Training and Racing with a Power Meter - allenamento con paradigma FTP

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
2.343
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Bici
n+1
Ho amici schiavi del Km o del TSS, che se sabato dovevano fare 150 Km e ne abbiamo fatti 130, prima di andare a casa fanno 2 giri di tangenziale.
Punto pienamente centrato. "Una volta" erano i Km, raramente (ma ne ho conosciti alcuni) era il dislivello, ora può essere TSS...
Il denominatore comune è cercare - inutilmente e in modo inappropriato - di condensare il carico di allenamento in un singolo numero/obiettivo.
La "pillolina" magica che definisce/migliora/svolta il tutto.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
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Bici
n+1
8hr/sett (fatti bene) può essere considerato il miglior rapporto sforzo/benefici per un amatore?
Giusto, se il numerello non è spazio (Km) ripieghiamo su tempo :mrgreen:
Opterei per varie possibilità (una non esclude l'altra!)
1) le ore totali che permettono di arrivare appena prima (o appena dopo, dipende dalla situazione...) la cornificazione domenicale
2) corollario di 1...il tempo sufficiente ma non eccessivo per evitare il divorzio (e tanti amapro qui ci hanno lasciato le piume..)
3) 7 h 58 minuti e 54 secondi, non uno più non uno meno
#numerello
 

Tony 96

Maglia Amarillo
5 Maggio 2016
8.898
7.254
Torino
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S-Works Tarmac - Caad 12
Giusto, se il numerello non è spazio (Km) ripieghiamo su tempo :mrgreen:
Opterei per varie possibilità (una non esclude l'altra!)
1) le ore totali che permettono di arrivare appena prima (o appena dopo, dipende dalla situazione...) la cornificazione domenicale
2) corollario di 1...il tempo sufficiente ma non eccessivo per evitare il divorzio (e tanti amapro qui ci hanno lasciato le piume..)
3) 7 h 58 minuti e 54 secondi, non uno più non uno meno
#numerello

Tocca trovarsi la tipa che va in bici, c’e poco da fare :mrgreen:
Già ce li vedo molti a fare da gregari, d’altronde è una pratica già in voga :mrgreen:
 

bianco70

Maglia Rosa
22 Agosto 2007
9.146
6.326
Bologna
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Wilier 110 Air
Secondo voi che importanza ha il recupero tra 2 blocchi di ripetute o di lavori effettuati nello stesso allenamento?
Ad esempio, faccio 3x(3'+2'), recupero 10' e di nuovo 3x(3'+2').
Quanto è importante rispettare quei 10' esattamente? Se il lavoro venisse svolto, ad esempio, a distanza di 30' cambierebbe qualcosa nello stimolo allenante?
 

pedalone della bassa

Otztaler inside
9 Ottobre 2013
16.520
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45
modena, ma col cuore, ed originario, di Reggio Emi
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(advanced pro nox, argon 18 gallium), ora Cervèlo S3
Se uno ha già un buon fondo dato da anni di attività, 8-10 ore circa bastano secondo me per preparare bene i circuiti di 1h 30/2h/2h 30 max.
Con 15 prepari bene medio-fondo e granfondo fino a 3h 30/4h a parer mio.

che poi io, da grandissimo ignorante, ed ancor più scarso in bici, quando leggo "preparare bene" mi chiedo sempre cosa voglia dire
 
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Bullxr4

Pedivella
8 Settembre 2018
498
303
La Gatta
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Trek
che poi io, da grandissimo ignorante, ed ancor più scarso in bici, quando leggo "preparare bene" mi chiedo sempre cosa voglia dire
Per come la vedo io, significa che ulteriori ore in più farebbero aumentare la prestazione solamente in maniera molto marginale su quelle durate.
Tutto questo in via teorica perchè poi dipende da soggetto a soggetto, ecc...
 
