Freni a disco: pregi e difetti (Parte 4)

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longjnes

Maglia Gialla
10 Luglio 2008
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Gianni / TCR SL
Ora che la discussione ha ripreso i toni civili, vorrei dire la mia sulla frenata.
Mi sono osservato con attenzione nelle ultime uscite perché, spesso, ci facciamo un'idea di quello che facciamo che non corrisponde esattamente alla realtà dei fatti.
La frenata è una azione molto istintiva in bicicletta, come in auto o in moto in condizioni normali, niente a che vedere con quanto si fa in pista, dove la frenata fa parte della guida e serve a determinare l'assetto, prima, durante e dopo una curva.
Dirò che, considerate le velocità in gioco, tolto il caso delle discese lunghe, si frena molto meno (oggi, per esempio, in 50 km di prevalente pianura, credo di aver frenato in tutto due volte, e sempre per tratti in discesa).
Chiarito questo, la conclusione (riferita a me...) è che io istintivamente freno con anteriore e posteriore contemporaneamente e che istintivamente le mani ripartiscono avanti e dietro così da avere la bici in assetto veramente neutro. Per di più l'azione combinata richiede decisamente meno forza sui due freni. Ho visto anche che, sempre istintivamente, in discesa faccio più forza sull'anteriore mentre in prossimità di una rotonda o di una curva, se necessario, la forza è abbastanza ripartita equamente, e la bici rimane perfettamente equilibrata, anche piegando discretamente.
Mia esperienza personale, non necessariamente buona per tutti...
io ho un altra esperienza.
per me il 90% delle volte la discesa è il momento per una barretta o per chiaccherere, quindi scendere tranquillo appaiati stando abbastanza a riva in queste condizioni non si frena si rallenta si sta rilassati, solo un po' attenti alla strada.
le poche gf anche li mi impegno poco in discesa, sono indietro e tra scendere forte e poco più piano ma con margini nettamente superiori passano solo 2-3 sec a Km.
L'istinto in frenata non lo uso mai , salvo negli imprevisti, pochi pochi devo ammettere.
Mi tocco ma dalla bici da strada non sono mai caduto in 15 anni e non sono cosi fermo. Un po' perche cerco di evitare comportamenti che reputo pericolosi e che vedo fare ad altri , ma ognuno ha la sua percezione di rischio e le sue abilità quindi non voglio giudicare ne pretendere di insegnare a nessuno, un po' perche ho avuto fortuna e nessuno mi è mai venuto addosso. poi sono alto e in gruppo anche con un solo occhio avanti se c'è una sbandata la vedo con un po' di anticipo.
Invece dalla mtb sono caduto diverse volte, spesso per distrazione, la mtb però è maestra per insegnare controllo ed equilibrio ed affinare l'istinto.
L'imprevisto nel sentiero è dietro ogni sasso, radice, fossetta, non come nella strada dove basta ridurre un pelo la velocità e sei a posto.
nell'imprevisto serve l'istinto. se fai la cosa giusta o quasi giusta lo superi bene o in qualche modo, se fai la cosa sbagliata paghi.
Anni di mtb affinano l'istinto ed uscire in mtb ogni tanto è una buona cosa. Sulla strada gli imprevisti sono troppo rarefatti e non aiutano a sviluppare un buon istinto.
Ho detto mtb ma c'è chi nei mesi invernali fa un po' di ciclocross per lo stesso motivo.
 

GRM

deleted
30 Ottobre 2016
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p
un abs funzionante renderebbe davvero più sicuro. in condizioni wet da me la strada non è bagnata, ma insaponata da foglie quando va bene e da terra argillosa che scende dalle scarpate spalmata ben bene come da un intonachino che sa fare il velo ad arte. specialmente dopo che ha smesso di piovere e che impiega un sacco ad asciugare. poi chissa come mai i tratti più brutti e infangati sono sempre quelli tortuosi.
di questo periodo e nelle condizioni di cui sopra mi sento più sicuro io con i rim che la mi moglie con i dischi perche col bagnato i rim riducono la potenza, i dischi ne hanno troppa troppa.
però oh, max 50gr, se devono aggiungere un interno disco come sensore o rendere invasivo il resto, allora nn se fa di nulla.

Se non hai la sensibilità cadi con i rim come con i dischi.
La differenza sulla sicurezza la fà la ripetibilità della potenza frenante ,non la sua forza .

