informazione per chi usa SPEEDPLAY come ricambio forniscono una piastrina, adattatore per scarpe a 3 fori che permette di arretrare notevolmente la posizione delle tacchette
Mai provato olltre all arretramento delle tacchette un estrema posizione laterale? cioè spostare il più possibile la scarpa verso l esterno del pedale?
Provate e le sensazioni in salita saranno migliori.
si attivano molto più i muscoli anteriori della coscia, che è una balla pazzesca che questo avviene quando è bassa la sella o avanzata...
L unica cosa che avviene in questo caso è l eccessiva dorsiflessione del piede
Siamo OT ma ti rispondoNon hanno alcun titolo, anche se per legge da domani potrei aprire pure io un centro biomeccanico, non serve alcuna qualifica richiesta, oppure affiliarmi avendo del capitale da investire ad un centro più famoso.
L unica cosa che posso escludere è il centro Mapei, moolto caro ma dicon che lavora molto bene (non dicon utennti del dorum) ma colleghi dilettanti cui si son rivolti con seri problemi e che col dovuto tempo si sono trovati molto bene.
E' che l amatore medio si lascia sedurre facilmente.
come già scritto non sto parlando assolutamente di roberto, la mia è una visione totale.
Sono della tua stessa idea, il 90% dei "biomeccanici" non ha nessuna certificazione e/o abilitazione per far ciò che pratica ma appunto ha solo aperto un negozio-centro dove "tira a campare". Credo che qui la scelta sta al singolo, io mi informerei bene nel farmi metter in sella da uno senza NESSUN TIPO DI TITOLO perlomeno inerente al contesto fisiologico-sportivo.Scusami non posso dire che dopo 3 visite biomeccaniche da luminari del mestiere (così si fanno credere) non cito nonmi ma escludo sicuramente lo scrivente sotto di me, ho sempre lo stesso problema, e quando disperato ho provato ad alzare di 1 cm la sella i miei problemi sono spariti?
Cosa c'è di male a dir ciò?
Scusami non posso dire che dopo 3 visite biomeccaniche da luminari del mestiere (così si fanno credere) non cito nonmi ma escludo sicuramente lo scrivente sotto di me, ho sempre lo stesso problema, e quando disperato ho provato ad alzare di 1 cm la sella i miei problemi sono spariti?
Cosa c'è di male a dir ciò?
Ed analizzare il fatto che queste illustre persone non hanno alcun titolo per chiamarsi biomeccanici (alcuni sono solo iper appassionati, altri preparatori sportivi, alcuni sono ex atleti e per campare facendo gare amatoriali ad alto livello senza lavorare fanno ciò) esempio di uno pazzesco che per fortuna non c'è sul forum.Non hanno alcun titolo, anche se per legge da domani potrei aprire pure io un centro biomeccanico, non serve alcuna qualifica richiesta, oppure affiliarmi avendo del capitale da investire ad un centro più famoso.
L unica cosa che posso escludere è il centro Mapei, moolto caro ma dicon che lavora molto bene (non dicon utennti del dorum) ma colleghi dilettanti cui si son rivolti con seri problemi e che col dovuto tempo si sono trovati molto bene.
E' che l amatore medio si lascia sedurre facilmente.
come già scritto non sto parlando assolutamente di roberto, la mia è una visione totale.
ma conosci qualcuno?io credevo che tutta l'umanità andasse piu agile in pianuraHO una domanda per Roberto, che significa se a parità di Watt espressi in pianura si fanno RPM inferiori rispetto alla salita?
Ovvero se devo tenere 300W, in pianura viene naturale a 80-85rpm mentre in salita si tende ad andar più agile?
(domanda puramente teorica, i numeri son a caso)
ma conosci qualcuno?io credevo che tutta l'umanità andasse piu agile in pianura

Sei stato sanzionato non per il contenuto ma per la forma espressiva dello stesso, tra l'altro come da me indicato nella motivazione della sanzione e dell'edit del tuo post. Fine OT (se ti occorrono altri chiarimenti sei pregato di scrivermi in mp come da regolamento).
