Giro d'Italia 2020

ian

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circa 2400 milioni di euro all'anno per 380 partite (https://www.ft.com/content/ad84f056-d81b-11e6-944b-e7eb37a6aa8e).

Ad ogni modo mi pare difficile paragonare il TdF ai mondiali di calcio o ai Giochi Olimpici, perlomeno da questo punto di vista. Sanno vendersi bene ;-)
ma infatti ripeto, questo paragone non è che l'abbia sentito spesso.
Alla luce di questi numeri in Aso penso che se qualcuno sostenesse il paragone gli andrebbe riconosciuto un coraggio leonino
 

samuelgol

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ma infatti ripeto, questo paragone non è che l'abbia sentito spesso.
Alla luce di questi numeri in Aso penso che se qualcuno sostenesse il paragone gli andrebbe riconosciuto un coraggio leonino
Comunque il succo del discorso era il confronto col Giro, non tanto con Mondiali di calcio e Olimpiadi effettivamente non paragonabile.
Beh a leggere quei numeri, il Tour vale come diritti tv più del triplo del Giro. Facciamocene una ragione una volta per tutte e magari cerchiamo (ognuno per la sua parte) di ridurre almeno un pò il gap.
Stupirsi di come dei professionisti snobbino una manifestazione che vale meno di 1/3 di un'altra è molto provinciale ed è già un partire col piede sbagliato. Quando c'è una cosa da fare, il primo passo è rendersi conto di doverla fare, senza gridare al mondo infame che non ci capisce.
 

ian

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Comunque il succo del discorso era il confronto col Giro, non tanto con Mondiali di calcio e Olimpiadi effettivamente non paragonabile.
Beh a leggere quei numeri, il Tour vale come diritti tv più del triplo del Giro. Facciamocene una ragione una volta per tutte e magari cerchiamo (ognuno per la sua parte) di ridurre almeno un pò il gap.
Stupirsi di come dei professionisti snobbino una manifestazione che vale meno di 1/3 di un'altra è molto provinciale ed è già un partire col piede sbagliato. Quando c'è una cosa da fare, il primo passo è rendersi conto di doverla fare, senza gridare al mondo infame che non ci capisce.
Il succo del discorso era quello, ma la proporzione è fondamentale. Perché se il rapporto è 1:3 intanto si può pensare di recuperare significativamente qualcosina, se il rapporto è paragonabile a quello dei maggiori eventi sportivi del pianeta è come pensare di portare il pubblico della Nightrace di Schladming allo slalom di CE di Obereggen.
Sarebbe interessante conoscere i rapporti di 15 anni fa.
 

ian

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Non è che in Francia lo scandalo doping non l'hanno avuto, Armstrong a parte... su cui ci sono 3d su 3d, anche loro hanno avuto i suoi scandali
Be direi Festina 98 e poi nulla fino a OP e derivati, casi che però hanno investito il ciclismo nella sua totalità (Landis e Riccò in Francia, ma anche Di Luca e Sella in Italia).
Negli anni del nulla in Francia (poi grazie, ad Armstrong 15 anni dopo gli hanno tolto anche le mutande, dopo le balle sulla redenzione del TdF di quegli anni) il Giro viveva Campiglio, blitz di Sanremo e Montecatini, poi quel Giro in cui hanno buttato fuori tutti i big uno dietro l'altro (uno il diuretico, l'altro la cocaina... l'altro le fiale di acqua e sale comprate su internet... o forse quello era l'anno prima... va be' cambia pochissimo). Insomma io penso che uno straniero scegliesse volentieri il TdF anche per stare un pochettino più tranquillo.
 

