Forza o agilità?

phenomena

Apprendista Cronoman
16 Novembre 2008
3.138
300
varese
Visita sito
la domanda sarebbe forza o agilita'.a livello amatoriale la scelta,anzi,la pedalata soggettiva dipende dalle abitudini,da come ci si trova meglio a esprimere la max potenza sostenibile su una certa salita.in linea di massima,x salire molto agili,ci vuole molta potenza,salire duri e' un'abituduìine di chi e' poco allenato ai ritmi di gara(x chi gareggia),e che porta all'esaurimento muscolare precoce
 

phenomena

Apprendista Cronoman
16 Novembre 2008
3.138
300
varese
Visita sito
a ritmo gara mediamente la cadenza corretta in salita è attorno le 80 rpm.
a 60 rpm si sale duri
a 100 rpm si sale salvando la gamba e attendendo di scattare in faccia a quello d'avanti.

non ho letto tutti i messaggi comunque non si puo scegliere tra potenza e agilità, bensì tra forza e agilità, la potenza è il prodotto di forza e agilità.
o-o
 

MrSpock

Velocista
18 Settembre 2008
5.590
1.363
Visita sito
Bici
NCC-1701
Consapevole di espormi a dei rischi, io butto la delle cifre concrete.
Sempre rimanendo nel nostro contesto cicloamatoriale, io consiglierei, a chi ama pedalare duro in salita, di non scendere sotto le 60-65 rpm, per ragioni di fisiologia muscolare ben noti.
A chi ama affrontare le pendenze con rapporti molto corti e grande agilità, direi di non andare oltre le 95-100rpm, pena una pedalata eccessivamente vorticosa e poco redditizia.

Straquoto il tuo intervento precedente (http://www.bdc-forum.it/showpost.php?p=2340786&postcount=4), ma non sono daccordo su questo.
Sulle cadenze secondo me ci si fa troppo influenzare da ciò che si vede fare (o meglio si vedeva fare...) a gente come Armstrong che mulina 100 RPM in salita... ma su potenze che superano i 400w.
Noi certe potenze ce le sogniamo, se non per brevi tratti, di conseguenza è impensabile spingere rapporti normali a certe cadenze in salita, se le salite non sono brevi.

Con un 34x29 (già definito da molti "rapportino") su una salita al 10% :

- a 80 RPM si viaggia a 11.77 Km/h, ovvero 1177 m/h.
- a 90 RPM si viaggia a 13.25 Km/h, ovvero 1325 m/h.
- a 100 RPM si viaggia a 14.72 Km/h, ovvero 1472 m/h.

Che mi sembrano già tutti dei bell'andare.
Il che vuol dire che su salite di una certa lunghezza e con pendenze diciamo sopra l'8%, usare RPM sopra le 80, è roba per amatori scalatori (di quelli che vanno) o roba per professionisti. Per tutti gli altri stare tra le 60 e le 80 quando si riesce è già un bell'andare e un bel salvare la gamba.

Per dire : io sul Fauniera con il 34x29 avevo il mio bel da fare a cercare di tenere almeno le 50-55 RPM quando non scendevano a 45...

P.S.: Ieri comunque esaminando i dati in diretta di SRM sugli atleti del Tour, in salita quelli esaminati andavano tra le 75 e le 85 RPM e velocità di 14-18 Km/h, quindi niente cadenze stratosferiche.
L'unico frullatore che mi è capitato di vedere sulle immagini della tappa è Armstrong... ma ieri gli è servito poco.

Massimo
 
  • Mi piace
Reactions: Shinkansen

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
25 Novembre 2007
2.639
237
Visita sito
Bici
S3, R3, P3C, SLC-SL TdF, Cinelli Willi'n, Cinelli Experience
Straquoto il tuo intervento precedente ([URL]http://www.bdc-forum.it/showpost.php?p=2340786&postcount=4[/URL]), ma non sono daccordo su questo.
Sulle cadenze secondo me ci si fa troppo influenzare da ciò che si vede fare (o meglio si vedeva fare...) a gente come Armstrong che mulina 100 RPM in salita... ma su potenze che superano i 400w.
Noi certe potenze ce le sogniamo, se non per brevi tratti, di conseguenza è impensabile spingere rapporti normali a certe cadenze in salita, se le salite non sono brevi.

