Colnago Club - Capitolo 8

JamesHunt

via col vento
6 Luglio 2020
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Specialized
Infatti la C64 che mi fece vedere era una 52s per il velocista,ora alla Alpecin, Jasper Philipsen

Ma infatti credo che dietro a tutti questi discorsi tecnici ci sia un fatto. I costruttori enormi in sostanza hanno aggredito il mercato proponendo materiale standard per tutti.

Quando correvo in bici ho avuto la fortuna di avere biciclette fornite e almeno da junior e da under anche su misura. Noi ovviamente eravamo nessuno, ti misuravano in sede a fine anno e poi dopo qualche settimana arrivava la bici. Ricordo che anche solo amatori facoltosi si facevano personalizzare la bici al millimetro da Colnago. Quindi pensa i prof che possibilità di azione avevano. E credo che se Colnago serviva i migliori corridori era magari perché ci smenava soldi ma anche perchè i corridori amavano quel materiale.

Poi sono arrivati Giant, Specialized, Cannondale e Trek. 4/5 taglie e buon divertimento. Mega aziende pronte a sfornare bici in catena di montaggio e via. Costi di produzione scesi e grazie che ti puoi permettere di spendere in ricerca e innovazione (oltre che foraggiare i team per mettergli il sedere su una tua bici). Colnago con numeri più piccoli non poteva beneficiare di questa cosa quanto i grandi costruttori.

Nascondersi dietro un dito e dire che Colnago (e tantissimi altri) non hanno patito il colpo è negare l’evidenza. Lo hanno patito a livello economico e di conseguenza anche come salute del brand e produzione.

Il fatto che Colnago sia ancora qui, senza essersi snaturato troppo non fa che fargli onore.
 

Paolillo

Apprendista Velocista
7 Maggio 2009
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Piacenza
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Olmo
Ma infatti credo che dietro a tutti questi discorsi tecnici ci sia un fatto. I costruttori enormi in sostanza hanno aggredito il mercato proponendo materiale standard per tutti.

Quando correvo in bici ho avuto la fortuna di avere biciclette fornite e almeno da junior e da under anche su misura. Noi ovviamente eravamo nessuno, ti misuravano in sede a fine anno e poi dopo qualche settimana arrivava la bici. Ricordo che anche solo amatori facoltosi si facevano personalizzare la bici al millimetro da Colnago. Quindi pensa i prof che possibilità di azione avevano. E credo che se Colnago serviva i migliori corridori era magari perché ci smenava soldi ma anche perchè i corridori amavano quel materiale.

Poi sono arrivati Giant, Specialized, Cannondale e Trek. 4/5 taglie e buon divertimento. Mega aziende pronte a sfornare bici in catena di montaggio e via. Costi di produzione scesi e grazie che ti puoi permettere di spendere in ricerca e innovazione (oltre che foraggiare i team per mettergli il sedere su una tua bici). Colnago con numeri più piccoli non poteva beneficiare di questa cosa quanto i grandi costruttori.

Nascondersi dietro un dito e dire che Colnago (e tantissimi altri) non hanno patito il colpo è negare l’evidenza. Lo hanno patito a livello economico e di conseguenza anche come salute del brand e produzione.

Il fatto che Colnago sia ancora qui, senza essersi snaturato troppo non fa che fargli onore.
Continuo a non capire. Il discorso parte da: Colnago meno resto del mondo a -2km/h. Tutto quello che hai scritto è solo fuffa. Ci vogliono dati, senza non esiste nulla. Poi magari si guadagna un niente% in aereodinamica e si perde un fottio in altre cose piu' importanti. Ad esempio non ti sei mai chiesto perchè c'è gente (a parità di peso...) che con un copertone posteriore si fa 5 mila km a altri dopo 2500 Km devono cambiare?. Semplice, la ruota posteriore non è sullo stesso piano di quella anteriore e neanche parallela. Risultato la ruota, in modo impercettibile viene trascinata. Secondo te un problema del genere quanto incide sul rendimento della bici ? In questi 35 anni di bici mie e di amici sai quante me ne sono capitate con questo problema (anche di marchi da te citati...) ?
 