samuelgol

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Be direi Festina 98 e poi nulla fino a OP e derivati, casi che però hanno investito il ciclismo nella sua totalità (Landis e Riccò in Francia, ma anche Di Luca e Sella in Italia).
Negli anni del nulla in Francia (poi grazie, ad Armstrong 15 anni dopo gli hanno tolto anche le mutande, dopo le balle sulla redenzione del TdF di quegli anni) il Giro viveva Campiglio, blitz di Sanremo e Montecatini, poi quel Giro in cui hanno buttato fuori tutti i big uno dietro l'altro (uno il diuretico, l'altro la cocaina... l'altro le fiale di acqua e sale comprate su internet... o forse quello era l'anno prima... va be' cambia pochissimo). Insomma io penso che uno straniero scegliesse volentieri il TdF anche per stare un pochettino più tranquillo.
Non c'entrano nulla gli scandali doping. I big hanno cominciato ad abbandonare il Giro in concomitanza con la specializzazione e pianificazione estremizzata della stagione, per cui non più tutti facevano tutto, ma tutto era mirato a questo o quello. E dovendo mirare, si è cominciato a mirare al bersaglio grosso. Grosso sportivamente ed economicamente.
Ovviamente non solo questa è stata la causa.
 
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Be direi Festina 98 e poi nulla fino a OP e derivati, casi che però hanno investito il ciclismo nella sua totalità (Landis e Riccò in Francia, ma anche Di Luca e Sella in Italia).
Negli anni del nulla in Francia (poi grazie, ad Armstrong 15 anni dopo gli hanno tolto anche le mutande, dopo le balle sulla redenzione del TdF di quegli anni) il Giro viveva Campiglio, blitz di Sanremo e Montecatini, poi quel Giro in cui hanno buttato fuori tutti i big uno dietro l'altro (uno il diuretico, l'altro la cocaina... l'altro le fiale di acqua e sale comprate su internet... o forse quello era l'anno prima... va be' cambia pochissimo). Insomma io penso che uno straniero scegliesse volentieri il TdF anche per stare un pochettino più tranquillo.

Vabbè non tutti hanno goduto dell'immunità di Armstrong
 
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samuelgol

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Il succo del discorso era quello, ma la proporzione è fondamentale. Perché se il rapporto è 1:3 intanto si può pensare di recuperare significativamente qualcosina, ......
O significativamente o qualcosina. Le due parole sono antitetiche non complementari. Significativamente sta per "molto", qualcosina sta per "poco".
Per recuperare in parte, e premesso che un pareggio è utopistico e sicuramente non raggiungibile se non nel lunghissimo termine (100 anni di storia non si invertono in pochi anni) secondo me la via migliore è il percorso. Un percorso che sia equilibrato, ma al tempo stesso appassionante, nel senso sportivo del termine, dunque non scontato. In più una formula che incentivi economicamente e magari in termini cronometrici la combattività di ogni singola tappa (al di là dei traguardi intermedi così come sono ora che sono poco utili allo scopo).
Insomma, un riscatto che veda il suo punto di partenza dall'aspetto sportivo che possa attirare l'attenzione degli appassionati. E poi internazionalizzare il Giro, senza strepitare ogni volta appena si fanno tappe all'estero (altra manifestazione di provincialismo), rendendo anche le tappe estere non solo una passerella, ma anche importanti ciclisticamente. Di contro uno dei problemi è che la nostra economia è derelitta e dunque anche i compensi di tappa al CO, da parte delle amministrazioni locali latitano, così come latita la cultura sportiva che vede, (tappe alpine a parte) a volte persino una avversione dalla gente che vede il passaggio della carovana come una rogna per i propri impegni.
La strada è comunque lunghissima e in salita.
 
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io credo che si debba "lavorare" tantissimo sulle nuove generazioni. oramai i 50 anni ed oltre non cambieranno, se non in minima parte, l'idea che possono avere del Giro/del ciclismo/dei ciclisti per strada ect ect ect

prendendo spunto anche da quello che fanno in Francia, perché non farsi che le scuole di istruzione primaria vengano maggiormente coinvolte nell'evento Giro, quando passa o è arrivo di tappa, nella propria città.
spronare anche i mass media a parlarne maggiormente, e parallelamente lavorare anche per farsi che i ciclisti (pro e non solo) non siano visti come bersagli da colpire come in un videogioco
è un circolo vizioso che bisogna innescare.
non ho mai pedalato in terra francese, ma mi dicono che ci sia anche un rispetto diverso nei confronti dei ciclisti.

è proprio culturalmente che bisogna fare dei passi in avanti, ma tanti
 

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io credo che si debba "lavorare" tantissimo sulle nuove generazioni. oramai i 50 anni ed oltre non cambieranno, se non in minima parte, l'idea che possono avere del Giro/del ciclismo/dei ciclisti per strada ect ect ect

prendendo spunto anche da quello che fanno in Francia, perché non farsi che le scuole di istruzione primaria vengano maggiormente coinvolte nell'evento Giro, quando passa o è arrivo di tappa, nella propria città.
spronare anche i mass media a parlarne maggiormente, e parallelamente lavorare anche per farsi che i ciclisti (pro e non solo) non siano visti come bersagli da colpire come in un videogioco
è un circolo vizioso che bisogna innescare.
non ho mai pedalato in terra francese, ma mi dicono che ci sia anche un rispetto diverso nei confronti dei ciclisti.

è proprio culturalmente che bisogna fare dei passi in avanti, ma tanti

va be ma è un discorso troppo aleatorio. il ciclismo non piace al pubblico perchè è uno sport dove la performance viene diluita su un tempo troppo lungo, le tattiche di corsa sono troppo complesse da capire e le corse sono troppo impegnative da seguire. infatti le tappe del giro o del tour sulla rai fanno tanto ascolto solo quando i media danno risalto al fatto che c'è un italiano che può vincere, es. nibali quando ha vinto il giro a s.anna di vinadio.

per il resto il ciclismo è seguito solo dagli appassionati o dai pensionati che sono, loro malgrado, chiusi tutto il giorno in casa e tengono la tv accesa giusto per vedere le riprese dei paesaggi dall'elicottero (su questo il tour è nettamente avanti al giro), ad esempio mia nonna mi diceva che spesso teneva la tv accesa sul giro o sul tour perchè le piaceva vedere le immagini delle montagne, dei paesi attraversati ecc.

se sommi la ridotta cultura sportiva che c'è in italia (in pratica esiste solo il calcio ed anche quello è spesso vissuto in un modo totalmente malato) alle "pecche" del ciclismo da un punto di vista mediatico, ottieni la situazione attuale.

per quanto riguarda la francia secondo me loro vivono ancora tanto di rendita dai tempi che furono, sono stati bravi a mantenere questo minimo di cultura a livello popolare quindi tutti quanti sanno almeno in cosa consiste il tour e cos'è il ciclismo, a livello professionistico e amatoriale. questo si traduce in una cultura sportiva più ampia e rispettosa, anche nei nostri confronti. infatti in francia nessuno mi ha mai superato in auto tenendo poca distanza, nessuno mi ha mai superato in curva, nessuno mi ha mai suonato il clacson anche se stavo un po' troppo in mezzo alla strada. cose che in italia succedono sempre ma è proprio un problema culturale in primis.

penso si possa tradurre tutto così: per il francese medio uno che pedala per passione è una persona da rispettare per l'impegno che ci mette, per l'italiano medio uno che pedala per passione è un coglione che rompe le scatole perchè rallenta il traffico.
 

Airone del Chianti

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Non c'entrano nulla gli scandali doping. I big hanno cominciato ad abbandonare il Giro in concomitanza con la specializzazione e pianificazione estremizzata della stagione, per cui non più tutti facevano tutto, ma tutto era mirato a questo o quello. E dovendo mirare, si è cominciato a mirare al bersaglio grosso. Grosso sportivamente ed economicamente.
Ovviamente non solo questa è stata la causa.
Anche prima Andrea. La crisi del Giro risale agli anni '80 quando si cominciò a fare i percorsi per i nostri corridori non tanto amanti della salita alimentando il dualismo Moser/Saronni.
Hinault ci è venuto 3 volte con altrettante vittorie ma quello dell'85 fu ridicolo con solo 19K metri di dislivello in 22 tappe e montagne lontane dall'arrivo (clamoroso un Gran San Bernardo messo a 70 km dall'arrivo, peraltro tagliando dal tunnel) per cui decisive furono le cronometro.
Fignon una volta sola e l'ha vinto. Lemond veniva per allenarsi. Delgado mai visto.
Per contro il Tour viveva un'ascesa continua con percorsi durissimi, estremi e tutti i grandi campioni dell'epoca che scrivevano pagine bellissime, forse davvero il momento più bello nella storia del ciclismo.
 
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Anche prima Andrea. La crisi del Giro risale agli anni '80 quando si cominciò a fare i percorsi per i nostri corridori non tanto amanti della salita alimentando il dualismo Moser/Saronni.
Hinault ci è venuto 3 volte con altrettante vittorie ma quello dell'85 fu ridicolo con solo 19K metri di dislivello in 22 tappe e montagne lontane dall'arrivo (clamoroso un Gran San Bernardo messo a 70 km dall'arrivo, peraltro tagliando dal tunnel) per cui decisive furono le cronometro.
Fignon una volta sola e l'ha vinto. Lemond veniva per allenarsi. Delgado mai visto.
Per contro il Tour viveva un'ascesa continua con percorsi durissimi, estremi e tutti i grandi campioni dell'epoca che scrivevano pagine bellissime, forse davvero il momento più bello nella storia del ciclismo.
Sono completamente d'accordo con te, volevo solo precisare che Laurent Fignon al Giro partecipò cinque volte.
Una vittoria, un secondo posto (battuto da Moser più elicottero...)
 

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per quanto riguarda la francia secondo me loro vivono ancora tanto di rendita dai tempi che furono, sono stati bravi a mantenere questo minimo di cultura a livello popolare quindi tutti quanti sanno almeno in cosa consiste il tour e cos'è il ciclismo, a livello professionistico e amatoriale. questo si traduce in una cultura sportiva più ampia e rispettosa, anche nei nostri confronti. infatti in francia nessuno mi ha mai superato in auto tenendo poca distanza, nessuno mi ha mai superato in curva, nessuno mi ha mai suonato il clacson anche se stavo un po' troppo in mezzo alla strada. cose che in italia succedono sempre ma è proprio un problema culturale in primis.
A tal proposito segnalo un episodio molto significativo che mi ha emozionato.
Io seguo spesso il Tour e durante una delle tappe dell'edizione 2018 (quella che finì al Col de Porte) c'era un gruppo di ragazzini sui 10-12 anni che riconoscevano da lontano ogni ciclista francese che passava, anche quelli meno conosciuti, con tanti di incitamenti, chiamandoli anche con soprannome ("allez Dudu!!" per Démare che lottava contro il tempo massimo).
Questa è vera cultura sportiva...
 

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Sono completamente d'accordo con te, volevo solo precisare che Laurent Fignon al Giro partecipò cinque volte.
Una vittoria, un secondo posto (battuto da Moser più elicottero...)
Già vero, avevo rimosso. Fignon in effetti era un appassionato della nostra corsa nonostante gli scherzi da prete che gli facevano...
 

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A tal proposito segnalo un episodio molto significativo che mi ha emozionato.
Io seguo spesso il Tour e durante una delle tappe dell'edizione 2018 (quella che finì al Col de Porte) c'era un gruppo di ragazzini sui 10-12 anni che riconoscevano da lontano ogni ciclista francese che passava, anche quelli meno conosciuti, con tanti di incitamenti, chiamandoli anche con soprannome ("allez Dudu!!" per Démare che lottava contro il tempo massimo).
Questa è vera cultura sportiva...

Oltre a questo quel che mi fa sempre molto piacere è quando incrocio gente durante le mie salite sui colli francesi e questi mi incitano anche se sono un brocco. Sono scene che in Italia non si vedono praticamente mai a meno che non si incroci qualcuno che fa il tuo medesimo sport o che abbia una certa cultura sportiva (ad esempio mi è capitato un paio di mesi fa quando ho incrociato alcuni ciaspolatori che tornavano al parcheggio mentre io terminavo la salita in condizioni pietose con 1 grado, nebbia e bagnato fradicio tra la neve).
 

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va be ma è un discorso troppo aleatorio. il ciclismo non piace al pubblico perchè è uno sport dove la performance viene diluita su un tempo troppo lungo, le tattiche di corsa sono troppo complesse da capire e le corse sono troppo impegnative da seguire.
Vero, ma che c'entra con Giro vs Tour? Al Tour si corre lo stesso sport del Giro eh (più o meno).
.......
penso si possa tradurre tutto così: per il francese medio uno che pedala per passione è una persona da rispettare per l'impegno che ci mette, per l'italiano medio uno che pedala per passione è un coglione che rompe le scatole perchè rallenta il traffico.
Che alla fine è quello che ha detto @pedalone della bassa il cui messaggio hai quotato iniziando con un "è un discorso troppo aleatorio". Insomma è aleatorio o pedalone ha ragione? (secondo me ha ragione).


Anche prima Andrea. La crisi del Giro risale agli anni '80 quando si cominciò a fare i percorsi per i nostri corridori non tanto amanti della salita alimentando il dualismo Moser/Saronni.
Hinault ci è venuto 3 volte con altrettante vittorie ma quello dell'85 fu ridicolo con solo 19K metri di dislivello in 22 tappe e montagne lontane dall'arrivo (clamoroso un Gran San Bernardo messo a 70 km dall'arrivo, peraltro tagliando dal tunnel) per cui decisive furono le cronometro.
Fignon una volta sola e l'ha vinto. Lemond veniva per allenarsi. Delgado mai visto.
In realtà è stata una cosa più o meno contemporanea. E' appunto dagli anni 80 che si sono cominciati a differenziare via via sempre più gli obiettivi stagionali. Ovvio che in questo contesto, se fai il percorso per i tuoi beniamini, chi deve scegliere, sceglie altro, tanto più se questo altro è anche molto più glorioso e remunerativo.
 

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Vero, ma che c'entra con Giro vs Tour? Al Tour si corre lo stesso sport del Giro eh (più o meno).
Certo, ma nel caso specifico ritengo che per per un francese il Tour abbia più valore rispetto al valore del Giro per un italiano (si parla sempre di cittadino medio). Questo fa la differenza in ambito strettamente nazionale, poi in ambito internazionale la differenza la fa la strategia dell'organizzatore, probabilmente il Tour si porta dietro da tempo immemore questa eredità di corsa più importante e l'ha sempre gestita bene anche in fatto di sponsor, diritti televisivi ecc.
Il Giro non ha questo tipo di appeal per lo spettatore medio perchè non è pompato dai media e dagli sponsor, al contrario invece spesso noi appassionati lo riteniamo superiore in fatto di percorso, salite, varietà dei terreni affrontati, difficoltà nel gestire la corsa.

Che alla fine è quello che ha detto @pedalone della bassa il cui messaggio hai quotato iniziando con un "è un discorso troppo aleatorio". Insomma è aleatorio o pedalone ha ragione? (secondo me ha ragione).
Intendevo dire che è aleatorio pensare di cambiare la cultura sportiva con iniziative nelle scuole e cose del genere. A scuola è già tanto se riescono a fare il minimo indispensabile, figuriamoci anche iniziative del genere.
La cultura sportiva secondo me non si cambia dalla scuola, si cambia con i media. Il problema è che viviamo in un Paese in cui conta solo il calcio e tutto il resto non ha importanza...ma questo è un discorso slegato da Giro vs Tour quindi chiudo qui l'OT.