Poi se sei cosi contento dei rim, come mai la moglie la fai girare con i dischi? vuoi cambiarla?
 

SoftMachine

Maglia Iridata
10 Ottobre 2010
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Ora che la discussione ha ripreso i toni civili, vorrei dire la mia sulla frenata.
Mi sono osservato con attenzione nelle ultime uscite perché, spesso, ci facciamo un'idea di quello che facciamo che non corrisponde esattamente alla realtà dei fatti.
La frenata è una azione molto istintiva in bicicletta, come in auto o in moto in condizioni normali, niente a che vedere con quanto si fa in pista, dove la frenata fa parte della guida e serve a determinare l'assetto, prima, durante e dopo una curva.
Dirò che, considerate le velocità in gioco, tolto il caso delle discese lunghe, si frena molto meno (oggi, per esempio, in 50 km di prevalente pianura, credo di aver frenato in tutto due volte, e sempre per tratti in discesa).
Chiarito questo, la conclusione (riferita a me...) è che io istintivamente freno con anteriore e posteriore contemporaneamente e che istintivamente le mani ripartiscono avanti e dietro così da avere la bici in assetto veramente neutro. Per di più l'azione combinata richiede decisamente meno forza sui due freni. Ho visto anche che, sempre istintivamente, in discesa faccio più forza sull'anteriore mentre in prossimità di una rotonda o di una curva, se necessario, la forza è abbastanza ripartita equamente, e la bici rimane perfettamente equilibrata, anche piegando discretamente.
Mia esperienza personale, non necessariamente buona per tutti...


Rispecchia il mio modo di frenare. Anche io, ultimamente, ho provato a "fare caso" al modo in cui freno e la tua descrizione la trovo rappresentativa del mio modo di frenare
 

Ipercool

Ciociaro
13 Agosto 2012
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Rispecchia il mio modo di frenare. Anche io, ultimamente, ho provato a "fare caso" al modo in cui freno e la tua descrizione la trovo rappresentativa del mio modo di frenare

Anch'io ho fatto caso alle frenate nelle ultime uscite concordando con @alvan che trattandosi di gesti istintivi potrebbero essere percepiti diversamente da come sono realmente compiuti.

Nel mio caso ho constatato che, salvo emergenze, nei vallonati da una sessantina di km che sto facendo in questi giorni, l'azionamento del freno anteriore avviene non più di due/tre volte, per tutto il resto uso il posteriore.
Immagino che in una discesa lunga e ripida piena di tornanti le cose possano essere diverse.

Ora so già che i "manici" del Forum sorrideranno e tenderanno a prendermi in giro ma per me così è.

Analizzando la faccenda, io faccio così istintivamente, ma trovo che questo possa essere vantaggioso in quanto, considerato che nella maggior parte dei casi le decelerazioni necessarie sono piuttosto modeste, usare il posteriore consente di applicare la forza frenante in un punto che si trova dietro al baricentro del sistema rispetto alla direzione del moto, questo ha un effetto di auto-allineamento e quindi stabilizzante del sistema nella direzione richiesta.

Viceversa l'applicazione di una forza contraria al moto in un punto che precede il baricentro ha un effetto tendente a disallineare (*) il sistema rispetto alla direzione del moto. Condizione che richiede gestione ed eventualmente correzioni da parte del conducente con conseguente indesiderata perdita di velocità in ingresso di curva.

(*): Tento di spiegare a parole, con un disegnino sarebbe molto più semplice.
Comunque, la verifica del fenomeno avviene facilmente considerando che in caso di disallineamento, anche minimo, dei punti di applicazione della forza frenante e del baricentro rispetto alla direzione del moto viene a crearsi un braccio tra i due punti con conseguente insorgenza di un momento generato dall'inerzia del sistema agente sul baricentro che tende a mettere in rotazione la parte posteriore del sistema stesso intorno all'asse di sterzo.
Il contrasto a tale fenomeno avviene di solito agendo istintivamente sulla distribuzione dei pesi e sulla intensità dell'azione frenante.
Tutte azioni non necessarie quando sia possibile agire sul solo freno posteriore, situazione che agevola la stabilità con conseguente possibilità di mantenimento di una velocità maggiore in ingresso di curva.

