....Ripeto, è per un primo approccio ai powermeter...., ma intanto che il mercato si assesta anche questa è una piccola soluzione, non credete?
Il punto è proprio questo, non si tratta di un power meter ma di uno strumento che sulla base di un algoritmo e di una valutazione indotta, prova a tradurre in Watt, l'HRM.
E' un po come cercare di misurare la pressione arteriosa con un termometro. Probabilmente analizzando una base dati sufficientemente ampia e su più soggetti, si può trovare una correlazione tra i due valori.
Resta il fatto che se ho bisogno di una certa attendibilità, e +/-10% non è attendibile, se devo misurare la pressione uso un manometro. Per la temperatura c'è il termometro.
Per capire meglio l'importanza di uno scostamento anche solo del 5% dai valori reali riporto un passaggio del libro:
"La ragione di questo è molto importante, dobbiamo prendere il wattaggio della 3^ ripetuta
e sottrargli il 5% (340x0,05=17 340-17=323watt) per determinare quando interrompere le ripetute.
Quando latleta non riuscirà a produrre la media di 323watt dovrà interrompere la serie perché lo sforzo che effettuerà non sarà sufficiente a generare quegli adattamenti e miglioramenti che ci eravamo prefissati. Nel grafico di fig. 5.1, possiamo vedere che il nostro atleta ha prodotto 320 watt nella 6^ ripetuta ma poiché è molto ambizioso ha deciso di effettuare ancora una ripetuta.
Immaginiamo che nella 7^ ripetuta, al secondo minuto, si accorga che sta erogando 310 watt, cioè molti meno dei 323 stabiliti, ciò gli permette di stabilire che sta lavorando al di sotto del livello VO2max e quindi non otterrebbe nessun vantaggio a proseguire lesercizio."