Tecnica e dinamica di pedalata

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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utile ma non raggiungi comunque una posizione "semi" midfoot. Dipende anche dal marchio di scarpe, alcune hanno i 3 fori molto avanzati rispetto alla suola, altre meno.
 

mik19

Pedivella
17 Gennaio 2011
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mac
Mai provato olltre all arretramento delle tacchette un estrema posizione laterale? cioè spostare il più possibile la scarpa verso l esterno del pedale?

Provate e le sensazioni in salita saranno migliori.

si attivano molto più i muscoli anteriori della coscia, che è una balla pazzesca che questo avviene quando è bassa la sella o avanzata...
L unica cosa che avviene in questo caso è l eccessiva dorsiflessione del piede
 
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mik19

Pedivella
17 Gennaio 2011
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Mai provato olltre all arretramento delle tacchette un estrema posizione laterale? cioè spostare il più possibile la scarpa verso l esterno del pedale?

Provate e le sensazioni in salita saranno migliori.

si attivano molto più i muscoli anteriori della coscia, che è una balla pazzesca che questo avviene quando è bassa la sella o avanzata...
L unica cosa che avviene in questo caso è l eccessiva dorsiflessione del piede


Scusami non posso dire che dopo 3 visite biomeccaniche da luminari del mestiere (così si fanno credere) non cito nonmi ma escludo sicuramente lo scrivente sotto di me, ho sempre lo stesso problema, e quando disperato ho provato ad alzare di 1 cm la sella i miei problemi sono spariti?

Cosa c'è di male a dir ciò?
Ed analizzare il fatto che queste illustre persone non hanno alcun titolo per chiamarsi biomeccanici (alcuni sono solo iper appassionati, altri preparatori sportivi, alcuni sono ex atleti e per campare facendo gare amatoriali ad alto livello senza lavorare fanno ciò) esempio di uno pazzesco che per fortuna non c'è sul forum.Non hanno alcun titolo, anche se per legge da domani potrei aprire pure io un centro biomeccanico, non serve alcuna qualifica richiesta, oppure affiliarmi avendo del capitale da investire ad un centro più famoso.
L unica cosa che posso escludere è il centro Mapei, moolto caro ma dicon che lavora molto bene (non dicon utennti del dorum) ma colleghi dilettanti cui si son rivolti con seri problemi e che col dovuto tempo si sono trovati molto bene.
E' che l amatore medio si lascia sedurre facilmente.
come già scritto non sto parlando assolutamente di roberto, la mia è una visione totale.
 

matty

Apprendista Cronoman
10 Giugno 2008
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bike
Non hanno alcun titolo, anche se per legge da domani potrei aprire pure io un centro biomeccanico, non serve alcuna qualifica richiesta, oppure affiliarmi avendo del capitale da investire ad un centro più famoso.
L unica cosa che posso escludere è il centro Mapei, moolto caro ma dicon che lavora molto bene (non dicon utennti del dorum) ma colleghi dilettanti cui si son rivolti con seri problemi e che col dovuto tempo si sono trovati molto bene.
E' che l amatore medio si lascia sedurre facilmente.
come già scritto non sto parlando assolutamente di roberto, la mia è una visione totale.
Siamo OT ma ti rispondo o-o Sono della tua stessa idea, il 90% dei "biomeccanici" non ha nessuna certificazione e/o abilitazione per far ciò che pratica ma appunto ha solo aperto un negozio-centro dove "tira a campare". Credo che qui la scelta sta al singolo, io mi informerei bene nel farmi metter in sella da uno senza NESSUN TIPO DI TITOLO perlomeno inerente al contesto fisiologico-sportivo.
Esempio da un professionista come Roberto, seppur non qualificato specificatamente da biomeccanico, io proverei a farmi anche fare la posizione inquanto persona laureata in materia inerente e con una precisa conoscenza di principi di fisiologia specificatamente applicata al ciclismo.
La maggior parte dei "biomeccanici" come dici te non so altro che appassionati che senza alcuno studio provano a metterti in sella.
Fine OT
 

matty

Apprendista Cronoman
10 Giugno 2008
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bike
HO una domanda per Roberto, che significa se a parità di Watt espressi in pianura si fanno RPM inferiori rispetto alla salita?
Ovvero se devo tenere 300W, in pianura viene naturale a 80-85rpm mentre in salita si tende ad andar più agile?
(domanda puramente teorica, i numeri son a caso)
 

giovagiov

Velocista
9 Aprile 2008
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Olympia
Scusami non posso dire che dopo 3 visite biomeccaniche da luminari del mestiere (così si fanno credere) non cito nonmi ma escludo sicuramente lo scrivente sotto di me, ho sempre lo stesso problema, e quando disperato ho provato ad alzare di 1 cm la sella i miei problemi sono spariti?

