La Rai e il Giro (commenti, critiche...)

Scossa

Apprendista Passista
22 Ottobre 2019
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Belluno
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Scott RC 30
comunque Wladimir Belli è molto sottovalutato come commentatore. Gli tocca fare da spalla al duo Magrini/Gregorio, e il ruolo da una parte ci sta ed è anche divertente, ma sicuramente un pò "svilente" per la sua figura.
Per la sua competenza, per la precisione dei suoi interventi, per la capacità di non essere mai noioso anzi al contrario di riuscire ad attirare l'attenzione del telespettatore con discorsi "sempre" inerenti al ciclismo , alla corsa, alla meccanica, al nutrizionismo, al modo di stare in sella, alle nuove tecnologie, ai tempi di riferimento in salita ecc ecc, lo vedrei molto bene nel ruolo di conduttore principale!
chissà , magari la rai potrebbe farci un pensierino....
bhè dai anno fatto un bel teatrino in certi momenti :mrgreen:
 

tubus

Apprendista Velocista
10 Dicembre 2009
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Là, dove osano le nutrie
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Made in Taiwan ma velò francais
Ho fatto la conta : Mecarozzi, Martini, Benincasa, Pancani, Petacchi, Bastianelli, Rizzato, Borgato, Garzelli, Cassani, Giovannelli, Genovesi, Fabretti e dimentico qualcuno, quindi sono almeno 13 ( tredici !!! ) i cronisti Rai che seguono il Giro.
Vuol dire che la Rai crede nel Giro , e ci investe mezzi e risorse per vendere il prodotto spalmato su tante ore tra pre, durante e post tappa. Poi se ne esce uno di loro che inizia una campagna di fatto contro l' Azienda per la quale lavora: per lui non è accettabile che il prodotto televisivo acquistato da mamma Rai sia così noioso e prolisso ( ma non poteva pensarci prima di mettere in imbarazzo tutta la squadra e di fare incavolare Vegni ? Boh ).
La cosa per me sconvolgente è che il ciclismo abbia valore, secondo questa logica assurda, SOLO per il suo appeal televisivo : secondo la Fabretti teoria, il mondo a 2 ruote dovrebbe lisciare il pelo all' homus televisivus, quell' essere che passa tutto il giorno incollato allo schermo ( ma non ha un cavolo da fare tutto il giorno ? non lavora, non studia, non porta a spasso i nipotini, non va a vedere i cantieri ? ... mah ....) preferibilmente sveglio per potersi sorbire lo sport impacchettato tra uno spot e l' altro... quell' homo televisivus che si paga pure canoni e abbonamenti vari: siamo passato da" Cogito, ergo sum " a " Vedo la TV, ergo sum ".
Non vivo su Marte e so benissimo che il circo sta in piedi grazie a diritti TV, sponsor etc. ma qui si il piano Fabretti prevede di SVENDERE uno sport storico fatto di tradizione, passione, fatica, ore solo per assecondare i sondaggi TV. Ci sta bene ? A quali scenari andiamo incontro ? Arriveremo al punto che siccome la volata sugli Champs Elysees è il momento più qualificante dell' ultima tappa del Tour, la faranno fare 4 vo 5 volte ? O se appassiona il Mortirolo perchè non farlo fare 3 volte di fila, eliminando qualcuno ogni volta come in F1 con la Q1 o Q 2 , con il giudice in moto che ti grida in faccia " sei fuori !!"? O versiamo qualche lattina di olio su strada e vediamo chi sono quelli bravi a restare in piedi ? Chi stabilisce dove stanno le colonne d'Ercole ? Fino a quale punto l' homus televisivus va accontentato ?
 

bicilook

Ammiraglia
15 Giugno 2008
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ORBEA Orca Omx -Colnago C60
Alla fine...direi che Fabretti non capisce veramente un razzo...
Uno che commenta e promuove il Giro d'Italia le cose che ha detto in diretta tv potrebbe/dovrebbe dirle in una riunione a porte chiuse tra Rai-Rcs...ma dicendo in diretta che quello che fai vedere è noioso,non invogli certo i telespettatori a guardarti.
E cmq un Grande giro non può essere sotto un certo kilometraggio...poi ci sta che ci siano delle tappe più corte,ma alla fine sono i corridori che fanno la corsa...
L'anno scorso c'era Vanderpoel che a ogni tappa faceva il diavolo a quattro e faceva esplodere la corsa dal primo km.
 
