Infatti la C64 che mi fece vedere era una 52s per il velocista,ora alla Alpecin, Jasper Philipsen
Ma infatti credo che dietro a tutti questi discorsi tecnici ci sia un fatto. I costruttori enormi in sostanza hanno aggredito il mercato proponendo materiale standard per tutti.
Quando correvo in bici ho avuto la fortuna di avere biciclette fornite e almeno da junior e da under anche su misura. Noi ovviamente eravamo nessuno, ti misuravano in sede a fine anno e poi dopo qualche settimana arrivava la bici. Ricordo che anche solo amatori facoltosi si facevano personalizzare la bici al millimetro da Colnago. Quindi pensa i prof che possibilità di azione avevano. E credo che se Colnago serviva i migliori corridori era magari perché ci smenava soldi ma anche perchè i corridori amavano quel materiale.
Poi sono arrivati Giant, Specialized, Cannondale e Trek. 4/5 taglie e buon divertimento. Mega aziende pronte a sfornare bici in catena di montaggio e via. Costi di produzione scesi e grazie che ti puoi permettere di spendere in ricerca e innovazione (oltre che foraggiare i team per mettergli il sedere su una tua bici). Colnago con numeri più piccoli non poteva beneficiare di questa cosa quanto i grandi costruttori.
Nascondersi dietro un dito e dire che Colnago (e tantissimi altri) non hanno patito il colpo è negare l’evidenza. Lo hanno patito a livello economico e di conseguenza anche come salute del brand e produzione.
Il fatto che Colnago sia ancora qui, senza essersi snaturato troppo non fa che fargli onore.