Con un 34x29 (già definito da molti "rapportino") su una salita al 10% :

- a 80 RPM si viaggia a 11.77 Km/h, ovvero 1177 m/h.
- a 90 RPM si viaggia a 13.25 Km/h, ovvero 1325 m/h.
- a 100 RPM si viaggia a 14.72 Km/h, ovvero 1472 m/h.

Che mi sembrano già tutti dei bell'andare.
Il che vuol dire che su salite di una certa lunghezza e con pendenze diciamo sopra l'8%, usare RPM sopra le 80, è roba per amatori scalatori (di quelli che vanno) o roba per professionisti. Per tutti gli altri stare tra le 60 e le 80 quando si riesce è già un bell'andare e un bel salvare la gamba.

Massimo

Questo problema della frequenza di pedalata è a priori irrisolvibile, anche a detta di un allenatore del calibro di Allen.
In realta la stessa FTP dipende dalla frequenza, per cui non è detto che una potenza X sia ripetibile con ogni frequenza.
Sembrerebbe anche che una maggiore potenza di FTP in salita sia determinata dal diverso punto di spinta sul punto morto superiore, per cui la posizione inciderebbe parecchio, e di conseguenza anche la pendenza che determina una variazione della posizione.
Per cui le variabili sono molte, l'ideale sarebbe quello di eseguire una serie di test e determinare in definitiva la frequenza di pedalata alla quale si riesce ad esprimere la massima potenza media.
Ad esempio ho visto che su pendenze fino al 5% riesco a tenere intorno ai 300watts medi anche oltre i 20' intorno alle 80rpm, mentre oltre il 6% faccio fatica a mantenere la potenza per 10', molto probabilmente, anzi sicuramente, per mantenere la stessa potenza alle varie pendenze bisognerebbe applicare una proporzionalità inversa, naturalmente con dei limiti minimi e massimi che determineranno poi il rapporto da utilizzare.
Ciao
 
S

stefano59

Guest
MrSpock, quello che dici è indiscutibile, perché è matematica.....
Chiaramente quando parlo di 95-100 rpm max. in salita, mi riferisco non solo a ciclisti davvero molto agili, ma anche a salite meno ostiche dell'8 o 10%.
Parlo cioè di salite più facilmente gestibili da parte anche del cicloamatore medio, che decida di montare rapporti corti.

Tra parentesi, aggiungo che, a mio modesto giudizio, gli allenamenti più efficaci in salita, si fanno su pendenze più dolci, quelle pendenze che io posso rendere più o meno difficili, a seconda dell'impegno, del rapporto e della rpm con cui intendo affrontarle.
Le pendenze che subisco e basta e che posso affrontare solo in difesa, sono molto soddisfacenti sul piano psicologico, perché magari mi portano a raggiungere un traguardo impegnativo, ma oltre un certo limite diventano solo strapazzanti e non più allenanti, per il nostro organismo.

Personalmente, in salita trovo per me molto proficuo gestire un intervallo di 80-90rpm. Ovviamente fino a quando le pendenze ed il mio stato di forma, me lo permettono con un 34x28, come rapporto più corto disponibile.
Su salite ostiche mi arrangio come posso ed il contapedalate non lo guardo neppure più....
 

ElMic

Apprendista Cronoman
3 Luglio 2008
2.953
172
Visita sito
Mi capita cmq che in una salita diciamo del 8%, pedalando con il 34/25 a 60 pedalate faccio più fatica che tenendo la cadenza di pedalate sopra i 75-80...in teoria impossibile no?
 

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
25 Novembre 2007
2.639
237
Visita sito
Bici
S3, R3, P3C, SLC-SL TdF, Cinelli Willi'n, Cinelli Experience
Mi capita cmq che in una salita diciamo del 8%, pedalando con il 34/25 a 60 pedalate faccio più fatica che tenendo la cadenza di pedalate sopra i 75-80...in teoria impossibile no?