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albertissimo

Passista
1 Settembre 2008
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Mestre (Ve)
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Cannondale S6 Dura Ace
:)))::)))::)))::)))::)))::))):.
Mi hanno dato del Bartali, della bellezza in bicicletta, ma tua zia merita una standing ovation di un mese.
L'ho abbracciata per la tenerezza e ringraziata per la stima.
(Praticamente sono stato cresciuto in buona parte da Lei e ci volevamo un bene grandissimo)
Le ho spiegato che nemmeno una tappa sarei riuscito a fare in gruppo.
E lei ancora teneramente mi ha detto: "ma noooo...che ce la fai".
:friends:
 

Doppiomisto

Passista
4 Aprile 2013
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Alcune...
Ho fatto la conta : Mecarozzi, Martini, Benincasa, Pancani, Petacchi, Bastianelli, Rizzato, Borgato, Garzelli, Cassani, Giovannelli, Genovesi, Fabretti e dimentico qualcuno, quindi sono almeno 13 ( tredici !!! ) i cronisti Rai che seguono il Giro.
Vuol dire che la Rai crede nel Giro , e ci investe mezzi e risorse per vendere il prodotto spalmato su tante ore tra pre, durante e post tappa. ...

E fanno benissimo a crederci.

Lo share in Day Time delle prime quattro tappe di Giro all'Arrivo:

Sab 6 - 1° tappa 12,6%
Dom 7 - 2° tappa 13,6%
Lun 8 - 3° tappa 15,4%
Mar 9 - 4° tappa 15,8%

Numeri "importanti" e trend in crescita.
 

bradipus

Vendicatore Mascherato e motore di ricerca
23 Luglio 2009
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qualunquemente
Alla fine...direi che Fabretti non capisce veramente un razzo...
Uno che commenta e promuove il Giro d'Italia le cose che ha detto in diretta tv potrebbe/dovrebbe dirle in una riunione a porte chiuse tra Rai-Rcs...ma dicendo in diretta che quello che fai vedere è noioso,non invogli certo i telespettatori a guardarti.
E cmq un Grande giro non può essere sotto un certo kilometraggio...poi ci sta che ci siano delle tappe più corte,ma alla fine sono i corridori che fanno la corsa...
L'anno scorso c'era Vanderpoel che a ogni tappa faceva il diavolo a quattro e faceva esplodere la corsa dal primo km.
Io penso che, al di là del problema sollevato, che è comunque reale, le critiche di Fabbretti non fossero certo rivolte alla Rai, ma a quelle squadre invitate al Giro con le wild card, che in passato animavano la corsa con le fughe nelle prime tappe, e che fino a quel punto non si erano proprio mai viste (con la parziale eccezione della Corratec).
Viene veramente da chiedersi se vale la pena invitarle: se non si fanno vedere quando ne hanno l'opportunità, cosa aspettano? Non credo che il loro scopo sia di farsi inquadrare quando inizia la selezione da dietro nelle tappe dure... se non si muovono nei tapponi di pianura, tanto vale lasciarle a casa.
 
13 Ottobre 2014
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Valtellina
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Giant tcr advanced 1
Io penso che, al di là del problema sollevato, che è comunque reale, le critiche di Fabbretti non fossero certo rivolte alla Rai, ma a quelle squadre invitate al Giro con le wild card, che in passato animavano la corsa con le fughe nelle prime tappe, e che fino a quel punto non si erano proprio mai viste (con la parziale eccezione della Corratec).
Viene veramente da chiedersi se vale la pena invitarle: se non si fanno vedere quando ne hanno l'opportunità, cosa aspettano? Non credo che il loro scopo sia di farsi inquadrare quando inizia la selezione da dietro nelle tappe dure... se non si muovono nei tapponi di pianura, tanto vale lasciarle a casa.
Riporto un estrato di Gatti da tuttobiciwe b (https://www.tuttobiciwe b.it/opinion/645a7890d748970b8a6db552), spesso non sono d'accordo ma direi che stavolta ci ha preso:

Alla fine, se devo però tirare una sintesi, mi sento in dovere di tornare dopo il lungo giro di parole a un antico punto di partenza del ciclismo. A una frase fatta, a un luogo comune. Proprio così, mai scartare a priori il fondo di verità contenuto nelle frasi fatte e nei luoghi comuni. In questo caso: la corsa la fanno i corridori. Questo, davvero, il nocciolo della questione. Anche il Tour ha lunghe tappe di trasferimento, ma lì ogni giorno tutte le squadre si prendono a randellate per andare in fuga e provare a vincere. A questa realtà innegabile, noi possiamo opporre una realtà avvilente: metà delle squadre, ma forse anche i tre quarti, sono al Giro controvoglia, per dovere d'ufficio, con l'unico obiettivo di finirla al più presto, nel modo meno faticoso possibile.