Cosa c'è di male a dir ciò?

Sei stato sanzionato non per il contenuto ma per la forma espressiva dello stesso, tra l'altro come da me indicato nella motivazione della sanzione e dell'edit del tuo post. Fine OT (se ti occorrono altri chiarimenti sei pregato di scrivermi in mp come da regolamento).

Scusami non posso dire che dopo 3 visite biomeccaniche da luminari del mestiere (così si fanno credere) non cito nonmi ma escludo sicuramente lo scrivente sotto di me, ho sempre lo stesso problema, e quando disperato ho provato ad alzare di 1 cm la sella i miei problemi sono spariti?

Cosa c'è di male a dir ciò?
Ed analizzare il fatto che queste illustre persone non hanno alcun titolo per chiamarsi biomeccanici (alcuni sono solo iper appassionati, altri preparatori sportivi, alcuni sono ex atleti e per campare facendo gare amatoriali ad alto livello senza lavorare fanno ciò) esempio di uno pazzesco che per fortuna non c'è sul forum.Non hanno alcun titolo, anche se per legge da domani potrei aprire pure io un centro biomeccanico, non serve alcuna qualifica richiesta, oppure affiliarmi avendo del capitale da investire ad un centro più famoso.
L unica cosa che posso escludere è il centro Mapei, moolto caro ma dicon che lavora molto bene (non dicon utennti del dorum) ma colleghi dilettanti cui si son rivolti con seri problemi e che col dovuto tempo si sono trovati molto bene.
E' che l amatore medio si lascia sedurre facilmente.
come già scritto non sto parlando assolutamente di roberto, la mia è una visione totale.

Siamo comunque OT. Qui si parla di tecnica di pedalata. Se ti interessa discutere della competenza dei biomeccanici apri un topic apposito, per favore.
 

marcuzzo

Apprendista Velocista
4 Maggio 2007
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HO una domanda per Roberto, che significa se a parità di Watt espressi in pianura si fanno RPM inferiori rispetto alla salita?
Ovvero se devo tenere 300W, in pianura viene naturale a 80-85rpm mentre in salita si tende ad andar più agile?
(domanda puramente teorica, i numeri son a caso)
ma conosci qualcuno?io credevo che tutta l'umanità andasse piu agile in pianura
 

looping

Scalatore
7 Settembre 2007
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in costruzione ...
ma conosci qualcuno?io credevo che tutta l'umanità andasse piu agile in pianura

e' si ma e' il solito discorso che oramai impera..se in salita riesci a stare su o sopra le 85/90 ed a tirare fuori i tuoi watt massimali probabilmente sei un atleta molto forte. Quindi il concetto agile in pianura e piu' duro in salita rimane probabilmente il caso piu' frequente o-o
 

mik19

Pedivella
17 Gennaio 2011
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mac
Sei stato sanzionato non per il contenuto ma per la forma espressiva dello stesso, tra l'altro come da me indicato nella motivazione della sanzione e dell'edit del tuo post. Fine OT (se ti occorrono altri chiarimenti sei pregato di scrivermi in mp come da regolamento).



Siamo comunque OT. Qui si parla di tecnica di pedalata. Se ti interessa discutere della competenza dei biomeccanici apri un topic apposito, per favore.


Hai ragione sono OT ma pensavo che cmq era inerente come tecnica di pedalata scorretta.
Il concetto che pensavo di esprimere è che se una sella è più bassa non è vero che lavoran maggiormente i muscoli anteriori della coscia, c'è solo una iper dorsiflessione del piede che porta la gamba a stendersi di più del dovuto e a far si che il reparto posteriore della gamba bicipite femorale e tendine d achille a volte anche il polpaccio si estandano maggiormente creando dolore.
tutta l energia prodotta dai muscoli va a dissiparsi nell articolazione della caviglia e solo una % si scarica sul pedale.
mentre una sella anche 0.5cm più alta, difficilmente darà problemi alla muscolatura posteriore, lo darà solo se la sella non è anteroposteriormente regolata in maniera corretta, cioè troppo indietro, in questo caso ne può soffrire un pò il bicipite femorale, ma solo in fase di spinta.. non sicuramente però a livelli di sella bassa.