Non so se si capisce qualcosa, abbiate pietà.
 

golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
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mia
Fidati. Meglio tante cariche dal 30% al 80% che metà delle cariche dallo 0% al 100%.
Potrei anche fidarmi.. ma il problema è che non ho possibilità di vedere quando le batterie sono/sarebbero al 30 % o al 20 o magari a metà carica, quindi quando il led del cambio (sram Etap) mi dà il rosso metto in carica fino a luce verde di completa carica (questo poi sarebbe un consiglio del libretto istruzioni) idem con altri accessori che hanno il loro aggeggio tarato da chi lo produce per la ricarica.. tu poco puoi fare a meno che non stai li davanti o misuri tutte le volte il voltaggio delle varie batterie.. il che mi pare un filino fuori di cico :-P
 

golias

Factotum :-)
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mia
Nel mio caso ho constatato che, salvo emergenze, nei vallonati da una sessantina di km che sto facendo in questi giorni, l'azionamento del freno anteriore avviene non più di due/tre volte, per tutto il resto uso il posteriore.
Immagino che in una discesa lunga e ripida piena di tornanti le cose possano essere diverse.
Ci facevo caso giusto ieri mentre percorrevo un breve discesa qui in zona ma assai ostica perchè sebbene sia solo poco più di un km ha in essere ben 3 curve ad S (quindi curva a sx e controcurva a dx) in certi tratti perendenza di poco oltre il 10 %, notavo che nell'ingresso della S puntavo il posteriore per facilitare l'inserimento in curva e il successivo rialzamento per poi riposizionarmi per la curva successiva al contrario.. nel piccolo tratto dove ci si rialza e tocca ritoccare la velocità usavo entrambe per poi lasciare l'anteriore e pelare il posteriore sempre per ottenere la neutralità delle forze in gioco.. coi dischi è uno spasso anche a mani sui comandi, sensazione che mi piace assai ;-)
 

alvan

Apprendista Velocista
16 Agosto 2014
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Dogma F MY25
Potrei anche fidarmi.. ma il problema è che non ho possibilità di vedere quando le batterie sono/sarebbero al 30 % o al 20 o magari a metà carica, quindi quando il led del cambio (sram Etap) mi dà il rosso metto in carica fino a luce verde di completa carica (questo poi sarebbe un consiglio del libretto istruzioni) idem con altri accessori che hanno il loro aggeggio tarato da chi lo produce per la ricarica.. tu poco puoi fare a meno che non stai li davanti o misuri tutte le volte il voltaggio delle varie batterie.. il che mi pare un filino fuori di cico :-P
Sui Di2 Shimano abbiamo l'EW-WU111 che trasmette in ANT+ vari dati, tra cui i rapporti corona e pignone e lo stato di carica della batteria in %...
 

golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
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mia
Sui Di2 Shimano abbiamo l'EW-WU111 che trasmette in ANT+ vari dati, tra cui i rapporti corona e pignone e lo stato di carica della batteria in %...
Sram ti dice che quando il led è rosso hai ancora circa il 10 % e con quello ci fai almeno 2-300 km (dipende chiaramente dall'uso che ne fai) a led rosso lampeggiante dopo circa 7-8-10 cambiate sei a piedi, quindi perchè ricaricare se il led mi da verde ?
Ovvio che se parto per un giro di 9-10 ore metto tutto sotto carica per sicurezza ma capiterà forse 2-3 volte l'anno.. quindi io preferisco seguire le indicazioni del costruttore e vedo che nella maggior parte dei casi funziona ;-)
 

gianluca1411

Apprendista Velocista
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tarmac S-Work SL6
L'etap si interfaccia da sempre direttamente con il garnin senza necessità di centraline accessorie...e dal Garmin puoi controllare la carica delle batterie...rapporti inseriti...insomma le solite cose ..
 

Mini4wdking

via col vento
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Canyon Ultimate CF Dura Ace
Anch'io ho fatto caso alle frenate nelle ultime uscite concordando con @alvan che trattandosi di gesti istintivi potrebbero essere percepiti diversamente da come sono realmente compiuti.

Nel mio caso ho constatato che, salvo emergenze, nei vallonati da una sessantina di km che sto facendo in questi giorni, l'azionamento del freno anteriore avviene non più di due/tre volte, per tutto il resto uso il posteriore.
Immagino che in una discesa lunga e ripida piena di tornanti le cose possano essere diverse.

Ora so già che i "manici" del Forum sorrideranno e tenderanno a prendermi in giro ma per me così è.

Analizzando la faccenda, io faccio così istintivamente, ma trovo che questo possa essere vantaggioso in quanto, considerato che nella maggior parte dei casi le decelerazioni necessarie sono piuttosto modeste, usare il posteriore consente di applicare la forza frenante in un punto che si trova dietro al baricentro del sistema rispetto alla direzione del moto, questo ha un effetto di auto-allineamento e quindi stabilizzante del sistema nella direzione richiesta.

Viceversa l'applicazione di una forza contraria al moto in un punto che precede il baricentro ha un effetto tendente a disallineare (*) il sistema rispetto alla direzione del moto. Condizione che richiede gestione ed eventualmente correzioni da parte del conducente con conseguente indesiderata perdita di velocità in ingresso di curva.

(*): Tento di spiegare a parole, con un disegnino sarebbe molto più semplice.
Comunque, la verifica del fenomeno avviene facilmente considerando che in caso di disallineamento, anche minimo, dei punti di applicazione della forza frenante e del baricentro rispetto alla direzione del moto viene a crearsi un braccio tra i due punti con conseguente insorgenza di un momento generato dall'inerzia del sistema agente sul baricentro che tende a mettere in rotazione la parte posteriore del sistema stesso intorno all'asse di sterzo.
Il contrasto a tale fenomeno avviene di solito agendo istintivamente sulla distribuzione dei pesi e sulla intensità dell'azione frenante.
Tutte azioni non necessarie quando sia possibile agire sul solo freno posteriore, situazione che agevola la stabilità con conseguente possibilità di mantenimento di una velocità maggiore in ingresso di curva.

Non so se si capisce qualcosa, abbiate pietà.

Ti correggo solamente dicendo che la posizione delle mani è più avanti dell'asse della ruota anteriore proprio per un motivo: sulle mani arriva gran parte della spinta in avanti dovuta all'inerzia, durante la frenata. Questo fa sì che il manubrio si auto riallinei ad ogni minimo sbandamento.
E' per questo motivo che anche frenando forte davanti, non sentiamo nessuna destabilizzazione.
Lo spiega bene in questo video:
 

Mini4wdking

via col vento
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Potrei anche fidarmi.. ma il problema è che non ho possibilità di vedere quando le batterie sono/sarebbero al 30 % o al 20 o magari a metà carica, quindi quando il led del cambio (sram Etap) mi dà il rosso metto in carica fino a luce verde di completa carica (questo poi sarebbe un consiglio del libretto istruzioni) idem con altri accessori che hanno il loro aggeggio tarato da chi lo produce per la ricarica.. tu poco puoi fare a meno che non stai li davanti o misuri tutte le volte il voltaggio delle varie batterie.. il che mi pare un filino fuori di cico :-P
No ma infatti... non vale la pena. 300 cicli sono 20 anni di uso... la batteria, a meno di guasti, la portate a fine vita del gruppo.
 

Ipercool

Ciociaro
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Trek (alcune)
Ti correggo solamente dicendo che la posizione delle mani è più avanti dell'asse della ruota anteriore proprio per un motivo: sulle mani arriva gran parte della spinta in avanti dovuta all'inerzia, durante la frenata. Questo fa sì che il manubrio si auto riallinei ad ogni minimo sbandamento.
E' per questo motivo che anche frenando forte davanti, non sentiamo nessuna destabilizzazione.
Lo spiega bene in questo video:

Non ho la pretesa di correggere, sto cercando di comprendere quello che si verifica nel mio caso, ossia che in ingresso di curva, non in staccata sul dritto, si entra con maggiore stabilità e quindi velocità usando solo il posteriore.

Per innescare il fenomeno di cui si parlava prima è necessario e sufficiente che il baricentro del sistema si trovi dietro all'asse di sterzo in almeno una delle fasi dell'ingresso in curva.
Condizione che non può essere esclusa in quanto parte della spinta viene applicata dal ciclista anche sui pedali che sono certamente dietro, poi si assume una posizione comunque piuttosto arretrata per non alleggerire troppo il retrotreno ed inoltre dopo la staccata la spinta sulle manopole si riduce sostanzialmente, per cui è facile che il baricentro venga a trovarsi dove potrebbe innescare il fenomeno.

Ovviamente si parla di piccole sollecitazioni che richiedono piccoli aggiustamenti che comportano minime perdite di tempo e velocità, altrimenti si andrebbe in terra quasi ad ogni curva.

Visto che nel mio caso la differenza di assetto che ottengo usando solo il posteriore piuttosto che l'anteriore è sensibile cerco di individuarne il motivo.
 
Stato
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