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Nick_colnago

gioco a fare il ciclista
19 Settembre 2011
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Albignasego
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Bici
S-Works Aethos
Buongiorno ragazzi mi riallaccio alla discussione Boonen / Colnago raccontandovi la mia piccola esperienza in merito, quando ordinai la Aethos S-Works pedalavo sulla V3Rs che ritengo un grandissimo mezzo quindi ero un pò timoroso di avere fatto un passo indietro con il nuovo acquisto, fatalità in quel periodo trovai un allora pro della UAE e mio ex compagno di categoria alle giovanili in giro per i colli euganei e gli chiesi consiglio e opinione sulla mia scelta. La sua risposta in merito fu molto decisa e secca dicendomi che avevo fatto un ottimo acquisto e che sono di un altro livello le Specialized :shock: .
Ora non voglio assolutamente polemizzare o infangare il marchio da grande estimatore e possessore di tanti modelli Colnago ho solo riportato la mia piccola esperienza.
Saluti a tutti e buone pedalate
 

gnolle

Pignone
2 Febbraio 2012
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vignola(MO)
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Colnago V2R disch
Secondo me vale il discorso
Ot un attimo perché hai scritto questo, ma Volevo farmi una aethos s-works, la consigli quindi? Io l’ho provata solo per qualche km e mi piacque molto, ho la Venge e me la farei come seconda bici
La æthos la consiglio a gente leggera è molto comoda non scenderesti mai,se ti piace fare dei bei gironi lunghi te la consiglio anche granfondo alla fine la comodità paga.
Ormai dico anche le differenze che ho notato subito con il c68,come comodità di seduta/schiena siamo più o meno uguali,lavantreno ovvio è più rigido nel c68 il c68 lo senti che è piu solido,se fai un fuori sella lungo e deciso con la æthos le prime 4 pedalate ti scappa da sotto,dopo si mette un po a "sedere" il c68 no lo senti bello tosto e ti supporta bene parto dal presupposto che peso forma sono 80kg x 1,75 metri per cui necessito di bici robuste la æthos è morbidona però c ho fatto un anno e c ho fatto anche 200 km l'ho cambiata xche avevo ancora il telaio della cube ed una mtb allora ho voluto dare via tutto ed ho trasferito i componenti della etos sul telaio c68 altrimenti la tenevo
 

palmer

Apprendista Scalatore
20 Ottobre 2005
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Due in carbonio, due in titanio, ma otto in acciaio
Ma ci mancherebbe.

Io sto solo dicendo che la dichiarazione di Boonen, oggi potrebbe anche non essere priva di senso. Sicuramente 2km/h sono tantissimo, anche in condizioni assolute.

E sicuramente, visto che vado in bici ma ci ho anche corso tanti anni fa, l’aerodinamica non è l’unica cosa che fa ottima una bicicletta.

Semplicemente sotto certi aspetti Colnago era sicuramente rimasta indietro, anche per la sua grandezza. Specialized credo abbia utili per quasi 2 miliardi annui, Colnago attorno ai 30 milioni. Tieni anche solo la fetta di bici da corsa top di Specialized, parliamo comunque di entità troppe diverse. Sto tirando un numero a caso ma credo che si venda una Colnago top di gamma ogni 10/15 Tarmac S works.

Sicuramente in un primo momento si sono avvantaggiati i colossi. Gli altri a mio avviso se sopravvissuti si riavvicinano.

Inoltre le tecnologie che hanno avuto in mano i colossi oggi stanno arrivando a piccole realtà perché in sostanza abbastanza basilari. Non parliamo di innovazioni da tenere segrete ma di semplici studi su una componente che mai ha guardato troppo all’aerodinamica. Nel giro di qualche anno saranno saturi. In sostanza basta aver soldi da smenare e da dare a chi sa usare questi mezzi e risolvi. Inoltre molte tecnologie stanno diventando note. Non serve buttare soldi per capire che i cavi integrati a livello aerodinamico sono meglio.

Per assurdo l’opposto di Colnago è oggi Factor, nata dal nulla ma che ha attinto a piene mani direttamente le migliori tecnologie in campo di compositi e aerodinamiche. Piccola realtà che per ragioni geografiche ha avuto vita facile Ad avere accesso a queste tecnologie.

Ora non so la fine che farà Factor ma quando Colnago avrà colmato il gap rispetto ad altri resterà una realtà piccola e in grado di personalizzare e offrire alta gamma al cliente e all’atleta.

Specialized e simili difficilmente potranno modificare il loro modo di produrre biciclette che mette la priorità ai numeri. O creano reparti molto più piccoli, con numeri molto più piccoli, o continueranno a vendere prodotti ottimi ma abbastanza standard.

