Training and Racing with a Power Meter - allenamento con paradigma FTP

golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
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mia
ogni anno ho uno stimolo diverso, un obiettivo diverso, ogni giorno una nuova idea su come modificare le bici... resta immutata la passione per questo sport.
Ecco appunto.. per molti è lo stimolo che ne nasce a far si che la passione continui, migliorarsi o ad una certa anche solo "stabilizzarsi" a determinati livelli li induce a perseverare ed alimentare la passione.
 
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Ma se invece di fare un 4x4 spaccato al secondo e preciso al watt, ti fai un giro in cui inserisci 4 salite corte fatte forte, che siano 4:00 minuti esatti oppure 5:00 oppure 3:25 oppure 6:10, cambia veramente qualcosa?
Penso di avere un approccio piuttosto meticoloso quando si parla di cose misurabili (in caso contrario fatemi sapere che mi impegno di più :mrgreen:), ma mi sento di osservare quanto segue.
Nel rigore dell'analisi a cui aspiro deve rientrare necessariamente la consapevolezza di non poter prevedere lo stimolo perfetto: perché i riferimenti di ieri sono, oggi, un po' diversi (e non so esattamente quanto), perché ci sono aspetti non perfettamente misurabili, perché si possono ottenere cose molto simili in modo diverso, perché ci sono risposte non lineari, perché le misure sono soggette a errori. Conseguentemente la risposta a uno stesso schema ("spaccato al secondo e preciso al watt") dell'esercizio intenso a cui stai facendo riferimento coinvolgerà in modo e misura (un po') diversi i molti meccanismi di compensazione che attivi per completare il compito, modificando (un po') il pattern della risposta e il conseguente stimolo. Quindi potrei non sapere mai, a priori, quale delle due opzioni che proponi per oggi sia meglio o se cambia qualcosa.
Questo non significa che non vi sia differenza fra scelte diverse, bensì che la situazione di parziale e consapevole incertezza non è un problema insuperabile se sto continuando ad andare nella direzione che mi ero prefissato, mantenendo le cose sotto controllo. Non posso comunque andare dietro al singolo watt, ma posso muovermi in un ambito ragionevole (da valutare anche e soprattutto nel complesso di ciò che faccio), controllando che mi porti verso ciò che vorrei ottenere (non è ciò che fai, ma come rispondi a ciò che fai). Per farlo userò più informazioni (esterne e interne, oggettive e soggettive) da incrociare una in funzione dell'altra. Penso che la meticolosità risieda in questo, non nel ragionare sul singolo watt.

Scusa il pippone filosofico :)
 
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Penso di avere un approccio piuttosto meticoloso quando si parla di cose misurabili (in caso contrario fatemi sapere che mi impegno di più :mrgreen:), ma mi sento di osservare quanto segue.
Nel rigore dell'analisi a cui aspiro deve rientrare necessariamente la consapevolezza di non poter prevedere lo stimolo perfetto: perché i riferimenti di ieri sono, oggi, un po' diversi (e non so esattamente quanto), perché ci sono aspetti non perfettamente misurabili, perché si possono ottenere cose molto simili in modo diverso, perché ci sono risposte non lineari, perché le misure sono soggette a errori. Conseguentemente la risposta a uno stesso schema ("spaccato al secondo e preciso al watt") dell'esercizio intenso a cui stai facendo riferimento coinvolgerà in modo e misura (un po') diversi i molti meccanismi di compensazione che attivi per completare il compito, modificando (un po') il pattern della risposta e il conseguente stimolo. Quindi potrei non sapere mai, a priori, quale delle due opzioni che proponi per oggi sia meglio o se cambia qualcosa.
Questo non significa che non vi sia differenza fra scelte diverse, bensì che la situazione di parziale e consapevole incertezza non è un problema insuperabile se sto continuando ad andare nella direzione che mi ero prefissato, mantenendo le cose sotto controllo. Non posso comunque andare dietro al singolo watt, ma posso muovermi in un ambito ragionevole (da valutare anche e soprattutto nel complesso di ciò che faccio), controllando che mi porti verso ciò che vorrei ottenere (non è ciò che fai, ma come rispondi a ciò che fai). Per farlo userò più informazioni (esterne e interne, oggettive e soggettive) da incrociare una in funzione dell'altra. Penso che la meticolosità risieda in questo, non nel ragionare sul singolo watt.

