Se posso pacatamente dire la mia, lasciamo il diritto a chi ha partecipato alla
Sportful 2010 di sentirsi una sortia di eroe che ha partecipato ad una corsa da tregenda: è un sentimento che, non potete negarlo, tutti avete prima o dopo provato, specialmente inforcando una bici, di fronte a certe situazioni difficili che comunque avete superato con successo. Non si sarà prodotto alcun benessere per altri esseri umani come fanno i veri eroi, ma in fondo chissenefrega, c'è quella gioia nel cuore sapendo di aver superato qualcosa di arduo, un'ennesima significativa esperienza di vita che aiuterà anche un domani. Imparare cosa voglia dire affrontare una gara nelle condizioni mostratesi oggi credo sia significativo di questo.
Altresì è assolutamente perfetto il discorso di chi ha deciso di rimanersene a casa ragionando sui rischi, sulla propria impreparazione di fronte a una simile situazione, sulle eventuali conseguenze alla propria salute, sul fatto che al lavoro non riesce a prendersi ferie o sarebbe un problema essere in malattia, sulla (perchè non dirlo, mica c'è da vergognarsi) paura di scendere da certe quote zuppi d'acqua.
Molti si annoiano, io compreso, a sentire le
su Rai Tre della brigata Bulbarelli che esalta con una retorica assurda le corse dei professionisti.
Però quando posso passare di qua e leggere qualche bel commento estasiato di chi ha partecipato ad una granfondo, e mi fa una
d'altri tempi su quello che ha fatto in corsa è tutta un'altra storia, perchè sento l'emozione e la passione di chi ama pedalare in sella ad una bici da corsa, ed è una delle cose più belle di questo forum.
Le uniche critiche si possono eventualmente fare a coloro che affrontano certe sfide mettendo in pericolo se stessi ma soprattutto gli altri, vedi chi parte impreparato e continua la gara impreparato rischiando ad ogni dove: è sempre e solo questione di testa. Sono certo che gente come Clodovico, New e molti altri sapevano perfettamente come comportarsi, come vestirsi, come muoversi e la loro testimonianza dev'essere esempio.
Sull'organizzazione penso si potrà dire di tutto e di più, quel che è certo è che di fronte al tempo inclemente non c'è ancora una soluzione ottima per tutti, almeno finchè non si avranno previsioni perfettamente accurate con MOLTO tempo di anticipo: non dimentichiamo che gare del genere coinvolgono non semplicemente ciclisti, ma tantissimi volontari, albergatori, gestori di b&b e chi più ne ha più ne metta.
Concludo dicendo che la mia fatica odierna è stata girare mezzo Veneto al calduccio e all'asciutto della mia Mini Cooper, ma garantisco che veniva da piangere pure a me