Forza o agilità?

MrSpock

Velocista
18 Settembre 2008
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NCC-1701
Qualche mese fà su una rivista italiana c'era un intervista Tiralongo e spiegò a grandi linee il metodo-Contador: allenamenti non troppo lunghi, andatura sempre "brillante" e sopratutto ( se non sbaglio ) dietro moto in salita seguiti a tratti ad potenze elevatissime.

Cioè Contador che sale e la moto che cerca di stargli dietro ? :mrgreen:

Massimo
 
22 Marzo 2007
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human-powered
Rispetto a questo pensiero i metodi tipo F/O e SFR-SP-RINT non rispecchiano nessuna situazione di gara, quindi sarebbero inutili.
Specifico non significa soltanto perfettamente aderente alle situazioni di gara, ma anche e soprattutto mirato alle lacune che si sono evidenziate in queste occasioni. Quindi anche una tipologia di esercizi apparentemente differente può essere specifica se va a stressare le componenti che, analizzando la prestazione, sono risultate i fattori limitanti della stessa. Ovviamente questo richiede un approccio di ampio respiro e non solo la valutazione della maggiore o minore utilità di un singolo metodo o di una tipologia di esercizi.
 
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Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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OT/ i fondi per la pista in GB li hanno avuti dal Lotto...da noi Lotto Enalotto, smacchia e vinci e chi ne ha più ne metta sono gli unici effettivi interventi per.... tappare falle economiche.../OT

Non applico la tipologia di esercizi da te elencata (è volendo, indirettamente una risposta alla domanda) ma l'utilità di lavori a differenti cadenze/intensità è/può essere sicuramente utile ed è una tipologia che faccio applicare MA non solo e non necessariamente con queste sequenze. Non sono pienamente convinto della sequenza/e così proposta/e perchè basata spesso su concetti di allenamento legati alla sola valutazione di FC e non alle possibilità offerte di valutazione (pre e post) con mis di potenza.
 

gianni.tendola

Pignone
8 Aprile 2008
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Castelnuovo Magra (Sp)
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Per chiarire, le SFR, a mio parere:
1- sono un mezzo di allenamento di tipo generale della forza (resistente) lontano dal modello di gara, per cui hanno una efficacia ridotta sulla prestazione in generale;
2- vanno fatte nel primo periodo di allenamento (es. a dicembre) come base di sviluppo della forza e possono essere considerate un'ottima alternativa per il ciclista agli esercizi con i pesi in palestra con il vantaggio di essere eseguite col mezzo e il gesto specifici;
3- sono utili per i più giovani che necessitano maggiormente di incrementare la forza (juniores e under 23) e le donne;
4- possono costituire la prima parte di un modulo di training per lo sviluppo della potenza in salita insieme alle SP e alle RINT, cioè alle salite-potenza a 55/60 rpm e alle ripetute intermittente a >80 rpm, eseguite sia in successione nella stessa seduta che frazionate per giorni successivi;
5- trovano positiva applicazione nella preparazione di gare a cronometro in pianura, dove si riproducono le condizioni, tipiche delle SFR, di grosse tensioni muscolari prolungate in presenza di ridotto apporto di ossigeno, causato dalla compressione dei capillari da parte delle fibre muscolari stesse.
Naturalmente sostengo quanto sopra esposto per averlo declinato personalmente sul campo, durante un arco di tempo lungo con buoni risultati. Io mi accontento e sono convinto che ci può essere di meglio perchè un buon allenatore deve sempre sperimentare, meglio se aiutato da evidenze scientifiche e strumenti di valutazione funzionale all'avanguardia. A questo proposito propongo all'ottimo Massa, che possiede questi requisiti, di verificare con il wattbike, per esempio, le relazioni forza-potenza nell'ambito della pedalata tipo spinta e trazione di cui ho parlato nel mio precedente post.
 
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warsaw

Passista
11 Giugno 2008
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Tannhäuser
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Ben8
Grazie gianni, é un intervento che mi ha schiarito le idee.

A proposito stavo pensando a ciò che sostengono allen e coggan sugli allenamenti a bassissime rpm: secondo i loro studi sono simili all'impegno di fare le scale.