Scusa il pippone filosofico :)

non credo esista un solo individuo in questo thread che possa minimamente pensare che fare 3 min a 301 watt possa essere diverso che farli a 300...

qui ovviamente non si parla di singolo watt (e non sarai più bravo forte ecc se spacchi il secondo).

Il bello è proprio questo, ovvero riuscire a calibrare i tuoi allenamenti in base a cosa fai nel resto della tua vita.

un buon preparatore non è quello che ti fa fare l'esercizio magico (ammesso che esista), ma quello che riesce a crearti un abito su misura.

e tanto più si avranno strumenti di misurazione precisi, meglio si potrà lavorare...

fior di prof in passato hanno sfoderato prestazioni ancora oggi di rilievo pur non avendo neanche il cardio... ovvero ci si può allenare anche a sensazione... ma bisogna conoscersi... e se una volta gli stessi prof prendevano imbarcate clamorose in una singola tappa, mentre oggi si ragiona al massimo di minuti un motivo ci sarà...

quindi tornando al discorso principale, il fatto che tu ti conosca e riesca a regolarti a sensazione per le tue uscite, non impone che possa valere per tutti.

diversamente, un approccio che utilizzi il pm è applicabile con profitto su tutti (prof e amatori), sempre se ci sia la volontà di farlo.
 

canserbero

los tigres no andan en manada
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non credo esista un solo individuo in questo thread che possa minimamente pensare che fare 3 min a 301 watt possa essere diverso che farli a 300...

qui ovviamente non si parla di singolo watt (e non sarai più bravo forte ecc se spacchi il secondo).

Il bello è proprio questo, ovvero riuscire a calibrare i tuoi allenamenti in base a cosa fai nel resto della tua vita.

un buon preparatore non è quello che ti fa fare l'esercizio magico (ammesso che esista), ma quello che riesce a crearti un abito su misura.

e tanto più si avranno strumenti di misurazione precisi, meglio si potrà lavorare...

fior di prof in passato hanno sfoderato prestazioni ancora oggi di rilievo pur non avendo neanche il cardio... ovvero ci si può allenare anche a sensazione... ma bisogna conoscersi... e se una volta gli stessi prof prendevano imbarcate clamorose in una singola tappa, mentre oggi si ragiona al massimo di minuti un motivo ci sarà...

quindi tornando al discorso principale, il fatto che tu ti conosca e riesca a regolarti a sensazione per le tue uscite, non impone che possa valere per tutti.

diversamente, un approccio che utilizzi il pm è applicabile con profitto su tutti (prof e amatori), sempre se ci sia la volontà di farlo.
Il discorso della generalizzazione è il più rilevante, utile e che è in linea con quanto si è fatto in altri ambiti della vita.

Detto questo, potrei anche capire chi mi dice di non usare il pm per una questione di costo della tecnologia; accetto tecnologie “sub ottimali”, ma poi resto basito quando manca la condizione necessaria a fare un qualunque discorso rilevante in discussioni che riguardano l’allenamento, ovvero allenarsi con criterio.
 
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non credo esista un solo individuo in questo thread che possa minimamente pensare che fare 3 min a 301 watt possa essere diverso che farli a 300...
Ovviamente non era questo il senso dell'osservazione, mi sembrava fosse chiaro ma mi scuso se così non è.
un buon preparatore non è quello che ti fa fare l'esercizio magico (ammesso che esista), ma quello che riesce a crearti un abito su misura.


e tanto più si avranno strumenti di misurazione precisi, meglio si potrà lavorare...
fior di prof in passato hanno sfoderato prestazioni ancora oggi di rilievo pur non avendo neanche il cardio... ovvero ci si può allenare anche a sensazione... ma bisogna conoscersi... e se una volta gli stessi prof prendevano imbarcate clamorose in una singola tappa, mentre oggi si ragiona al massimo di minuti un motivo ci sarà...

quindi tornando al discorso principale, il fatto che tu ti conosca e riesca a regolarti a sensazione per le tue uscite, non impone che possa valere per tutti.

diversamente, un approccio che utilizzi il pm è applicabile con profitto su tutti (prof e amatori), sempre se ci sia la volontà di farlo.
Ma sono d'accordissimo, non era un intervento per sminuire l'utilità dello strumento. Non farei mai a meno del misuratore di potenza per gestire un programma di allenamento, proprio perché fornisce la misura esterna oggettiva più utile e adatta a descrivere e quantificare ciò che si è svolto. La mia unica intenzione era quella di far notare che ogni numero va contestualizzato e interpretato nel modo corretto. Pensavo di essere stato chiaro, ma evidentemente no.
Lascio perdere la filosofia e resto sui numeri (peggio per voi) :)
 

sepica

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Boh non so..a una bta avere 5 6 w/kg eri considerato un extraterrestre ...i 7 w/kg erano considerati realmente oltre i limiti fisici del genere umano .....oggi si stanno superando i 7 w /kg con """ facilità """ ovviamente parliamo di quei atleti world tour e probabilmente basta una mano per contarli.... E questi nuovi traguardi sono stati raggiunto grazie ai nuovi metodi di allenamento ma soprattutto al supporto di tanti strumenti w tanto misurazione e tanti tantissimi dati .
Dunque non si può parlare di marginal gain o perlomeno la somma di questi 3 4 5 marginal gain (alimentazione allenamenti recupero biciclette etc etc) producono quel 10 15 % che si traduce poi in quel 1 2 w/kg in più.i sembra un discorso scusa @pianpianello è come la volpe che non arriva all'uva....
 
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pianpianello

Gregario
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L'offtopic è iniziato perché qui qualcuno ha dubbi riguardo al vo2max, che non sa se sta facendo esattamente nonostante il power meter. La sensazione non gli pare adeguata. E ha dovuto citare i dati cardio per confronti.

Questo cosa significa? Che alla fine ricaschi comunque sulle sensazioni (anche per fare un test sui 20 minuti), e che chi ha esperienza dovrebbe sapere all'incirca in che zona si trova senza guardare alcun strumento. Magari sarò strano io, ma mi pare impossibile che esista gente con esperienza che se si mette a spingere a potenze oltre la soglia, non si accorga già dalle prime pedalate che è insostenibile e arriverà presto ad un consumo quasi massimale di ossigeno.

Quando uno riesce valutare e variare certi ritmi, avrebbe già quello che gli basta per fare allenamenti strutturati, anche se non saranno precisi con potenze costanti e tempi esatti. E fino a prova contraria, un allenamento preciso rispetto a uno più impreciso porterà eventualmente a "marginal gains" (e considero 10% un marginal gain).
 
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pianpianello

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E questi nuovi traguardi sono stati raggiunto grazie ai nuovi metodi di allenamento ma soprattutto al supporto di tanti strumenti w tanto misurazione e tanti tantissimi dati .

Queste sono ipotesi, e le mie ad esempio sono che il più grosso impulso all'aumento di prestazioni odierne sia stato dato dall'alimentazione, tutti questi zuccheri semplici anni fa non c'erano, e questa differenza di prestazioni pare sia stata sperimentata anche da chi ha provato ad imitare i pro.

Dunque non si può parlare di marginal gain o perlomeno la somma di questi 3 4 5 marginal gain (alimentazione allenamenti recupero biciclette etc etc) producono quel 10 15 % che si traduce poi in quel 1 2 w/kg in più.i sembra un discorso scusa @pianpianello è come la volpe che non arriva all'uva....

Parlo di marginal gains nell'allenamento con watt e tempi precisi, rispetto a quello con watt e tempi imprecisi. Non di marginal gains di altro tipo, che ovviamente se ci sono e si sommano poi risultano in differenze notevoli.

Fine offtopic, arrivederci.
 

canserbero

los tigres no andan en manada
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… E fino a prova contraria, un allenamento preciso rispetto a uno più impreciso porterà eventualmente a "marginal gains" (e considero 10% un marginal gain).
Si potrebbe scrivere molto su questo, partendo da “Z2 che è in realtà è Z3” a “vo2max che è in realtà neuromuscolare” e tanto altro (sia con strumenti che senza). Dal punto di vista teorico posso essere d’accordo in buona parte con te, però bisogna avere delle linee guida pratiche che permettano di implementare gli allenamenti e, meglio ancora, che queste linee guida siano il più possibile generalizzabili. Quello che proponi tu mi pare essere un monumento all’arretramento e i risultati di tale pratica son facilmente constatabili andando a guardare a com’era il mondo sportivo 30/40 anni fa.
 
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Lumi

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oggi si stanno superando i 7 w /kg con """ facilità """
Non mi risulta che nessun atleta di endurance al mondo abbia raggiunto i 7watt/kg di ftp. In una volata ovviamente li supero anche io …

Queste sono ipotesi, e le mie ad esempio sono che il più grosso impulso all'aumento di prestazioni odierne sia stato dato dall'alimentazione, tutti questi zuccheri semplici anni fa non c'erano, e questa differenza di prestazioni pare sia stata sperimentata anche da chi ha provato ad imitare i pro.
Quando si arriva a dire che l’aumento delle prestazioni è dovuto all’invenzione di nuovi tipi di zuccheri penso che si sia raggiunto il limite
 
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Questo cosa significa? Che alla fine ricaschi comunque sulle sensazioni (anche per fare un test sui 20 minuti)
Certo che ci ricaschi, è una delle cose che val la pena controllare (non ci sono informazioni isolate, meglio incrociarle).
e che chi ha esperienza dovrebbe sapere all'incirca in che zona si trova senza guardare alcun strumento
Sì, ma se usi uno strumento di questo tipo solo per "sapere in che zona sei" (con tutti i limiti e le implicazioni contenute) non lo stai sfruttando appieno (oltre al fatto che "sapere in che zona sei" non è ovviamente l'unica cosa a cui porre attenzione).
Arrivederci :)
 

pianpianello

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Quello che proponi tu

Ma forse non è abbastanza chiaro che io non sto proponendo assolutamente niente. Faccio solo considerazioni generali, in questo caso partendo dal caso di un utente che aveva dubbi sul raggiungimento del vo2max (che non richiede una potenza precisa).

Ovvio che se uno ha uno strumento, gli conviene usarlo. Ma riguardo al ciclismo del passato, io dico solo che metterei la firma a occhi chiusi per avere la FTP di Alfredo Binda, che correva 100 anni fa. Non so nemmeno quale possa essere stata la sua FTP, ma metterei la firma lo stesso. :mrgreen: Volevo aprire anche una discussione sulla storia del ciclismo, dati, tempi, tecnologie, aneddoti... Binda campione del mondo 1927 a 27.5 km/h di media. :pork: Magari un giorno la aprirò.
 
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Ma forse non è abbastanza chiaro che io non sto proponendo assolutamente niente. Faccio solo considerazioni generali, in questo caso partendo dal caso di un utente che aveva dubbi sul raggiungimento del vo2max (che non richiede una potenza precisa).

Ovvio che se uno ha uno strumento, gli conviene usarlo. Ma riguardo al ciclismo del passato, io dico solo che metterei la firma a occhi chiusi per avere la FTP di Alfredo Binda, che correva 100 anni fa. Non so nemmeno quale possa essere stata la sua FTP, ma metterei la firma lo stesso. :mrgreen: Volevo aprire anche una discussione sulla storia del ciclismo, dati, tempi, tecnologie, aneddoti... Binda campione del mondo 1927 a 27.5 km/h di media. :pork: Magari un giorno la aprirò.
Tutto bello … ma cosa c’entra con la discussione del thread? :-)xxxx
 

sepica

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L'offtopic è iniziato perché qui qualcuno ha dubbi riguardo al vo2max, che non sa se sta facendo esattamente nonostante il power meter. La sensazione non gli pare adeguata. E ha dovuto citare i dati cardio per confronti.

Questo cosa significa? Che alla fine ricaschi comunque sulle sensazioni (anche per fare un test sui 20 minuti), e che chi ha esperienza dovrebbe sapere all'incirca in che zona si trova senza guardare alcun strumento. Magari sarò strano io, ma mi pare impossibile che esista gente con esperienza che se si mette a spingere a potenze oltre la soglia, non si accorga già dalle prime pedalate che è insostenibile e arriverà presto ad un consumo quasi massimale di ossigeno.

Quando uno riesce valutare e variare certi ritmi, avrebbe già quello che gli basta per fare allenamenti strutturati, anche se non saranno precisi con potenze costanti e tempi esatti. E fino a prova contraria, un allenamento preciso rispetto a uno più impreciso porterà eventualmente a "marginal gains" (e considero 10% un marginal gain).
guarda il mio punto di riflessione dal tuo spunto è...che ci hanno "propinato" per anni i Bpm i Watt , poi kjoule , a seguire le kcal, i bpm a riposo vo2max HRV e " tutti i cazzi che se li fregano"....e poi tirano fuori come parametro importantissimo e vitale...RPE...cioe le piu umane e personalissime sensazione di come ti senti.....e allora buttamo tutti sti parametri scientifici per riassumere tutto in un " oggi me sento na merda...."
 

LIUL

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bo
guarda il mio punto di riflessione dal tuo spunto è...che ci hanno "propinato" per anni i Bpm i Watt , poi kjoule , a seguire le kcal, i bpm a riposo vo2max HRV e " tutti i cazzi che se li fregano"....e poi tirano fuori come parametro importantissimo e vitale...RPE...cioe le piu umane e personalissime sensazione di come ti senti.....e allora buttamo tutti sti parametri scientifici per riassumere tutto in un " oggi me sento na merda...."
non è proprio cosi', la rpe ti può dire come ti senti ad un certo wattaggio ma il dato oggettivo non cambia, puoi sentirti anche Pogacar ma se stai facendo 3 watt kg serve a poco. Diciamo che con la rpe puoi fare un paragone tra le tue sensazioni ad una medesima intensità in momenti o contesti diversi
 
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non è proprio cosi', la rpe ti può dire come ti senti ad un certo wattaggio ma il dato oggettivo non cambia, puoi sentirti anche Pogacar ma se stai facendo 3 watt kg serve a poco. Diciamo che con la rpe puoi fare un paragone tra le tue sensazioni ad una medesima intensità in momenti o contesti diversi
si si esatto, la mia era ovviamente una battuta, pero per dire che ci riempiono di strumenti e dati...e poi "volgono" da noi un feedback emozionale... :-x :-x
 

bach7

Velocista
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Ma forse non è abbastanza chiaro che io non sto proponendo assolutamente niente. Faccio solo considerazioni generali, in questo caso partendo dal caso di un utente che aveva dubbi sul raggiungimento del vo2max (che non richiede una potenza precisa).

Ovvio che se uno ha uno strumento, gli conviene usarlo. Ma riguardo al ciclismo del passato, io dico solo che metterei la firma a occhi chiusi per avere la FTP di Alfredo Binda, che correva 100 anni fa. Non so nemmeno quale possa essere stata la sua FTP, ma metterei la firma lo stesso. :mrgreen: Volevo aprire anche una discussione sulla storia del ciclismo, dati, tempi, tecnologie, aneddoti... Binda campione del mondo 1927 a 27.5 km/h di media. :pork: Magari un giorno la aprirò.

il fatto che vo2max non richieda una potenza specifica è un'affermazione debole.
ci sono altri parametri da tenere in considerazione unitamente alla potenza.

ma ovviamente ogni valutazione sui vari parametri perde efficacia se li si ritiene inutili a prescindere (perché per esempio un marginal gain del 10% è considerato superfluo...).

poi è sempre bene ricordare che tutti questi studi nascono da una semplice necessità : trovare un metodo relativamente semplice e replicabile per gestire e migliorare l'allenamento.

ovviamente la ricerca di una sempre maggiore aderenza tra modelli e realtà porta inevitabilmente a inserire correttivi e parametri che possono complicare un po' le cose, ma ne determinano l'evoluzione e il successo.

nulla che non avvenga anche in molti altri ambiti ben diversi dallo sport.
 
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