Per quanto riguarda la cadenza da tenere in salita, che rientra nel discorso della tecnica di pedalata, personalmente ho elaborato questo mio personale concetto.
Constatato che in pianura, se voglio spingere forte e a lungo un rapporto per me impegnativo, oppure in presenza di forte vento contrario, ho bisogno di mantenere un 80-85 rpm, in quanto, scendendo al di sotto, sento la pedalata (e le gambe) farsi troppo legnosa, mi sono chiesto per quale motivo non dovessi applicare lo stesso discorso in salita.
Basta dotarsi di rapporti adeguati alla propria potenza ed alle pendenze che si intendono affrontare..
Una volta i ciclisti erano giocoforza obbligati ad usare cadenze più basse in salita, a causa della minore disponibilità di rapporti, ma visto che oggi si può tranquillamente portare a spasso rapporti molto lunghi e molto corti, senza rinunciare a nulla, perché non approfittarne?
Tutti (credo) riteniamo giusto garantirsi almeno 75-80 rpm in pianura, quando si vuole spingere un rapporto impegnativo; perché invece in salita si dovrebbero ritenere adeguate 65-70 rpm (per non parlare di chi sale a 55-60)?
Non è solo un retaggio del passato duro a morire?
D'altronde, è ciò che mi pare sia avvenuto in questi anni, a livello professionistico, dove ormai le cadenze in salita e pianura sono pressoché identiche.
E' solo a livello cicloamatoriale che questa cosa trova ancora tanta resistenza. Secondo me, per quella sorta di stupido machismo, per cui molti si vergognano a montare sulla loro bici rapporti molto corti, che possano garantire, nella stragrande maggioranza dei casi, cadenze più veloci.