Siamo comunque OT. Qui si parla di tecnica di pedalata. Se ti interessa discutere della competenza dei biomeccanici apri un topic apposito, per favore.

HO una domanda per Roberto, che significa se a parità di Watt espressi in pianura si fanno RPM inferiori rispetto alla salita?
Ovvero se devo tenere 300W, in pianura viene naturale a 80-85rpm mentre in salita si tende ad andar più agile?
(domanda puramente teorica, i numeri son a caso)
Il concetto che pensavo di esprimere è che se una sella è più bassa non è vero che lavoran maggiormente i muscoli anteriori della coscia, c'è solo una iper dorsiflessione del piede che porta la gamba a stendersi di più del dovuto e a far si che il reparto posteriore della gamba bicipite femorale e tendine d achille a volte anche il polpaccio si estandano maggiormente creando dolore.
tutta l energia prodotta dai muscoli va a dissiparsi nell articolazione della caviglia e solo una % si scarica sul pedale.
mentre una sella anche 0.5cm più alta, difficilmente darà problemi alla muscolatura posteriore, lo darà solo se la sella non è anteroposteriormente regolata in maniera corretta, cioè troppo indietro, in questo caso ne può soffrire un pò il bicipite femorale, ma solo in fase di spinta.. non sicuramente però a livelli di sella bassa.
Grazie Roberto...la mia più che altro era una curiosità perchè tendo naturalmente ad avere maggior rpm in salita che in pianura a parita di potenza. Poi ovvisamente quando devo far lavori con richiesta specifica di cadenza, in pianura riesco a raggiungere RPM maggiori a parità di potenza.Fatto insolito ma non fuori dalla norma, a 300W probabilmente il carico è relativamente limitato e tendi in pianura a non applicare a pieno una cadenza superiore, come in teoria dovrebbe accadere (a maggiori potenze un atleta più preparato risponde anche con un incremento di cadenza). Prova con un aumento di potenza e valuta come è l'andamento di rpm.
Altro aspetto, probabilmente hai un pò ridotto il carico specifico in pianura?
In genere in un atleta quando noto un aumento di CP trovo sempre un corrispondente aumento di cadenza a quella CP o un aumento di range "utile" di cadenza, cioè l'atleta riesce ad esprimere uno stesso lavoro (potenza x tempo) a cadenze anche diverse.
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In parte corretto ed in parte no, perchè ovviamente se l'errore è così marcato è lecito chiedersi sull'attendibilità del cambiamento imposto.
Un aspetto da non sottovalutare però è che un dolore non è sempre e solo localizzato nel distretto direttamente coinvolto: NON sempre c'è una consequenzialità diretta tra cambiamento tecnico e distretto muscolare/tendineo coinvolto.
A volte non c'è neppure consequenzialità diretta poichè il problema viene acuito del gesto "ciclismo" ma è latente e presente anche nelle altre attività quotidiane.
Assai più spesso un'algia è il risultato INDIRETTO di un cambiamento e conseguente adattamento in risposta ad un posizionamento e postura scorretta (non solo sulla bicicletta).
Un esempio: una cronicizzazione di sindrome ITB (ileotibiale) può essere generata da uno psoas retratto. In questo caso intervenire sul mezzo senza una soluzione a monte del problema sarebbe solo un palliativo.
Ciao Gerry, anche a me per un certo periodo è venuta la fissa delle asimmetrie e ho fatto visite ortopediche, misurazione arti, lastre, byte (500 buttati) dopodiché ho capito - o almeno penso di aver capito - che tutti siamo fatti così e cioè con molte asimmetrie lievi e 4mm rientra ampiamente nella norma. Sono piccoli difetti che vengono autocompensati.Visto che si parla di tecnica di pedalata e di posizionamento tacchette avrei una domanda per gli esperti:
il mio piede sinistro ha un arco plantare più accentuato e conseguentemente il metatarso è più arretrato di 4 mm rispetto al metatarso destro.