Paragonerei Colnago a Lightweight e Specialized a Shimano. Entrambi producono ottime ruote nel top di gamma. Oggi sulle ruote non c’è questa enorme attenzione, quindi credo che tutti scegliamo (potendo) Lightweigh.

Ci fosse una grande evoluzione in quel settore, tale da richiedere tanti investimenti in ricerca, Shimano avrebbe pochissimi problemi a tirare fuori le migliori ruote del mercato.

(Con tutto questo ribadisco che qui il mezzo meccanico ha importanza relativa, al top di gamma parliamo di micro gain che possono servire all’atleta professionale o alla sua fiducia).

Buongiorno, hai scritto:
"Specialized credo abbia utili per quasi 2 miliardi annui, Colnago attorno ai 30 milioni"
Io non capisco un'acca di meccanica e di bici da corsa, ci pedalo soltanto sopra da quasi quarant'anni (e ora anche in sovrappeso data la mia veneranda età), però un bilancio so leggerlo. E quelli che hai postato sono dati strabilianti.
Hai a disposizione i bilanci di queste due società? Quello di Specialized andrebbe bene anche in inglese.
Se si, anche in privato.
Ti ringrazio molto.
 

palmer

Apprendista Scalatore
20 Ottobre 2005
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Bici
Due in carbonio, due in titanio, ma otto in acciaio
Non saprei se un singolo modello come quello di Contador sia attualmente consentito, forse per qualche tempo come prototipo. Però sicuramente Specialized non riesce in factory a modificare la produzione di un solo componente parlando di carbonio e di quanto complesso è il sistema che usa.

Potrebbe però passarlo ad aziende più piccole con cui collabora, a costi estremamente alti. Non saprei, a quello che so i prof attuali si adattano alla bici e non viceversa. Poi non conosco nessun fenomeno alla Pogacar, Evenepoel e simili. Per me oggi è molto complesso comunque un singolo prototipo da aziende enormi, al massimo lo fanno per eventi come il record dell’ora. E sicuramente vengono commissionati a terzi che hanno il know how per fare questi pezzi unici.

Quando il sito internet era gestito dal precedente management di Colnago, c'era la storia del Cavaliere con tutti i suoi grandi successi.
Ricordo molto bene la collaborazione con Ferrari sullo sviluppo dei telai in carbonio.
Dunque, anche qui il Cavaliere ha segnato la strada.
 

Kaiser Jan

Recordman
19 Maggio 2010
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prov. BS
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colnago eps
Cmq ieri con la bici più lenta e antica del mondo inspiegabilmente Pogacar ha vinto per distacco alla Parigi Nizza...chissà cosa avrebbe fatto con una bici più veloce.
Potremmo finirla qui,se il bimbo poggia le sue guance,su un'altra bici. PS ieri era proprio triste appena tagliato il traguardo che avrà pensato,beati i miei rivali che hanno bici migliori della mia.
 

JamesHunt

via col vento
6 Luglio 2020
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Specialized
Quando il sito internet era gestito dal precedente management di Colnago, c'era la storia del Cavaliere con tutti i suoi grandi successi.
Ricordo molto bene la collaborazione con Ferrari sullo sviluppo dei telai in carbonio.
Dunque, anche qui il Cavaliere ha segnato la strada.

Verissimo però onestamente c’era molto operazione commerciale tra le due cose. Giustamente la Ferrari delle bici si è legata più volte alla Ferrari come marchio.

Non credo ci sia stata una collaborazione tecnica così profonda tra le due aziende perché le tecnologie di F1, in particolare negli anni in cui ci sono state le partnership erano molto molto costose e Ferrari in quel periodo non era messa benissimo, tanto da aver aperto un polo in Inghilterra proprio per recuperare il terreno perso.

Non a caso i primi studi veri in questo senso sono nati con la federazione ciclistica britannica che ha usato il know how Lotus, all’epoca già inadeguato per la F1 ma almeno a buon prezzo.
 

palmer

Apprendista Scalatore
20 Ottobre 2005
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Due in carbonio, due in titanio, ma otto in acciaio
Verissimo però onestamente c’era molto operazione commerciale tra le due cose. Giustamente la Ferrari delle bici si è legata più volte alla Ferrari come marchio.

Non credo ci sia stata una collaborazione tecnica così profonda tra le due aziende perché le tecnologie di F1, in particolare negli anni in cui ci sono state le partnership erano molto molto costose e Ferrari in quel periodo non era messa benissimo, tanto da aver aperto un polo in Inghilterra proprio per recuperare il terreno perso.

