Prendere solo il ciclismo maschile nella versione grandi giri mi sembra un po' poco come indicatore della 'decadenza' di una nazione... se guardiamo il medagliere olimpico dell'ultima edizione estiva, come numero di medaglie l'Italia è il settimo paese (decimo in quello invernale, nonostante gran parte della popolazione neve e ghiaccio li veda piuttosto raramente). Abbiamo preso più medaglie della Germania, che ha venticinque milioni di abitanti più di noi, e sicuramente non può essere definito un paese 'decadente'.
Strano però che, sia nel ciclismo che nello sci alpino, il movimento vada alla grande nel settore femminile e così così in quello maschile: eppure, come ho detto qualche post fa, scuole, strutture e federazioni sono le stesse (ci sono anche esempi inversi: tennis e basket, i primi che mi vengono in mente).
Secondo me, semplicemente, il ciclismo ha solo 'allargato' il numero di commensali, mentre la 'torta' (intesa come gare importanti) è rimasta la stessa, per cui chi si prendeva un tempo le fette più grosse oggi deve accontentarsi di meno.
Non dimentichiamoci che, fino a quarant'anni fa, era uno sport praticato in maniera significativa solo in Francia, Italia, Spagna, Benelux e Svizzera, più qualche sparuto tedesco, danese e scandinavo (ed il solo Tommy Simpson tra i britannici). Gli americani arrivano solo con Lemond (chi ha la mia età si ricorda certo le interviste di De Zan con tale Fred Mengoni, che cercava di far decollare il nostro sport negli USA, con scarsi risultati), nei paesi del blocco orientale c'era il dilettantismo di Stato (infatti facevano man bassa di medaglie olimpiche), l'Australia era troppo lontana, di Africa ed Asia non parliamo neppure...
Nel nostro paese, poi, abbiamo un handicap non da poco dato dalla pericolosità delle nostre strade, intesa sia come infrastrutture che (soprattutto), da chi ci circola; credo sia normale che un genitore tenda a scoraggiare la pratica del nostro sport qui da noi (io lo avrei fatto sicuramente se le mie figlie avessero manifestato l'intenzione di darsi al ciclismo).