego di subire il fascino della storia del Ciclismo su strada: se prendete l'ultima creazione, Made in Italy, dell'Ernesto e la vestite con la livrea della squadra più vincente di sempre, per me ha un valore aggiunto. Visto che già in passato mi sono lasciato scappare la Specialissima in colorazione Pantani, sia 1998, sia 2000, che avrebbe avuto un significato emozionale enorme per il sottoscritto, quando ho visto il C64 rim Mapei non ci ho pensato molto prima di fermarlo.

Aggiungo che la colorazione Mapei va vista da vicino, dal vero e in piena luce, per essere apprezzata: come le Art Decor, e' un capolavoro di colori, riflessi e dettagli, da far passare qualunque "Project One", o simili, di altri marchi in secondo piano.

La domanda successiva era: con un telaio simile, quale componenti? Appurato che un telaio "tradizionale" rim, senza integrazioni, offre più possibilità nella scelta di componenti leggeri (vedere la C64 di @VECCHIA ), la mia intenzione non era tanto di abbattere un qualche limite di peso, che per la C64 rim e' una mera questione di quanti € / g uno sia disposto a spendere, quanto piuttosto usare il telaio come piattaforma per soluzioni tecniche diverse dall'ammiraglia a disco.

Come gruppo ho optato, quindi, per il SR12 meccanico. Senza voler essere snob o apparire "contro" a tutti i costi, ma dopo il SR12 EPS sulla V3RS, ho montato l'Ekar sulla Exploro e la sensazione "tattile" di cambiata dell'ultimo mi ha conquistato, molto più della velocità e funzionalità aggiuntive (es. aggiustamento automatico del deragliatore) del primo. Stesse impressioni confermate ieri dopo il primo giro con la C64. Il SR12 e' un cambio fantastico: cambiate secche, nette, "perentorie", mai a discapito della precisione, se regolato bene, e la cambiata multipla, a salire e a scendere, funziona benissimo. L'ergonomia delle leve, in combinazione con la piega Colnago HB R41, che gia' mi aveva convinto sulla V3RS, e' eccellente. L'attuazione con il pollice per scalare, in presa bassa, e' la meno riuscita tra SR12, SR12 EPS e Ekar, con l'ultimo gruppo che vince per distacco, grazie al profilo a "L" del tasto, ma rimane comuque agevole, anche per mani non grandi, come le mie.

Non avevo mai provato ne' i direct mount, ne' la frenata su piste in carbonio: non posso dire nulla di negativo, ma mi riservo di provare il tutto in montagna e in condizioni di bagnato, prima di alimentare, con cognizione di causa ;-) , la polemica rim vs. disc.

Non da ultimo, dopo una piacevole chiacchierata con il sivende, senz'altro un meccanico "vecchio stampo", con un'eta' e un giro di affari tali, per cui si può permettere di consigliare non necessariamente soluzioni all'ultimo grido, sono stato a un passo dal scegliere le Bora Ultra 50 per tubolare come primo montaggio, in modo da chiudere il cerchio e provare, per la prima volta, anche questo tipo di componenti.

Al momento dell'ordine ho tentennato :oops: e "ripiegato" sulle WTO45, montate con camera d'aria e copertoncini da 23 mm Vittoria Corsa (anche qua una prima volta, sia per la misura, sia per il modello), in modo da avere di base un treno di ruote stracollaudate che so già gestire, senza problemi, in autonomia.

Seguiranno altre foto e impressioni, con la premessa che, al di la' degli aspetti tecnici del mezzo e delle prestazioni (sempre quelle), saranno le sensazioni e le esperienze che vivrò con la nuova arrivata l'unica cosa a contare veramente.
Buona Colnago a tutti! o-o
Complimenti Toni!!!
 
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bicilook

Ammiraglia
15 Giugno 2008
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19.570
Genova
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ORBEA Orca Omx -Colnago C60
Come scrivi anche te sono gusti , io sono appassionato di meccanica e quando sento andare il cambio Sr meccanico mi diverto . Il gruppo Eps è eccellente però è un pò come il discorso orologio al quarzo o meccanico , al quarzo è più preciso ma io scelgo il meccanico . Sui gruppi è lo stesso , ho sempre preferito i meccanici , mi diverte cambiare e mi affascina la precisione raggiunta con un sistema completamente meccanico . Ciò non toglie che apprezzo anche l'elettronico e su una bici lo abbia montato . Avendo più bici perché non avere entrambi ?
È vero anch'io sono appassionato di meccanica...e il patrimonio di meccanica di precisione che c'è in un gruppo meccanico di ultima generazione è una cosa bellissima,e sarebbe davvero un peccato se non li producessero più.