a me pare che l'articolo voglia fare notizia, da come mi pare di capire messi non si è stupito di aver fatto sangue e urine ma che è stato l'unico dei compagni di squadra a fare il doppio controllo
Un sito ciclistico deve informare su tutto quello che succede nel mondo delle corse , accusando anche i fatti di doping , ma deve anche far conoscere quello che un , certamente grandissimo campione che da solo guadagna tanto come tutta una squadra protour di prima fascia ,critica i metodi antidoping che nel nostro sport professionistico sono normalmente applicati.




un aspetto su cui riflettere a mio avviso è il seguente:
caso armstrong. Sono bastate tre o quattro persone per far crollare un castello da milioni di euro.
Caso federazione russa. Di nuovo sono bastate 4 persone ( i due ragazzi, la maratoneta e il giornalista tedesco ) per esporre dall'interno l'organizzazione di una federazione come quella russa ( che poi quello russo sia il classico gioco delle tre carte è molto probabile ma è interessante vedere come si svilupperà ).
cosa ci fa capire questo?
di positivo c'è che le cose si possono cambiare e che anche un numero veramente esiguo di persone senza risorse e mezzi può fare la differenza.
di negativo c'è che se certi sistemi non vengono esposti è perchè tutti, dal primo all'ultimo sono complici e chi semplicemente sa e tace è tanto colpevole quanto chi tira i fili.
e c'è che quasi sempre i casi partono non per questioni di onestà ma per questioni di vendetta. Landys voleva vendicarsi di Armstrong, gli atleti russi che hanno parlato volevano vendicarsi di un sistema che aveva smesso di coprirli. Il che alla fin fine, offre anche un quadro desolante di quanto lo sport sia marcio e tradisca i suoi valori originari: davanti al profitto l'etica è sempre la prima vittima.
quoto.
purtroppo credo che chi non si farebbe "fagocitare" dal sistema non venga nemmeno fatto entrare, o espulso subito.
esatto. Tutti si aspettano che "qualcuno faccia qualcosa". Ma la realtà è che:
- se fai qualcosa per andare contro e non sei nessuno è facilissimo non cagarti.
- per diventare qualcuno allora devi diventare parte del sistema.
- una volta che sei diventato parte del sistema e sei diventato qualcuno a quel punto hai più cose da perdere che da guadagnare esponendo il sistema.
Anche perchè se sei una persona intrinsecamente onesta appena senti puzza di marcio saluti e te ne vai. Se sei disposto a rimanere allora accetti il compromesso e se accetti il compromesso significa che la tua morale vacilla e un colpo oggi un colpo domani prima o poi va giù.
Invece, come accaduto con Landys o la maratoneta russa, ci si trova davanti a persone che ormai non hanno più nulla da perdere, ne nessuno da proteggere perchè loro per primi non sono stati protetti, si sentono tradite e quindi possono parlare. Se le federazioni facessero come la mafia e creassero sottobanco un fondo per indennizare gli atleti beccati positivi avrebbero chiuso il cerchio.
e per cosa poi uno dovrebbe parlare? come se alla gente del doping gliene fregasse veramente qualcosa. Come se al giro non ci fosse la gente che fa a gomitate per farsi la foto con Contador, Scarponi, Basso o Cipollini. A me il doping francamente nemmeno mi fa schifo. Mi fa schifo tutto il teatrino di ipocrisie, scaricabarile, connivenze e omertà che ci gira intorno. Mi fa schifo che per gli ultimi 10 anni di Armstrong si sapesse tutto e la gente lo trattasse come si tratta il papa e ora che si sanno le stesse cose ma le sanno più persone le stesse persone lo trattano come un appestato.
Mi fan schifo i giornalisti rai che ogni volta che uno viene beccato positivo ci fanno i pippotti morali, gli stessi giornalisti che sanno ma non dicono o che non vogliono sapere, tradendo il loro mandato, Cassani che fa il servizio sulla bici dopata con il motorino con tono scandalizzato ma ha fatto il ciclista e vive nel mondo del ciclismo da quarant'anni però non ha visto mai niente, come una che ha lavorato per 40 anni in un bordello e non ha mai visto gente scopare.
Ricordiamo la DiCenta ai vertici del Coni. non c'è nemmeno bisogno di non essere beccato, basta che non si sappia troppo in giro. La gente tanto ha altri problemi e se ne frega.

esatto.
Invece, come accaduto con Landys o la maratoneta russa, ci si trova davanti a persone che ormai non hanno più nulla da perdere, ne nessuno da proteggere perchè loro per primi non sono stati protetti, si sentono tradite e quindi possono parlare. Se le federazioni facessero come la mafia e creassero sottobanco un fondo per indennizare gli atleti beccati positivi avrebbero chiuso il cerchio.