condivido la parte relativa alla flessibilità........
mi lascia invece perplesso il passo relativo all' "abbastanza inutile per soggetti già moderatamente allenati".
quell'avverbio "abbastanza" "stona", è insignificante, nel senso che non conduce a nulla, come del resto "per soggetti moderatamente allenati"....
il che mi fa pensare che chi è moderatamente allenato non ha bisogno di potenziarsi...la domanda seguente quindi è: ma chi non è moderatemente allenato, che deve fare?
ritengo che nonostante tutto alla base vi sia una non-conoscenza approfondita del far fare i pesi al ciclista, cioè cosa deve fare il ciclista in sala pesi?.
ecco l'autentico problema.
la flessibilità, la postura e il riequilibrio muscolare sono determinanti, tanto quanto fare pesi proprio per sopperire a talune carenze muscolari.
il rafforzamento di alcuni distretti muscolari per aspetti di natura preventiva e per il rafforzamento inteso come aumento di forza utile.
vi sono molti atleti che utilizzano i pesi, facile pensare ad Armstrong.....il problema è che occorre avere dei programmi autentici, fondati su reali conoscenze estratte, come giustamente dici tu, da studi
scientifici.
appena ritrovo le pubblicazioni le condivido (sono in inglese).
I condizionali sono d'obbligo perchè la spaccatura è netta tra chi ritiene inutile allenarsi in palestra per il ciclisti= il principiante ne trae beneficio (ovvio) ma chi è già a determinati livelli ha minori se non inesistenti miglioramenti prestazionali specifici ( a memoria era una valutazione sul miglioramento di Wattaggio alla soglia tra 2 gruppi uno che si allenava in palestra e l'altro in maniera specifica su bicicletta, risultato l'allenamento specifico in bici dava i risultati migliori nell'innalzamento della FTP).
Senza contare che la palestra induce differenti requisiti di recupero (in genere più lunghi per un soggetto ciclista che si applica per 2-3 mesi/anno in palestra) e toglie tempo alle uscite specifiche.
La domanda è il potenziamento in palestra è utile al ciclista? e Cosa intendiamo per potenziamento? Specifico o aspecifico?
Le correnti che dicono di NO sono le più concrete dal mio punto di vista ma ci sono sempre le dovute eccezioni (es soggetto che ha marcato squilibrio muscolare).
In sè il modello prestazionale ciclismo non prevede picchi elevati di forza, ma anzi la capacità di mantenere picchi anche relativamente bassi di spinta sui pedali per numerose ripetizioni e molto tempo (con differenze marcate a seconda di specialità e/o percorso).
Più nello specifico questi picchi o momenti a più elevata richiesta di forza (e/o cadenza a seconda delle situazioni, volata, salita, scatto) sono più specificatamente allenabili con gesti sport-specifici (nel nostro caso pedalare).
Ipotizziamo una forza medio-massimale sui pedali di 700 Newton (partenza dafermo esplosiva, rapporto lungo)= equivalgono a 71 kg, ma sono poche pedalate / pochi tratti a quest'intensità nell'arco di una gara/allenamento.
Perchè simulare lo stesso carico peraltro non elevato anche nei suoi valori massimali, con inoltre problemi di adattabilità del gesto di pedalata ai macchinari di palestra quando gli stessi lavori possono essere fatti specificatamente in bicicletta?
In media la "dispersione di punti" di Forza in un grafico Forza su cadenza è tra 350-200 N a 80-85 rpm, l'equazione per trasformare in "kg sui pedali" è semplice.
Il modello Prof (es Armstrong o altri) rapportato al modello amatore non sempre, secondo me, funziona, le esigenze sono diverse.