Il Vento e la Bici da Corsa

solometallo

Apprendista Passista
20 Aprile 2012
865
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toscana
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Bici
Viner Aeternum by Bertoletti
Allora,
se mi permettete, provo a fare un po' di chiarezza, sfatare qualche mito e forse dare qualche consiglio.

1. il vento, per i ciclisti, è quasi sempre contrario.
VERO, e la sfortuna non c'entra!
Al vento che soffia da una certa direzione si somma (vettorialmente, per chi sa cosa significa) il vento creato dalla velocità del ciclista. Mi spiego meglio. Se in una giornata di zero vento pedalate a 30 km/h, avvertirete esattamente 30 km/h di vento contrario. Appena vi fermate il vento cessa per magia, e appena ripartite ricomincia, e voi smadonnate perché vi sentite presi in giro.
Allo stesso modo, se in una giornata di vento "reale" (per differenziarlo dal "vento di velocità" appena descritto) a 10 km/ pedalate controvento a 30 km/h ne avvertirete 30+10=40 in faccia, e farete ovviamente più fatica. Quando fate dietrofront, pedalando alla stessa velocità in compenso avvertirete 30-10=20km/h, e quindi ben la metà di prima(!), e di conseguenza molta meno fatica. Quello avvertito dal ciclista si chiama "vento apparente". Ora, considerate che la resistenza prodotta da un ciclista in pianura a media velocità è per circa il 75% aerodinamica...
Mentre il vento di velocità arriva per forza di cose solo in faccia al ciclista, il vento reale può venire da qualunque direzione. I due si combinano vettorialmente per dar luogo al vento apparente, e le combinazioni sono infinite, ma è un dato di fatto che esso è favorevole al ciclista (cioé viene da dietro) solo quando il vento reale proviene da dietro, da un angolo abbastanza ristretto, possiamo dire all'ingrosso nel 30% circa dei casi.
Per fare un esempio banale: pedalando a 20 km/h con un vento di 20 km/h esattamente di traverso, il ciclista avvertirà circa 28 km/ di vento che proviene da una direzione a 45° di fronte (e quindi, benché il vento soffi dal suo traverso, lui ne verrà sensibilmente ostacolato).

2. pedalare controvento
Abbiamo detto che il 75% della resistenza che produciamo è aerodinamica, quindi per pedalare in modo efficiente controvento la cosa migliore che si può fare è ridurre la propria sezione frontale, e cioé:
- mani in presa bassa, corpo abbassato, schiena piatta
- gomiti stretti
- ginocchia strette
La resistenza prodotta dal vento è equiparabile ad una salita (si possono fare conti precisi), e quindi è utile scegliere rapporti più agili esattamente come fareste in salita, magari scalando nelle raffiche più forti e tornando ad indurire quando il vento cala.
Se poi potete scegliervi il percorso, cercate per quanto possibile di iniziare il vostro giro andando contro vento, in modo da terminarlo, quando sarete più stanchi, con il vento che soffia a favore. Allo stesso modo, meglio la salita controvento e la pianura col vento alle spalle che non viceversa.

3. vento e sicurezza
Quando il vento è forte, controllare la bici può diventare problematico anche senza ruote ad alto profilo o raggi piatti, che aggravano la situazione. Attenzione in particolare a queste situazioni:
a) raffiche o variazioni di direzione del vento improvvise causate da ostacoli come scarpate, terreno, edifici, muri, strade laterali, e chi più ne ha più ne metta
b) variazioni di direzione del vento apparente nelle curve, rotonde, ecc.: potreste ad esempio iniziare una curva tranquillamente con vento a favore e terminarla con una bella raffica laterale che vi butta fuori strada...
c) "ombra" di veicoli che vi sorpassano o vi incrociano: ad esempio, su una strada diritta con forte vento laterale da sinistra, per mantenere la direzione sarete costretti ad "appoggiarvi" con il corpo verso il vento, a volte anche in modo sensibile. Se un camion o un autobus vi sorpassano vi faranno improvvisamente ombra, e il vento cesserà di colpo: se non siete pronti a raddrizzarvi una sbandata anche violenta verso il centro della strada, o peggio verso il veicolo che vi sta sorpassando, è quasi certa!
d) discesa con vento forte: ogni curva rappresenta un rischio potenzialmente elevato! Presa salda sul manubrio, velocità limitata e pronti a reagire.

