Super Randonnée - Cuneo 2010

cimebianche

Apprendista Scalatore
15 Marzo 2005
2.339
43
69
Villa Cortese
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Bici
ROSE XLITE - CUBE LITENING HPC
...
Per 24h il mondo non è esistito, per 24h quello era il mio mondo, per 24h quella è stata l'unica ragione di vita.....Da oggi si riprende la vita di tutti i giorni, le vere cose importanti, gli affetti, la famiglia, anche la bici è importante finchè mi darà gioia e soddisfazione come quella appena vissuta.....

Bravissimo paciuli, non solo per la tua "impresa", ma perche' hai saputo descrivere benissimo le emozioni che si vivono durante una randonnee impegnativa come questa.
Le crisi inevitabili , la stanchezza profonda che ti abbatte proprio mentre nel cuore della notte sei una salita che non molla mai e piove pure, la gioia per la sorpresa di essere ancora in grado di continuare, la speranza che se non molli ce la puoi fare, la gioia che inizia a farsi sentirse gia' negli ultimi chilometri e l'immensa emozione che cancella la fatica con un colpo di spugna, quando si arriva in fondo.
Tutto questo e' cio che la nostra Passione per questo sport sa farci vivere.
o-o
 

CAVALLO PAZZO

Maglia Iridata
1 Marzo 2006
12.922
1.921
77
CALABRIA DEL NORD
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Bici
SPECIALIZED TARMAC VINER MAXIMA COLNAGO MASTER VINTAGE
Signori egregi, leggendovi non faccio che girare il coltello nella piaga, purtroppo il mio numero è rimasto orfano di me ma, con lo spirito, ho partecipato alle vostre fatighe, ormai mi sembra di conoscervi di persona tutti e sono sicuro che prima o poi incroceremo le strade, unisco la mia umile voce a chi implora a che la Super Randonnèe non si interrompa mai.
Bravi ! Bravi veramente tutti.
 

paciuli

Apprendista Velocista
21 Novembre 2005
1.366
35
www.strava.com
Bici
Eclipse 1 Eclipse 2
Bravissimo paciuli, non solo per la tua "impresa", ma perche' hai saputo descrivere benissimo le emozioni che si vivono durante una randonnee impegnativa come questa.
Le crisi inevitabili , la stanchezza profonda che ti abbatte proprio mentre nel cuore della notte sei una salita che non molla mai e piove pure, la gioia per la sorpresa di essere ancora in grado di continuare, la speranza che se non molli ce la puoi fare, la gioia che inizia a farsi sentirse gia' negli ultimi chilometri e l'immensa emozione che cancella la fatica con un colpo di spugna, quando si arriva in fondo.
Tutto questo e' cio che la nostra Passione per questo sport sa farci vivere.
o-o

Grazie Cime, detto da te non può che farmi ancora più piacere.
qui 2 foto della "pedalata"
http://picasaweb.google.it/alexdirosa/CuneoSuperrandonee#
 

