Mettiamola così: a me come a tanti altri piace moltissimo andare in bici, fare gare ogni tanto e vederle alla tele o dal vero.Allora il problema non è il ciclismo, ma l'immagine che ne viene data dai media e, soprattutto, dai dibattiti da salumeria spiccia.
Mi rispondo subito: lo so che stai saltando sulla tastiera per controbattere che il problema è anche l'immagine, ma io resto convinto che la questione fondamentale, tale rimane: un gatto nero può essere descritto come una pantera dai giornalisti, dai social o nei dibattiti televisivi, ma rimane sempre e solo un gatto nero. E' inutile che si tenti di dire che sostanzialmente è una pantera perché, magari, è femmina.
Per andare in bici ho solo bisogno di avere le possibilità economiche e di tempo, per il resto occorrono gli sponsor che finanziano gli organizzatori e pagano i corridori.
Quindi l'immagine è fondamentale per attirarli perché anche loro devono aver un ritorno, non fanno carità.
Si è passati da un periodo dove ci si arrampicava sugli specchi per giustificare chi aveva ematocrito oltre 50 a scandali con squalifiche plurime a esami vari, passaporto, controlli h24 7/7, etc.
Tutti giurano di essere puliti ma l'ambiente è pieno di gente con problemi di doping.
E ora l'affaire Froome.
Secondo te se uno esterno al ciclismo ha un po' di soldi da investire e cerca in giro informazioni riguardo ai ciclisti e all'ambiente, quello che è successo e non si è ancora risolto lo incentiva ad investire o lo fa desistere?
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