1) la potenza necessaria a contrastare la resistenza aerodinamica cresce con il cubo della velocità, non lo dico io ma lo dice la fisica degli ultimi 400 anni, o lo accettate e capite che spingere a 20, 30 e 40 sono sport diversi oppure continuate a trastullarvi con le vs formule. o magari è cambiata la fisica e io non sono stato avvisato ...
2) le formule con cui strava fa i conti sono ragionevolmente sensate (non precise ma solo e ottimisticamente ragionevolmente sensate) solo quando è possibile ragionevolmente escludere dai conti le influenze esterne (la scia del gruppo, il vento, l'asfalto, ... cioè fondamentalmente quasi solo tutto ciò che riguarda l'aria) e che producono comunque stime ripetibili (se l'asfalto è brutto oggi lo sarà anche tra 3 mesi, se il gruppo non conta oggi non conta neppure tra 3 mesi) cioè fondamentalmente solo la salita e salita vera, non 2%, in cui le velocità sono basse e poco influenzabili da scie. e le condizioni di piano non sono neppure ripetibili in quanto influenzate dai vestiti, dal vento, dalla presa, dalle auto di passaggio e anche dalle ruote ... cioè proprio non ha senso alcuna applicazione di alcun algoritmo di alcun tipo
3) per dire che un algoritmo (ibike, strava o qualunque cosa sia poco frega) è meglio di un altro va confrontato con un mezzo di misura preciso: lo dicono i protocolli di misurazione in fisica, non io. se devo dire quanto un metro del castorama è preciso non uso un altro metro del leroy merlin per confrontarlo ma uso un metro che è più preciso di ordini di grandezza (esistono appunto dei riferimenti per le grandezze di misura fondamentali per esempio, metro, kg, ...). quindi per dire se un algoritmo euristico è valido lo devo confrontare solo con un pm, fine. qualunque altra affermazione non ha alcun senso.
e a prescindere da tutte le mie considerazioni che, come quelle di ognuno qui dentro lasciano il tempo che trovano, basterebbe provare mettere il culo sul sellino e pedalare a 20, 30, 40, 45 ... per capire di cosa stiamo parlando invece di giocare con i numeri
se poi volete invece continuare a giocare con le formule ... fate pure, io me ne vado e vi lascio divertire da soli
2) le formule con cui strava fa i conti sono ragionevolmente sensate (non precise ma solo e ottimisticamente ragionevolmente sensate) solo quando è possibile ragionevolmente escludere dai conti le influenze esterne (la scia del gruppo, il vento, l'asfalto, ... cioè fondamentalmente quasi solo tutto ciò che riguarda l'aria) e che producono comunque stime ripetibili (se l'asfalto è brutto oggi lo sarà anche tra 3 mesi, se il gruppo non conta oggi non conta neppure tra 3 mesi) cioè fondamentalmente solo la salita e salita vera, non 2%, in cui le velocità sono basse e poco influenzabili da scie. e le condizioni di piano non sono neppure ripetibili in quanto influenzate dai vestiti, dal vento, dalla presa, dalle auto di passaggio e anche dalle ruote ... cioè proprio non ha senso alcuna applicazione di alcun algoritmo di alcun tipo
3) per dire che un algoritmo (ibike, strava o qualunque cosa sia poco frega) è meglio di un altro va confrontato con un mezzo di misura preciso: lo dicono i protocolli di misurazione in fisica, non io. se devo dire quanto un metro del castorama è preciso non uso un altro metro del leroy merlin per confrontarlo ma uso un metro che è più preciso di ordini di grandezza (esistono appunto dei riferimenti per le grandezze di misura fondamentali per esempio, metro, kg, ...). quindi per dire se un algoritmo euristico è valido lo devo confrontare solo con un pm, fine. qualunque altra affermazione non ha alcun senso.
e a prescindere da tutte le mie considerazioni che, come quelle di ognuno qui dentro lasciano il tempo che trovano, basterebbe provare mettere il culo sul sellino e pedalare a 20, 30, 40, 45 ... per capire di cosa stiamo parlando invece di giocare con i numeri
se poi volete invece continuare a giocare con le formule ... fate pure, io me ne vado e vi lascio divertire da soli


, quindi io credo che sia molto da valutare anche questo fattore

