Presentato il 1° dicembre 2025, il casco Abus Taipan è stato pensato per il gravel ed è made in Italy. Se volete sapere dove e come esattamente viene fatto un casco in Italia, qui trovate la nostra visita agli stabilimenti veneti di Abus. La denominazione “da gravel” è ormai d’obbligo per riuscire a vendere, in realtà il Taipan si adatta benissimo sia alla bici da corsa che al cross country, segnando 305 grammi sulla nostra bilancia senza la luce posteriore, che pesa 19 grammi.
Durante i quasi due mesi di test ho usato il Taipan soprattutto in gravel, visto che sto provando la nuova Orbea Terra Race, oltre che per qualche giretto XC con la Canyon Lux Trail. Date le temperature invernali, poco posso dire della ventilazione, se non che la parte alta posteriore non presenta feritoie e mi lascia un po’ dubbioso per le condizioni estive. Lo so che ci sono altri media che hanno miracolosamente dato un verdetto sulle uscite calde ed assolate, devono avere una filiale equatoriale a noi sconosciuta. La vestibilità è buona, non ho infatti riscontrato fastidiosi punti di contatto anche dopo ore in sella, e la rotellina per regolare la tensione della chiusura è precisa e regolabile in altezza grazie ad una scala zigrinata che permette di trovare la propria posizione ideale.
Quello che non mi è piaciuto, su un casco da 200€, sono le cinghie sottomento e la fibbia. Cominciando da questa, su un casco di questa fascia di prezzo mi aspetto il Fidlock magnetico. Per quanto riguarda le cinghie, sono molto sottili (nella descrizione le definiscono “aerodinamiche“), cosa che ne provoca un facile attorcigliamento su se stesse quando uno si leva il casco dalla testa, per esempio per mettere la cuffia prima di una discesa quando fa freddo. Non sono poi riuscito a trovare il fantomatico supporto occhiali anteriore. Sul sito Abus non c’è nessuna foto su come posizionare gli occhiali sul casco, ma non dovrebbe essere così complicato da capire.
La protezione è quella di un caschetto da XC. Anche in questo frangente manca però una cosa, visto il prezzo: il sistema MIPS. Ormai il cliente di un casco da 200€ si attende il MIPS, al di là delle valutazioni sulla sua reale efficacia. Prendiamo per esempio il Giro Cielo da 199.95€, ed il MIPS c’è. Certo, questo Abus è fatto in Italia ma, al di là delle considerazioni economico/patriottiche, la concorrenza questo offre e, una volta in testa, sfido a notare la differenza fra un casco fatto in Cina o fatto in Italia, per una determinata fascia di prezzo e con le stesse certificazioni.
Non voglio sembrare troppo severo nel giudizio di questo Abus Taipan: lo indosso volentieri, anche perché la luce posteriore mi dà un po’ di sicurezza in più quando giro durante le grigie giornate invernali, ma il rapporto qualità/prezzo non mi convince.
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