raka

Cronoman
12 Luglio 2007
799
9
ai piedi di Plan di Montecampione,dove il Panta fe
www.teamextremebike.it
Bici
Specialized Tarmac Sl4,in salita una favola
Questa è la prima salita ignota, ricordo di averla percorsa in discesa molti molti anni fa durante una delle prime edizioni della Granfondo FaustoCoppi quando si faceva l'Agnello dal versante italiano, il Vars da Guillestre e la Maddalena (Larche) per rientrare a Cuneo dopo circa 230km. La salita inizia abbastanza decisa nei primi km, faccio fatica ma salgo in modo accettabile, prevedo almeno 2h di salita, soste escluse. La pendenza ogni tanto diminuisce, si attraversano piccoli villaggi, ad uno di questi faccio il pieno d'acqua, la temperatura è perfetta non fa caldo, l'afa dei giorni prima è un lontano ricordo....Un paio di rampe spaccagambe nell'attraversamento di un villaggio, ennesimo tratto di recupero, panorami grandiosi, la salita nella prima metà concede ampi tratti di recupero. Ad un bivio a sx seguo l'indicazione Italie, ancora un pezzo difficile poi ancora un pezzo dove rifiatare ed è così fino ai -6km dalla cima. Intanto ho superato abbondantemente quota 2000m, la cima è a 2748m, la strada è ancora lunga.....Scatto fotografie, cerco di pensare 1 km alla volta, la pendenza adesso è costante ed impegnativa credo intorno al 10%, la gioia per gli occhi è immensa, per le gambe, ormai provate da tanti km e tanta salita, un po' meno. -3km alla cima un paio di tornanti, ancora fotografie, ormai manca poco, -2km la fatica aumenta, -1km si vede la cima da sotto ormai è fatta, ultimo tornante a destra, 500m rettilinei ed eccomi in cima. Che salita, spettacolare soprattutto dal punto di vista del paesaggio, difficile ma non massacrante, anche se gli ultimi km sono davvero duri e ripidi. In cima non fa freddo, sono le 11,15, tutto come da previsioni, mangio un panino (ho perso il conto dall'inizio), scatto foto, e inizio a scendere verso Pontechianale lungo una strada stretta e sinuosa davvero ripida ma con panorami incredibili. Non ricordavo il versante italiano così spettacolare, credo che davvero possa essere una delle più belle salite e difficili delle Alpi. I 10km di discesa passano veloci, scendo sicuro non prendendo nessun rischio, anche perchè la guidabilità della bici, con il marsupio anteriore carico, non è proprio perfetta. La discesa prosegue un po' meno ripida e si attraversano numerosi paesini, ricordo Chianale e Casteldelfino prima dell'ultimo pezzo in falsopiano che mi porta a Sampeyre dove ci sarà il posto di controllo presso la scuola del paese, che raggiungo dopo un paio di duri strappetti, seguendo le frecce dell'organizzazione. Qui trovo altri ciclisti, e 3 addetti della Croce Rossa intenti a rifocillare i giganti della strada. Nel luogo c'è il 2° Bag drop consegnato alla partenza, c'è la possibilità di farsi una doccia, dei servizi, mangiare e volendo anche dormire sulle brande messe a disposizione, chiedere di meglio sarebbe davvero ingenenroso!! Decido di fare una pausa, ne approfitto per lavarmi, cambiarmi, mangiare un paio di panini e il riso preparato il giorno prima, abbozzo un pisolino ma non ho sonno, decido dopo quasi 1 ora di ripartire tanto di riposare non se ne parla. Sono quasi le 13,00 quando mi ributto sulla strada in direzione del colle Sampeyre che trovo ad un bivio a sx, la salita inizia subito impegnativa e fortunatamente è quasi tutta in ombra. Purtroppo dopo 2km di salita dura vado in crisi totale, sudo abbondantemente come non mai, nei pochi momenti che la strada esce allo scoperto mi sembra di morire per il caldo. Per la prima volta sono in seria difficoltà, nausea, mancanza totale di forza, sconforto totale per la costanza della pendenza, non si vede un metro dove rifiatare, la velocità bassissima oscilla tra i 6 e i 7km. Non ricordo esattamente quando ma credo dopo 5-6km decido di fermarmi, vedo un ruscello che scorre a fianco della strada, tolgo il casco e mi bagno abbondantemente con acqua fredda, bevo e mangio ancora, insomma cerco di fare tutto ciò che è possibile per superare il momento di crisi totale. Tra l'altro ho paura di un malessere, sulla salita non passa nessuno, mi prende un'attimo di panico, il pensiero dell'abbandono mi sfiora, decido di scacciarlo risalendo in sella cercando di limitare i danni pensando 1 km alla volta. Il 34x29 non è sufficiente per mantenere una cadenza accettabile, la velocità è sempre molto bassa, però almeno la nausea sembra passata e questo mi dà conforto. Le pendenze sempre costanti credo più dell'8% che sono quelle sulla carta, almeno io le percepisco più alte. Vengo sperato da un paio di concorrenti, non riesco proprio a reagire mi mancano le forze, i km passano con una lentezza esasperante, c'è di buono che essendo nuvoloso non sento più il caldo opprimente dei primi km anzi si sente il cielo borbottare segno che in zona è imminente il temporale. In qualche modo riesco ad arrivare in cima dopo quasi 2h1/2 che per percorre 16km si fa in fretta a calcolare la velocità di crociera, non riesco ad avere nessun ricordo bello di questa salita, la mia mente probabilmente ha deciso di cancellarla oppure più semplicemente il cervello offuscato dalla fatica non ha registrato nessuna immagine. L'unica cosa che ricordo è il drittone finale sul fianco della montagna, credo l'ultimo km di salita, per il resto buio totale. In cima mangio 2 panini, indosso il giacchino e i guanti invernali, non fa freddo ma nemmeno caldo, la discesa è subito veloce, stretta, sporca, insomma non è il massimo e il ricordo delle discese ampie e scorrevoli delle strade francesi sono un lontano ricordo. Bivio a sx per Stroppo, si prosegue su una strada ancora peggiore, con vari rattoppi e tanto ghiaino, ci vuole tanta tanta attenzione il minimo errore si paga caro e non è il caso di prendersi inutili rischi, per contro gli ultimi km della discesa sono belli veloci e molto scorrevoli e in breve sono giù, svolta a dx, pochi km di falsopiano ed eccomi al bivio per il Esischie/Fauniera. Il cartello dice colle Fauniera km 22 pendenza media 7%, mi dico se vado come sul Sampeyre ci impiego 3 ore il che essendo poco dopo le 16,00 vuol dire arrivare in cima che è ancora chiaro perfettamente in tempo per effettuare la discesa con la luce. Intanto inizia a piovere, prima poche gocce, poi giusto in prossimità del punto di controllo di Marmora, un bel temporale. Che fare? Fermarsi e aspettare che passi o proseguire? Mi dico che in salita la pioggia non dà fastidio, anzi aiuta a mantenere fresco il mio “motore” che soffre le alte temperature, e quindi decido di continuare a salire verso la cima. La salita è spesso nel bosco alterna tratti