ma in una ipotetica serie di ripetizioni destinate al miglioramento della vo2max,è consigliabile tenere la potenza piu costante possibile lungo tutto lo svolgersi della ripetizione?
E specie nelle ultime ripetute quando la fatica si fa sentire,ho la tendenza a partire sotto tono per poi in impeto di orgoglio(solo ogni tanto capita però) a recuperare e talvolta a superare la media delle ripetute precedenti,debbo ritenere questo comportamento dannoso per l'obbiettivo prefissato?
qui entra in gioco un fattore importante spesso trascurato: la resistenza al carico: cioè se voglio andare a stimolare una determinata potenza (continuativa) devo cercare di rimanere quanto più possibile in quel range per più tempo possibile. Questo è un esercizio allenante non una simulazione di ciò che succede poi, sovente, quando si è in gara (in tal senso anche gli intervalli prefissati sono contro l'andamento stocastico di una gara ma questo è un altro discorso). MOLTO spesso infatti mi trovo ad analizzare delle ripetute in cui l'atleta "alza" il valore medio iniziale del carico per poi andare a decrescere l'intensità sostenuta (che può essere monitorata adeguatamente con la media sui 30")= in questa casistica l'atleta non raggiunge appieno il target di resistenza al carico previsto ma anzi insiste su una tipologia di carico "trasversale" tipica per esempio di chi si allena con la sola FC (= parto "forte per raggiungere determinata fc e poi mi adeguo).
Intervallato o con resistenza la carico e % di distribuzione sulle tipologie di carico, ripeto, sono imposte dalle caratteristiche dell'atleta, gare che svolge e necessità specifiche e soggettive di miglioramento.
Chiedo scusa, ma quando qualche giorno fa se n'è parlato (ricordo a proposito della cronoscalata proprio di Rob) credo di non essere stato in grado di capire l'argomento. In sostanza alla partenza di una crono si potrebbe viaggiare ad un valore di potenza un pò + alto??
(Ps mi aspettano due crono nelle prossime settimane..ed in mancanza di watt...tutto fa brodo


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quasi sempre (es anche nelle salite dei grandi giri) la potenza espressa inizialmente ad un attacco di salita è ampiamente in Z6 (anaerobico) per poi decrescere (ma con resistenza all'intensità successiva mantenuta).
Immaginando un grafico con una linea in flessione la differenza tra un amatore e un soggetto di più alto livello non è la capacità di rimanere (tempo) in Z6 e l'eventuale potenza sostenibile per 1-2' ma la capacità DOPO tale intensità di mantenere un ritmo adeguato (e/o con cambi di ritmo).
In cronometro brevi si nota lo stesso andamento, in quelle di durata maggiore la deflessione, pur presente, è gestita come distribuzione dello sforzo in ambito FTP (in percentuale finale uguale o superiore in funzione della durata).