Non a caso i primi studi veri in questo senso sono nati con la federazione ciclistica britannica che ha usato il know how Lotus, all’epoca già inadeguato per la F1 ma almeno a buon prezzo.

Interessante questo articolo
di cui posto un passo che può dare l'idea della cultura dell'innovazione che c'è in Colnago

Fu lo stesso Drake nel 1980 a suggerirgli di provare a introdurre quel materiale appena arrivato nella Formula Uno nel ciclismo. “Hai solo cinquant'anni, io alla tua età ho fondato la Ferrari. Devi rischiare, guardare avanti, verso il futuro: io ci sono”. Racconta: “Con Ferrari e il Politecnico di Milano facemmo uno studio durato quasi un anno per realizzare un tubo in carbonio che avesse la stessa resistenza dell'acciaio. Dopodiché siamo partiti con la prima bicicletta. Nessuno ci credeva”. A Colnago si deve anche la realizzazione del primo telaio monoscocca in carbonio.
 
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golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
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26.367
.
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Bici
mia
Non credo ci sia stata una collaborazione tecnica così profonda tra le due aziende perché le tecnologie di F1
Credi male:

Sul Giornale, Pier Augusto Stagi ha chiesto a Colnago di raccontare l’incontro con il grande Enzo. «Mi ero messo in testa di fare un telaio in carbonio. Chiamai Mauro Forghieri, all’epoca direttore tecnico della Ferrari, e ci incontrammo appena fuori Modena, alla trattoria La Rustica. Gli chiesi di incontrare il Drake per parlargli della mia idea. Il giorno dopo ci ritrovammo, io ero con mio genero Vanni e Beppe Saronni. Con il Drake c’erano suo figlio Piero e Forghieri. Gli esposi la mia idea, e la cosa che mi colpì è che mi rispose parlandomi in brianzolo, visto che ai tempi della Alfa Romeo aveva vissuto a Milano. Nacque lì una collaborazione durata trent’anni grazie a Ferrari Engineering e al mio amico Luca di Montezemolo. A Ferrari rivelai imbarazzato di aver già superato i 50 anni, quindi di non essere più un ragazzino. Lui mi rimproverò: «Vergognati! mi disse deciso -. È l’età in cui ho cominciato a fare le cose migliori». Poi quando fummo a tavola, al Cavallino, fu lui a esortarmi a fare la forcella anteriore dritta. La disegnò su un tovagliolo al ristorante, mangiando mortadella: tornai a casa, ci pensai bene. E il mattino seguente la realizzai».

Ma se googli ne trovi a bizzeffe .
 
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JamesHunt

via col vento
6 Luglio 2020
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Specialized
Certo conosco bene gli aneddoti. E per l'epoca erano cose fantastiche. Però parliamo di epoche un pò diverse ;)

E sicuramente c'è stato scambio tecnico tra le due aziende. Non a caso negli anni 90 i telaio in carbonio Colnago erano fantastici e non escludo che la sua capacità di lavorare i compositi iniziale sia arrivata anche da li.

Però io parlo di roba diversa. Oggi per Colnago andare in Ferrari e chiedere di accedendere il reparto CFD e la galleria del vento vuol dire andarci con un milioncino in tasca per un giorno di lavoro. Perchè quello costa purtroppo.
 

bicilook

Ammiraglia
15 Giugno 2008
21.097
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Genova
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Bici
ORBEA Orca Omx -Colnago C60
Certo conosco bene gli aneddoti. E per l'epoca erano cose fantastiche. Però parliamo di epoche un pò diverse ;)

E sicuramente c'è stato scambio tecnico tra le due aziende. Non a caso negli anni 90 i telaio in carbonio Colnago erano fantastici e non escludo che la sua capacità di lavorare i compositi iniziale sia arrivata anche da li.

Però io parlo di roba diversa. Oggi per Colnago andare in Ferrari e chiedere di accedendere il reparto CFD e la galleria del vento vuol dire andarci con un milioncino in tasca per un giorno di lavoro. Perchè quello costa purtroppo.
Colnago adesso è degli arabi....la galleria del vento la costruiscono loro in mezzo al deserto...fanno le prove con tramontana scirocco grecale e libeccio...
 

JamesHunt

via col vento
6 Luglio 2020
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Colnago adesso è degli arabi....la galleria del vento la costruiscono loro in mezzo al deserto...fanno le prove con tramontana scirocco grecale e libeccio...

Sperando che sia finita in mani buone e non in un fondo di investimenti che nulla conosce della storia, sicuramente Colnago ha trovato i capitali per stare al passo con i tempi.