davvero ripidi a tratti più pedalabili ma comunque resta, a differenza del Sampeyre, più abbordabile. Qui trovo una buona risposta dal fisico, anche se sono costretto alla 2° pausa “tecnica” della giornata, ma tanto tra tortine di vacca (ma quante ce ne sono??) una in più non fà differenza. Riparto rinfrancato nel fisico (e ce credo), più leggero e sempre più convinto di arrivare alla fine, il momento difficile è ormai superato. La salita nonostante la pioggia e le nuvole basse è di rara bellezza, prati, rocce, boschi, strada stretta, in alcuni brevissimi punti ripida come la rampa del garage di casa e poi negli ultimi 5-6km quando esce allo scoperto mostra tutta la sua maestosità con un panorama da levare il fiato. Intanto ha smesso di piovere e la strada tende ad asciugarsi, da qui alla cima la salita rimane su pendenze costanti, impegnative ma mai estreme, e comunque il panorama ripaga da tanta bellezza e fatica. Sono in cima al colle D'Esischie a 2370m breve discesa di 20m e di nuovo salita per l'ultimo km e mezzo circa fino alla cima del colle Fauniera a quota 2480m, questo pezzo di salita è ancora impegnativo ma ormai la cima è davvero a portata di mano. Finalmente sono in vetta, ho impiegato 2h40' per conquistare lo scalpo di una salita fantastica, sicuramente la più sorprendente dell'intero percorso, avrò per sempre splendidi ricordi e immagini di questo colle. In cima mi vesto pesante, il tempo è brutto ma fortunatamente il versante della discesa verso Demonte è asciutto. La discesa si svolge su una stradina stretta e tecnica con strapiombi impressionanti, sbagliare traiettoria vuol dire farsi tanto ma tanto male, per fortuna conosco bene la strada e la sequenza delle curve più pericolose anche se dopo 5 km di discesa comincia a piovigginare e mammano che scendo trovo l'asfalto sempre più bagnato. Il versante del Fauiniera da Demonte è la mia salita preferita in quanto a spettacolarità, certo che la lotta con il Colle dell'Agnello visto oggi a scendere, è davvero ardua. Deciderò un giorno facendole tutte e tre insieme al Sampeyre (devo ritornarci qui, ho bisogno di scacciare gli incubi) quale sarà la regina delle Alpi. Intanto la lunga discesa prosegue su strada umida, fortunatamente non sale nessuna auto in senso contrario e quindi i rischi sono ancora minori, dipende solo da me, non voglio e non devo sbagliare. Cartello di Demonte, ore 19,20 obbiettivo discesa Fauniera completato, pochi km di falsopiano in discesa curva a dx e ultima fatica del giro. Quella che io chiamo la cattiveria, la salita che si poteva evitare, ma d'altronde se si deve riunire il percorso della Coppi 8000 a quello della Granfondo, allora la salita della Madonna del Colletto si deve fare. Il cartella di Festiona dice 7,7km al 7,3% il mio computerino dirà 7km all'8%, non è che cambi tanto è sempre una mazzata. La salita è regolarmente dura, in un paio di brevi tratti spiana ma si possono contare sulle dita di una mano., la velocità sempre tra i 7-8km/H e sinceramente visto com'ero sul Sampeyre mi sembra di volare. Ormai l'entusiasmo è a mille, le pur dure rampe non hanno nessun effetto sul mio morale e sulle mie gambe, certo sono stanco ma un po' d'energia è rimasta segno che mi sono amministrato bene e che non sono ancora la lumicino. La salita è poco panoramica, tutta all'interno del bosco, niente a che vedere con le meraviglie della natura viste oggi, e soprattuto è corta seppur decisamente impegnativa. Gli ultimi km sono l'apoteosi personale, la felicità e la consapevolezza di aver compiuto un'impresa, tra l'altro da solo da più di 200km. In cima la desolazione del luogo fa da contrasto con l'esaltazione personale, sono felice contento ud un tantino emozionato. Però c'è ancora una discesa da fare, discesa ripida, su asfalto umido e scivoloso, da percorrere con la massima attenzione. Rettilineo, tornante, rettilineo, tornante, così per 7km fino a Valdieri dove in un bar c'è l'ultimo controllo sul percorso. Da qui 18km in falsopiano fino a Cuneo con il vento in poppa e velocità spesso sopra i 40-45km/h, ormai è fatta, mi ritrovo da solo a ripercorrere in questi km tutto quello che ho passato in questo viaggio in bici, le salite,la notte, la crisi e ora mi trovo qui a mulinare con l'obbiettivo di raggiungere Cuneo. Borgo S.Dalmazzo, l'eterno rettilineo fino a Cuneo , la vista in lontanaza di Piazza Galimberti, mi concedo anche un giro di Piazza e termino la mia fatica alle 21,00 in punto. I complimenti da parte dello staff dell'organizzazione, della gente che c'è in piazza, ok grazie mille, sono felice ma.....la voglio, la desidero, datemi la mia maglietta di Finisher, eccola bellissima è nelle mie mani, come premio di una fatica grandissima ma di una soddisfazione ancora maggiore. Telefonata a casa per condividere la mia felicità, mi sarebbe piaciuto avere al mio fianco chi sopporta e “subisce” questa mia passione, la mia famiglia, le mie bimbe, purtroppo per la concomitanza di 2 impegni stavolta non è stato possibile, peccato.
Per 24h il mondo non è esistito, per 24h quello era il mio mondo, per 24h quella è stata l'unica ragione di vita.....Da oggi si riprende la vita di tutti i giorni, le vere cose importanti, gli affetti, la famiglia, anche la bici è importante finchè mi darà gioia e soddisfazione come quella appena vissuta.....
Uno dei miei piu' grossi dispiaceri è non aver conosciuto tutti i forumendoli presenti a Cuneo.Ho riconosciuto solo Femfem e Cime bianche perchè vicini a me alla consegna del numero e perchè ho riconosciuto la maglia del loro team,e Giancarla perchè lei è Wonderwoman,oltre a Cima Coppi con il quale mi sono trovato in piazza.
Volevo pero' scambiare 4 chiacchere con te,soprattutto riguardo la RATA che tu hai già fatto,ma i numeri di pettorale affissi sul casco erano troppo puiccoli,ed il tuo non l'ho visto.Ed è stato un peccato,anche visto l'orario del tuo arrivo.Pensa che io d il mio compagno Plinio siamo arrivati a Cuneo alle 20.05 cieca.Sapendo che non eri distante ti potevi aggregare e la crisi di Sampeyre in 3 sarebbe stata meno dolorosa.S tipuo' consolare,io ho visto i sorci verdi sul Fauniera:non finisce mai.E' stato durissimo.Venerdi di mando un MP per chiederti varie cose sulla RATA.Complimenti per l'impresa e pr il bellissimo racconto.Dici bene:per 24 ore sei solo,veramente solo,e conosci angoli della tua mente che non pensavi nemmeno esistessero.Sembrerà esagerato,ma sicuramente per certi versi quello che è partito alla volta diCuneo venerdi 2 luglio,è una persona diversa da quella che sta scrivendo ora.
Cordialmente colonnello Kurto-o
PS: Ecco solo alcune foto:il resto nel resoconto divenerdi 9 luglio:mrgreen:
 

