Pogacar accorcia le pedivelle...WTF !!

hernan

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Io semplicemente quando ho chiesto quanto cambia l'altezza sella e manubrio al variare della lunghezza delle pedivelle, l'ho fatto perché cerco di diminuire il basculamento laterale sx/dx del bacino, dato che sono sbilanciato sull'ischio dx.
Puni non era riferito a te era solo un discorso generale il mio
 
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canserbero

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mi sembra ci sia un poco di confusione tra piani e linee...

riguardo al punto 2 mi sembra una preoccupazione da poco in termini numerici se ho capito quel che intendi e anche perchè il pmi non è a ore 6 ma all'angolo di massima estensione della gamba che è con la pedivella più avanti circa allineata al piantone( o alla congiungente centro anatomico sella-bb)

quindi resto convinto che per simulare la posizione precedente sia corretto come dicevo in prima approssimazione alzare della differenza di lunghezza pedivella e aumentare l'arretramento dal mc della stessa quantità( misurando l'arretramento prima e dopo quindi vale come somma dell'arretramento dato dall'alzare la sella e di quanto si sposta la sella sul reggisella)

poi da li si va a valutare altre prove, tipo ri-avanzare un poco la sella verso una posizione che sembra essere più efficace e che è ora più agevole visto che abbiamo aperto l'angolo dell'anca

per il resto mi sembra inevitabile che si cambi parzialmente la biomeccanica del gesto ma d'altronde quello è l'obiettivo, se no ci teniamo le pedivelle di adesso
Intanto ti ringrazio per la risposta e per gli spunti che mi hai dato. A scanso di equivoci, non ero e non sono contrario a recuperare le quote, se così vogliamo dire, quello che dicevo è che quel metodo è una prima approssimazione, necessariamente deve essere così infatti avevo postato anche un video di un biomeccanico australiano che aveva fatto delle prove. Lì si vedeva che non è che aveva ottenuto dei setting con corrispondenza uno a uno di aumento o diminuzione altezza sella e aumento diminuzione arretramento a seconda delle pedivelle che usava.

Poi, ovviamente, siamo d’accordo che se cambi pedivelle un qualche cambiamento lo vuoi e c’è poco da fare. Dipende anche dove uno vuole il cambiamento perché c’è chi mette le pedivelle più corte per avere più spazio tra gamba e busto al punto morto superiore, quindi è sensato che si voglia mantenere la dinamica di pedalata il più simile possibile, usufruendo di questo vantaggio.
 

leandro_loi

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Poi, ovviamente, siamo d’accordo che se cambi pedivelle un qualche cambiamento lo vuoi e c’è poco da fare. Dipende anche dove uno vuole il cambiamento perché c’è chi mette le pedivelle più corte per avere più spazio tra gamba e busto al punto morto superiore, quindi è sensato che si voglia mantenere la dinamica di pedalata il più simile possibile, usufruendo di questo vantaggio.
Potresti anche voler mantenere l'angolo fra gamba e busto al punto morto superiore, e voler godere dei vantaggi di poter stare più basso e stretto di manubrio, senza avere problemi di eccessivo schiacciamento dei tessuti molli nella parte anteriore della sella. Concordo con te, sono tanti i motivi per cui si potrebbe desiderare un posizionamento diverso permesso anche dalle pedivelle più corte.
Rilancio il discorso con una provocazione volta a chi afferma che "ora tutti gli amatori pensano a cambiare le pedivelle con un modello più corto, solo perchè lo fa Pogacar":

Ma, esattamente, chi lo dice che le taglie L e XL devono mettere pedivelle da 175, le taglie M da 172.5 e le taglie S e XS da 170? Perchè come sono cambiati i metodi di allenamento e di posizionamento negli anni, non potrebbero cambiare fruttuosamente anche le misure "istituzionali" della bicicletta?
Gli amatori non si allenano più come negli anni 60, quindi perchè si dovrebbero criticare cambiamenti a certe misure che sono così perchè "si è sempre fatto così"?
 

Ser pecora

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Rilancio il discorso con una provocazione volta a chi afferma che "ora tutti gli amatori pensano a cambiare le pedivelle con un modello più corto, solo perchè lo fa Pogacar":

Ma, esattamente, chi lo dice che le taglie L e XL devono mettere pedivelle da 175, le taglie M da 172.5 e le taglie S e XS da 170? Perchè come sono cambiati i metodi di allenamento e di posizionamento negli anni, non potrebbero cambiare fruttuosamente anche le misure "istituzionali" della bicicletta?
Gli amatori non si allenano più come negli anni 60, quindi perchè si dovrebbero criticare cambiamenti a certe misure che sono così perchè "si è sempre fatto così"?

Sono due aspetti diversi. misure e posizonamento. Le misure delle pedivelle sono state trovate all'inizio in modo empirico, semplicemente facendo delle prove che hanno portato a trovare misure che consentissero di pedalare comodi e non toccare per terra in curva. Le prime Safety Bicycles dei primi del '900 avevano pedivelle da 165 o 170mm (6,5 o 6,7 inches visto che le hanno inventate gli inglesi)

Le misure dei telai e dei componenti in tempi più recenti (fino a ieri) sono sempre state dettate da ricerche statistiche. Quindi se mediamente gente tra i 188cm e 192cm ha spalle larghe 46cm quella è la misura dei manubri che hanno deciso di montarci. E via cosi (es. negli anni '90 Cannondale faceva la misura Jumbo per le mtb vendute negli USA, che in EU non veniva importata)

Altro aspetto è il posizionamento in bici. Cosa che ha riguardato sempre i corridori, ma che è sempre stata una cosa "a spanne" per metterci sopra il ciclista perché stesse più o meno comodo (tanto i telai erano su misura).
La svolta è arrivata nel 1972*, grazie all'Italia, quando il CONI, su impulso del presidente della FCI e dell'UCI, Adriano Rodoni, fece pubblicare il mitico "Manuale del ciclismo", probabilmente il libro più influente in materia per i seguenti 40 anni, anche perché è stato tradotto in inglese. Scritto da Cino Cinelli ed i CT delle nazionali italiane Elio Rimedio (strada) e Guido Costa (pista), che erano anche responsabili dell'"officina specializzata dedicata alla ricerca e sviluppo del mezzo meccanico" (presso la cicli Romeo di Roma, di proprietà della fam. Di Rocco, compreso Renato, il futuro pres. della FCI).

La storia del ginocchio col filo a piombo, etc.. viene da li.

Poi da li qualcuno ha cominciato a criticarne dei principi e cercare soluzioni alternative per un migliore posizionamento. A cominciare da Ben Serotta negli USA che ha costruito la prima bici statica regolabile per il posizionamento.

E da li è anche cominciata la litania delle preferenze e teorie dei vari campioni (per anni ed anni ha fatto testo la famosa formula di Hinault per l'altezza sella) che hanno poi influenzato il mercato. Oltre che dalle migliorie tecniche, come ad esempio l'avvento dei pedali a sgancio. Fino ad arrivare alle pedivelle da 190mm di Indurain o le corone ovali di Wiggins e Froome (che non pochi montavano all'epoca).

La storia delle pedivelle corte è risorta grazie ai triatleti, che ad un certo punto si sono accorti di avere l'esigenza specifica di aprire l'angolo dell'anca per stare in posizione con le prolunghe. Quando è arrivata l'esigenza aero pure su strada è arrivata la proposta di posizionare diversamente pure i pro su strada. Di sicuro non è mai stata un'idea di Pogačar.

Di teorie su come posizionarsi, come posizionare le tacchette, oltre a componenti assurdi come pedivelle a L o pedivelle "composte", etc.. ce ne sono state centinaia. Di fatto però senza il traino dei pro sono rimaste sempre curiosità adottate da 4 gatti.

* nel 1972 il mondiale lo ha vinto Marino Basso, argento Bitossi.
 
