Prendere in considerazione solo un mese per una sindrome di tipo pluristagionale (autunno-inverno) e' solo un modo per addomesticare i dati e caricarli di un significato che in realta' non hanno.E' abbasanza verosimile che pure essendo parziali quei dati siano abbastanza reali.
Anche ipotizzando che i comuni che ancora non hanno comunicato i dati siano quelli meno efficienti, poco informatizzati, magari del sud e probabilmente con meno o zero morti da covid, è probabile che la percentuale finale si attesti intorno ad un 30% che significherebbe circa
15000 morti in più, nel mese di marzo e non c'è evidenza che il trend sarebbe continuato per mesi in tutta la penisola
Il minimo che si potrebbe fare per svolgere un'analisi statistica comparativa di valenza accettabile e' quello di considerare un arco temporale di almeno un trimestre.
Questa analisi comparativa e' stata fatta per l'intero territorio nazionale, per il primo trimestre dell'anno.
Il risultato (tenuto opportunamente occultato dai media) e':
a) primo trim. 2019, 180.000 decessi
b) primo trim. 2020, 160.000 decessi
Questi sono dati inconfutabili, traete voi le conclusioni....
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