io ho un altra esperienza.Ora che la discussione ha ripreso i toni civili, vorrei dire la mia sulla frenata.
Mi sono osservato con attenzione nelle ultime uscite perché, spesso, ci facciamo un'idea di quello che facciamo che non corrisponde esattamente alla realtà dei fatti.
La frenata è una azione molto istintiva in bicicletta, come in auto o in moto in condizioni normali, niente a che vedere con quanto si fa in pista, dove la frenata fa parte della guida e serve a determinare l'assetto, prima, durante e dopo una curva.
Dirò che, considerate le velocità in gioco, tolto il caso delle discese lunghe, si frena molto meno (oggi, per esempio, in 50 km di prevalente pianura, credo di aver frenato in tutto due volte, e sempre per tratti in discesa).
Chiarito questo, la conclusione (riferita a me...) è che io istintivamente freno con anteriore e posteriore contemporaneamente e che istintivamente le mani ripartiscono avanti e dietro così da avere la bici in assetto veramente neutro. Per di più l'azione combinata richiede decisamente meno forza sui due freni. Ho visto anche che, sempre istintivamente, in discesa faccio più forza sull'anteriore mentre in prossimità di una rotonda o di una curva, se necessario, la forza è abbastanza ripartita equamente, e la bici rimane perfettamente equilibrata, anche piegando discretamente.
Mia esperienza personale, non necessariamente buona per tutti...
per me il 90% delle volte la discesa è il momento per una barretta o per chiaccherere, quindi scendere tranquillo appaiati stando abbastanza a riva in queste condizioni non si frena si rallenta si sta rilassati, solo un po' attenti alla strada.
le poche gf anche li mi impegno poco in discesa, sono indietro e tra scendere forte e poco più piano ma con margini nettamente superiori passano solo 2-3 sec a Km.
L'istinto in frenata non lo uso mai , salvo negli imprevisti, pochi pochi devo ammettere.
Mi tocco ma dalla bici da strada non sono mai caduto in 15 anni e non sono cosi fermo. Un po' perche cerco di evitare comportamenti che reputo pericolosi e che vedo fare ad altri , ma ognuno ha la sua percezione di rischio e le sue abilità quindi non voglio giudicare ne pretendere di insegnare a nessuno, un po' perche ho avuto fortuna e nessuno mi è mai venuto addosso. poi sono alto e in gruppo anche con un solo occhio avanti se c'è una sbandata la vedo con un po' di anticipo.
Invece dalla mtb sono caduto diverse volte, spesso per distrazione, la mtb però è maestra per insegnare controllo ed equilibrio ed affinare l'istinto.
L'imprevisto nel sentiero è dietro ogni sasso, radice, fossetta, non come nella strada dove basta ridurre un pelo la velocità e sei a posto.
nell'imprevisto serve l'istinto. se fai la cosa giusta o quasi giusta lo superi bene o in qualche modo, se fai la cosa sbagliata paghi.
Anni di mtb affinano l'istinto ed uscire in mtb ogni tanto è una buona cosa. Sulla strada gli imprevisti sono troppo rarefatti e non aiutano a sviluppare un buon istinto.
Ho detto mtb ma c'è chi nei mesi invernali fa un po' di ciclocross per lo stesso motivo.