Che dite riguardo a ciò.

ringrazio il moderatore per avermi fatto notare OTo-o
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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HO una domanda per Roberto, che significa se a parità di Watt espressi in pianura si fanno RPM inferiori rispetto alla salita?
Ovvero se devo tenere 300W, in pianura viene naturale a 80-85rpm mentre in salita si tende ad andar più agile?
(domanda puramente teorica, i numeri son a caso)

Fatto insolito ma non fuori dalla norma, a 300W probabilmente il carico è relativamente limitato e tendi in pianura a non applicare a pieno una cadenza superiore, come in teoria dovrebbe accadere (a maggiori potenze un atleta più preparato risponde anche con un incremento di cadenza). Prova con un aumento di potenza e valuta come è l'andamento di rpm.
Altro aspetto, probabilmente hai un pò ridotto il carico specifico in pianura?
In genere in un atleta quando noto un aumento di CP trovo sempre un corrispondente aumento di cadenza a quella CP o un aumento di range "utile" di cadenza, cioè l'atleta riesce ad esprimere uno stesso lavoro (potenza x tempo) a cadenze anche diverse.

Il concetto che pensavo di esprimere è che se una sella è più bassa non è vero che lavoran maggiormente i muscoli anteriori della coscia, c'è solo una iper dorsiflessione del piede che porta la gamba a stendersi di più del dovuto e a far si che il reparto posteriore della gamba bicipite femorale e tendine d achille a volte anche il polpaccio si estandano maggiormente creando dolore.
tutta l energia prodotta dai muscoli va a dissiparsi nell articolazione della caviglia e solo una % si scarica sul pedale.
mentre una sella anche 0.5cm più alta, difficilmente darà problemi alla muscolatura posteriore, lo darà solo se la sella non è anteroposteriormente regolata in maniera corretta, cioè troppo indietro, in questo caso ne può soffrire un pò il bicipite femorale, ma solo in fase di spinta.. non sicuramente però a livelli di sella bassa.

In parte corretto ed in parte no, perchè ovviamente se l'errore è così marcato è lecito chiedersi sull'attendibilità del cambiamento imposto.

Un aspetto da non sottovalutare però è che un dolore non è sempre e solo localizzato nel distretto direttamente coinvolto: NON sempre c'è una consequenzialità diretta tra cambiamento tecnico e distretto muscolare/tendineo coinvolto.
A volte non c'è neppure consequenzialità diretta poichè il problema viene acuito del gesto "ciclismo" ma è latente e presente anche nelle altre attività quotidiane.
Assai più spesso un'algia è il risultato INDIRETTO di un cambiamento e conseguente adattamento in risposta ad un posizionamento e postura scorretta (non solo sulla bicicletta).
Un esempio: una cronicizzazione di sindrome ITB (ileotibiale) può essere generata da uno psoas retratto. In questo caso intervenire sul mezzo senza una soluzione a monte del problema sarebbe solo un palliativo.
 

matty

Apprendista Cronoman
10 Giugno 2008
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Fatto insolito ma non fuori dalla norma, a 300W probabilmente il carico è relativamente limitato e tendi in pianura a non applicare a pieno una cadenza superiore, come in teoria dovrebbe accadere (a maggiori potenze un atleta più preparato risponde anche con un incremento di cadenza). Prova con un aumento di potenza e valuta come è l'andamento di rpm.
Altro aspetto, probabilmente hai un pò ridotto il carico specifico in pianura?
In genere in un atleta quando noto un aumento di CP trovo sempre un corrispondente aumento di cadenza a quella CP o un aumento di range "utile" di cadenza, cioè l'atleta riesce ad esprimere uno stesso lavoro (potenza x tempo) a cadenze anche diverse.
.
Grazie Roberto...la mia più che altro era una curiosità perchè tendo naturalmente ad avere maggior rpm in salita che in pianura a parita di potenza. Poi ovvisamente quando devo far lavori con richiesta specifica di cadenza, in pianura riesco a raggiungere RPM maggiori a parità di potenza.
 

gerardo61

Apprendista Passista
3 Novembre 2008
1.110
171
San Mauro Torinese
www.inter.it
Bici
ce l'ho
Visto che si parla di tecnica di pedalata e di posizionamento tacchette avrei una domanda per gli esperti:

il mio piede sinistro ha un arco plantare più accentuato e conseguentemente il metatarso è più arretrato di 4 mm rispetto al metatarso destro.
In questo caso è corretto arretrare la tacchetta sinistra di 4 mm in più per allineare il metatarso all'asse del pedale?
Metatarso dx 184, metatarso sx 180 - misure dal tallone

Grazie 1000
 

mik19

Pedivella
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In parte corretto ed in parte no, perchè ovviamente se l'errore è così marcato è lecito chiedersi sull'attendibilità del cambiamento imposto.