In questo caso è corretto arretrare la tacchetta sinistra di 4 mm in più per allineare il metatarso all'asse del pedale?
Metatarso dx 184, metatarso sx 180 - misure dal tallone
Grazie 1000
il mio piede sinistro ha un arco plantare più accentuato e conseguentemente il metatarso è più arretrato di 4 mm rispetto al metatarso destro.
In questo caso è corretto arretrare la tacchetta sinistra di 4 mm in più per allineare il metatarso all'asse del pedale?
Metatarso dx 184, metatarso sx 180 - misure dal tallone
...e quindi possono essere necessari anche pochi mm di compenso...
Ricercare una funzionalità generale (stretching, mobilità, flessibilità) e la riduzione di queste differenze (retrazioni muscolari in primis) è fondamentale per esprimere il proprio potenziale e/o non incorrere in traumi.
Ciao Gerry, anche a me per un certo periodo è venuta la fissa delle asimmetrie e ho fatto visite ortopediche, misurazione arti, lastre, byte (500 buttati) dopodiché ho capito - o almeno penso di aver capito - che tutti siamo fatti così e cioè con molte asimmetrie lievi e 4mm rientra ampiamente nella norma. Sono piccoli difetti che vengono autocompensati.
Per intervenire con dei correttivi devono essere asimmetrie importanti, se non ricordo male oltre i 10mm.
Ovviamente prendila came mia esperienza e non come parere.
Ciao.
OT Giovedì Vinadio Vinadio con, nel mezzo, Maddalena, Bonette e Lombarda (161km +4.200m) non puoi non esserci.
Se qualcuno vuole unirsi scrivetemi in MP.
- dipende da che supporto plantare hai (cioè se l'arco cede oppure no) mentre pedali. Nel caso di cedimento è utile apportare sostegno
- la tendenza più corretta è che la tacchetta vada posizionata in relazione a riferimenti articolari (metatarsi, meglio calcolando sia 1° che 5°) e non rispettando una simmetria con riferimento scarpa= i piedi devono essere in relazione uguale rispetto ai pedali quindi se c'è questo divario di 4 mm va rispettato. Questo comporta una relazione piede/pedale corretta ma può portare ad una maggior estensione dell'arto in cui la tacchetta viene più arretrata rispetto alla scarpa e quindi possono essere necessari anche pochi mm di compenso.
Ha ragione eocman: nessuno è perfettamente simmetrico e mai lo sarà, però la bicicletta, con la sua simmetria, è un mezzo che ci "obbliga" con diversi gradi di risposta soggettiva ad atteggiamenti che possono esacerbare e/o causare disfunzionalità.
Ricercare una funzionalità generale (stretching, mobilità, flessibilità) e la riduzione di queste differenze (retrazioni muscolari in primis) è fondamentale per esprimere il proprio potenziale e/o non incorrere in traumi.
Non ricordo da chi ma mi è stato detto che l'eventuale correzione deve essere la metà dello scompenso - è corretto Roberto?
E poi, verissimo il discorso dello stretching cui dedichiamo sempre poco o niente tempo mentre dovrebbe diventare un automatismo di fine esercizio.
Inoltre trovo utilissimo un "tagliando" un paio di volte l'anno da un bravo osteopata,
Non ricordo da chi ma mi è stato detto che l'eventuale correzione deve essere la metà dello scompenso ?
In linea teorica sì, però poi la valutazione dinamica va sempre espletata
E poi, verissimo il discorso dello stretching cui dedichiamo sempre poco o niente tempo mentre dovrebbe diventare un automatismo di fine esercizio.
Inoltre trovo utilissimo un "tagliando" un paio di volte l'anno da un bravo osteopata
Condivido in pieno
Grazie 1000 dei preziosi consigli.
Purtroppo è vero che si dedica poco tempo allo stretching e alla mia tenera età dovrei dedicarci più tempo.
Buone pedalate
gerry
