Ma l'errore è relativo al fatto che si possa ritenere la velocità un indicatore di capacità, ovviamente hai ragione quando dici che poi conta la velocità, ma quì si vuole sapere la media che uno può sostenere in 1h, lasciando intendere che fare 38 o 40 o meglio 44 km/h di media significhi essere automaticamente +forte di uno che fa invece 35 km/h, questo può essere anche, ma di fatto non è nemmeno vero che se io faccio 300watts medi in 1h sono automaticamente più forte di uno che ne fa 280.
Quindi in assoluto, sotto questo profilo non è indicativa la velocità e nemmeno la potenza, come si sa in realtà poi è il rapporto peso/potenza che fa la differenza.
Cmq alla fine secondo me nel ciclismo su strada conta di + quante volte riesci a ripetere uno sforzo breve ma intenso rispetto a quanta potenza riesci a mantenere per un tempo X, naturalmente se vuoi fare crono diventa l'esatto contrario, per cui i 2 allenamenti sono antagonisti tra loro, se migliori da una parte peggiori dall'altra e viceversa.
Condivido tutto ciò che concerne un allenamento "scientifico" basato su powermeter (e cardio). Così come secondo me anche in gara (specialmente su una cronometro), il powermeter come il cardio può aiutare a trovare il giusto limite riducendo il rischio di strafare e saltare.
Però non condivido questa visione del ciclismo.
Tutte le misurazioni sulla potenza, sulla cadenza, sulla forza, sul cardio, sui rapporti potenza/peso, sulle potenze critiche o quant'altro sono tutti dati che possono aiutarci a capire dove siamo carenti, dove possiamo migliorare e come possiamo migliorare, ma nulla più.
Il migliore è e resterà sempre chi mette la ruota davanti alla fine di una gara o chi ferma il cronometro nel minor tempo in una cronometro.
Il ciclismo agonistico non è ripetere una potenza X volte, ma è battere gli avversari.
L'allenamento invece è lavorare per migliorare le caratteristiche che ci servono per battere gli avversari in gara (o semplicemente per battere il nostro record su una salita o per faticare meno nel giro domenicale). E questo possiamo farlo usando qualunque strumento la tecnologia ci offra.
In una prova come quella oggetto di questo thread, in pianura, su una strada percorsa avanti e indietro (in modo da minimizzare l'effetto vento) o in un circuito, chi fa la migliore velocità è con molta probabilità il migliore in una prova contro il tempo in pianura e su quella distanza. Poco importa se lo è perchè sviluppa più potenza, o lo è perchè ha una posizione aerodinamica migliore, o se in una prova di 5' o 120' o in salita sarebbe meno forte.
Se ci trovassimo tutti lo stesso giorno a fare questa prova dei 60' sulla stessa strada in pianura non ho molti dubbi sul fatto che i risultati sulla media oraria e i distacchi sarebbero circa gli stessi postati in questo thread su prove indipendenti e su strade diverse.
Io ho fatto due volte la prova in due giorni diversi con condizioni di temperatura, tempo e vento diverse e ho fatto praticamente la stessa media.
Un brocco non diventa campione dall'oggi al domani così come un campione non diventa brocco dall'oggi al domani.
Se ti va, rifai la prova su un percorso avanti-indietro mettendocela tutta, ovvero in modo tale che dopo 60' non ne hai più. Solo così avremo un dato confrontabile.
Oh, alla fine è pur sempre un modo per mettersi semplicemente in gioco e per trovare magari stimoli a migliorare.
Almeno io la vedo così.
Massimo