L'incubo cinese all'assalto della bici Made in Italy

peggio

Mod da quasi kom
20 Aprile 2006
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Centumcellae - Terra di Cafoni
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Bici
Semiprofessionale con meccanismo ragazzo di campagna
credo che intenda che i consumatori hanno usufruito dei prezzi assai piu vantaggiosi oltre che ad un veloce sviluppo tecnologico

I prezzi più vantaggiosi il consumatore li ha trovati comprando direttamente dalla ditta cinesi, quando la ditta è italiana (occidentale) i prezzi sono rimasti uguali.
Alhoa
 

sepica

Ammiraglia
10 Agosto 2004
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I prezzi più vantaggiosi il consumatore li ha trovati comprando direttamente dalla ditta cinesi, quando la ditta è italiana (occidentale) i prezzi sono rimasti uguali.
Alhoa
credo, sempre che intendesse dire che in fondo se oggi prendiamo un televisore 40 pollici a 359€ e' grazie alla cina....cosi come un telaio che un made in EU lo paghi 4000€ mentre un made in china 3000€ sempre top di gamma. queste in grandi numeri poi se ne puo discutere
 

gx2

via col vento
29 Ottobre 2008
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Dove non ci sono troll, frustrati e rosiconi
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Gigiant
la mia sintesi e' invece questa:

OK gli imprenditori italiani delocalizzano la produzione, ma non vorrebbero la colonizzazione dei cinesi, ma a mio avviso nonostante sia un grande fautore e fruitore della globalizzazione la guerra è troppo IMPARI.
PArliamo di costo del alvoro che va dal 1/5 ad un 1/10 di quello italiano (ma forse anche piu) costo dell'energia 1/4 di quella italiana costo delle infrastrtture altrettanto svantaggioso agevolazioni statali a palate....turni di lavoro e produttività ai massimi livelli....in qualche modo l'industria italiana deve pur difendersi e non certo con il patriottismo dei suoi clienti che riesce a vincere una simile guerra ne tantomeno a mio avviso con l'innovazione sopratutto su questo campo che oramai c'e' poco da inventare e allora
"ben vengano i dazi" ...mi duole dirlo perche amo il libero mercato.

Io penso invece che i governi del mondo occidentale debbano investire in nuovi settori lavorativi e nella ricerca.
La produzione ormai e appannaggio di cina, romania, taiwan ecc., punto. Competere non è possibile, diversificare si.
Quello che gli "occidentali" dovrebbero saper fare è un lavoro intellettuale (cosiddetto settore terziario) che evidentemente milioni di lavoratori oppressi cinesi non possono fare.
Invece sprechiamo 25 anni della nostra vita senza imparare a fare un beneamato casco, a causa di tecniche e programmi di insegnamento volutamente obsoleti. Salvo pagare un mastere millemila euro per iniziare a lavorare.

E' un circolo vizioso, la concorrenza della manodopera cinese è schiacciante, per risollevare l'economia occidentale ci vorrebbe una classe media più colta ma ciò va contro gli interessi dei governanti che altrimenti sarebbero cacciati a calci nel sedere, quindi meglio così, felici ed ignoranti, finchè, con la pancia ormai vuota, non li cacceremo comunque.
 

sepica

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Io penso invece che i governi del mondo occidentale debbano investire in nuovi settori lavorativi e nella ricerca.
La produzione ormai e appannaggio di cina, romania, taiwan ecc., punto. Competere non è possibile, diversificare si.
Quello che gli "occidentali" dovrebbero saper fare è un lavoro intellettuale (cosiddetto settore terziario) che evidentemente milioni di lavoratori oppressi cinesi non possono fare.
Invece sprechiamo 25 anni della nostra vita senza imparare a fare un beneamato casco, a causa di tecniche e programmi di insegnamento volutamente obsoleti. Salvo pagare un mastere millemila euro per iniziare a lavorare.

E' un circolo vizioso, la concorrenza della manodopera cinese è schiacciante, per risollevare l'economia occidentale ci vorrebbe una classe media più colta ma ciò va contro gli interessi dei governanti che altrimenti sarebbero cacciati a calci nel sedere, quindi meglio così, felici ed ignoranti, finchè, con la pancia ormai vuota, non li cacceremo comunque.
ma adesso tu allarghi il discorso e posso anceh essere d'accordo anche se poi cozzi con tutto quello detto fino adesso con tutto quello che abbiamo demonizzato ovvero ll sig xxx (colnago pinarello etc etc) progetta in italia (ricerca, cervello, innovazione) ma costruisce in cina, sarebbe a mio avviso l'optimun però l'italia giustamente non e' fatta solo di ricerca e cerelloni ingegneri e progettisti...e' fatta sopratutto da artigiani e manovalanza una volta molto ricercata oggi purtroppo no...
soluzione ?? DAZI :mrgreen:
 

mescal

Bioesorcista
7 Settembre 2008
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credo, sempre che intendesse dire che in fondo se oggi prendiamo un televisore 40 pollici a 359€ e' grazie alla cina....cosi come un telaio che un made in EU lo paghi 4000€ mentre un made in china 3000€ sempre top di gamma. queste in grandi numeri poi se ne puo discutere
benissimo, se globalizzaione dev'essere, se risparmio dev'essere, che sia redistribuito, dopo possiamo cominciare a parlare di "etica" e "consumo etico" ma se un 838 me lo vendi a 1400 euro ed io lo trovo in cina a 400 dollari (uno), permettimi, è un po il bue che da del cornuto all'asino....
 

sepica

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benissimo, se globalizzaione dev'essere, se risparmio dev'essere, che sia redistribuito, dopo possiamo cominciare a parlare di "etica" e "consumo etico" ma se un 838 me lo vendi a 1400 euro ed io lo trovo in cina a 400 dollari (uno), permettimi, è un po il bue che da del cornuto all'asino....
no aspetta....del prezzo ne parliamo dopo :mrgreen: ora si sta affrontando i costi l'opportunità, l'etica e le misure per contrastare il ciclone cinese.
La questione prezzo lasciamola fuori a mio avviso e' tutt'altro discorso.
 

Perseo_navy

Apprendista Scalatore
26 Dicembre 2008
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Pinarello FP3 e Rose CGF
Io penso invece che i governi del mondo occidentale debbano investire in nuovi settori lavorativi e nella ricerca.
La produzione ormai e appannaggio di cina, romania, taiwan ecc., punto. Competere non è possibile, diversificare si.
Quello che gli "occidentali" dovrebbero saper fare è un lavoro intellettuale (cosiddetto settore terziario) che evidentemente milioni di lavoratori oppressi cinesi non possono fare.
Invece sprechiamo 25 anni della nostra vita senza imparare a fare un beneamato casco, a causa di tecniche e programmi di insegnamento volutamente obsoleti. Salvo pagare un mastere millemila euro per iniziare a lavorare.

E' un circolo vizioso, la concorrenza della manodopera cinese è schiacciante, per risollevare l'economia occidentale ci vorrebbe una classe media più colta ma ciò va contro gli interessi dei governanti che altrimenti sarebbero cacciati a calci nel sedere, quindi meglio così, felici ed ignoranti, finchè, con la pancia ormai vuota, non li cacceremo comunque.

ciao,
se leggi un mio precedente messaggio dicevo le stesse cose, però ho aggiunto che oggi quel meccanismo si è rotto, con la crisi finanziaria di questi anni anche e soprattutto il terziario è andato in crisi, di conseguenza non assorbe più i disoccupati del settore industriale, con l'aumento della disoccupazione la crisi si sta generalizzando. Non dimentichiamo che subisce questa crisi soprattutto gli Stati Uniti dove non si lesina cercamente in studio e ricerca.
Non a caso l'amministrazione Obama è intervenuta con soldi dello stato per salvare le grandi industrie automobilistiche americane.
Buona pedalata
 

Clodovico

Mago di Otz
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Feathery Princess & Dark Mistress
I più grossi importatori di telai dalla Cina sono sicuramente i grandi marchi.
Loro non sono contro la Cina, vogliono semplicemente averne l'esclusiva.
Sono ridicoli.
Devo dire che questa frase fa' un bel sommario dell'articolo. Anzi sono rimasto un poco esterefatto di fronte alla affermazione di Colnago che nell'articolo dice che:

«Alcuni hanni fa – racconta Ernesto Colnago – ho spostato a Taiwan la produzione di biciclette di fascia media destinate ai mercati orientali. Ne produciamo 12mila all'anno, tutte certificate e controllate da noi».