Dipende da quanto è lunga la salita, ovviamente a parità di rapporto a 75rpm fai più potenza che a 60rpm, le salite fino a 5' si possono fare tranquillamente sui valori di potenza VO2Max, quelle più corte anche a potenza maggiore, mentre quelle lunghe necessariamente a potenza di FTP o meno, se le fai sempre con il rapporto fisso devi variare la frequenza, mentre se non vuoi variare la frequenza devi variare il rapporto.
Che si faccia meno fatica a potenze superiori è assolutamente impossibile.
A parità di potenza fai più fatica a 60rpm perchè impieghi maggior forza, quindi + alleni la forza e + potenza puoi sostenere, parlando di sforzi in salita >10'.
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
8.514
3.507
Visita sito
[...] per cui non è detto che una potenza X sia ripetibile con ogni frequenza.
Sembrerebbe anche che una maggiore potenza di FTP in salita sia determinata dal diverso punto di spinta sul punto morto superiore, per cui la posizione inciderebbe parecchio, e di conseguenza anche la pendenza che determina una variazione della posizione.

Molto interessante questo discorso...mi frullava in testa da un po' ma non avevo trovato riscontri per definirne i termini.

Mi è capitato alcuni mesi fa di acquistare un paio di scarpe nuove, e ho riscontrato quanto detto sopra solo cambiando scarpe e di conseguenza posizione delle tacchette.

La premessa è che la mia caratteristica è pedalare un po' di punta, peso 63 kg. x 1,78, mi trovo molto bene in salita, soprattutto sui pedali, mentre soffro un po' nei tratti in pianura. In salita riesco a spingere bene rapporti a 70-75 rpm, in piedi sono tra 60 e 70, non ho difficioltà a fare cambi di ritmo ed aumentare le rpm o scalare un rapporto, e mi trovo a mio agio con le pendenze sopra l'8%, e meno nelle salite pedalabili. In tanti anni che vado in bici mi son convinto che questo mio pedalare di punta mi dia certi benefici in salita vera, anche se mi toglie qualcosina nel resto. Tant'è che uso tranquillamente il 53-39, con pignoni che alterno fino al 25 o al 28, con i quali riesco a fare tutto, mantenendo sempre una buona velocità. In pianura per tenere certe velocità vado a 90 rpm, meno mi pianterei, di più tendo ad andare in affanno.

Quindi, cambio scarpe e posiziono da zero la tacchetta, e provo a posizionarla come indicato da molti esperti sul forum (Fulvio, Emanuele, Morelli) 5 mm. dietro il metatarso.

La situazione si era ribaltata: in pianura le velocità che prima mi obbligavano a stare a 90 rpm le sostenevo con frequenze oltre 100 rpm. In salita pedalabile, ma soprattutto in quelle salite in cui la strada ad un certo punto "spiana", ero sorpreso: riuscivo a ri-prendere velocità quasi immediatamente, mentre prima mi piantavo quasi. Per contro ho subito verificato una estrema naturalezza nel pedalare anche in salita a più alte rpm, però appena le pendenze si facevano oltre l'8% circa, non riuscivo più a salire a 70-75 rpm come facevo prima, e se ci provavo dovevo interrompere l'azione nel giro di 30 secondi e alleggerire il rapporto, e riprendere a pedalare con regolarità ad alte rpm.

Purtroppo non ho un misuratore di potenza e non posso offrire altri dati, ma mi sembra che il posizionamento della tacchetta più indietro abbia migliorato il gesto nei tratti "pedalabili" (anche in discesa aggiungo), mentre mi ha tolto qualcosa in salita, dove la pedalata di punta rendeva efficace il gesto anche se continuato nel tempo a più basse rpm. Gli unici dati che allego sono quelli del cardio, perché ho riscontrato un impegno minore nel pedalare con la tacchetta arretrata, soprattutto in pianura e falsopiano. Però, con la tacchetta in quella posizione, in salita non sono mai riuscito a far salire il cuore ai valori di prima. Non è stato un episodio, bensì una costante: la frequenza massima poi anche con scatti in salita fatti a tutta verso il limite, rimaneva di 8-10 battiti più bassa, mentre con la tacchetta posizionata più in punta mi bastava partire e arrivavo sempre a 189-190 bpm, con moltà facilità.