Se viene gestita come eccellenza qual'è, tipo una Ferrari, questo non potrà che far bene a Colnago e ai suoi prodotti.

Era comunque un passo inevitabile. Pinarello credo l'avesse fatto già anni fa.
 

JamesHunt

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Per inciso comunque io fosse senza bici oggi probabilmente prenderei una Colnago.

Del fatto che non sia il massimo come ricerca e forse non la bici più veloce in assoluto a me cambia poco. Come credo al 99,99999% dei ciclisti in giro per il mondo.

Di contro mi ispira più fiducia un prodotto uscito da Colnago come durata e qualità, di uno che esce insieme a qualche altro milione di bici all'anno da Specialized.

Colnago per me è una bici e come tale oltre alla prestazione guardo altro.

Specialized è un mezzo, per un professionista un mezzo di lavoro.
 

palmer

Apprendista Scalatore
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Due in carbonio, due in titanio, ma otto in acciaio
Credi male:

Sul Giornale, Pier Augusto Stagi ha chiesto a Colnago di raccontare l’incontro con il grande Enzo. «Mi ero messo in testa di fare un telaio in carbonio. Chiamai Mauro Forghieri, all’epoca direttore tecnico della Ferrari, e ci incontrammo appena fuori Modena, alla trattoria La Rustica. Gli chiesi di incontrare il Drake per parlargli della mia idea. Il giorno dopo ci ritrovammo, io ero con mio genero Vanni e Beppe Saronni. Con il Drake c’erano suo figlio Piero e Forghieri. Gli esposi la mia idea, e la cosa che mi colpì è che mi rispose parlandomi in brianzolo, visto che ai tempi della Alfa Romeo aveva vissuto a Milano. Nacque lì una collaborazione durata trent’anni grazie a Ferrari Engineering e al mio amico Luca di Montezemolo. A Ferrari rivelai imbarazzato di aver già superato i 50 anni, quindi di non essere più un ragazzino. Lui mi rimproverò: «Vergognati! mi disse deciso -. È l’età in cui ho cominciato a fare le cose migliori». Poi quando fummo a tavola, al Cavallino, fu lui a esortarmi a fare la forcella anteriore dritta. La disegnò su un tovagliolo al ristorante, mangiando mortadella: tornai a casa, ci pensai bene. E il mattino seguente la realizzai».

Ma se googli ne trovi a bizzeffe .

Ti ringrazio per aver postato questo aneddoto.
La storia insegna.

Per l'industria ciclistica italiana ci sarà sempre un grande rammarico: grandi imprenditori o innovatori come Tullio Campagnolo, Ernesto Colnago, Ugo Derosa, Faliero Masi e Dario Pegoretti, o non ci sono più, oppure sono arrivati al capolinea della vita lavorativa.
Non oso immaginare cosa sarebbe questo comparto se tutti questi grandi nomi che ho citato fossero oggi dei cinquantenni.
 
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JamesHunt

via col vento
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Comunque per chi è appassionato di queste cose consiglio di leggere questo:


Sono i dati di Colnago sulla V4Rs confrontati anche con il modello precedente. Lavoro notevole che dimostra quanto stia spingendo Colnago su questo, anche per il gap probabilmente accumulato negli scorsi anni.

Detto questo, se non sei un prof, credo che le differenze in termini di performance siano difficilmente avvertibili tra V4r e precedente.
 

JamesHunt

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Ti ringrazio per aver postato questo aneddoto.
La storia insegna.

Per l'industria ciclistica italiana ci sarà sempre un grande rammarico: grandi imprenditori o innovatori come Tullio Campagnolo, Ernesto Colnago, Ugo Derosa, Faliero Masi e Dario Pegoretti, o non ci sono più, oppure sono arrivati al capolinea della vita lavorativa.
Non oso immaginare cosa sarebbe questo comparto se tutti questi grandi nomi che ho citato fossero oggi dei cinquantenni.

Secondo me sai che cambierebbe poco? Perchè è cambiata l'economia.

Dovrebbero essere molto bravi nel fare quello che ad esempio fece Enzo Ferrari nel 1969 con FIAT. Trovare qualcuno molto più grande di loro che sia in grado di sostenerli preservando il proprio DNA.

Che è quello che poi stanno facendo eh? Mi preoccupa solo che all'epoca erano persone con persone. Oggi sono persone con fondi di investimento che spero sappiano cosa hanno in mano.