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paciuli

Apprendista Velocista
21 Novembre 2005
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Bici
Eclipse 1 Eclipse 2
Uno dei miei piu' grossi dispiaceri è non aver conosciuto tutti i forumendoli presenti a Cuneo.Ho riconosciuto solo Femfem e Cime bianche perchè vicini a me alla consegna del numero e perchè ho riconosciuto la maglia del loro team,e Giancarla perchè lei è Wonderwoman,oltre a Cima Coppi con il quale mi sono trovato in piazza.
Volevo pero' scambiare 4 chiacchere con te,soprattutto riguardo la RATA che tu hai già fatto,ma i numeri di pettorale affissi sul casco erano troppo puiccoli,ed il tuo non l'ho visto.Ed è stato un peccato,anche visto l'orario del tuo arrivo.Pensa che io d il mio compagno Plinio siamo arrivati a Cuneo alle 20.05 cieca.Sapendo che non eri distante ti potevi aggregare e la crisi di Sampeyre in 3 sarebbe stata meno dolorosa.S tipuo' consolare,io ho visto i sorci verdi sul Fauniera:non finisce mai.E' stato durissimo.Venerdi di mando un MP per chiederti varie cose sulla RATA.Complimenti per l'impresa e pr il bellissimo racconto.Dici bene:per 24 ore sei solo,veramente solo,e conosci angoli della tua mente che non pensavi nemmeno esistessero.Sembrerà esagerato,ma sicuramente per certi versi quello che è partito alla volta diCuneo venerdi 2 luglio,è una persona diversa da quella che sta scrivendo ora.
Cordialmente colonnello Kurto-o
PS: Ecco solo alcune foto:il resto nel resoconto divenerdi 9 luglio:mrgreen:

Peccato potevamo fare un pò di strada insieme...più o meno eravamo sugli stessi tempi, forse voi un pò più veloci.
purtroppo neanch'io ho riconosciuto nessuno a parte mik, CimaCoppi che erano al mio fianco e Giancarla che non era possibile non riconoscere. Io indossavo la maglietta a pois rossi della GFPantani del 2007, l'unica maglietta che ho a zip lunga, sostituita da oggi con quella della SR!! Per la RATA scrivi pure, ti darò tutte le info del caso, anzi ti dico di più visto che nel we sarò dalle tue parti, (lago d'Iseo) magari ci incontriamo di persona e facciamo un giretto (molto tranquillo) insieme, le tue salite non hanni segreti per me, le conosco metro per metro, immagino che abiti a Pian Camuno, sbaglio? .Se vuoi per MP puoi lascirmi il tuo nr. credo che sarò lì Sabato mattina, ho una figlia da recuperare dai nonni. A presto...
 