Un aspetto da non sottovalutare però è che un dolore non è sempre e solo localizzato nel distretto direttamente coinvolto: NON sempre c'è una consequenzialità diretta tra cambiamento tecnico e distretto muscolare/tendineo coinvolto.
A volte non c'è neppure consequenzialità diretta poichè il problema viene acuito del gesto "ciclismo" ma è latente e presente anche nelle altre attività quotidiane.
Assai più spesso un'algia è il risultato INDIRETTO di un cambiamento e conseguente adattamento in risposta ad un posizionamento e postura scorretta (non solo sulla bicicletta).
Un esempio: una cronicizzazione di sindrome ITB (ileotibiale) può essere generata da uno psoas retratto. In questo caso intervenire sul mezzo senza una soluzione a monte del problema sarebbe solo un palliativo.


Come puoi spiegare te che te ne intendi questa cosa?

Ora sembra che lavoran meglio i gruppi anteriori della coscia e il dolore un pochino c'è ancora giù dalla bici ma in sella non lo avverto... minchia prima dovevo quasi fermarmi.
 

eocman

Apprendista Velocista
22 Novembre 2009
1.797
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Trek Madone 7.s 2^series H2 - Red 22 - Enve - Garmin Vector
Visto che si parla di tecnica di pedalata e di posizionamento tacchette avrei una domanda per gli esperti:

il mio piede sinistro ha un arco plantare più accentuato e conseguentemente il metatarso è più arretrato di 4 mm rispetto al metatarso destro.
In questo caso è corretto arretrare la tacchetta sinistra di 4 mm in più per allineare il metatarso all'asse del pedale?
Metatarso dx 184, metatarso sx 180 - misure dal tallone

Grazie 1000
Ciao Gerry, anche a me per un certo periodo è venuta la fissa delle asimmetrie e ho fatto visite ortopediche, misurazione arti, lastre, byte (500€ buttati) dopodiché ho capito - o almeno penso di aver capito - che tutti siamo fatti così e cioè con molte asimmetrie lievi e 4mm rientra ampiamente nella norma. Sono piccoli difetti che vengono autocompensati.
Per intervenire con dei correttivi devono essere asimmetrie importanti, se non ricordo male oltre i 10mm.
Ovviamente prendila came mia esperienza e non come parere.
Ciao.

OT Giovedì Vinadio Vinadio con, nel mezzo, Maddalena, Bonette e Lombarda (161km +4.200m) non puoi non esserci.
Se qualcuno vuole unirsi scrivetemi in MP.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
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il mio piede sinistro ha un arco plantare più accentuato e conseguentemente il metatarso è più arretrato di 4 mm rispetto al metatarso destro.
In questo caso è corretto arretrare la tacchetta sinistra di 4 mm in più per allineare il metatarso all'asse del pedale?
Metatarso dx 184, metatarso sx 180 - misure dal tallone

- dipende da che supporto plantare hai (cioè se l'arco cede oppure no) mentre pedali. Nel caso di cedimento è utile apportare sostegno
- la tendenza più corretta è che la tacchetta vada posizionata in relazione a riferimenti articolari (metatarsi, meglio calcolando sia 1° che 5°) e non rispettando una simmetria con riferimento scarpa= i piedi devono essere in relazione uguale rispetto ai pedali quindi se c'è questo divario di 4 mm va rispettato. Questo comporta una relazione piede/pedale corretta ma può portare ad una maggior estensione dell'arto in cui la tacchetta viene più arretrata rispetto alla scarpa e quindi possono essere necessari anche pochi mm di compenso.

Ha ragione eocman: nessuno è perfettamente simmetrico e mai lo sarà, però la bicicletta, con la sua simmetria, è un mezzo che ci "obbliga" con diversi gradi di risposta soggettiva ad atteggiamenti che possono esacerbare e/o causare disfunzionalità.
Ricercare una funzionalità generale (stretching, mobilità, flessibilità) e la riduzione di queste differenze (retrazioni muscolari in primis) è fondamentale per esprimere il proprio potenziale e/o non incorrere in traumi.
 

eocman

Apprendista Velocista
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...e quindi possono essere necessari anche pochi mm di compenso...
Ricercare una funzionalità generale (stretching, mobilità, flessibilità) e la riduzione di queste differenze (retrazioni muscolari in primis) è fondamentale per esprimere il proprio potenziale e/o non incorrere in traumi.

Non ricordo da chi ma mi è stato detto che l'eventuale correzione deve essere la metà dello scompenso - è corretto Roberto?
E poi, verissimo il discorso dello stretching cui dedichiamo sempre poco o niente tempo mentre dovrebbe diventare un automatismo di fine esercizio.
Inoltre trovo utilissimo un "tagliando" un paio di volte l'anno da un bravo osteopata,
 

Roberto Massa

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Non ricordo da chi ma mi è stato detto che l'eventuale correzione deve essere la metà dello scompenso ?
In linea teorica sì, però poi la valutazione dinamica va sempre espletata

E poi, verissimo il discorso dello stretching cui dedichiamo sempre poco o niente tempo mentre dovrebbe diventare un automatismo di fine esercizio.
Inoltre trovo utilissimo un "tagliando" un paio di volte l'anno da un bravo osteopata
Condivido in pieno
 

gerardo61

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Ciao Gerry, anche a me per un certo periodo è venuta la fissa delle asimmetrie e ho fatto visite ortopediche, misurazione arti, lastre, byte (500€ buttati) dopodiché ho capito - o almeno penso di aver capito - che tutti siamo fatti così e cioè con molte asimmetrie lievi e 4mm rientra ampiamente nella norma. Sono piccoli difetti che vengono autocompensati.
Per intervenire con dei correttivi devono essere asimmetrie importanti, se non ricordo male oltre i 10mm.
Ovviamente prendila came mia esperienza e non come parere.
Ciao.

OT Giovedì Vinadio Vinadio con, nel mezzo, Maddalena, Bonette e Lombarda (161km +4.200m) non puoi non esserci.
Se qualcuno vuole unirsi scrivetemi in MP.

- dipende da che supporto plantare hai (cioè se l'arco cede oppure no) mentre pedali. Nel caso di cedimento è utile apportare sostegno
- la tendenza più corretta è che la tacchetta vada posizionata in relazione a riferimenti articolari (metatarsi, meglio calcolando sia 1° che 5°) e non rispettando una simmetria con riferimento scarpa= i piedi devono essere in relazione uguale rispetto ai pedali quindi se c'è questo divario di 4 mm va rispettato. Questo comporta una relazione piede/pedale corretta ma può portare ad una maggior estensione dell'arto in cui la tacchetta viene più arretrata rispetto alla scarpa e quindi possono essere necessari anche pochi mm di compenso.

Ha ragione eocman: nessuno è perfettamente simmetrico e mai lo sarà, però la bicicletta, con la sua simmetria, è un mezzo che ci "obbliga" con diversi gradi di risposta soggettiva ad atteggiamenti che possono esacerbare e/o causare disfunzionalità.
Ricercare una funzionalità generale (stretching, mobilità, flessibilità) e la riduzione di queste differenze (retrazioni muscolari in primis) è fondamentale per esprimere il proprio potenziale e/o non incorrere in traumi.

Non ricordo da chi ma mi è stato detto che l'eventuale correzione deve essere la metà dello scompenso - è corretto Roberto?
E poi, verissimo il discorso dello stretching cui dedichiamo sempre poco o niente tempo mentre dovrebbe diventare un automatismo di fine esercizio.
Inoltre trovo utilissimo un "tagliando" un paio di volte l'anno da un bravo osteopata,

Non ricordo da chi ma mi è stato detto che l'eventuale correzione deve essere la metà dello scompenso ?
In linea teorica sì, però poi la valutazione dinamica va sempre espletata

E poi, verissimo il discorso dello stretching cui dedichiamo sempre poco o niente tempo mentre dovrebbe diventare un automatismo di fine esercizio.
Inoltre trovo utilissimo un "tagliando" un paio di volte l'anno da un bravo osteopata
Condivido in pieno

Grazie 1000 dei preziosi consigli.
Purtroppo è vero che si dedica poco tempo allo stretching e alla mia tenera età dovrei dedicarci più tempo.

Buone pedalate

gerry
 

looping

Scalatore
7 Settembre 2007
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in costruzione ...
Grazie 1000 dei preziosi consigli.
Purtroppo è vero che si dedica poco tempo allo stretching e alla mia tenera età dovrei dedicarci più tempo.

Buone pedalate

gerry


concordo perfettamente ma a volte e' proprio dura.... uscita da lavoro ore 18,30 / 19.00 ... montare i rulli, cambiarsi, fai una sessione da 1.30 e sono le 20,30/21 , smonta i rulli risistema un po' , doccia , cena e siamo alle...? se mi sparo una mezzoretta di stretching faccio direttamente colazione....:mrgreen::wacko: