CIAUUU bicimix
la biomeccanica applicata al ciclo parte dal principio che è la bici che deve potersi adattare all'atleta e non il contrario...
se si ragiona a livello di "contenitore" altezza tot atleta vs taglia telaio, questo ragionamento può dare un indicazione di massima fino a quando abbiamo una struttura normolinea (quindi proporzionata) con capacità estensive buone...
con strutture più sproporzionate o più o meno sciolte le cose si possono notevolmente complicare e non è più questione di taglia ma di specifica geometria...
TREK per esempio offre fondamentalmente tre geometrie con il MADONE H1 e H2 e con il DOMANE (che potremmo definire una geometria H3)...
a parità di taglia troviamo 3 geometrie che passano da una struttura più lunga e bassa a una più corta e alta (la DOMANE per rialzare il telaio, oltre al tubo sterzo più alto, sfrutta anche un BBdrop più alto, che abbassa il piano sella rispetto agli assi ruota e quindi rispetto al piano superiore del tubo sterzo)...
analizzando un atleta e la sua struttuta antropo-estensiva si valuta quale di queste 3 geometrie è la più idonea o se eventualmente tutte e tre in taglie/geometrie diverse possano andare bene e con quali soluzioni specifiche
una bici biomeccanicamente vicina alla vostra struttura risulterà funzionale ma anche elegante nelle proporzioni...
nell'ottenere questo mix sta la differenza tra guardare il "contenitore" e analizzare cosa contiene il "contenitore"
CIAUUU
Juri
juri,
è chiaro quello che dici però non dobbiamo neanche esagerare, anche perchè tra gli stessi biomeccanici ci sono diverse filosofie di pensiero e quindi di posizionare l'atleta in bici.
poi è sempre l'atleta che conoscendo le proprie specificità apporta le giuste correzioni per trovare la sua posizione ideale.
nella mia " vita" ciclistica sono stato da due biomeccanici, di cui uno era quello che aveva messo in sella pantani e ricco, oggi dopo anni ho fatto un mix delle posizioni datemi dai due bio per avere la posizione ideale!
tu non sai chi ti stai tirando in casa