Ribadisco che ciò non è accaduto 2-3 volte, ma ho monitorato la cosa per mesi e cercando di fare una media e trovare il giusto mezzo ho provveduto via via ad avanzare la tacchetta fino a raggiungere la posizione che mi ha riportato all'inizio, e cioè pedalata più di punta e rpm medio/basse in salita: tutto era tornato come prima.
 
S

stefano59

Guest
..........l'ideale sarebbe quello di eseguire una serie di test e determinare in definitiva la frequenza di pedalata alla quale si riesce ad esprimere la massima potenza media.Ciao
L'idea è buona, soprattutto per chi come te, usa il SRM, ma non è di facile realizzazione pratica.
Intanto, per avere dei risultati attendibili, bisognerebbe prima sottoporsi a degli allenamenti a specifiche rpm. Voglio dire, se un cicloamatore, per ben allenato che sia, è abituato ad usare in salita 65 rpm e di colpo gli fai usare rapporti più corti e gli imponi di non scendere sotto le 80, molto probabilmente avrà una resa minore. Ovviamente il discorso vale anche al contrario.

Siamo uomini, non macchine.
Per ottenere un test attendibile bisognerebbe:
1) dare il tempo al suo sistema neuromuscolare di adattarsi alla nuova cadenza, considerando anche che tra pedalare in piedi sui pedali o seduti sulla sella entrano in gioco leveraggi e fasce muscolari differenti. Non è un lavoro che si fa in pochi giorni.
2) che il ciclista sia motivato per davvero a sperimentare nuove cadenze, senza pregiudizi.
Se in cuor suo o anche solo inconsciamente è convinto di andare più forte a 65 invece che a 80 (tanto per dire) il test è a forte rischio di essere falsato.
 

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
25 Novembre 2007
2.639
237
Visita sito
Bici
S3, R3, P3C, SLC-SL TdF, Cinelli Willi'n, Cinelli Experience
Molto interessante questo discorso...mi frullava in testa da un po' ma non avevo trovato riscontri per definirne i termini.

Mi è capitato alcuni mesi fa di acquistare un paio di scarpe nuove, e ho riscontrato quanto detto sopra solo cambiando scarpe e di conseguenza posizione delle tacchette.

La premessa è che la mia caratteristica è pedalare un po' di punta, peso 63 kg. x 1,78, mi trovo molto bene in salita, soprattutto sui pedali, mentre soffro un po' nei tratti in pianura. In salita riesco a spingere bene rapporti a 70-75 rpm, in piedi sono tra 60 e 70, non ho difficioltà a fare cambi di ritmo ed aumentare le rpm o scalare un rapporto, e mi trovo a mio agio con le pendenze sopra l'8%, e meno nelle salite pedalabili. In tanti anni che vado in bici mi son convinto che questo mio pedalare di punta mi dia certi benefici in salita vera, anche se mi toglie qualcosina nel resto. Tant'è che uso tranquillamente il 53-39, con pignoni che alterno fino al 25 o al 28, con i quali riesco a fare tutto, mantenendo sempre una buona velocità. In pianura per tenere certe velocità vado a 90 rpm, meno mi pianterei, di più tendo ad andare in affanno.

Quindi, cambio scarpe e posiziono da zero la tacchetta, e provo a posizionarla come indicato da molti esperti sul forum (Fulvio, Emanuele, Morelli) 5 mm. dietro il metatarso.

