Beh, i corridori continuano con il loro lavoro e pedalano anche se ieri era inutile dal punto di visto sportivo, e i giornalisti, fotografi continuano con loro lavoro, cioé riprendono e scattano foto di quello che accade per la cronaca. A volte é difficile capire, ma bisogna sempre ricordarsi che questo é il loro mestiere, e anche se ognitanto la situazione sembra poco rispettosa, loro stanno soltanto svolgendo loro lavoro come tutti gli altri...ovviamente é strano e moralmente discutibile se un giornalista/fotografo puó guadagnare molto con la morte di qualcun'altro...ma purtroppo la societá é cosí e non sono i giornalisti/fotografi i cattivi ma la gente che vuole vedere tutto e (anche se qua sul forum magari siamo tutti diversi) nel mondo ci sono tantissimi che vogliono vedere queste cose.
Anche a nell'antica Roma si andava avanti a con gli spettacoli truculenti del Colosseo. La gente era contenta (Panem et circenses), ma ciò non vuol dire che quella dell'imperatore di turno fosse una condotta esemplare.
Rispetto al risposta di Monti, che almeno s'è preso la briga di scrivere due righe, ma trovo la sua spiegazione un tantino fallace.
Del resto lo splatter da prima pagina, che si tratti di cronaca nera, di guerre in medio oriente, piuttosto che di un incidente sportivo, è al (pessimo) ordine del giorno e costituisce la via più semplice per avere consenso. Il populismo paga, parecchio.
Più complicato è seguire un'idea, una coerenza, una morale ed un'etica, magari andando in direzione opposta a ciò che il famigerato grande pubblico più gradirebbe in quel momento
Alla storia del "lutto famigliare" in Gazzetta mi permetto di non credere ed il fatto che si includa una locuzione del genere in un discorso mi sa tanto di "Excusatio non petita" (accusatio manifesta !).
Molti di noi qui sul forum hanno ricordato la morte di Weylandt in modo molto più sobrio e non per questo meno toccante, eppure non facciamo i giornalisti, non abbiamo una deontologia da seguire, né un mestiere con al sua esperienza... del resto non dobbiamo nemmeno vendere un pezzo di coscienza per un euro al giorno.