Non possono bastare le valorose squadre invitate, con la loro pervicace e telefonatissima fuga da lontanissimo, a colmare il vuoto. Finisce anzi che gli altri le usano per mettersi comodi, prima di sbrigare il minimo sindacale del lavoro nei venti chilometri finali.

Si può pensare a un grande spettacolo tutti i giorni, con questi presupposti? Ovviamente no: lasciate ogni speranza, diceva Dante a un certo punto. Non siamo messi benissimo. Mai scartare a priori la potenza dei luoghi comuni. La corsa la fanno i corridori: se la metà dei corridori non fa la corsa, avremo sempre una mezza corsa.
 
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bicilook

Ammiraglia
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Io penso che, al di là del problema sollevato, che è comunque reale, le critiche di Fabbretti non fossero certo rivolte alla Rai, ma a quelle squadre invitate al Giro con le wild card, che in passato animavano la corsa con le fughe nelle prime tappe, e che fino a quel punto non si erano proprio mai viste (con la parziale eccezione della Corratec).
Viene veramente da chiedersi se vale la pena invitarle: se non si fanno vedere quando ne hanno l'opportunità, cosa aspettano? Non credo che il loro scopo sia di farsi inquadrare quando inizia la selezione da dietro nelle tappe dure... se non si muovono nei tapponi di pianura, tanto vale lasciarle a casa.
Vero anche questo...se queste squadre saranno invisibili per tutto il Giro,l'anno prossimo l'invito sarà fatto ad altre squadre con giusta motivazione per altro.
Diciamo che è bastata una tappa più mossa come quella di ieri e già le fughe si sono viste.
Vedremo...
 

Shinkansen

Xeneize
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Colnago 50 Anniversary
Fino a che non hanno spostato la Vuelta da aprile a settembre c'erano due mesi buoni per tentare l'accoppiata Giro-Tour. E chi se la sentiva veniva. Poi, il Giro è iniziato una settimana dopo e il Tour una prima e le squadre hanno -più o meno inconsciamente - optato per il Tour. A quel punto al Giro conveniva spostare la partenza da maggio a settembre per essere propedeutico al mondiale, ma la Vuelta gli ha fregato l'idea. Così, è più facile che i grossi calibri optino per un'accoppiata Tour-Vuelta che è sicuramente meno prestigiosa, ma di più facile gestione e lascino il Giro con il cerino in mano.
Ora, neanche volendo si potrebbe trovare una data alternativa, a meno di sacrificare il Tour of the Alps, che solo per il nome andrebbe abolito d'ufficio.
La butto lì, so che è una provocazione e potrebbe rovinare le relazioni diplomatiche fra Italia e Francia (più di quel che sono), ma se volessi fare concorrenza al Tour sposterei il Giro a giugno. Le salite italiane sono dieci spanne sopra quelle del Tour, sia per difficoltà che per bellezza. Certo, ci vorrebbero grossi investimenti perché alla fine contano i soldi.
 
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bradipus

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Riporto un estrato di Gatti da tuttobiciwe b (https://www.tuttobiciwe b.it/opinion/645a7890d748970b8a6db552), spesso non sono d'accordo ma direi che stavolta ci ha preso:

Alla fine, se devo però tirare una sintesi, mi sento in dovere di tornare dopo il lungo giro di parole a un antico punto di partenza del ciclismo. A una frase fatta, a un luogo comune. Proprio così, mai scartare a priori il fondo di verità contenuto nelle frasi fatte e nei luoghi comuni. In questo caso: la corsa la fanno i corridori. Questo, davvero, il nocciolo della questione. Anche il Tour ha lunghe tappe di trasferimento, ma lì ogni giorno tutte le squadre si prendono a randellate per andare in fuga e provare a vincere. A questa realtà innegabile, noi possiamo opporre una realtà avvilente: metà delle squadre, ma forse anche i tre quarti, sono al Giro controvoglia, per dovere d'ufficio, con l'unico obiettivo di finirla al più presto, nel modo meno faticoso possibile.

Non possono bastare le valorose squadre invitate, con la loro pervicace e telefonatissima fuga da lontanissimo, a colmare il vuoto. Finisce anzi che gli altri le usano per mettersi comodi, prima di sbrigare il minimo sindacale del lavoro nei venti chilometri finali.

Si può pensare a un grande spettacolo tutti i giorni, con questi presupposti? Ovviamente no: lasciate ogni speranza, diceva Dante a un certo punto. Non siamo messi benissimo. Mai scartare a priori la potenza dei luoghi comuni. La corsa la fanno i corridori: se la metà dei corridori non fa la corsa, avremo sempre una mezza corsa.
In parte è vero, però vale soprattutto per chi è già certo di partecipare al Tour; i corridori che sanno già di esserne esclusi (dato che i programmi si fanno con largo anticipo, già oggi gli organici delle squadre che parteciperanno alla Grand Boucle sono per tre quarti definiti) perché allora non approfittano della presenza al Giro per mettersi in mostra?
Le grandi classiche sono già state disputate, e non credo che nessuno di loro utilizzi il Giro per prepararsi al Tour de Suisse...
 
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sembola

Scalatore
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verde
La cosa per me sconvolgente è che il ciclismo abbia valore, secondo questa logica assurda, SOLO per il suo appeal televisivo :
Senza l' "appeal televisivo", gli sponsor non sono invogliati a metterci i soldi. Non sono invogliati quelli che sponsorizzano la corsa nè quelli che finanziano le squadre (vedi la lotta per ottenere le wildcard, senza le quali le piccole squadre saltano). Insomma, senza sponsor nè corse nè squadre.

Questo problema non si può evitare, è un convitato di pietra col quale è necessario fare i conti.

Perchè se sarebbe sgradevole vedere il Giro trasformato in una baracconata, lo sarebbe altrettanto vederlo scomparire dai media generalisti per aver perseguito la "purezza". Una via di mezzo tra la validità sportiva e l'appeal televisivo va trovata.

 
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sembola

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verde
a ripensarci, era incredibile: sport di cui non fregava una mazza a nessuno e che nessuno pratica nel mondo, neanche in modo occasionale
Permettimi di correggerti, la vela è praticata a livello mondiale. Non certo quella vela lì (che oggi è diventata più un'aeronautica a pelo d'acqua), ma la vela è uno sport estremamente diffuso in qualsiasi paese che abbia il mare o dei laghi ed ha numerose discipline olimpiche. Ci sono imbarcazioni da regata che costano molto meno di tante biciclette...
 
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pedalone della bassa

Otztaler inside
9 Ottobre 2013
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modena, ma col cuore, ed originario, di Reggio Emi
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(advanced pro nox, argon 18 gallium), ora Cervèlo S3
corte o lunghe può cambiare qualcosa, ma c'è da capire che la gente lavora nel pomeriggio, a parte una parte che è in pensione o fa il primo turno, chi può permettersi di guardare la tappa in settimana? Il ciclismo si corre di giorno e di giorno si lavora, quindi lo share non sarà mai a livelli degli sport serali

insomma, vedendo taluni su Strava, ogni tanto mi sorge quel dubbio :mrgreen:

il fatto, però, parlando seriamente, è che appunto, il Giro viene visto, forse per la maggiorparte, da persone che non sono "appassionate" a tutto tondo di ciclismo.
c'è la classica "casalinga di Voghera" che mette il Giro in sottofondo mentre fà i fatti, il pensionato che ci fà il pisolino in mezzo, magari lo studente che lo guarda tra uno studio e l'altro......

per questo, la telecronaca di una tv generalista come la Rai, dovrebbe essere il più "completa" possibile.
dichiaro completa: contenere momenti di informazione ciclistica, di turismo, di fatti di colore......
 
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theswiss

Apprendista Velocista
3 Febbraio 2014
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Belin-zona
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vecchie mtb di metallo
......
il fatto, però, parlando seriamente, è che appunto, il Giro viene visto, forse per la maggior parte, da persone che non sono "appassionate" a tutto tondo di ciclismo.
c'è la classica "casalinga di Voghera" che mette il Giro in sottofondo mentre fà i fatti, il pensionato che ci fà il pisolino in mezzo, magari lo studente che lo guarda tra uno studio e l'altro......

che arruolino Tomba o V.Rossi a correre il Giro allora :==