In generale vedo però troppa tendenza a "classificare" le persone in base agli atteggiamenti senza considerare che si tratta di cose soggettive. Quello che per uno è un peso, alzarsi alle 5 per allenarsi, per un altro è una fonte di sfogo e piacere psicofisico per iniziare la giornata al meglio.
Vorrei portare un esempio extra ciclistico. Non sono Superman, ma tra gli anni di superiori e università avevo anche gli studi al Conservatorio. Il risultato è che, anche causa pendolarismo lungo, stavo fuori casa spesso dalle 7 alle 17 almeno. Compiti e studio fatti nei viaggi e in pausa pranzo mentre gli amici giocavano a carte o dormivano, rientravo a casa, finivo quello che rimaneva, cena e poi studiavo chitarra dalle 20 a mezzanotte. Sabato e domenica turni da 6 ore di studio scolastico + 6 ore di studio accademico. Vita sociale? Zero. Zero. Zero. Nemmeno una partita all'oratorio (Anzi, in realtà ho avuto una morosa per un annetto ma l'ho sfanculata perchè dovevo studiare). L'ho fatto 365 giorni all'anno, dal 29 settembre 2006 al 24 settembre 2013.
Passata quella data ho "sottratto" un paio d'ore alla chitarra e le ho "trasferite" alla bici. Poi vabbè, fine uni nel 2016, è arrivato il lavoro (ingegnere...) ma non è cambiato nulla, i ritmi sono sempre quelli: zero vita sociale e tanto studio.
Pensate che mi sia pentito delle scelte fatte? Del fatto che sia stato egoista e abbia pensato solo ai fatti miei per anni isolandomi dal mondo? NO, nel senso più assoluto:
- diplomato al Conservatorio ancora ventenne
- ho un lavoro soddisfacente, ottimamente retribuito (e quando dico "ottimamente", vi posso garantire che non rende l'idea...), stimato e ben riconosciuto
- la compagnia me la sono fatta nel gruppo di ciclismo e mi basta e avanza.
Potessi riavvolgere il nastro della mia vita lo rifarei? Sì, dall'inizio. Perchè è stata un'avventura bellissima e ne è valsa davvero la pena.
Andate a leggervi le autobiografie, ma non quelle dei campioni dello sport (spesso romanzate), ma quelle dei top manager o dei CEO dei colossi dell'economia e soffermatevi sui sacrifici che hanno fatto per arrivare a certi livelli. Per accontentarsi e sedersi al bar a giocare a carte e bere Campari c'è sempre tempo nella vita.
Morale: se il 99% fa determinate scelte, prima di criticare l'1%, provate a pensare che forse chi ha scelto di stare nell'1% si sta divertendo esattamente come voi.
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