mitico_2

Passista
6 Dicembre 2009
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piemonte
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Complimenti a Paciuli, sia per l'obbiettivo raggiunto, per il tempo impiegato (24 h!!!) che per il racconto del "viaggio". Leggendolo mi sembra quasi di essere lì con te, a soffrire e pedalare. (Io mi sono accontentato di molto meno: la granfondo ed è già stata abbastanza dura per me)
 

cimebianche

Apprendista Scalatore
15 Marzo 2005
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Beh ... ho scritto "2 righe" :mrgreen: sulla mia SuperRandonne , ma devo avvertire coloro i quali avranno l'ardire di leggerle, che faranno mentalmente forse piu' fatica di quella che ho fatto io a pedalarla.o-o

Pronti Via
(ovvero ... pero’ prima si mangia!):
Sono le 19.00 , io e femfem (il fratellino Franco!) siamo in una pizzeria dietro piazza Galimberti a Cuneo, stiamo gustando una buona pizza, e sorseggiando un’allettante birra o-o, prima di presentarci alla partenza della nostra seconda SuperRandonnèe, stavolta sul percorso originale e non quello modificato del 2008 causa inagibilità di alcune salite. A cena ci fa' compagnia Marco (del Parmense) che sara’ anche lui della partita.
Alle 20e30 siamo sulla piazza e durante il briefing ci viene detto che purtroppo l’Izoard e’ stato chiuso causa grossa frana nella zona della Casse Deserte per cui 40..50 Km in meno e anche circa 1500 metri di dislivello in meno : silenzio di tomba tra i partecipanti, poi qualche mugugno qualcuno e’ felice qualcun’altro no .. io personalmente sono combattutto tra sentimenti contrastanti :cry: :mrgreen:... ma tant’è se neanche stavolta si potra’ fare il percorso originale ... beh ... motivo in piu’ per rifarlo in futuro ( eh .. e’ facile pensare cosi’ quando si e’ freschi e riposati!).
Incontriamo sulla piazza i “soliti” randonneurs tra cui un’altro Marco (di Carpi : infaticabile pedalatore!), la mitica Giancarla e altri del forum ... si chiacchera sulle proprie ”imprese” fatte o tentate , finche’ viene dato il via : direzione Vinadio.
Non ho (non abbiamo io e femfem) nessun piano e nessuna tattica particolare : questa SuperRandonne andrà come deve andare all’Avventura; ci siamo affidati al servizio di bag-drop messo a disposizione dall’organizzazione, cosi’ viaggiamo un pò meno pesanti : la settimana scorsa al TourBlanc fatto in autonomia avevo la bici che pesava come un’enorme macigno :wacko:, ma visto che qui ho la possibilita’ di viaggiare piu’ leggero ben venga il servizio del trasporto delle 2 borse.:tie:
Pedaliamo abbastanza tranquilli, in gruppo fino a Vinadio dove arriviamo che praticamente e’ buio e dopo aver constatato che non c’e’ traccia del controllo previsto affrontiamo la salita della Lombarda.

Prime salite e prime sensazioni
(ovvero ... lo stato d’animo che mi accompagna):
Sulle prime rampe della Lombarda faccio la conoscenza di raka e di qualcun’altro del forum :friends:, ma in breve tempo ci si separa perche’ ognuno segue il proprio passo. Questo vale sopratutto per mè : spesso anche col fratellino femfem lungo le salite ci separiamo, ognuno col proprio passo a seconda dei giorni e degli umori.
In particolare stanotte, non sono ahime’ molto socievole , ho voglia di salire solo con i miei pensieri :roll:... qui sento che finalmente la mente e’ piu’ libera dopo essersi staccata dal quotidiano ... e’ un periodo difficile :?... la mia Vita in questi ultimi 3 o 4 anni si e’ fatta “complicata” , ma devo tener duro perche’ so’ che arriveranno tempi migliori o-o... devo tenere il ritmo ... proprio come su questa salita : la bella Lombarda, che a me piace molto : e’ la seconda volta che mi regala una nottata Alpina mozzafiato, col suo cielo stellato, le luci del Santuario di sant’Anna la’ alla sua destra, la quiete rotta a tratti dagli scrosci dei numerosi ruscelli che si precipitano a fondo valle, le distese erbose prima delle ultime rampe dove una mandria di mucche assonnate guarda incuriosita un manipolo di temerari che, con i loro fanalini somiglianti a lucciole giganti, affrontano questa Avventura con la forza della propria Passione.
Le gambe (il resto del fisico mica tanto!) mi danno sensazioni discretamente buone questo mi rincuora e non mi curo ne di coloro che mi passano ne di quelli (pochi) :mrgreen: che passo io e arrivo in cima , dove ci ritroviamo in sette o otto , ovviamente mi ritrovo col fratellino femfem : questo e’ sempre il nostro comportamento : in cima ci si apetta e poi si prosegue. o-o
continua ...
 
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Nel cuore della Notte
(ovvero ... si soffre ma si vive l’Avventura ):
Non sono stanco , sto’ bene, stavolta lo stomaco non mi ha fatto lo scherzo di settimana scorsa al TourBlanc, dove si era completamente chiuso e mi ha reso impossibile alimentarmi bene :bleah:. Oggi è ben aperto e butto giu’ con gusto qualche biscotto con marmellata.
Scendiamo veloci nella notte a Isola 2000 in terra Francese , e poi via in direzione di Sant’Etienne prendendo la ciclabile.
Iniziamo la salita verso la Bonette : e’ lunghissima , lo so , ma per fortuna le sue rampe non sono mai troppo proibitive ... ho coniato un mio motto per questa salita , dopo che averla fatta per la prima volta mi aveva massacrato :wacko:: se la conosci ce la fai! o-o
E così sempre solo con i miei pensieri (sto’ bene solo con me stesso stanotte! :roll:) faccio “scorrere” la salita , passo tra i ruderi delle fortificazioni (Napoleoniche?!) e arrivo fin lassù a quota 2715, siamo su una tra le piu alte strade Alpine : non fa’ molto freddo , in lontananza inizia gia’ ad albeggiare e il profilo delle vette Alpine mostra la sua magnificenza e fa’ da preludio a quella che dovra’ essere una bellissima giornata Estiva.Si mangia ancora qualcosa mentre ci si veste per la discesa e poi giu’ verso Jausiers dove e’ previsto un controllo.
Lungo la discesa purtroppo il sonno si fa’ sentire improvviso :ronf: e prepotente :ronf::ronf: : talmente forte :ronf::ronf::ronf: che in un paio di occasioni mi ritrovo a sbandare con la bici : per fortuna la strada e’ bella larga. Rallento, mi superano in molti, direi quasi tutti; cerco di masticare qualcosa ma appena smetto mi riprende il sonno ... e’ fortissimo ... iniziano le allucinazioni : grossi ma inesistenti ostacoli si materializzano lungo la mia traiettoria , sensazione da me’ gia’ conosciuta ma sempre brutta :afraid:... saggezza vorrebbe che in questi casi ci si fermi per almeno 10..15 minuti , ma laggiu’ in fondo c’e’ femfem insieme ad altri che mi stanno aspettando e io sto’ scendendo a passo di lumaca ... e’ ormai giorno ed e’ un po’ che non vedo nessuno ne davanti ne dietro e mi viene il dubbio di aver imbroccato , mezzo addormentato qualche bivio sbagliato ;nonzo%... ma ecco che intravedo il cartello di Jausiers e di lì a poco arrivo al controllo dove il fratellino femfem gia’ iniziava a preoccuparsi. :lookaround:
Bella sorpresa : il controllo e’ presidiato dal papa’ di Ivano e nipotina (in realtà ben cresciutella!) che dopo il timbro ci offre un fantastico caffe’ caldo fatto con la moka o-o: io da egoista chiedo il bis e butto giu’ un po’ di roba per riempire lo stomaco.

Una bella giornata Estiva
(ovvero ... si e’ fatto giorno ):
Si parte per il Vars, che da questo lato si fara’ sentire sia nelle gambe che nel cuore :wacko:.
Lungo la strada , prima di affrontare la salita, il caffe’ concentrato fa’ il suo effetto e il sonno per ora viene chiuso fuori dalla porta . Gli 800 metri di dislivello del Vars come previsto si fanno ben sentire, la fatica pero’ e’ in parte mitigata dal bellissimo scenario che si gode in vista del colle e dal fatto che subito al di la’ c’e’ Les Claux dove e’ previsto un bel rifornimento. o-o
Infatti raggiunto il controllo, mangio e bevo in abbondanza. Recuperiamo la nostra prima borsa che l’organizzazione (grazie sia a Giangi che a tutto lo staff! :friends:) ci ha trasportato sin qui e ci vestiamo per affrontare la parte diurna.
Veniamo a conoscenza del fatto che alcuni ”furbetti” :angrymod:si stanno facendo trasportare in auto ... mah ... piu’ che “furbetti” si tratta di ciclisti (?) che nulla hanno a che fare con lo spirito di una randonnee come questa : lo scopo finale e’ quello di vincere la sfida con se stessi , ciascuno con la propria capacita’ e determinazione e non quello di ottenere un pezzo di carta che attesti l’impresa.
Si riparte ... il percorso originale a questo punto prevedeva di raggiungere Briancon e poi l’Izoard, ma per via della frana il tutto viene saltato e ci si dirige direttamente verso le selvagge gole del Queiras. Passando dal bivio dove saremmo scesi dall’Izoard, un cartello luminoso indica che la strada e’ chiusa per via di una frana ... quasi quasi sono contento.:tie:
Iniziamo un’altra lunga salita, di oltre 20 Km verso i 2744 metri del colle dell’Agnello, e so bene che gli ultimi chilometri prima del colle mi daranno del filo da torcere, pero’ una volta lassu’ il morale ricevera’ una bella sferzata di energia.
Salgo ancora da solo , immerso nei miei piu’ profondi pensieri, qualcuno cerca di farmi compagnia, ma dura poco ... chiedo scusa :hail:e non me ne voglia colui o coloro i quali mi hanno trovato e poi subito perso in un giorno come questo ... ci sono volte in cui non sopporto di salire proprio con nessuno :ueh:, desidero fortemente solo la presenza dei miei Pensieri :ueh:, qualunque altra compagnia mi renderebbe molto ma molto difficile la salita. Devo anche rigraziare femfem :friends:per aver capito e un po’ sopportato questo mio lato caratteriale.
In una giornata dal clima perfetto, abbiamo la meglio anche su questa salita, ma personalmente comincio ad accusare i primi sintomi della stanchezza , per fortuna al prossimo controllo posto a Sampeyre e’ previsto un posto dove ci si potra’ sdraiare. o-o

continua ...
 

cimebianche

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La tanto desiderata sosta
(ovvero ... sveglia che e’ tardi ):
Arriviamo al controllo posto proprio a Sampeyre , in cima a una breve ma ripidissima salita (degna di una rampa di un garage posta 2 piani sotto terra! :wacko:) , dove alcuni volontari della Croce Rossa si prodigano per offrirci un po’ di pasta calda (grazie mille ragazzi :eek:) ; la pasta e’ condita al naturale solo con olio, ma con la fame che ho mi sembra buonissima.
Recupero la seconda nostra borsa (ri-grazie all’organizzazione) con abiti asciutti e puliti e visto che c’e’ la possibilita’ di farsi una doccia e riposare un po’ su di una brandina dotata di un comodo materasso , faccio entrambe le cose e per fortuna riesco a dormire un po’. :ronf::ronf::ronf:
Mi risveglia femfem (se no sarei rimasto lì fino al giorno dopo!), e si riparte verso la salita del colle di Sampeyre.
Le gambe adesso sono un po’ imballate dopo il breve riposo, e questa salita non molla quasi mai, il fondo stradale e’ pessimo, tutto pieno di buche e terriccio e per di piu’ il cielo e’ diventato nero e iniziano le prime goccie; unica nota positiva : non ho sonno!
Di li’ a poco le goccie diventano goccioloni ... porcaccia miseria , proprio adesso che mi ero rivestito con vestiti asciutti e puliti! :cry:
E’ un bel temporale Estivo in piena regola ed e’ proprio sopra di noi : per fortuna trovo sulla destra un locanda con una bella tettoia : sarebbe stupido non approfittarne : mi metto al riparo e appena femfem passa sulla strada lo invito a fare altrettanto : inutile bagnarsi cosi’ tanto , visto che tra’ un po’ passera’. Altri 2 compagni di avventura fanno come noi tra cui Ivano, tenace bergamasco conosciuto al TourBlanc.
Mentre aspettiamo decidiamo che dopo il Sampeyre verso Ponte Marmora ci si fermera’ in qualche locanda per fare il pieno. Appena smette un po’ ci rimettiamo in sella verso la vetta che raggiungo con fatica : questa e’ stata forse la salita che ho sofferto di piu’ sembrava non finire mai. :wacko: :wacko: :wacko:
In cima incontriamo altri amici tra cui i due nostri Marco e Marco che da qui sino all’arrivo resteranno quasi sempre con me e femfem.
Ci vestiamo perche’ adesso fa’ veramente freddo e tira vento. Ci avviamo in discesa verso Stroppo. Il fondo stradale e’ allucinante : pieno di buche :angrymod:, gobbe e rattoppi :angrymod:; dopo la pioggia montagne di pietrisco sparse dappertutto : mi vengono i brividi :afraid:al pensiero che domani passeranno quelli della Gran Fondo : qui se azzardi un po’ troppo rischi l’osso del collo! :azz
Alla fine, con non poca fatica e qualche imprecazione, arriviamo in fondo e ci dirigiamo verso Ponte Marmora dove decidiamo di fare una sosta alla locanda Ceaglio dove e’ previto il controllo.

Avanti verso la meta
(ovvero ... dai che forse ce la facciamo ):
Una cena a base di pasta al pomodoro, per secondo un misto di carne di quaglia e cervo con patatine, l’appetito e’ tanto che mi faccio anche una fetta di formaggio locale. o-o
Un bel caffe’ e poi via si riparte in direzione del colle dell’Esischie.
Io vorrei sostare un po’ di piu’ : sono stanco e l’idea della salita mi ripugna un po’, ma il saggio fratellino femfem ha ragione o-o, se ci fermassimo di piu’ sarebbe peggio, e poi tra un po’ iniziera’ a farsi buio.
Ripartiamo in 4 : i due Marco se ne vanno via prima : li guardo con un pizzico di invidia sembrano freschi come appena partiti :-), io resto parecchio dietro , da solo e ancora poco dietro di me’ c'e' femfem ... tutti su’ per le rampe dell’Esischie che a questo punto dell’Avventura sembra interminabile.
Vorrei restare un po’ con il mio fratellino , ma oggi veramente sento il bisogno di salire da solo e cosi’ un po’ egoisticamente faccio , affronto i veri e propri gradoni al 17% :wacko: che ci sono a meta’ circa della salita poco prima che inizia l’imbrunire e quando finalmente la valle in cima si allarga in uno scenario aspro e selvaggio da togliere il fiato sta’ ormai per calare il buio.
Questa zona delle Alpi Occidentali e’ un bellissima quanto poco conosciuta al turismo dei piu’ ... ma forse e’ meglio cosi’.
Accendo le luci e mi giro per vedere se poco dietro di me , il fratellino ha fatto altrettanto : vedo una lucina e mi rincuoro : io vedo lui e lui vede me siamo soli ma comunque in contatto. o-o
La salita sembra proprio non finire mai, e’ la prima volta che l’affronto da questo lato e ad ogni curva o tornante sembra che si sia arrivati ma poi si scorge un’altro pezzo ... e’ stata dura, ma una volta arrivato al colle mi si e' risollevato il morale. o-o
Affrontiamo insieme l’ultimo chilometro e mezzo che dall’Esischie ci porta al Fauniera o Colle dei Morti (!) . E’ buio, ma vedo con rammarico che ormai questa strada sta’ morendo :angrymod:: la lingua di asfalto in alcuni punti e’ ormai ridotta ad una larghezza di 50 cm, se continua cosi’ tra un paio di stagioni sara’ scomparsa ... speriamo che qualche ente vi ponga rimedio!
Appena girato l’angolo del Fauniera ritroviamo i due nostri amici Marco e Marco e insieme affrontiamo la lunghissima discesa dal Fauniera a Demonte.
Le nostri luci illuminano la stradina di asfalto grigio, questo colore però verso il bordo sinistro si interrompe bruscamente passando dal grigio al nero pesto, cosa che fà intuire che lo strapombio al di la’ deve essere impressionante :azz: non ci sono protezioni, la strada e’ viscida , uno sbaglio o un’azzardo di troppo avrebbe conseguenze fatali :afraid:, percio’ occorre molta prudenza e mani sui freni .
Inizia cosi’ un‘estenuante discesa che sembra non terminare mai e non condurci mai da nessuna parte.
Lungo la discesa femfem che fa da apripista urla di fare attenzione : alcuni cavalli gli hanno appena attraversato la strada ! Qualcuno lo prende un po’ in giro :culo: visto che nessuno ha visto niente e lui si sente in dovere di sottolineare di essere ben sveglio e non “addormentato” come il sottoscritto! :angrymod:
Quando si intravede la prima luce , segno di presenza umana, mi sembra siano passate delle ore!
Arriviamo cosi’ a Demonte dove con nostra grande sorpresa c’e’ una vita notturna degna di Rimini : c’e’ infatti la Sagra della Salsiccia o-o con tanto di partita di calcio in notturna. Il profumo e’ tentatore, ma resistiamo e ci accontentiamo di un caffe caldo con dei biscotti.

continua ...
 
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cimebianche

Apprendista Scalatore
15 Marzo 2005
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Bici
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Le ultime fatiche
(ovvero ... in quattro all’arrivo ):
Adesso ci aspetta la salita della Madonna del Colletto : so a questo punto anche la rampa del mio garage mi farebbe male, ma questa salita di circa 7 km al 7..8% che proprio non molla mai mi ha letteralmente massacrato :wacko: :wacko: :wacko:.
Lungo la salita ho visto le luci rosse di femfem, e dei due Marco sparire davanti a me , ho tirato letteralmente i remi in barca ad ogni tornante per poter riprendere un po’ fiato ... se avessi avuto il rampichino della mai Mountain Bike lo avrei innestato.:->
Con fatica ho raggiunto gli amici in cima che mi aspettavano e quando ho visto le loro sagome che si stagliavano sul colle li appena davanti a me ho tirato un respiro di sollievo. :-)
Ci siamo cosi’ diretti verso Valdieri, dove al controllo ci aspettava con enorme pazienza l’organizzazione (grazie Giangi! o-o) : un bel the caldo e poi via con gli ultimi 20 km verso Cuneo con la gradita sorpresa di avere il vento in poppa che ci spingeva a quasi 40 all’ora. o-o
Siamo cosi arrivati io , femfem, e i due Marco, in piazza Galimberti alle ore 3 precise , dove un Apino per nulla addormentato, anzi sveglissimo , segnava il nostro arrivo e ci rilasciava l’attestato e l’agognata maglietta di FINISHER.
Eravamo partiti alle 21 di Venerdi’ e siamo arrivati alle 3 di Domenica : dopo 30 ore esatte si concludeva la nostra Avventura.
:ola:


Grazie a tutti
(ovvero ... ancora grazie a tutti quanti ):
Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno ideato e reso possibile questa bella Avventura lungo le piu’ belle salite delle Alpi Occidentali. o-o
Grazie Giangi o-o, per la tua disponibilita’ e gentilezza.
Grazie Ivano o-o, solo la tua mente da Invasato delle Alpi Occidentali poteva ideare e rendere possibile un percorso come questo, e sopratutto ti prego : ringrazia tuo padre e la nipote o-o che ci hanno offerto un buon caffe’ a Jausiers (gia’ hanno il loro bel da fare quotidiano visto che sono imparentati con un Invasato! :mrgreen:).
Grazie ai volontari della Croce Rossa a Sampeyre o-o.
Grazie all’Alpino o-oche ben sveglio ci aspettava nel cuore della notte a piazza Galimberti per ricompensarci della fatica fatta dandoci in premio la maglia di FINISHER.
Grazie a tutta l’organizzazione. o-o
Grazie a tutti gli amici incontrati o-o che mi hanno fatto sentire parte di un gruppo che vive la Vita con una gran bella Passione.

Per conto mio mi auguro di avere la gran fortuna di poter rivivere un’altra volta questa Avventura, magari con l’Izoard.
:ola:
 

fendi

Pedivella
22 Gennaio 2010
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Questa è la prima salita ignota, ricordo di averla percorsa in discesa molti molti anni fa durante una delle prime edizioni della Granfondo FaustoCoppi quando si faceva l'Agnello dal versante italiano, il Vars da Guillestre e la Maddalena (Larche) per rientrare a Cuneo dopo circa 230km. La salita inizia abbastanza decisa nei primi km, faccio fatica ma salgo in modo accettabile, prevedo almeno 2h di salita, soste escluse. La pendenza ogni tanto diminuisce, si attraversano piccoli villaggi, ad uno di questi faccio il pieno d'acqua, la temperatura è perfetta non fa caldo, l'afa dei giorni prima è un lontano ricordo....Un paio di rampe spaccagambe nell'attraversamento di un villaggio, ennesimo tratto di recupero, panorami grandiosi, la salita nella prima metà concede ampi tratti di recupero. Ad un bivio a sx seguo l'indicazione Italie, ancora un pezzo difficile poi ancora un pezzo dove rifiatare ed è così fino ai -6km dalla cima. Intanto ho superato abbondantemente quota 2000m, la cima è a 2748m, la strada è ancora lunga.....Scatto fotografie, cerco di pensare 1 km alla volta, la pendenza adesso è costante ed impegnativa credo intorno al 10%, la gioia per gli occhi è immensa, per le gambe, ormai provate da tanti km e tanta salita, un po' meno. -3km alla cima un paio di tornanti, ancora fotografie, ormai manca poco, -2km la fatica aumenta, -1km si vede la cima da sotto ormai è fatta, ultimo tornante a destra, 500m rettilinei ed eccomi in cima. Che salita, spettacolare soprattutto dal punto di vista del paesaggio, difficile ma non massacrante, anche se gli ultimi km sono davvero duri e ripidi. In cima non fa freddo, sono le 11,15, tutto come da previsioni, mangio un panino (ho perso il conto dall'inizio), scatto foto, e inizio a scendere verso Pontechianale lungo una strada stretta e sinuosa davvero ripida ma con panorami incredibili. Non ricordavo il versante italiano così spettacolare, credo che davvero possa essere una delle più belle salite e difficili delle Alpi. I 10km di discesa passano veloci, scendo sicuro non prendendo nessun rischio, anche perchè la guidabilità della bici, con il marsupio anteriore carico, non è proprio perfetta. La discesa prosegue un po' meno ripida e si attraversano numerosi paesini, ricordo Chianale e Casteldelfino prima dell'ultimo pezzo in falsopiano che mi porta a Sampeyre dove ci sarà il posto di controllo presso la scuola del paese, che raggiungo dopo un paio di duri strappetti, seguendo le frecce dell'organizzazione. Qui trovo altri ciclisti, e 3 addetti della Croce Rossa intenti a rifocillare i giganti della strada. Nel luogo c'è il 2° Bag drop consegnato alla partenza, c'è la possibilità di farsi una doccia, dei servizi, mangiare e volendo anche dormire sulle brande messe a disposizione, chiedere di meglio sarebbe davvero ingenenroso!! Decido di fare una pausa, ne approfitto per lavarmi, cambiarmi, mangiare un paio di panini e il riso preparato il giorno prima, abbozzo un pisolino ma non ho sonno, decido dopo quasi 1 ora di ripartire tanto di riposare non se ne parla. Sono quasi le 13,00 quando mi ributto sulla strada in direzione del colle Sampeyre che trovo ad un bivio a sx, la salita inizia subito impegnativa e fortunatamente è quasi tutta in ombra. Purtroppo dopo 2km di salita dura vado in crisi totale, sudo abbondantemente come non mai, nei pochi momenti che la strada esce allo scoperto mi sembra di morire per il caldo. Per la prima volta sono in seria difficoltà, nausea, mancanza totale di forza, sconforto totale per la costanza della pendenza, non si vede un metro dove rifiatare, la velocità bassissima oscilla tra i 6 e i 7km. Non ricordo esattamente quando ma credo dopo 5-6km decido di fermarmi, vedo un ruscello che scorre a fianco della strada, tolgo il casco e mi bagno abbondantemente con acqua fredda, bevo e mangio ancora, insomma cerco di fare tutto ciò che è possibile per superare il momento di crisi totale. Tra l'altro ho paura di un malessere, sulla salita non passa nessuno, mi prende un'attimo di panico, il pensiero dell'abbandono mi sfiora, decido di scacciarlo risalendo in sella cercando di limitare i danni pensando 1 km alla volta. Il 34x29 non è sufficiente per mantenere una cadenza accettabile, la velocità è sempre molto bassa, però almeno la nausea sembra passata e questo mi dà conforto. Le pendenze sempre costanti credo più dell'8% che sono quelle sulla carta, almeno io le percepisco più alte. Vengo sperato da un paio di concorrenti, non riesco proprio a reagire mi mancano le forze, i km passano con una lentezza esasperante, c'è di buono che essendo nuvoloso non sento più il caldo opprimente dei primi km anzi si sente il cielo borbottare segno che in zona è imminente il temporale. In qualche modo riesco ad arrivare in cima dopo quasi 2h1/2 che per percorre 16km si fa in fretta a calcolare la velocità di crociera, non riesco ad avere nessun ricordo bello di questa salita, la mia mente probabilmente ha deciso di cancellarla oppure più semplicemente il cervello offuscato dalla fatica non ha registrato nessuna immagine. L'unica cosa che ricordo è il drittone finale sul fianco della montagna, credo l'ultimo km di salita, per il resto buio totale. In cima mangio 2 panini, indosso il giacchino e i guanti invernali, non fa freddo ma nemmeno caldo, la discesa è subito veloce, stretta, sporca, insomma non è il massimo e il ricordo delle discese ampie e scorrevoli delle strade francesi sono un lontano ricordo. Bivio a sx per Stroppo, si prosegue su una strada ancora peggiore, con vari rattoppi e tanto ghiaino, ci vuole tanta tanta attenzione il minimo errore si paga caro e non è il caso di prendersi inutili rischi, per contro gli ultimi km della discesa sono belli veloci e molto scorrevoli e in breve sono giù, svolta a dx, pochi km di falsopiano ed eccomi al bivio per il Esischie/Fauniera. Il cartello dice colle Fauniera km 22 pendenza media 7%, mi dico se vado come sul Sampeyre ci impiego 3 ore il che essendo poco dopo le 16,00 vuol dire arrivare in cima che è ancora chiaro perfettamente in tempo per effettuare la discesa con la luce. Intanto inizia a piovere, prima poche gocce, poi giusto in prossimità del punto di controllo di Marmora, un bel temporale. Che fare? Fermarsi e aspettare che passi o proseguire? Mi dico che in salita la pioggia non dà fastidio, anzi aiuta a mantenere fresco il mio “motore” che soffre le alte temperature, e quindi decido di continuare a salire verso la cima. La salita è spesso nel bosco alterna tratti davvero ripidi a tratti più pedalabili ma comunque resta, a differenza del Sampeyre, più abbordabile. Qui trovo una buona risposta dal fisico, anche se sono costretto alla 2° pausa “tecnica” della giornata, ma tanto tra tortine di vacca (ma quante ce ne sono??) una in più non fà differenza. Riparto rinfrancato nel fisico (e ce credo), più leggero e sempre più convinto di arrivare alla fine, il momento difficile è ormai superato. La salita nonostante la pioggia e le nuvole basse è di rara bellezza, prati, rocce, boschi, strada stretta, in alcuni brevissimi punti ripida come la rampa del garage di casa e poi negli ultimi 5-6km quando esce allo scoperto mostra tutta la sua maestosità con un panorama da levare il fiato. Intanto ha smesso di piovere e la strada tende ad asciugarsi, da qui alla cima la salita rimane su pendenze costanti, impegnative ma mai estreme, e comunque il panorama ripaga da tanta bellezza e fatica. Sono in cima al colle D'Esischie a 2370m breve discesa di 20m e di nuovo salita per l'ultimo km e mezzo circa fino alla cima del colle Fauniera a quota 2480m, questo pezzo di salita è ancora impegnativo ma ormai la cima è davvero a portata di mano. Finalmente sono in vetta, ho impiegato 2h40' per conquistare lo scalpo di una salita fantastica, sicuramente la più sorprendente dell'intero percorso, avrò per sempre splendidi ricordi e immagini di questo colle. In cima mi vesto pesante, il tempo è brutto ma fortunatamente il versante della discesa verso Demonte è asciutto. La discesa si svolge su una stradina stretta e tecnica con strapiombi impressionanti, sbagliare traiettoria vuol dire farsi tanto ma tanto male, per fortuna conosco bene la strada e la sequenza delle curve più pericolose anche se dopo 5 km di discesa comincia a piovigginare e mammano che scendo trovo l'asfalto sempre più bagnato. Il versante del Fauiniera da Demonte è la mia salita preferita in quanto a spettacolarità, certo che la lotta con il Colle dell'Agnello visto oggi a scendere, è davvero ardua. Deciderò un giorno facendole tutte e tre insieme al Sampeyre (devo ritornarci qui, ho bisogno di scacciare gli incubi) quale sarà la regina delle Alpi. Intanto la lunga discesa prosegue su strada umida, fortunatamente non sale nessuna auto in senso contrario e quindi i rischi sono ancora minori, dipende solo da me, non voglio e non devo sbagliare. Cartello di Demonte, ore 19,20 obbiettivo discesa Fauniera completato, pochi km di falsopiano in discesa curva a dx e ultima fatica del giro. Quella che io chiamo la cattiveria, la salita che si poteva evitare, ma d'altronde se si deve riunire il percorso della Coppi 8000 a quello della Granfondo, allora la salita della Madonna del Colletto si deve fare. Il cartella di Festiona dice 7,7km al 7,3% il mio computerino dirà 7km all'8%, non è che cambi tanto è sempre una mazzata. La salita è regolarmente dura, in un paio di brevi tratti spiana ma si possono contare sulle dita di una mano., la velocità sempre tra i 7-8km/H e sinceramente visto com'ero sul Sampeyre mi sembra di volare. Ormai l'entusiasmo è a mille, le pur dure rampe non hanno nessun effetto sul mio morale e sulle mie gambe, certo sono stanco ma un po' d'energia è rimasta segno che mi sono amministrato bene e che non sono ancora la lumicino. La salita è poco panoramica, tutta all'interno del bosco, niente a che vedere con le meraviglie della natura viste oggi, e soprattuto è corta seppur decisamente impegnativa. Gli ultimi km sono l'apoteosi personale, la felicità e la consapevolezza di aver compiuto un'impresa, tra l'altro da solo da più di 200km. In cima la desolazione del luogo fa da contrasto con l'esaltazione personale, sono felice contento ud un tantino emozionato. Però c'è ancora una discesa da fare, discesa ripida, su asfalto umido e scivoloso, da percorrere con la massima attenzione. Rettilineo, tornante, rettilineo, tornante, così per 7km fino a Valdieri dove in un bar c'è l'ultimo controllo sul percorso. Da qui 18km in falsopiano fino a Cuneo con il vento in poppa e velocità spesso sopra i 40-45km/h, ormai è fatta, mi ritrovo da solo a ripercorrere in questi km tutto quello che ho passato in questo viaggio in bici, le salite,la notte, la crisi e ora mi trovo qui a mulinare con l'obbiettivo di raggiungere Cuneo. Borgo S.Dalmazzo, l'eterno rettilineo fino a Cuneo , la vista in lontanaza di Piazza Galimberti, mi concedo anche un giro di Piazza e termino la mia fatica alle 21,00 in punto. I complimenti da parte dello staff dell'organizzazione, della gente che c'è in piazza, ok grazie mille, sono felice ma.....la voglio, la desidero, datemi la mia maglietta di Finisher, eccola bellissima è nelle mie mani, come premio di una fatica grandissima ma di una soddisfazione ancora maggiore. Telefonata a casa per condividere la mia felicità, mi sarebbe piaciuto avere al mio fianco chi sopporta e “subisce” questa mia passione, la mia famiglia, le mie bimbe, purtroppo per la concomitanza di 2 impegni stavolta non è stato possibile, peccato.
Per 24h il mondo non è esistito, per 24h quello era il mio mondo, per 24h quella è stata l'unica ragione di vita.....Da oggi si riprende la vita di tutti i giorni, le vere cose importanti, gli affetti, la famiglia, anche la bici è importante finchè mi darà gioia e soddisfazione come quella appena vissuta.....

è vero, le cose importanti...........cmq bravo, come sempre!