La situazione si era ribaltata: in pianura le velocità che prima mi obbligavano a stare a 90 rpm le sostenevo con frequenze oltre 100 rpm. In salita pedalabile, ma soprattutto in quelle salite in cui la strada ad un certo punto "spiana", ero sorpreso: riuscivo a ri-prendere velocità quasi immediatamente, mentre prima mi piantavo quasi. Per contro ho subito verificato una estrema naturalezza nel pedalare anche in salita a più alte rpm, però appena le pendenze si facevano oltre l'8% circa, non riuscivo più a salire a 70-75 rpm come facevo prima, e se ci provavo dovevo interrompere l'azione nel giro di 30 secondi e alleggerire il rapporto, e riprendere a pedalare con regolarità ad alte rpm.

Purtroppo non ho un misuratore di potenza e non posso offrire altri dati, ma mi sembra che il posizionamento della tacchetta più indietro abbia migliorato il gesto nei tratti "pedalabili" (anche in discesa aggiungo), mentre mi ha tolto qualcosa in salita, dove la pedalata di punta rendeva efficace il gesto anche se continuato nel tempo a più basse rpm. Gli unici dati che allego sono quelli del cardio, perché ho riscontrato un impegno minore nel pedalare con la tacchetta arretrata, soprattutto in pianura e falsopiano. Però, con la tacchetta in quella posizione, in salita non sono mai riuscito a far salire il cuore ai valori di prima. Non è stato un episodio, bensì una costante: la frequenza massima poi anche con scatti in salita fatti a tutta verso il limite, rimaneva di 8-10 battiti più bassa, mentre con la tacchetta posizionata più in punta mi bastava partire e arrivavo sempre a 189-190 bpm, con moltà facilità.

Per esperienza personale ti posso confermare quanto scrivi, l'arretramento della tacchetta migliora il rendimento in pianura e nei falsopiani, mentre è penalizzante sulle salite con molta pendenza.
Infatti, in Usa i triatleti hanno sperimentato già da tempo il posizionamento delle tacchette sotto l'arco plantare.
Molto probabilmente per la salita, a tacchette arretrate, bisogna allenare maggiormente la forza per salire +duro e lasciar perdere la ricerca di frequenze elevate a tutti i costi.
 

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
25 Novembre 2007
2.639
237
Visita sito
Bici
S3, R3, P3C, SLC-SL TdF, Cinelli Willi'n, Cinelli Experience
L'idea è buona, soprattutto per chi come te, usa il SRM, ma non è di facile realizzazione pratica.
Intanto, per avere dei risultati attendibili, bisognerebbe prima sottoporsi a degli allenamenti a specifiche rpm. Voglio dire, se un cicloamatore, per ben allenato che sia, è abituato ad usare in salita 65 rpm e di colpo gli fai usare rapporti più corti e gli imponi di non scendere sotto le 80, molto probabilmente avrà una resa minore. Ovviamente il discorso vale anche al contrario.

Siamo uomini, non macchine.
Per ottenere un test attendibile bisognerebbe:
1) dare il tempo al suo sistema neuromuscolare di adattarsi alla nuova cadenza, considerando anche che tra pedalare in piedi sui pedali o seduti sulla sella entrano in gioco leveraggi e fasce muscolari differenti. Non è un lavoro che si fa in pochi giorni.
2) che il ciclista sia motivato per davvero a sperimentare nuove cadenze, senza pregiudizi.
Se in cuor suo o anche solo inconsciamente è convinto di andare più forte a 65 invece che a 80 (tanto per dire) il test è a forte rischio di essere falsato.

Ti posso dire che negli ultimi 2 anni non ho fatto alcun allenamento specifico per la frequenza di pedalata, eppure aumentando la potenza FTP e facendo forza resistenza mi sono accorto di aver migliorato contemporaneamente la frequenza di pedalata.
 

MrSpock

Velocista
18 Settembre 2008
5.590
1.363
Visita sito
Bici
NCC-1701
Ti posso dire che negli ultimi 2 anni non ho fatto alcun allenamento specifico per la frequenza di pedalata, eppure aumentando la potenza FTP e facendo forza resistenza mi sono accorto di aver migliorato contemporaneamente la frequenza di pedalata.

