Posto che la situazione a Gaza è di una gravità e tragedia incomparabile rispetto ai (pur grandi) disagi che patiscono i corridori (per tutti sono mesi di lavoro potenzialmente vanificati, per qualcuno anche potenzialmente un'occasione importante se non unica - vedi Landa oggi), temo proprio che non ci sia nessuna facile soluzione all'orizzonte... (se anche la guardia civil caricasse, a parte che non sono certo che riuscirebbe a garantire la sicurezza dei corridori, ma non farebbe poi altro che fomentare proteste ben maggiori nelle prossime tappe).
E in ogni caso, suvvia, lasciatamelo dire, proviamo a uscire dal nostro orticello... E provare a capire le ragioni degli altri. E provare ad assumere la complessità delle cose. E provare anche a pensare che il "reale" che irrompe non voluto nella vita di questi sportivi professionisti è ben poca cosa rispetto a quello che sta devastando le vite di persone in varie parti del mondo. Provare a fare questo limiterebbe, quantomeno, la violenza verbale di certi commenti.