Per me la correttezza e il rispetto dell'avversario sono il fondamento dello sport, e della vita in generale, tuttavia non stiamo parlando di persone normali ma di "pezzi unici", individui il cui talento spesso si coniuga ad una complessità caratteriale da psicoanalisi, e questo non vale solo per lo sport ma anche per l'arte in tutte le sue coniugazioni, i geni che ci hanno trasferito emozioni indescrivibili spesso erano persone orribili, sregolate, nel migliore dei casi difficili, spesso sdoppiate.
Questo secondo me è lo spartiacque tra i normali e "gli altri", e se andate a scavare a fondo, non rimanendo agli aneddoti più conosciuti, potreste accorgervi che anche i personaggi più amabili e corretti erano in realtà dei Jekyll e Mr Hyde.
Anche tutti noi in questa comunità, a vario titolo e senza neanche lontanamente poterci paragonare a quei mostri, abbiamo i nostri "caratterini", altrimenti forse non praticheremmo lo sport in questo modo non pensate?