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FDG

Apprendista Cronoman
4 Luglio 2006
3.343
1.079
39
Nord Veneto
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Bianchi Nirone
Secondo voi che importanza ha il recupero tra 2 blocchi di ripetute o di lavori effettuati nello stesso allenamento?
Ad esempio, faccio 3x(3'+2'), recupero 10' e di nuovo 3x(3'+2').
Quanto è importante rispettare quei 10' esattamente? Se il lavoro venisse svolto, ad esempio, a distanza di 30' cambierebbe qualcosa nello stimolo allenante?
IMHO, differenza notevole se si lavora in anaerobico perchè si da la possibilità di riassorbire molto di più l'acido.
Differenza minore invece se si rimane in aerobico.
 

sepica

Ammiraglia
10 Agosto 2004
22.488
3.419
Roma Eur
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BMC slr01 TREK Madone
Secondo voi che importanza ha il recupero tra 2 blocchi di ripetute o di lavori effettuati nello stesso allenamento?
Ad esempio, faccio 3x(3'+2'), recupero 10' e di nuovo 3x(3'+2').
Quanto è importante rispettare quei 10' esattamente? Se il lavoro venisse svolto, ad esempio, a distanza di 30' cambierebbe qualcosa nello stimolo allenante?
bella domanda, che va oltre il semplice recupero tra una rip e una altra...
il recupero appunto tra una rip e una altra è legata sicuramente al lavoro che si sta facendo ma allargando il discorso appunto tra una serie e un altra ha senso rispettare un recupero per determinato, e in "subordine" mi chiedo tante volte anche in una semplice uscita ci puo stare che uno si facia 2 3 rip e poi riprenda l'uscita per poi rifare quella mini serie se la noia o la strada te ne da la voglia ha un senso ?
io nel mio, ho strutturato i famosi On Off con serie da 5 6 ,per poi "recuepra" una ventina di minuti e farne un altra per un totale alla fine di una quindicina, che sono sopportabili strutturandole con questo recupero..
 

bianco70

Maglia Rosa
22 Agosto 2007
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Wilier 110 Air
bella domanda, che va oltre il semplice recupero tra una rip e una altra...
il recupero appunto tra una rip e una altra è legata sicuramente al lavoro che si sta facendo ma allargando il discorso appunto tra una serie e un altra ha senso rispettare un recupero per determinato, e in "subordine" mi chiedo tante volte anche in una semplice uscita ci puo stare che uno si facia 2 3 rip e poi riprenda l'uscita per poi rifare quella mini serie se la noia o la strada te ne da la voglia ha un senso ?
io nel mio, ho strutturato i famosi On Off con serie da 5 6 ,per poi "recuepra" una ventina di minuti e farne un altra per un totale alla fine di una quindicina, che sono sopportabili strutturandole con questo recupero..
Credo che la condizione migliore sia rispettare in toto quanto prefissato, se per i lavori in pianura diventa semplice, così come per le ripetute in salita con recupero in discesa, per altri lavori, specie in salita, il poter fare i vari blocchi in momenti anche distanti tra loro potrebbe aiutare a rendere l'uscita meno noiosa.
Ad esempio, devo fare 2 blocchi da 15' in salita li vado ad eseguire su 2 salite diverse che posso incontrare in un uscita, senza per forza di cose girare in tondo per far passare il recupero e ripetere il blocco sulla medesima salita.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
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n+1
Secondo voi che importanza ha il recupero tra 2 blocchi di ripetute o di lavori effettuati nello stesso allenamento?
Ad esempio, faccio 3x(3'+2'), recupero 10' e di nuovo 3x(3'+2').
Quanto è importante rispettare quei 10' esattamente? Se il lavoro venisse svolto, ad esempio, a distanza di 30' cambierebbe qualcosa nello stimolo allenante?
dipende sempre dall'intensità (dicasi reclutamento muscolare, dicasi +/- significativa produzione lattato) di quelle rip.
In ogni caso 30' di recupero attivo sono ampiamente sufficienti per un recupero da qualsiasi sforzo MA bisogna vedere/valutare se quello è il reale obiettivo di quel carico.
Sulla densità delle rip l'impostazione norvegese (decine di articoli usciti in questi ultimi mesi), a sua volta una rimodulazione di quanto proposto da decenni con Lydiard descrive gestioni "interessanti".
TL;DR intensità controllate su livelli lattato per un numero pienamente gestibile di minuti, per un numero mediamente sostenuto di rip (rispetto al tempo totale sostenibile senza pause per quell'intensità) CON poco/chissimo recupero tra le rip.