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Le misure dei telai e dei componenti in tempi più recenti (fino a ieri) sono sempre state dettate da ricerche statistiche. Quindi se mediamente gente tra i 188cm e 192cm ha spalle larghe 46cm quella è la misura dei manubri che hanno deciso di montarci. E via cosi (es. negli anni '90 Cannondale faceva la misura Jumbo per le mtb vendute negli USA, che in EU non veniva importata)
Si quello che volevo sottolineare è che oggi si è resi conto che anche chi è 1.88 può girare con un manubrio che nella parte alta fa 36 cm per tutto un Tour de France senza cadere e senza svitarsi le spalle. Cosa che riescono a fare anche alcuni amatori evoluti.
 

Ser pecora

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Si quello che volevo sottolineare è che oggi si è resi conto che anche chi è 1.88 può girare con un manubrio che nella parte alta fa 36 cm per tutto un Tour de France senza cadere e senza svitarsi le spalle. Cosa che riescono a fare anche alcuni amatori evoluti.

Si, ma appunto senza il pro che lo usa al Tour l'amatore evoluto:
-non saprebbe che esiste
-non lo userebbe

Ad esempio per le posizioni molto avanzate moderne potrebbero avere senso le tacchette montate a metà suola, con adattatori tipo le Patrocleats, che ci sono da almeno 7 anni.

b24bf52b0344492d9f2923312f9d1e19s842x1120.jpg


Se domani il Pogi di turno le montasse e vincesse, il sig. Patroclo farebbe il botto....
 

Yamakasi

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Si, ma appunto senza il pro che lo usa al Tour l'amatore evoluto:
-non saprebbe che esiste
-non lo userebbe

Ad esempio per le posizioni molto avanzate moderne potrebbero avere senso le tacchette montate a metà suola, con adattatori tipo le Patrocleats, che ci sono da almeno 7 anni.

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Se domani il Pogi di turno le montasse e vincesse, il sig. Patroclo farebbe il botto....

A breve i vari rider che vedo pedalare con i talloni saranno il golden standard nel WT ahahah
 
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Ad esempio per le posizioni molto avanzate moderne potrebbero avere senso le tacchette montate a metà suola, con adattatori tipo le Patrocleats, che ci sono da almeno 7 anni.

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Se domani il Pogi di turno le montasse e vincesse, il sig. Patroclo farebbe il botto....
senz'altro vero. se ne parlò molto tempo fa, se non sbaglio, di posizionamento delle tacchette sotto l'arco plantare, in particolare per i triatleti, secondo me intorno al 2010 o poco dopo, e poi finchè nessuno dei "big" lo lancia, l'idea magari buona rimane nascosta ai più.
 

andry96

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Potresti anche voler mantenere l'angolo fra gamba e busto al punto morto superiore, e voler godere dei vantaggi di poter stare più basso e stretto di manubrio, senza avere problemi di eccessivo schiacciamento dei tessuti molli nella parte anteriore della sella. Concordo con te, sono tanti i motivi per cui si potrebbe desiderare un posizionamento diverso permesso anche dalle pedivelle più corte.
Rilancio il discorso con una provocazione volta a chi afferma che "ora tutti gli amatori pensano a cambiare le pedivelle con un modello più corto, solo perchè lo fa Pogacar":

Ma, esattamente, chi lo dice che le taglie L e XL devono mettere pedivelle da 175, le taglie M da 172.5 e le taglie S e XS da 170? Perchè come sono cambiati i metodi di allenamento e di posizionamento negli anni, non potrebbero cambiare fruttuosamente anche le misure "istituzionali" della bicicletta?
Gli amatori non si allenano più come negli anni 60, quindi perchè si dovrebbero criticare cambiamenti a certe misure che sono così perchè "si è sempre fatto così"?
Se ti riferisci a me il discorso era più che altro riferito a chi pensa di farlo proprio perché lo fanno i pro e magari poi bada poco a tutte le modifiche e attenzioni che devono seguire la modifica delle pedivelle o quantomeno essere valutati

Poi che le pedivelle corte abbiano dei vantaggi e degli svantaggi penso sia chiaro e interessante da valutare
 

leandro_loi

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Se ti riferisci a me il discorso era più che altro riferito a chi pensa di farlo proprio perché lo fanno i pro e magari poi bada poco a tutte le modifiche e attenzioni che devono seguire la modifica delle pedivelle o quantomeno essere valutati

Poi che le pedivelle corte abbiano dei vantaggi e degli svantaggi penso sia chiaro e interessante da valutare
No figurati non mi riferivo a te. Solo che proprio perché ci sono vantaggi e svantaggi che magari uno pondera e decide, non sapendolo noi, non è bello dire: “ecco si crede Pogacar”. Peace & love.
 

canserbero

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Ad esempio per le posizioni molto avanzate moderne potrebbero avere senso le tacchette montate a metà suola, con adattatori tipo le Patrocleats, che ci sono da almeno 7 anni.

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Se domani il Pogi di turno le montasse e vincesse, il sig. Patroclo farebbe il botto....
Potresti dire perché avrebbe senso arretrare le tacchette con posizioni molto avanzate e in che contesto (triathlon o ciclismo su strada “convenzionale”)
 

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Ma, esattamente, chi lo dice che le taglie L e XL devono mettere pedivelle da 175, le taglie M da 172.5 e le taglie S e XS da 170? Perchè come sono cambiati i metodi di allenamento e di posizionamento negli anni, non potrebbero cambiare fruttuosamente anche le misure "istituzionali" della bicicletta?
Gli amatori non si allenano più come negli anni 60, quindi perchè si dovrebbero criticare cambiamenti a certe misure che sono così perchè "si è sempre fatto così"?
Non posso compatire chi per partito preso boll come cazzata qualcosa, un po di dispiacere però lo provo per quella pletora di anziani che vedo in giro sulle bici con evidenti problemi di mobilità a cui gioverebbe essere un pochino più acculturati in materia.
 

leandro_loi

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Potresti dire perché avrebbe senso arretrare le tacchette con posizioni molto avanzate e in che contesto (triathlon o ciclismo su strada “convenzionale”)
per i triatleti per sollecitare meno il muscolo tibiale anteriore, che poi permette delle performance migliori durante l'ultima frazione, quella appunto della corsa.
 
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frenzyfrenzy

Pedivella
10 Febbraio 2018
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Scusate ma avere la fissazione di tenere il manubrio basso non fa altro che affaticare tutto il corpo. A parte l'estetica che è sempre relativa e personale la tendenza dei costruttori andrà sempre più alla vendita di biciclette comode e non solo aero perché ce l'hanno i pro. Sfido chiunque a stare in sella su una quasi bici da crono per oltre le 4/6 ore o anche più.
 

Lumi

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8 Novembre 2020
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Scusate ma avere la fissazione di tenere il manubrio basso non fa altro che affaticare tutto il corpo. A parte l'estetica che è sempre relativa e personale la tendenza dei costruttori andrà sempre più alla vendita di biciclette comode e non solo aero perché ce l'hanno i pro. Sfido chiunque a stare in sella su una quasi bici da crono per oltre le 4/6 ore o anche più.
Le bici da triathlon sono fatte apposta, negli ironman ci devi fare 180 km in posizione aero
 

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Scusate ma avere la fissazione di tenere il manubrio basso non fa altro che affaticare tutto il corpo. A parte l'estetica che è sempre relativa e personale la tendenza dei costruttori andrà sempre più alla vendita di biciclette comode e non solo aero perché ce l'hanno i pro. Sfido chiunque a stare in sella su una quasi bici da crono per oltre le 4/6 ore o anche più.
Ci ho fatto cinque ore. Che faccio?
 

canserbero

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Casualmente sono incappato in questo short in cui si accorcia pedivella di 5 mm e si opta per alzare la sella della stessa quantità ed avanzarla della metà; tenendo conto degli angoli più diffusi dei piantoni, questo equivale ad avanzare la sella di circa 1mm (e ad avere una effettiva altezza sella, se misurata in un punto fisso, incrementata di meno di 5mm). Come dicevo qualche giorno fa, tempo addietro avevo postato questo video in cui un bikefitter, che reputo molto equilibrato e competente, aveva fatto delle prove di cambio pedivella e aveva illustrato i cambiamenti che aveva dovuto fare in termini di altezza sella e arretramento.

Ora il mio intento non è fare una critica sterile a quanto fatto nello short, quanto effettivamente riflettere sulle due ragioni che hanno guidato i cambiamenti di assetto, in particolare in termini di arretramento. Direi che nello short si è seguita la strada di mantenere approssimativamente la stessa distanza bacino-movimento centrale, quindi direi che si dà più peso all’arretramento come entità che regola il bilanciamento in bici, mentre nel secondo a mantenere, quanto più possibile, la geometria della gamba invariata (prendendo spunto da cosa succede ad ore 3). Onestamente credo che pensare ai cambiamenti che si devono fare considerando queste due ”scuole” può portare a fare delle valutazioni migliori a priori, ma anche a pensare se effettivamente uno dei due modi di procedere è profondamente errato o se ci sarebbe bisogno di trovare un metodo che metta insieme i due modi di procedere. Del resto, se ci pensate, fare un cambiamento di 10mm di pedivelle seguendo un metodo piuttosto che un altro può portare a setting finali radicalmente diversi: con il secondo direi che probabilmente si potrebbe configurare la possibilità di una posizione molto più alta (~10mm) e arretrata (~10mm) tanto da richiedere di accorciare lo stem di 10mm (e forse aumentare lo stack di 5-10mm), cambiamenti che avrebbero un impatto marcato sulla guida.
 

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Casualmente sono incappato in questo short in cui si accorcia pedivella di 5 mm e si opta per alzare la sella della stessa quantità ed avanzarla della metà; tenendo conto degli angoli più diffusi dei piantoni, questo equivale ad avanzare la sella di circa 1mm (e ad avere una effettiva altezza sella, se misurata in un punto fisso, incrementata di meno di 5mm). Come dicevo qualche giorno fa, tempo addietro avevo postato questo video in cui un bikefitter, che reputo molto equilibrato e competente, aveva fatto delle prove di cambio pedivella e aveva illustrato i cambiamenti che aveva dovuto fare in termini di altezza sella e arretramento.

Ora il mio intento non è fare una critica sterile a quanto fatto nello short, quanto effettivamente riflettere sulle due ragioni che hanno guidato i cambiamenti di assetto, in particolare in termini di arretramento. Direi che nello short si è seguita la strada di mantenere approssimativamente la stessa distanza bacino-movimento centrale, quindi direi che si dà più peso all’arretramento come entità che regola il bilanciamento in bici, mentre nel secondo a mantenere, quanto più possibile, la geometria della gamba invariata (prendendo spunto da cosa succede ad ore 3). Onestamente credo che pensare ai cambiamenti che si devono fare considerando queste due ”scuole” può portare a fare delle valutazioni migliori a priori, ma anche a pensare se effettivamente uno dei due modi di procedere è profondamente errato o se ci sarebbe bisogno di trovare un metodo che metta insieme i due modi di procedere. Del resto, se ci pensate, fare un cambiamento di 10mm di pedivelle seguendo un metodo piuttosto che un altro può portare a setting finali radicalmente diversi: con il secondo direi che probabilmente si potrebbe configurare la possibilità di una posizione molto più alta (~10mm) e arretrata (~10mm) tanto da richiedere di accorciare lo stem di 10mm (e forse aumentare lo stack di 5-10mm), cambiamenti che avrebbero un impatto marcato sulla guida.
Io piu’ continuo a pensarci e piu’ credo che tenere fisso l’angolo del ginocchio a ore 3 (quindi alzare e arretrare) sia sbagliato.

Ore 3 infatti non è una posizione particolarmente significativa per gli angoli del ginocchio, non è ne’ la massima estensione ne’ la massima flessione, è solo un angolo intermedio che l’articolazione farebbe comunque un po’ piu’ su o un po’ piu’ giu’ a seconda di quanto avanziamo/arretriamo.

Quello su cui invece incide l’arretramento sella in modo specifico e’ la posizione del bacino e la distribuzione dei pesi, per cui secondo me la cosa giusta da fare è alzare e avanzare, per mantenere invariati questi fattori.
 
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