La mia esperienza è più breve ma posso confermare la stessa cosa.

Massimo
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
8.514
3.507
Visita sito
Per esperienza personale ti posso confermare quanto scrivi, l'arretramento della tacchetta migliora il rendimento in pianura e nei falsopiani, mentre è penalizzante sulle salite con molta pendenza.
Infatti, in Usa i triatleti hanno sperimentato già da tempo il posizionamento delle tacchette sotto l'arco plantare.
Molto probabilmente per la salita, a tacchette arretrate, bisogna allenare maggiormente la forza per salire +duro e lasciar perdere la ricerca di frequenze elevate a tutti i costi.

Mi conforta sapere che non è un caso o-o

Sul fatto di dover allenare di più la forza in salita, ti posso confermare che la sensazione è la stessa che avevo io: salendo in piedi a 80 rpm con la tacchetta arretrata, la percezione di forza da imprimere sui pedali era la stessa di quando salivo a 60 rpm con la tacchetta più in punta.

Ma si può arrivare ad un compromesso, secondo te? Cioè, posso migliorare la capacità di salire più duro anche in questa nuova posizione? Perché dopo una prima esperienza positiva sono tornato a pedalare di punta perché non riuscivo a sostenere due allenamenti in giorni consecutivi: con le tacchette arretrate avevo i quadricipiti a pezzi e dovevo assolutamente recuperare muscolarmente. Ho pensato anch'io che, come sostiene stefano59, col tempo avrei avuto un adattamento, ma non ho avuto il coraggio di provare :wacko:
 

Ghila

Passista
18 Giugno 2009
4.453
185
45
Maranello
www.ghila.it
Bici
Specialized Tarmac SL4 S-Works
100 rpm in salita? salita vera? complimenti, credevo che fosse cosa per professionisti o gente col sangue ossigenato :wacko:
Un buon amatore in una salita vera difficilmente sale oltre le 80 rpm, almeno credo.

infatti ho scritto che a ritmo gara si sale a 80 rpm.
a 100 rpm sali salvando la gamba e attendendo il momento giusto per scattare in faccia a chi ti sta d'avanti, che per logica coerenza, deve necessariamente avere un ritmo inferiore le tue possibilità. o-o
 
S

stefano59

Guest
Queste discussioni sono davvero interessanti e stimolanti.
In effetti, uno dei motivi per cui mi sono iscritto a questo forum è proprio quello di rinfrescare il mio entusiasmo nei confronti di questa bellissima attività fisica, scambiando opinioni ed informazioni con altri appassionati..

Ultimamente, ai miei allenamenti in salita con pedalata agile, ho aggiunto almeno un'uscita settimanale ove effettuare delle divertenti SFR, comandate da un percorso "mangia e bevi", oppure tratti in pianura, pedalando col max rapporto a disposizione.

Questi richiami di forza, stanno lentamente migliorando la mia capacità di far girare agilmente in salita rapporti un po' più lunghetti, come ben spiegato da ciclotrainer.
E' sempre bello osservare come il nostro corpo, se opportunamente stimolato, sappia rispondere egregiamente; io non faccio gare, ma mi piace molto vedere le mie prestazioni migliorare, seppur nell'ambito di un'attività cicloamatoriale assolutamente non esasperata, come la mia.

Prossimamente vado un po' in ferie da tutto, compresa la bici e mi dedicherò un po' al nuoto, altra attività che mi garba assai, ma poi riprenderò su questa strada che mi sta dando buoni riscontri. o-o
 

IL RITORNO

Pignone
23 Novembre 2009
139
4
lazio
www.amaliodicurzio.it
Molto interessante questo discorso...mi frullava in testa da un po' ma non avevo trovato riscontri per definirne i termini.

Mi è capitato alcuni mesi fa di acquistare un paio di scarpe nuove, e ho riscontrato quanto detto sopra solo cambiando scarpe e di conseguenza posizione delle tacchette.

