Arrivare a correre un Giro d'Italia (dico per fare un esempio) potrebbe essere un sogno per molti e se uno ha le capacità e fa in tempo a farlo, secondo me fa bene a provarci. A lavorare nella vita si fa sempre in tempo

Poi Gaffuri mi sembra di capire che in quanto a competenze abbia già un po' le spalle coperte, non sta tipo rinunciando ad un'istruzione per fare il professionista. Certo il ciclismo è un mondo "ingiusto" perché rispetto ad altri sport non è adeguatamente retribuito per i sacrifici che richiede, ma immagino che non si parli solo di soldi.
Sicuramente un gran pregio del gaffu (come dice anche lui) è che se gli va male il passaggio a pro ha comunque un piano B, C, D, e secondo me così dovrebbe essere per tutti i giovani aspiranti pro.
Se invece metti tutto te stesso in quell'obiettivo hai alte probabilità che se ti va male poi ti ritrovi senza nulla in mano.
Poi riguardo all'adeguata retribuzione io non sono d'accordo, il mondo gia attorno alle leggi del mercato, cioè domanda offerta, io posso anche mettermi a fare sacrifici su sacrifici ma se nessuno vuole pagare diritti tv per vedermi non prenderò un euro.
È il motivo per cui il ciclismo di oggi sta vivendo una nuova giovinezza, tempo fa si facevano troppi calcoli, pochi azzardi, corse noiose, oggi si è capito che anche se perdi ma hai dato spettacolo hai comunque vinto, guarda l'altro ieri VDP che va in fuga a 170 dall arrivo in una tappa piatta, 99,9% che avrebbe perso, e infatti ha perso, però la sera si parlava più di lui che del vincente di tappa.