Detto questo, il vento è parte integrante della nostra attività, e una volta imparato a conoscerlo lo si può sopportare molto bene, provare per credere!

La prossima volta che parto e c'à vento, penserò di sicuro a te...magari mentre smoccolo perchè comunque e dovunque ce lo avrò sempre contrario!!!:bua:
 

Chris89

Pedivella
26 Gennaio 2011
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Ridley Damocles
oggi ho fatto 100 km sulla costa..i primi 50 vento a favore..al ritorno è stato un inferno..ci sono stati diversi km in cui rilanciavo a tutta e non superavo i 15 km h. comunque non mi da piu fastidio..ormai mi sono rassegnato e mi piace anche "sfidarlo". lo prendo come allenamento. ma i primi tempi mi faceva veramente andare fuori di testa
 

(Ale74)

Maglia Amarillo
17 Agosto 2010
8.430
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Qua
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sì -il carbonio è tornato ed è pure andato... ora rimetto in pista l'alluminio....
oggi ho fatto 100 km sulla costa..i primi 50 vento a favore..al ritorno è stato un inferno..ci sono stati diversi km in cui rilanciavo a tutta e non superavo i 15 km h. comunque non mi da piu fastidio..ormai mi sono rassegnato e mi piace anche "sfidarlo". lo prendo come allenamento. ma i primi tempi mi faceva veramente andare fuori di testa
A me fa andare fuori anche ai secondi tempi.....:mrgreen:
 

rudy.cesaretto

Novellino
25 Ottobre 2011
55
0
rovigo
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Bici
SINTESI; olympia IKON
Allora,
se mi permettete, provo a fare un po' di chiarezza, sfatare qualche mito e forse dare qualche consiglio.

1. il vento, per i ciclisti, è quasi sempre contrario.
VERO, e la sfortuna non c'entra!
Al vento che soffia da una certa direzione si somma (vettorialmente, per chi sa cosa significa) il vento creato dalla velocità del ciclista. Mi spiego meglio. Se in una giornata di zero vento pedalate a 30 km/h, avvertirete esattamente 30 km/h di vento contrario. Appena vi fermate il vento cessa per magia, e appena ripartite ricomincia, e voi smadonnate perché vi sentite presi in giro.
Allo stesso modo, se in una giornata di vento "reale" (per differenziarlo dal "vento di velocità" appena descritto) a 10 km/ pedalate controvento a 30 km/h ne avvertirete 30+10=40 in faccia, e farete ovviamente più fatica. Quando fate dietrofront, pedalando alla stessa velocità in compenso avvertirete 30-10=20km/h, e quindi ben la metà di prima(!), e di conseguenza molta meno fatica. Quello avvertito dal ciclista si chiama "vento apparente". Ora, considerate che la resistenza prodotta da un ciclista in pianura a media velocità è per circa il 75% aerodinamica...
Mentre il vento di velocità arriva per forza di cose solo in faccia al ciclista, il vento reale può venire da qualunque direzione. I due si combinano vettorialmente per dar luogo al vento apparente, e le combinazioni sono infinite, ma è un dato di fatto che esso è favorevole al ciclista (cioé viene da dietro) solo quando il vento reale proviene da dietro, da un angolo abbastanza ristretto, possiamo dire all'ingrosso nel 30% circa dei casi.
Per fare un esempio banale: pedalando a 20 km/h con un vento di 20 km/h esattamente di traverso, il ciclista avvertirà circa 28 km/ di vento che proviene da una direzione a 45° di fronte (e quindi, benché il vento soffi dal suo traverso, lui ne verrà sensibilmente ostacolato).

2. pedalare controvento
Abbiamo detto che il 75% della resistenza che produciamo è aerodinamica, quindi per pedalare in modo efficiente controvento la cosa migliore che si può fare è ridurre la propria sezione frontale, e cioé:
- mani in presa bassa, corpo abbassato, schiena piatta
- gomiti stretti
- ginocchia strette
La resistenza prodotta dal vento è equiparabile ad una salita (si possono fare conti precisi), e quindi è utile scegliere rapporti più agili esattamente come fareste in salita, magari scalando nelle raffiche più forti e tornando ad indurire quando il vento cala.
Se poi potete scegliervi il percorso, cercate per quanto possibile di iniziare il vostro giro andando contro vento, in modo da terminarlo, quando sarete più stanchi, con il vento che soffia a favore. Allo stesso modo, meglio la salita controvento e la pianura col vento alle spalle che non viceversa.

3. vento e sicurezza
Quando il vento è forte, controllare la bici può diventare problematico anche senza ruote ad alto profilo o raggi piatti, che aggravano la situazione. Attenzione in particolare a queste situazioni:
a) raffiche o variazioni di direzione del vento improvvise causate da ostacoli come scarpate, terreno, edifici, muri, strade laterali, e chi più ne ha più ne metta
b) variazioni di direzione del vento apparente nelle curve, rotonde, ecc.: potreste ad esempio iniziare una curva tranquillamente con vento a favore e terminarla con una bella raffica laterale che vi butta fuori strada...
c) "ombra" di veicoli che vi sorpassano o vi incrociano: ad esempio, su una strada diritta con forte vento laterale da sinistra, per mantenere la direzione sarete costretti ad "appoggiarvi" con il corpo verso il vento, a volte anche in modo sensibile. Se un camion o un autobus vi sorpassano vi faranno improvvisamente ombra, e il vento cesserà di colpo: se non siete pronti a raddrizzarvi una sbandata anche violenta verso il centro della strada, o peggio verso il veicolo che vi sta sorpassando, è quasi certa!
d) discesa con vento forte: ogni curva rappresenta un rischio potenzialmente elevato! Presa salda sul manubrio, velocità limitata e pronti a reagire.

Detto questo, il vento è parte integrante della nostra attività, e una volta imparato a conoscerlo lo si può sopportare molto bene, provare per credere!


Uauuuu

ciao gleitzahl.

Che descrizione!

Non sono però d'accordo con il punto 1.
Vedi secondo la fisica classica un ciclista nell'aria è come un corpo (se vogliamo puntiforme, ma in seguito si possono, come vedrai, aggiungere gli aggiustamenti per la massa) che si muove in mezzo viscoso lu cui leggi orarie si ottengono partendo:
F=-B * v ove B=n*gamma (con n coefficiente di viscosità dell'aria e gamma coefficiente che dipende dalla forma geometrica del corpo), integrando opportunamente si ottengono leggi leggermente complicate: v= v limite + (v0 - v limite) * e ^(-b/m) t
e integrando ancora si ottengono le leggi orarie di cui parliamo, che però non rispettano quanto tu dici.
Quelle di cui parli te sono solo forze apparenti ovvero forze che percepiamo noi (tanto per capirci le forze di cui Einstein riuscì difficilmente ma con gran soddisfazione a liberarsi con la sua relatività ristretta)...

Infine ma il dato della resistenza che produciamo e per il 75% aereodinamica da dove viene?
e il rimanente 25% che resistenza è?


Grazie ciao
 

bradipus

Vendicatore Mascherato e motore di ricerca
23 Luglio 2009
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Bugliano
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qualunquemente
Uauuuu

ciao gleitzahl.

Che descrizione!

Non sono però d'accordo con il punto 1.
Vedi secondo la fisica classica un ciclista nell'aria è come un corpo (se vogliamo puntiforme, ma in seguito si possono, come vedrai, aggiungere gli aggiustamenti per la massa) che si muove in mezzo viscoso lu cui leggi orarie si ottengono partendo:
F=-B * v ove B=n*gamma (con n coefficiente di viscosità dell'aria e gamma coefficiente che dipende dalla forma geometrica del corpo), integrando opportunamente si ottengono leggi leggermente complicate: v= v limite + (v0 - v limite) * e ^(-b/m) t
e integrando ancora si ottengono le leggi orarie di cui parliamo, che però non rispettano quanto tu dici.
Quelle di cui parli te sono solo forze apparenti ovvero forze che percepiamo noi (tanto per capirci le forze di cui Einstein riuscì difficilmente ma con gran soddisfazione a liberarsi con la sua relatività ristretta)...

Infine ma il dato della resistenza che produciamo e per il 75% aereodinamica da dove viene?
e il rimanente 25% che resistenza è?


Grazie ciao

del resto non ho capito granchè, ma quello del 25% la so: gli attriti!
precisamente: l'attrito tra pneumatico e strada (che è vero permette di partire, se non ci fosse ogni pedalata produrrebbe una slittata del battistrada, ma che poi a moto avviato produce una resistenza all'avanzamento), quello dei cuscinetti dei mozzi e della guarnitura (pur piccolo che sia non si può eliminare completamente), quello delle bronzine delle "rotelline" (cambio) e delle maglie (catena).
 

rudy.cesaretto

Novellino
25 Ottobre 2011
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rovigo
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SINTESI; olympia IKON
del resto non ho capito granchè, ma quello del 25% la so: gli attriti!
precisamente: l'attrito tra pneumatico e strada (che è vero permette di partire, se non ci fosse ogni pedalata produrrebbe una slittata del battistrada, ma che poi a moto avviato produce una resistenza all'avanzamento), quello dei cuscinetti dei mozzi e della guarnitura (pur piccolo che sia non si può eliminare completamente), quello delle bronzine delle "rotelline" (cambio) e delle maglie (catena).


Grazie mille Bradipus, hai perfettamente ragione

Ciao
 

kar38

Recordman
23 Ottobre 2010
33.233
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Bici
si grazie
Uauuuu

ciao gleitzahl.

Che descrizione!

e il rimanente 25% che resistenza è?


Grazie ciao


dovrebbe essere resistenza meccanica data dalle ruote che rotolano e dagli orgazni di trasmissione che assorbono cmq potenza

le percentuali non le conosco, ma è palese che più vai veloce e più fai fatica in bici, sui rulli ad esempio spingere rapportoni duri senza la resistenza meccanica è molto più facile ad esempio

appunto gli attriti, ho appena buttato 3-4 esami di ing xlè non mi ricordavo questa parola
 

gleitzahl

Novellino
31 Ottobre 2008
1
46
Firenze
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Bici
Cervélo R3, BMC Pro Machine, Argon18 E-112, Argon18 Gallium, Look 986, Look 595...
Bé, non volevo scrivere un trattato di fisica (anche perché né io né tu ne saremmo in grado... ;)) ma cercare di banalizzare qualche concetto sui quali mi pareva si facesse confusione.
Senza scomodare Einstein e compagnia, la relazione tra vento reale, vento di velocità e vento apparente sta esattamente come l'ho descritta, fidati. In aerodinamica è del tutto indifferente se sia un corpo a muoversi attraverso un fluido immobile o viceversa: quando entrambi possiedono una velocità si creano infinite possibili combinazioni come ho detto. E qui mi fermo per non annoiare ulteriormente tutti :mrgreen:


Uauuuu

ciao gleitzahl.

Che descrizione!

Non sono però d'accordo con il punto 1.
Vedi secondo la fisica classica un ciclista nell'aria è come un corpo (se vogliamo puntiforme, ma in seguito si possono, come vedrai, aggiungere gli aggiustamenti per la massa) che si muove in mezzo viscoso lu cui leggi orarie si ottengono partendo:
F=-B * v ove B=n*gamma (con n coefficiente di viscosità dell'aria e gamma coefficiente che dipende dalla forma geometrica del corpo), integrando opportunamente si ottengono leggi leggermente complicate: v= v limite + (v0 - v limite) * e ^(-b/m) t
e integrando ancora si ottengono le leggi orarie di cui parliamo, che però non rispettano quanto tu dici.
Quelle di cui parli te sono solo forze apparenti ovvero forze che percepiamo noi (tanto per capirci le forze di cui Einstein riuscì difficilmente ma con gran soddisfazione a liberarsi con la sua relatività ristretta)...

Infine ma il dato della resistenza che produciamo e per il 75% aereodinamica da dove viene?
e il rimanente 25% che resistenza è?


Grazie ciao
 

Zero-7

Pignone
21 Maggio 2009
116
1
Sassari Down Town
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Bici
Nerone
Vi assillate troppo, io sono un velista e parto sempre in discesa contro vento per poi sentirmi un campione nele lunghe salite verso casa col vento alle spalle.
Davvero, non scherzo, spesso, per via del forte Maestrale che è il vento della mia zona, programmo le uscite in base ad esso!
Non parto mai col vento a favore, cerco di creare percorsi che seguano il vento al ritorno.
Sarà un po' come barare?
Boh!
 

rudy.cesaretto

Novellino
25 Ottobre 2011
55
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rovigo
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SINTESI; olympia IKON
Vi assillate troppo, io sono un velista e parto sempre in discesa contro vento per poi sentirmi un campione nele lunghe salite verso casa col vento alle spalle.
Davvero, non scherzo, spesso, per via del forte Maestrale che è il vento della mia zona, programmo le uscite in base ad esso!
Non parto mai col vento a favore, cerco di creare percorsi che seguano il vento al ritorno.
Sarà un po' come barare?
Boh!

Mi dici dove guardi il vento?
su internet?
ma dove?
 

Zero-7

Pignone
21 Maggio 2009
116
1
Sassari Down Town
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Nerone
Il vento in salita aiuta eccome!
Anche io sono pesante ma lo sento come mi tira su.
Unica controindicazione è la sensazione di aria ferma (metti caso salita a 15-17 kmh e vento sui 7/9 nodi), il che in una giornata di caldo dona sudate assicurate! Anche in barca è così e la sensazione è quella di essere lenti, in realtà si va eccome!
@ Rudy per sapere un po' come è il vento io guardo fuori dalla finestra e bene o male so che il maestrale da me si attesta minimo per tre giorni costanti, se il terzo cala allora finirà, se il terzo è ancora forte (fresco in termini marini) allora i gg passano a 5.
Ma aparte ciò, visto che non è il tuo caso, io guardo sempre su questi due siti:
[url]http://it.windfinder.com/[/URL]
[url]http://www.windguru.cz/it/[/URL]
Son ottimi anche per le precipitazioni e ben particolareggiati, altro che meteo.it...
Il bello è che traggono le info anche da Meteomar ma rispetto ad esso è più circostanziato e attendibile.
 

rudy.cesaretto

Novellino
25 Ottobre 2011
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rovigo
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Bici
SINTESI; olympia IKON
Il vento in salita aiuta eccome!
Anche io sono pesante ma lo sento come mi tira su.
Unica controindicazione è la sensazione di aria ferma (metti caso salita a 15-17 kmh e vento sui 7/9 nodi), il che in una giornata di caldo dona sudate assicurate! Anche in barca è così e la sensazione è quella di essere lenti, in realtà si va eccome!
@ Rudy per sapere un po' come è il vento io guardo fuori dalla finestra e bene o male so che il maestrale da me si attesta minimo per tre giorni costanti, se il terzo cala allora finirà, se il terzo è ancora forte (fresco in termini marini) allora i gg passano a 5.
Ma aparte ciò, visto che non è il tuo caso, io guardo sempre su questi due siti:
http://it.windfinder.com/
http://www.windguru.cz/it/
Son ottimi anche per le precipitazioni e ben particolareggiati, altro che meteo.it...
Il bello è che traggono le info anche da Meteomar ma rispetto ad esso è più circostanziato e attendibile.

Grazie mille zero 7
 

kar38

Recordman
23 Ottobre 2010
33.233
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Bici
si grazie
ma io quasi quasi monto un bel gennaker sulla bici, non si sa mai che trovi il vento a favore :-x :-x:-x

cmq mai capitato il vento a favore in salita ma lo avuto contro giusto xkè non facevo abbastanza fatica