Non e' una produzione destinata ai mercati orientali come sappiamo.
 

mescal

Bioesorcista
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no aspetta....del prezzo ne parliamo dopo :mrgreen: ora si sta affrontando i costi l'opportunità, l'etica e le misure per contrastare il ciclone cinese.
La questione prezzo lasciamola fuori a mio avviso e' tutt'altro discorso.
perchè? si sono trasferiti in cina per la simpatia verso Mao Tse Tung?

comunque, parliamo di quello che vuoi tu:

  1. imprenditore
  2. costruisco un telaio interamente in italia
  3. ho 20% di margine di guadagno sul venduto (sparato a caso)
  4. delocalizzo per risparmiare sui costi della manodopera
  5. licenzio il personale superfluo indigeno
  6. a questo punto ho un margine del 70% sul venduto
massimo profitto da attività

questo poteva andare bene in un orizzonte temporale medio breve, poi, man mano che la produzione si spostava, pardon, delocalizzava e la gente rimaneva a casa, le giacenze aumentavano, per il semplice motivo che la gente doveva scegliere se sopravvivere od avere un M10, mettici poi che, lo scambio d'informazioni dovuto alla globalizzazione, una volta appannaggio di poche unità, ha dato possibilità di delocalizzare gli acquisti, i giochi li chiudi subito....

una volta licenziavano per "il bene dell'azienda"

ora noi compriamo "dove l'azienda è più competitiva"

easy no? non siamo noi a dover cambiare il tipo di acquisto, ma sono le aziende che devono essere più "competitive", dove questa parola indica la ricerca di un equilibrio tra profitto e redistribuzione.

:mrgreen::mrgreen:
 

Clodovico

Mago di Otz
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Feathery Princess & Dark Mistress
Rimane comunque il fatto che la Cina si e' macchiata ripetutamente e si macchia di comportamenti lesivi alla competizione, come sancito da numerose sentenze antidumping comminate sia da un lato che dall'altro dell'atlantico.

Resta da appurare se i prezzi osservati sul mercato cinese continuino o meno a essere determinati da politche di questo tipo. Alla fine quello che i produttori chiedono sono dazi, e i dazi in questione li pagano anche loro nel momento in cui importanto un telaio direttamente dalla cina.

Poi come ho scritto sopra i discorsi moralistici al di la del chiedere il mantenimento dei dazi potevano risparmiarseli.
 

sepica

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perchè? si sono trasferiti in cina per la simpatia verso Mao Tse Tung?

comunque, parliamo di quello che vuoi tu:

  1. imprenditore
  2. costruisco un telaio interamente in italia
  3. ho 20% di margine di guadagno sul venduto (sparato a caso)
  4. delocalizzo per risparmiare sui costi della manodopera
  5. licenzio il personale superfluo indigeno
  6. a questo punto ho un margine del 70% sul venduto
massimo profitto da attività

questo poteva andare bene in un orizzonte temporale medio breve, poi, man mano che la produzione si spostava, pardon, delocalizzava e la gente rimaneva a casa, le giacenze aumentavano, per il semplice motivo che la gente doveva scegliere se sopravvivere od avere un M10, mettici poi che, lo scambio d'informazioni dovuto alla globalizzazione, una volta appannaggio di poche unità, ha dato possibilità di delocalizzare gli acquisti, i giochi li chiudi subito....

una volta licenziavano per "il bene dell'azienda"

ora noi compriamo "dove l'azienda è più competitiva"

easy no? non siamo noi a dover cambiare il tipo di acquisto, ma sono le aziende che devono essere più "competitive", dove questa parola indica la ricerca di un equilibrio tra profitto e redistribuzione.

:mrgreen::mrgreen:
io non ho detto che il prezzo per noi consumatori non e' una componente fondamentale ...sto dicendo che stiamo parlando di altro, ovvero come arginare il fenomeno cinese.

L'imprenditore oggi o costruisce in Italia con prezzi esorbitanti cercando la massima qualità cosa che cina non puo darti visto la mole di produttività che ha., o e' "obbligato" a delocalizzare.
Se poi aziende come cdale specy giant etc etc offrono bici altrettanto competitive accattivanti tecnologicament eavanzate a prezzi migliori e' normale che ilmercato si sposta da loro.
E come detto l'imprenditore italiano puo solo o cercare mercati di nicchia ovvero dove si e' disposti a pagare un surplus per la maggiore qualità di costruzione oppure resta fuori mercato ovvero muore, punto .
Tutti i ituoi bei ragionamenti l'imprenditore non li fa non fa del sociale lui fa bici ne 1000 non ne fa milioni da condizionare mercato e clientela e società
 

mescal

Bioesorcista
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Tutti i ituoi bei ragionamenti l'imprenditore non li fa non fa del sociale lui fa bici ne 1000 non ne fa milioni da condizionare mercato e clientela e società
e dove sta scritto che io debba essere il Gondrano della fattoria degli animali di Orwell? Napoleon ha sempre ragione? se non posso permettermi un m10 "lavorerò di più"?


se è così che la mette, libero mercato per lui ma anche per me, se non sei competitivo a fare biciclette è un problema tuo, si chiama rischio d'impresa....

o mi sono perso qualcosa?
 

papalla

Novellino
7 Settembre 2008
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Bianchi
io non ho detto che il prezzo per noi consumatori non e' una componente fondamentale ...sto dicendo che stiamo parlando di altro, ovvero come arginare il fenomeno cinese.

sarebbe banale: vuoi vendere in UE? produci al 100% in UE

l'americano che vuole vendere in UE apre fabbriche in loco, e viceversa (per alcuni settori automobilistici è così negli USA ad esempio)

soffriremmo sulla reciprocità probabilmente, non potendo più esportare in cina alcuni nostri prodotti,
bene allora per quelli delocalizza pure, senza possibilità di reimportare nel paese d'origine però.

bici, televisori o cellulari costeranno un pò di più? vorrà dire che non li cambieremo ogni 2 anni

fatto ora è un discorso che pare assurdo perché negli anni la tendenza è stata quella di abbassare (molto) i costi di produzione e (molto meno) quelli di acquisto
per invogliare a comprare e cambiare continuamente i prodotti, che in molti casi hanno un ciclo di vita volutamente brevissimo.

Se qualcuno si prendesse la briga di calcolare quali sono i costi reali (disoccupazione, inquinamento, traffico di merci, produzione di rifiuti) probabilmente il modello "poco lavoro locale per tutti" risulterebbe ancora conveniente e sostenibile rispetto a quello attuale (che peggiorerà quando i cinesi vorranno essere pagati meglio e noi non avremo più una sola linea produttiva).
 

sepica

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e dove sta scritto che io debba essere il Gondrano della fattoria degli animali di Orwell? Napoleon ha sempre ragione? se non posso permettermi un m10 "lavorerò di più"?


se è così che la mette, libero mercato per lui ma anche per me, se non sei competitivo a fare biciclette è un problema tuo, si chiama rischio d'impresa....

o mi sono perso qualcosa?
si ma appunto si duscuteva sul fatto che e' impossibile competere con la cina, allora o te la fai amica , producendo da lei, oppure auspichi i Dazi.
Come fai ad essere competitivo con una nazione che si lavora 12 ore per poki spiccioli dove l'energia costa poco dove sono anche violati diritti industriali dei lavoratori ed umani ??

mettiamola come se fosse una gara ciclistica, da una aprte c'e' una squadra con 20 corridori tra cui molti forti , dall'altra c'e' una squadra di 3000 pippe , sulla carta tutto in regola ma capisciben eche se pur pippe son sempre 3000 che fan gioco di squadra....tu puoi esser fore quanto ti pare ....ma quelli son tanti, ora a prescindere da ki vince la gara capisci bene che c'e' poco da competere e la gara non ha piu senso di esistere perde di entusiasmo....e allora per ridare un po di competizione ...tiriamo un po il freno (DAZI) a quei 3000 magari si riequilibiria la competizione.
 

sepica

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sarebbe banale: vuoi vendere in UE? produci al 100% in UE

l'americano che vuole vendere in UE apre fabbriche in loco, e viceversa (per alcuni settori automobilistici è così negli USA ad esempio)

soffriremmo sulla reciprocità probabilmente, non potendo più esportare in cina alcuni nostri prodotti,
bene allora per quelli delocalizza pure, senza possibilità di reimportare nel paese d'origine però.

bici, televisori o cellulari costeranno un pò di più? vorrà dire che non li cambieremo ogni 2 anni

fatto ora è un discorso che pare assurdo perché negli anni la tendenza è stata quella di abbassare (molto) i costi di produzione e (molto meno) quelli di acquisto
per invogliare a comprare e cambiare continuamente i prodotti, che in molti casi hanno un ciclo di vita volutamente brevissimo.

Se qualcuno si prendesse la briga di calcolare quali sono i costi reali (disoccupazione, inquinamento, traffico di merci, produzione di rifiuti) probabilmente il modello "poco lavoro locale per tutti" risulterebbe ancora conveniente e sostenibile rispetto a quello attuale (che peggiorerà quando i cinesi vorranno essere pagati meglio e noi non avremo più una sola linea produttiva).
e si pero a noi ci piace vedere avere consumare ogni anno le mille novità.....
 

lucagt

Apprendista Cronoman
21 Giugno 2007
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Argon18 Gallium, Argon18 E118 e Merida 905 powercrankizzata
Rimane comunque il fatto che la Cina si e' macchiata ripetutamente e si macchia di comportamenti lesivi alla competizione, come sancito da numerose sentenze antidumping comminate sia da un lato che dall'altro dell'atlantico.

Resta da appurare se i prezzi osservati sul mercato cinese continuino o meno a essere determinati da politche di questo tipo. Alla fine quello che i produttori chiedono sono dazi, e i dazi in questione li pagano anche loro nel momento in cui importanto un telaio direttamente dalla cina.

Poi come ho scritto sopra i discorsi moralistici al di la del chiedere il mantenimento dei dazi potevano risparmiarseli.

Io trovo qualcuno sia vittima e carnefice, mi spiego meglio.
Se penso di avere un prodotto tecnologicamente avanzato ed esclusivo, avrei tutto l'interesse di mantenerlo chiuso nei miei capannoni e fare uscire, come lavorazioni, il meno possibile.
Purtroppo gente che ha sempre guadagnato molto margine sui prodotti, e penso ai telaisti di altissima gamma, ad un certo punto ha preferito massimizzare ulteriormente ed andare a produrre direttamente sul posto.
Risultato che i cinesi hanno fama di applicarsi indefessi al lavoro ma sono anche poco fessi e qualcosa mano a mano l'hanno imparato.
Il suicidio è che per lucrare 2-3$ sul singolo telaio hanno anche iniziato a spostare le commesse tra diversi produttori locali e quelli che prima cuocevano il telaio XXX o l'hanno rifatto quasi uguale o hanno addirittura usato le stesse forme di cottura (copiate o fregate) e fatto dei cloni.

Secondo me ad un certo punto c'è stato un suicidio che ha portato a vendere direttamente la gallina invece delle uova per poi scoprire di essere rimasti con le mani vuote....
Forse Look aveva avuto esperienze poco felici con applatatori esterni ed ha richiuso tutto dentro fabbriche proprie. Infatti piacciono o meno rimangono dei telai che presentano spesso delle novità e altri arrivano dopo. Tutto sommato trovo ragionevole anche spendere qualcosa in più per un prodotto realmente originale e per cui ho una ragionevole certezza che ci sia stata una produzione etica.
Se devo "cacciare" sopra i 1000€ per comprare qualcosa di omologato che so essere stato prodotto da ragazzini che lavorano senza qualsiasi forma di tutela sanitaria e con paghe da fame non ho alcuna remora a comprare "sottocosto" il telaio che per assurdo è stato fatto nella pausa pranzo e con i 500$ che finiscono in tasca direttamente al signor Ho Chi Min.

Io già qualche anno fa ho visto scene ridicole con lo stesso telaio da crono cinese riverniciato da produttori "artigianali" italiani che mi sperticavano la tecnologia del loro nuovo prodotto. Tre identici a giro di sguardo, da 2000 a 2500€ kit telaio :espulso.