Indipendentemente da questo approccio sostanzialmente il concetto è semplice: modulo i tempi di recupero per rendere le rip.
a) fattibili (es controllo e deplezione W')
b) senza compromettere ripetibilità e qualità di quel carico, possibilmente dalla prima all'ultima
c) in genere massimizzando il tempo di carico per ampliare al massimo (sostenibile) il lavoro a quell'intensità rispetto al suo uso continuativo (es su CP, sostenibile continuativamente per 25-35'....lavorare in modo di estenderlo con brevi recuperi che permettano di gestire quell'intensità per >25-35' sommando tutte le rip...)
d) contemporaneamente non "staccando" eccessivamente l'impegno -anche mentale- su quel carico ( = no pause eccessivamente lunghe).
 

bianco70

Maglia Rosa
22 Agosto 2007
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Wilier 110 Air
dipende sempre dall'intensità (dicasi reclutamento muscolare, dicasi +/- significativa produzione lattato) di quelle rip.
In ogni caso 30' di recupero attivo sono ampiamente sufficienti per un recupero da qualsiasi sforzo MA bisogna vedere/valutare se quello è il reale obiettivo di quel carico.
Sulla densità delle rip l'impostazione norvegese (decine di articoli usciti in questi ultimi mesi), a sua volta una rimodulazione di quanto proposto da decenni con Lydiard descrive gestioni "interessanti".
TL;DR intensità controllate su livelli lattato per un numero pienamente gestibile di minuti, per un numero mediamente sostenuto di rip (rispetto al tempo totale sostenibile senza pause per quell'intensità) CON poco/chissimo recupero tra le rip.

Indipendentemente da questo approccio sostanzialmente il concetto è semplice: modulo i tempi di recupero per rendere le rip.
a) fattibili (es controllo e deplezione W')
b) senza compromettere ripetibilità e qualità di quel carico, possibilmente dalla prima all'ultima
c) in genere massimizzando il tempo di carico per ampliare al massimo (sostenibile) il lavoro a quell'intensità rispetto al suo uso continuativo (es su CP, sostenibile continuativamente per 25-35'....lavorare in modo di estenderlo con brevi recuperi che permettano di gestire quell'intensità per >25-35' sommando tutte le rip...)
d) contemporaneamente non "staccando" eccessivamente l'impegno -anche mentale- su quel carico ( = no pause eccessivamente lunghe).
Grazie @Roberto Massa, sempre preciso ed interessante.
Mi sembra di capire, però, che questo tuo discorso si applichi al recupero tra le ripetizioni, lo stesso si può dire per il recupero tra le serie?
Nel caso di lavori ad alta intensità mi sembra di capire che valga, per lavori, invece a più basse intensità?
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Bici
n+1
Serie o rip il principio è il medesimo. E semplice: < intensità < rilevanza (in certi casi praticamente nulla) sulle tempistiche delle pause stando però attenti a non eccedere con recuperi incompleti (qui può aiutare osservare W', FC o entrambe) o eccessivamente lunghi per i motivi di cui sopra.
Concetto espresso anche da Seiler (e se non ricordo male anche da Weber) in uno delle decine e decine di podcast ascoltati sui rulli in questi mesi: non dare troppo peso alla strutturazione "fine" dei recuperi ma sul renderli funzionali al mantenimento dell'obiettivo di carico previsto (es. estendendo il lavoro totale nel tempo, es. pratico passare da 5x6' ad una determinata intensità a ...7x6' alla stessa intensità ...prima di passare a incrementi di intensità su medesimo numero di rip.)
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
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Bici
n+1
in tutti i casi. E' quanto ho scritto in qualche post fa.
Gli altri dati non creano "rumore" se appunto usati in modo che permettano una lettura trasversale del carico/prestazione.
Il solo input/risposta o output non sono sufficienti singolarmente. Possono essere completati a vicenda.
Un misuratore è uno strumento che affianca un dato oggettivo alla percezione e risposta sia "qui e ora" nella prestazione che in forma postuma/analitica che nella pianificazione e/o modifica immediata del carico stesso (es. uso di HRV).
ultima puntata di FastTalk del 10/2
episodio #202, ospite Friel...hanno parlato ESATTAMENTE di questo argomento
 
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23 Ottobre 2015
7.129
4.579
Varese
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Cube, Specialized
Nils Van der Poel dopo aver vinto due medaglie d’oro con record del mondo nel pattinaggio su pista ha pubblicato il suo diario degli allenamenti degli ultimi due anni circa:


Come dice Seiler ci sono molti punti interessanti, dall’intensità al riposo.

È un po’ OT rispetto al ciclismo, ma a ben guardare non troppo.

Questa è la sua storia, per chi la volesse leggere: