Opinione I dazi di Trump minacciano di affondare il settore ciclo

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Comunque, tornando un po' in-topic: io credo che se la situazione resterà questa per un po' i prezzi tenderanno al rialzo. Più contenuti sulla bassa gamma (quella da supermercato intendo), che potrebbe essere attorno ad un 10%. Per la media e alta (quella che interessa qui) potrebbe essere attorno ad un 20-30%.

Come detto i dazi per il Vietnam sono al 46%, ma evidenzio anche Cambogia 49% e Tailandia 36%. La grandissima parte dei copertoni e tanta componentistica ad esempio è prodotta in questi paesi.

Per i marchi USA si tratta di tegole non indifferenti al momento.
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On Made San. Marino :mrgreen:
 

mikimetal91

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Trump ha avuto il voto dalla maggioranza degli americani e sta facendo gli interessi del suo popolo, e anche di che non è americano ma vuole che sia fatta giustizia sulla vicenda covid e vaccini.
Quindi a mio avviso sta facendo quello per cui è stato votato, niente di più e niente di meno, chi avrà perdite saranno gli speculatori, vedi borse case farmaceutiche amazzon e multinazionali varie.
Il tuo nome è davvero azzeccato
 

EMAC

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Comunque, tornando un po' in-topic: io credo che se la situazione resterà questa per un po' i prezzi tenderanno al rialzo. Più contenuti sulla bassa gamma (quella da supermercato intendo), che potrebbe essere attorno ad un 10%. Per la media e alta (quella che interessa qui) potrebbe essere attorno ad un 20-30%.

Come detto i dazi per il Vietnam sono al 46%, ma evidenzio anche Cambogia 49% e Tailandia 36%. La grandissima parte dei copertoni e tanta componentistica ad esempio è prodotta in questi paesi.

Per i marchi USA si tratta di tegole non indifferenti al momento.
Intendi 20/30% sui prodotti USA o anche Europei?
 

pedalone della bassa

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(advanced pro nox, argon 18 gallium), ora Cervèlo S3
Bisogna dire che li ha bombardati di fake per mesi "comprandosi" i vari organi di comunicazione. Era quasi normale che una buona fetta di elettori venisse attirata dalle promesse . Comunque ieri cominciavano a girare vari video dove migliaia di persone cominciavano a protestare e quando si troveranno di nuovo i prezzi che salgono alle stelle, vedremo come si comporteranno. E se ci pensi comunque anche da noi c'è chi lo elogia nonostante stia tentando di metterci in ginocchio.

Credo che questi dazi servano per il vero motivo sottostante, ovvero alleggerire le regole per l'import di prodotti USA verso altre economie (tipo la nostra). E la cosa che mi preoccupa di più, è che, vedendo la tipica velocità di risposta europea e la solita bellissima coesione che c'è, otterrà pure qualcosa
 
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Deleted member 2182

Guest
Comunque, tornando un po' in-topic: io credo che se la situazione resterà questa per un po' i prezzi tenderanno al rialzo. Più contenuti sulla bassa gamma (quella da supermercato intendo), che potrebbe essere attorno ad un 10%. Per la media e alta (quella che interessa qui) potrebbe essere attorno ad un 20-30%.

Come detto i dazi per il Vietnam sono al 46%, ma evidenzio anche Cambogia 49% e Tailandia 36%. La grandissima parte dei copertoni e tanta componentistica ad esempio è prodotta in questi paesi.

Per i marchi USA si tratta di tegole non indifferenti al momento.
Un marchio europeo che produce in cina o a taiwan e monta shimano, teoricamente non dovrebbe avere problemi, se non quelli di rimbalzo dall'economia generale. O sbaglio?
 

Ser pecora

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Un marchio europeo che produce in cina o a taiwan e monta shimano, teoricamente non dovrebbe avere problemi, se non quelli di rimbalzo dall'economia generale. O sbaglio?

No, non dovrebbe, ma non sottovaluterei il "rimbalzo" generale. Gli Usa importano (solo di non elettrico) 415 milioni di $ di materiale ciclistico dalla Cina e 300 milioni da Taiwan (il 70% del totale che importano nel settore).
 

Ser pecora

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Io ho appena proposto una triangolazione da San Marino al titolare della mia azienda e gli si sono illuminati gli occhi, e credo che lo stesso ragionamento lo faranno in tanti

Il problema rimane quello dell'aleatorietà di queste misure. Metti pure che uno impianti una verniciatura-assemblaggio a S. Marino. Poi tra 6 giorni, settimane, mesi....cambia idea o ci saranno bilaterali sulla reciprocità tra paese e paese...i mercati scontano questo al momento piu' che altro, credo.
 

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Il problema rimane quello dell'aleatorietà di queste misure. Metti pure che uno impianti una verniciatura-assemblaggio a S. Marino. Poi tra 6 giorni, settimane, mesi....cambia idea o ci saranno bilaterali sulla reciprocità tra paese e paese...i mercati scontano questo al momento piu' che altro, credo.
Credo basti un ufficio affittato con dentro un secchio di vernice e un pennello per dire che hai una verniciatura a San marino, però come hai detto tu ora si fermerà tutto per un po almeno fino a che tutti i paesi non faranno la loro mossa. L'europa è come mio nonno che diceva sempre "no mover spuse" che significa letteralmente non muovere odori sgradevoli che significa che è meglio stare fermi e aspettare che agire. Io sono più per l'agire, magari diventeremo la nuova Cina
 

gibo2007

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Come detto i dazi per il Vietnam sono al 46%, ma evidenzio anche Cambogia 49% e Tailandia 36%. La grandissima parte dei copertoni e tanta componentistica ad esempio è prodotta in questi paesi.
A mio parere la domanda giusta é; come mai vari prodotto di medio/alta gamma sono prodotti in paesi dove la manodopera costa pochissimo e nonostante ciò al netto dell'inflazione gli stessi beni costano di più (o quando va bene uguale) rispetto a 30 anni fa?
Possiamo scegliere la categoria merceologica a piacere.
 

mikimetal91

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Pellegrino proto01
Il problema rimane quello dell'aleatorietà di queste misure. Metti pure che uno impianti una verniciatura-assemblaggio a S. Marino. Poi tra 6 giorni, settimane, mesi....cambia idea o ci saranno bilaterali sulla reciprocità tra paese e paese...i mercati scontano questo al momento piu' che altro, credo.
non è necessario produrre a S.Marino, dovrebbe bastare trovare un'azienda che accetti di comprare il prodotto italiano e rivenderlo in USA, ad esempio se io vendessi il mio prodotto in USA ci sarebbe un dazio del 20%, se lo vendessi ad un sanmarinese e poi lui lo vendesse in USA, ci sarebbe un dazio del 10%
 

Ser pecora

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non è necessario produrre a S.Marino, dovrebbe bastare trovare un'azienda che accetti di comprare il prodotto italiano e rivenderlo in USA, ad esempio se io vendessi il mio prodotto in USA ci sarebbe un dazio del 20%, se lo vendessi ad un sanmarinese e poi lui lo vendesse in USA, ci sarebbe un dazio del 10%

Possibile, ma questi giri sono esplicitamente bersaglio dell'amministrazione Usa. Già hanno abolito il de minimis dalla Cina ad esempio....
Tant'è che hanno approvato (o stanno, non ricordo) delle esenzioni per il materiale OEM, in modo da favorire almeno l'assemblaggio locale, con anche incentivi per chi apre attività nel settore.

Quindi non so, non mi fiderei troppo di queste manovre di raggiramento...
 
Stato
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