Questo in correlazione con gli allenamenti di corsa/camminata in salita x i ciclisti, che sembrano essere un po' la nuova tendenza come si legge anche sulle riviste di settore.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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grazie Gianni, in questi mesi di osservazioni e analisi dati con Wattbike infatti confermo il tuo (e anche mio) punto di vista su quasi tutti i punti da te espressi.
Aggiungerei, alla luce di questi dati (appena riesco magari raccolgo un pò di grafici e plot e li pubblico) che nella dinamica della pedalata è utile considerare il COME viene ad applicarsi la forza, non solo la sua risultante di valore netto. Questo dato può essere fuorviante, ho alcuni atleti che raggiungono un buon bilanciamento di pedalata ma con compensazioni se non addirittura diverse posizioni nello spazio degli arti in fase di spinta quando le intensità richieste salgono (= motivo per il quale questa sola funzione, limitata a livello software, che i nuovi pedali -misuratori di forza- offriranno non mi lascia completamente soddisfatto).
Essenzialmente un'azione SFR può essere utile ma nell'ottica di un carico/esercizio moderatamente aspecifico (specie se ci si allontana da cadenze di utilizzo tipiche e allora qui si può intervenire con una ricerca di stesse coppie torcenti ma spostate a cadenze e intensità superiori) ma comporta componenti vettoriali e azioni (tecnica pedalata) che spesso divergono più o meno sostanzialmente dall'azione tipica svolta a cadenze di utilizzo tipico.
Oltre a questi aspetti tecnico/dinamici la combinazione di media intensità e poca attinenza con il gesto tipico richiesto dalla prestazione sono il fattore (dal mio punto di vista ma non solo) che identificano la tipologia di carico "SFR" o a essere rivista con le modifiche di cui sopra o a essere accantonata a favore di altre esercitazioni (intensità/dinamica/cadenze) più tipiche della performance richieste ma pur sempre focalizzate all'aspetto forza (massimale, resistente, esplosiva).

@ warsaw
infatti il carico tipico anche ad intensità submassimali (senza scatto) raggiunge valori completamente similari a quelli dello spostamento del solo corpo
(come da grafici qui postati: http://www.massarob.info/2011/09/test-pedivelle-gbsystem-con-wattbike.html valore massimale di picco ~500N)
La forza non è un fattore limitante la prestazione (tranne nello scatto ed espressioni esplosive) MA il suo mantenimento e ripetibilità per unità di tempo (differenziando tra processo neuromuscolare, anaerobico ed aerobico) sì.
Più o meno tutti in ambito aerobico (o misto, c'è sempre una componente anerobica iniziale) siamo in grado di esprimere per esempio 6W/Kg , ciò che contraddistingue un amatore da un professionista è PER quanto tempo si riesce a protrarre e "resistere" a tale intensità= spesso so da troppa importanza alla componente forza quando ciò che invece ci differenzia a livello prestativo è la nostra "cilindrata" aerobica (Vo2max) che è parzialmente allenabile o quantomeno mantenibile (dopo i 30 anni statisticamente ed in soggetti sedentari si perde 1ml/kg/min all'anno).
 
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giuseppe.fioretti

Apprendista Scalatore
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grazie Gianni, in questi mesi di osservazioni e analisi dati con Wattbike infatti confermo il tuo (e anche mio) punto di vista su quasi tutti i punti da te espressi.
Aggiungerei, alla luce di questi dati (appena riesco magari raccolgo un pò di grafici e plot e li pubblico) che nella dinamica della pedalata è utile considerare il COME viene ad applicarsi la forza, non solo la sua risultante di valore netto. Questo dato può essere fuorviante, ho alcuni atleti che raggiungono un buon bilanciamento di pedalata ma con compensazioni se non addirittura diverse posizioni nello spazio degli arti in fase di spinta quando le intensità richieste salgono (= motivo per il quale questa sola funzione, limitata a livello software, che i nuovi pedali -misuratori di forza- offriranno non mi lascia completamente soddisfatto).
Essenzialmente un'azione SFR può essere utile ma nell'ottica di un carico/esercizio moderatamente aspecifico (specie se ci si allontana da cadenze di utilizzo tipiche e allora qui si può intervenire con una ricerca di stesse coppie torcenti ma spostate a cadenze e intensità superiori) ma comporta componenti vettoriali e azioni (tecnica pedalata) che spesso divergono più o meno sostanzialmente dall'azione tipica svolta a cadenze di utilizzo tipico.
Oltre a questi aspetti tecnico/dinamici la combinazione di media intensità e poca attinenza con il gesto tipico richiesto dalla prestazione sono il fattore (dal mio punto di vista ma non solo) che identificano la tipologia di carico "SFR" o a essere rivista con le modifiche di cui sopra o a essere accantonata a favore di altre esercitazioni (intensità/dinamica/cadenze) più tipiche della performance richieste ma pur sempre focalizzate all'aspetto forza (massimale, resistente, esplosiva).

@ warsaw
infatti il carico tipico anche ad intensità submassimali (senza scatto) raggiunge valori completamente similari a quelli dello spostamento del solo corpo
(come da grafici qui postati: http://www.massarob.info/2011/09/test-pedivelle-gbsystem-con-wattbike.html valore massimale di picco ~500N)
La forza non è un fattore limitante la prestazione (tranne nello scatto ed espressioni esplosive) MA il suo mantenimento e ripetibilità per unità di tempo (differenziando tra processo neuromuscolare, anaerobico ed aerobico) sì.
Più o meno tutti in ambito aerobico (o misto, c'è sempre una componente anerobica iniziale) siamo in grado di esprimere per esempio 6W/Kg , ciò che contraddistingue un amatore da un professionista è PER quanto tempo si riesce a protrarre e "resistere" a tale intensità= spesso so da troppa importanza alla componente forza quando ciò che invece ci differenzia a livello prestativo è la nostra "cilindrata" aerobica (Vo2max) che è parzialmente allenabile o quantomeno mantenibile (dopo i 30 anni statisticamente ed in soggetti sedentari si perde 1ml/kg/min all'anno).

Domanda : dicendo che la forza non è un fattore limitante la prestazione in sport come il ciclismo dove conta la ripetibilità, ciò va inteso anche per gare molto limitate nel tempo (vedi cronoscalate) che a volte possono essere inferiori ai 10'?
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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in quel caso il fattore limitante è la capacità di lavoro in ambito anaerobico e capacità di transizione e lavoro misto a livello aerobico.
Ciò si nota per esempio nelle analisi dati di alcune salite (il caso più lampante è stato Horner al giro di California di quest'anno: sulla salita più importante e decisiva è riuscito a mantenere un lavoro anaerobico per un tempo protratto e continuativo e poi non ha avuto flessioni nel successivo "switch" ad intensità inferiori. Altri atleti in tale passaggio si sono inevitabilmente staccati esprimendo wattaggi iniziali (in W/Kg) similari per poi avere un decadimento nel momento di passaggio ad intensità "aerobiche".

La forza nelle componenti massimale ed esplosiva è limitante per azioni massimali di max 45".
 

giuseppe.fioretti

Apprendista Scalatore
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in quel caso il fattore limitante è la capacità di lavoro in ambito anaerobico e capacità di transizione e lavoro misto a livello aerobico.
Ciò si nota per esempio nelle analisi dati di alcune salite (il caso più lampante è stato Horner al giro di California di quest'anno: sulla salita più importante e decisiva è riuscito a mantenere un lavoro anaerobico per un tempo protratto e continuativo e poi non ha avuto flessioni nel successivo "switch" ad intensità inferiori. Altri atleti in tale passaggio si sono inevitabilmente staccati esprimendo wattaggi iniziali (in W/Kg) similari per poi avere un decadimento nel momento di passaggio ad intensità "aerobiche".

La forza nelle componenti massimale ed esplosiva è limitante per azioni massimali di max 45".

Chiarissimo! o-o
 

ValeXX

Passista
15 Luglio 2009
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Chiarito finalmente a tutti il dilemma delle SFR vorrei porre una domanda sia a Gianni Tendola che a Roberto Massa...

Che differenza c'è dalle ripetute in pianura di Tendola:

"lavoro intermittente con rapporto 50x16 (immagino sia una rapporto indicativo), partire da quasi fermo e da seduto, accelerare fino a 115-120 rpm (46-48 km/h circa) per 30”, recuperare per 30” in surplace x 10 ripetute pausa 15’ e ripetere un’altra serie di 10R (30” accelerazione + 30” in surplace x 10 volte di seguito). Terminare con 20’ defaticamento a f.lento"

E il serie-vel ovvero il metodo Tabata adattato da Massa per renderlo perfetto per il ciclismo ovvero 30 ON 30 OFF?? (30 ON mi pare 150% FTP ovvero arrivando alla 7-8 ripetizione si vedono i santi...)

Mi piacerebbe capire la differenza tra i due esercizi perchè se il tabata ben fatto sfianca parecchio (ad un certo punto vengo colto da crisi mistiche... :mrgreen:) non è che il lavoro intermittente di Tendola sia poi una passeggiata...

Inoltre sono esercizi che conviene fare abbinati (nella stessa seduta) ad altri o a parte i soliti Z1/Z2 prima e dopo non c'è null' altro da aggiungere dato l' impegno elevato che richiedono??

Thanks... ;-)
 

phenomena

Apprendista Cronoman
16 Novembre 2008
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varese
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Chiarito finalmente a tutti il dilemma delle SFR vorrei porre una domanda sia a Gianni Tendola che a Roberto Massa...

Che differenza c'è dalle ripetute in pianura di Tendola:

"lavoro intermittente con rapporto 50x16 (immagino sia una rapporto indicativo), partire da quasi fermo e da seduto, accelerare fino a 115-120 rpm (46-48 km/h circa) per 30”, recuperare per 30” in surplace x 10 ripetute pausa 15’ e ripetere un’altra serie di 10R (30” accelerazione + 30” in surplace x 10 volte di seguito). Terminare con 20’ defaticamento a f.lento"

E il serie-vel ovvero il metodo Tabata adattato da Massa per renderlo perfetto per il ciclismo ovvero 30 ON 30 OFF?? (30 ON mi pare 150% FTP ovvero arrivando alla 7-8 ripetizione si vedono i santi...)

Mi piacerebbe capire la differenza tra i due esercizi perchè se il tabata ben fatto sfianca parecchio (ad un certo punto vengo colto da crisi mistiche... :mrgreen:) non è che il lavoro intermittente di Tendola sia poi una passeggiata...

Inoltre sono esercizi che conviene fare abbinati (nella stessa seduta) ad altri o a parte i soliti Z1/Z2 prima e dopo non c'è null' altro da aggiungere dato l' impegno elevato che richiedono??

Thanks... ;-)
se non sbaglio l'intermittente d gianni si fa alla mpa,non sfianca di certo,anche perche' viene fatto,secondo il protocollo di potenza,dopo sfr e sp in salita
 

ValeXX

Passista
15 Luglio 2009
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se non sbaglio l'intermittente d gianni si fa alla mpa,non sfianca di certo,anche perche' viene fatto,secondo il protocollo di potenza,dopo sfr e sp in salita

Ah ok, questo mi era sfuggito... ;-)

Effettivamente allora sono parecchio diversi...

Quindi detta brutalmente in modo terra terra l' esercizio di Tendola andrebbe fatto con rapporti più leggeri... ;-)

Mi sembrava appunto strano che dopo un esercizio comunque duretto come il falsopiano potenza o la salita potenza si eseguisse un esercizio simile al serie-vel :wacko:

Ciao...
 

valverde76

Novellino
20 Ottobre 2008
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FTP e 65/70 rpm al 2% per max 3'

Quali sono i carichi di lavoro consigliati (durata delle ripetute, recupero tra una ripetuta e l'altra, tempo totale di lavoro in falsopiano-potenza)? Ritieni che sia un tipo di lavoro che può essere inserito già nel periodo di preparazione generale (a partire dal mese di dicembre), essendo svolto a regime di fondo medio?
Grazie.
 

scotland_24

Novellino
26 Gennaio 2012
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Bartali_INTEGRA_3.0
Ciao,
arrivo qui tramite un'altro thread chiuso con un link che portava a questo. Avevo bisogno di qualche consiglio o cmq dritta sul pedalare. Non pratico ciclismo a fini agonistici anzi, in realtà gioco a pallacanestro ma nel NOV 2011 mi sono rotto un legamento alla caviglia dx e così per ricominciare a fare un po' di attività aerobica senza caricare il peso sulla cav. ho iniziato.. Il problema è che la pallacanestro non intendo smetterla ma mi trovo in grossa difficoltà a correre in campo una volta sceso dalla bicicletta.. probabilmente perchè la muscolatura che lavora è totalmente differente. Anche con la schiena non è la stessa cosa... Ci sarebbe un compromesso o un barlume di questo per potermi garantire la simbiosi delle due attività? Grazie
 

marcuzzo

Apprendista Velocista
4 Maggio 2007
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Ferrara
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Ciao,
arrivo qui tramite un'altro thread chiuso con un link che portava a questo. Avevo bisogno di qualche consiglio o cmq dritta sul pedalare. Non pratico ciclismo a fini agonistici anzi, in realtà gioco a pallacanestro ma nel NOV 2011 mi sono rotto un legamento alla caviglia dx e così per ricominciare a fare un po' di attività aerobica senza caricare il peso sulla cav. ho iniziato.. Il problema è che la pallacanestro non intendo smetterla ma mi trovo in grossa difficoltà a correre in campo una volta sceso dalla bicicletta.. probabilmente perchè la muscolatura che lavora è totalmente differente. Anche con la schiena non è la stessa cosa... Ci sarebbe un compromesso o un barlume di questo per potermi garantire la simbiosi delle due attività? Grazie
Nemmeno tanto che sono coinvolti muscoli differenti quanto che lo sono diversamente,a quanto ne so comunque l'attività di endurance è in conflittto con attività che richiedono forza esplosiva,forse potresti limitare i danni basandoti su sprint massimali ed esercitazioni intervallate che stimolino le doti aerobiche sollecitando la muscolatura in modo massimale-sub massimale