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Perquisita la casa di Riccò
La squadra: "Se dopato lo licenzieremo"
I Nas di Parma nell'abitazione di Serramazzoni in cui il corridore modenese vive con la fidanzata Vania Rossi. Intanto il Team Vacansoleil annuncia: "Non abbiamo ancora documenti ufficiali, ma se verrà provato un caso di doping il corridore verrà licenziato e denunciato per danni d'immagine"
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MODENA, 9 febbraio 2011 - L'inchiesta sulla vicenda doping di Riccardo Riccò va avanti. Stamattina i carabinieri del Nas di Parma si sono presentati nella casa di Serramazzoni in cui il corridore modenese vive con la fidanzata Vania Rossi. La perquisizione, ordinata dal sostituto procuratore Pasquale Mazzei, non ha portato al ritrovamento di elementi significativi, riconducibili alla presunta "autotrasfusione di sangue fatta da solo al proprio domicilio" di cui Riccò parla nel referto del medico di Pavullo che gli ha prestato la prima assistenza all'alba di domenica, quando si è presentato al pronto soccorso in condizioni critiche. I carabinieri però avrebbero trovato e sequestrato alcune compresse sfuse e altre contenute in un flacone con etichetta straniera. Queste ultime saranno analizzate per capirne la natura.
CONDIZIONI PREOCCUPANTI In casa era presente Vania Rossi, campionessa italiana di cross e compagna di Riccò. Ai carabinieri avrebbe riferito che nella serata di sabato lei si era allontanata assieme al figlioletto e al ritorno avrebbe trovato Riccò già in condizioni preoccupanti. Come è scritto nel referto "compatibili con una trasfusione mal riuscita per probabile contaminazione del sangue". Attualmente il corridore modenese, che ha rischiato la vita per un'insufficienza renale acuta, presumibilmente legata alla pratica a cui si è sottoposto, è ancora ricoverato nel reparto di neurorianimazione dell'ospedale di Baggiovara. Le sue condizioni sono in netto miglioramento, ma la prognosi non è ancora sciolta.
Riccò è passato alla Vacansoleil ad agosto. Bettini
LICENZIAMENTO Intanto la squadra di Riccò, il team olandese Vacansoleil - nel quale corrono gli altri italiani Carrara, Anzà, Marcato, Ongarato, Pavarin e Selvaggi - ha annunciato che se "emergerà chiaramente un caso di doping" provvederà al licenziamento del corridore. In un comunicato la formazione afferma infatti di "non avere elementi sufficienti in questo momento", ma assicura che "la squadra pratica la tolleranza zero in materia di doping" e che "ogni corridore che va contro il regolamento antidoping sa che sarà licenziato". Se i sospetti sulla vicenda dovessero essere confermati il corridore "rischia l'espulsione immediata e una procedura giuridica per danni d'immagine", ha aggiunto un portavoce del team. Dal punto di vista sportivo Riccò rischia la radiazione avendo già scontato 2 anni di stop.
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