Appunto, è un discorso molto complesso, che non si può liquidare dicendo che il problema è dovuto alla mancanza di una WT nazionale.
Se i talenti ci sono, le squadre WT sono ben contente di prenderli, anche se non sono della loro nazione.
La riprova ce l'hai nel ciclismo femminile, dove da anni siamo la seconda potenza dietro l'irraggiungibile Olanda, nonostante l'assenza di una squadra WT. Però i talenti ci sono, e Lidl, FdJ, Canyon, Sd, Cofidis e via dicendo sono ben contente di far correre le nostre ragazze.
Per chi segue anche il ciclismo giovanile, era evidente da anni che si sarebbe andati incontro ad un periodo di magra; se scorri gli ordini di arrivo delle più importanti gare giovanili degli ultimi anni, scopri che gli azzurri che vi partecipano sono pochi, e quei pochi ci sono perché corrono per squadre straniere. Quelle italiane è raro che varchino i confini; ma se non abitui i tuoi ragazzi a scontrarsi con i migliori talenti internazionali, come puoi pensare che crescano? Vedi la gara svizzera (alle porte di casa nostra quindi) per U19 conclusasi questo weekend, dove c'erano più scandinavi che italiani.
Comunque qualcosa sta cambiando (ed il fatto che il settore giovanile della Federazione sia seguito da Salvoldi mi rende fiducioso): pochi giorni fa si è concluso il Tour de l'Avenir, massima gara a tappe per U23, per squadre nazionali, con due italiani sul podio (Pellizzari secondo e Piganzoli terzo); così come la Liegi U23 è stata vinta da Busatto col terzo posto di De Pretto.
A proposito di questi ultimi, vai a vedere il loro tabellino corse del 2023: Busatto corre per la squadra sviluppo della Circus, belga, e quest'anno su 51 giorni di corse ne ha solo 12 in Italia (Giro e campionato nazionale compresi), De Pretto per la Zalf su 36 giorni ne ha corsi solo sei (compreso il mondiale di Glasgow) all'estero.
Secondo te, tra i due, chi è che sta 'imparando' di più?