La premessa è che la mia caratteristica è pedalare un po' di punta, peso 63 kg. x 1,78, mi trovo molto bene in salita, soprattutto sui pedali, mentre soffro un po' nei tratti in pianura. In salita riesco a spingere bene rapporti a 70-75 rpm, in piedi sono tra 60 e 70, non ho difficioltà a fare cambi di ritmo ed aumentare le rpm o scalare un rapporto, e mi trovo a mio agio con le pendenze sopra l'8%, e meno nelle salite pedalabili. In tanti anni che vado in bici mi son convinto che questo mio pedalare di punta mi dia certi benefici in salita vera, anche se mi toglie qualcosina nel resto. Tant'è che uso tranquillamente il 53-39, con pignoni che alterno fino al 25 o al 28, con i quali riesco a fare tutto, mantenendo sempre una buona velocità. In pianura per tenere certe velocità vado a 90 rpm, meno mi pianterei, di più tendo ad andare in affanno.

Quindi, cambio scarpe e posiziono da zero la tacchetta, e provo a posizionarla come indicato da molti esperti sul forum (Fulvio, Emanuele, Morelli) 5 mm. dietro il metatarso.

La situazione si era ribaltata: in pianura le velocità che prima mi obbligavano a stare a 90 rpm le sostenevo con frequenze oltre 100 rpm. In salita pedalabile, ma soprattutto in quelle salite in cui la strada ad un certo punto "spiana", ero sorpreso: riuscivo a ri-prendere velocità quasi immediatamente, mentre prima mi piantavo quasi. Per contro ho subito verificato una estrema naturalezza nel pedalare anche in salita a più alte rpm, però appena le pendenze si facevano oltre l'8% circa, non riuscivo più a salire a 70-75 rpm come facevo prima, e se ci provavo dovevo interrompere l'azione nel giro di 30 secondi e alleggerire il rapporto, e riprendere a pedalare con regolarità ad alte rpm.

Purtroppo non ho un misuratore di potenza e non posso offrire altri dati, ma mi sembra che il posizionamento della tacchetta più indietro abbia migliorato il gesto nei tratti "pedalabili" (anche in discesa aggiungo), mentre mi ha tolto qualcosa in salita, dove la pedalata di punta rendeva efficace il gesto anche se continuato nel tempo a più basse rpm. Gli unici dati che allego sono quelli del cardio, perché ho riscontrato un impegno minore nel pedalare con la tacchetta arretrata, soprattutto in pianura e falsopiano. Però, con la tacchetta in quella posizione, in salita non sono mai riuscito a far salire il cuore ai valori di prima. Non è stato un episodio, bensì una costante: la frequenza massima poi anche con scatti in salita fatti a tutta verso il limite, rimaneva di 8-10 battiti più bassa, mentre con la tacchetta posizionata più in punta mi bastava partire e arrivavo sempre a 189-190 bpm, con moltà facilità.

Ribadisco che ciò non è accaduto 2-3 volte, ma ho monitorato la cosa per mesi e cercando di fare una media e trovare il giusto mezzo ho provveduto via via ad avanzare la tacchetta fino a raggiungere la posizione che mi ha riportato all'inizio, e cioè pedalata più di punta e rpm medio/basse in salita: tutto era tornato come prima.
FORSE ANKE IL MIO PROBLEMA !!!


dopo qualke anno di non attività agonistica quest'anno ho ripreso cambio bici faccio assetto da bio-meccanico in bici mi sento posizionato bene nessun dolore nessun fastidio ma..... mi ritrovo andare in pianura come un treno veramente forte, e in salita dove sono stato per anni un riferimento soprattutto con le pendenze oltre il 10 % a perdere costantemente le ruote ( da depressione totale per me ) prima salivo costantemente fuori sella per km anke 10-15 con rapporti lunghissimi da paura quasi mai il 39 ,sempre il primo o al massimo tra i primi adesso vado su seduto fatico ad alzarmi su i pedali ma vado pianissimo da ridicolo mi vergogno quasi :cry::cry::cry::cry:
imputavo il tutto alla preparazione sbagliata ma forse c'è altro di piu semplice
p.s. il bio-meccanico mi ha posizionato le tacchetta a 9,5 cm dalla punta dicendomi che con il 43 la misura del mio piede deve essere cosi ;nonzo%;nonzo%;nonzo%;nonzo%;nonzo%;nonzo%
 

menez

Pedivella
7 Giugno 2009
395
65
livorno
Visita sito
gli aspetti dinamici legati necessariamente all'agilità sono fortemente correlati all'attività del sistema nervoso centrale.
questa regola pone dei limiti proprio per chi non fa del ciclismo una professione e inizia a pedalare in età avanzata.
scriviamo forza e potenza, a volte confondendo l'una con l'altra, ci domandiamo spesso se più forza significa poi più potenza, e se questo guadagno può trasformarsi anche in agilità. Oppure se è conveniente o meno "trasformare" alti livelli di forza acquisiti con sovraccarichi con ripetute potenti in pianura o con ripetute lattacide in salita.....ma credo che si perda di vista l'essenziale.
la forza contrattile varia di pedalata in pedalata conformemente alla variazione del dislivello. Posso serenamente confermare che il ciclista dovrebbe pedalare sempre "sentendo" le variazioni di salita e conformare le rpm ad un dosaggio di forza resistente "corretto" e dosato al fine di non sollecitare richieste energetiche superiori.
ma è proprio da questo principio nascono numerose incomprensioni.
per questo motivo le rpm sono l'evidente espressione della elaborazione dei dati di forza espressi dal nostro snc.
chi non è allenato per sostenere uno sforzo superiore alle proprie forze (ciascuno immagini se stesso in procinto di ridurre l'andatura perchè non più in grado di mantenere il passo) subisce due breakpoint: uno a livello muscolare per via dell'acidosi evidente, l'altro, più importante e spesso irrecuperabile, una alterazione della frequenza delle fibre nervose con coinvolgimento del snc.
 

vaminga

Apprendista Passista
19 Febbraio 2010
1.111
153
Brianza
Visita sito
Bici
Canyon Ultimate CF slx 8.0- Cannondale caad 7
FORSE ANKE IL MIO PROBLEMA !!!


dopo qualke anno di non attività agonistica quest'anno ho ripreso cambio bici faccio assetto da bio-meccanico in bici mi sento posizionato bene nessun dolore nessun fastidio ma..... mi ritrovo andare in pianura come un treno veramente forte, e in salita dove sono stato per anni un riferimento soprattutto con le pendenze oltre il 10 % a perdere costantemente le ruote ( da depressione totale per me ) prima salivo costantemente fuori sella per km anke 10-15 con rapporti lunghissimi da paura quasi mai il 39 ,sempre il primo o al massimo tra i primi adesso vado su seduto fatico ad alzarmi su i pedali ma vado pianissimo da ridicolo mi vergogno quasi :cry::cry::cry::cry:
imputavo il tutto alla preparazione sbagliata ma forse c'è altro di piu semplice
p.s. il bio-meccanico mi ha posizionato le tacchetta a 9,5 cm dalla punta dicendomi che con il 43 la misura del mio piede deve essere cosi ;nonzo%;nonzo%;nonzo%;nonzo%;nonzo%;nonzo%

Io ho qualche perplessità.
Che il buon assetto in bici e la giusta posizione delle tacchette possano influenzare positivamente la prestazione nel senso di favorire l'erogazione della massima potenza compatibile con l'esercizio prefisso mi pare ragionevole, anche se l'effetto penso possa dipendere anche dalle caratteristiche/sensibilità individuali (come giustamente faceva notare Davide Cassani qualche giorno fa durante il commento di una tappa del Tour). Ma che consenta di "andare in pianura come un treno veramente forte" ed in salita "pianissimo da ridicolo mi vergogno quasi" (quando un tempo andavi forte) mi pare un po' eccessivo!!:mrgreen::mrgreen:

Certamente il motivo è da ricercare altrove, ma andremmo OT.o-o