Si è arrivati infine alle condanne dopo 4 anni di indagini e processo di quella che è stata denominata Operazione Ilex dalla Guardia Civil spagnola.
La sentenza del Tribunale Penale n. 1 di Cáceres, come riportata da Marca, condanna i due principali imputati Marcos Maynar (nella foto sopra) a due anni di reclusione, a una multa di 2.700 euro e al divieto di svolgere attività legate all’allenamento sportivo o alla medicina per 21 mesi. Ignacio Bartolomé è stato condannato a nove mesi di reclusione, a una multa di 2.100 euro e al divieto di svolgere attività per nove mesi.
Il tribunale ha accertato che entrambi distribuivano capsule e compresse in bustine trasparenti con etichette scritte a mano come “caffè”, “forza” e “lattato”. Secondo la sentenza gli atleti li contattavano a Cáceres e si sottoponevano a esami fisiologici e in seguito ricevevano le sostanze credendole integratori alimentari.
La sentenza conclude che le capsule etichettate come “lattato” contenevano una sostanza compatibile con l’acido dicloroacetico (DCA), la cui distribuzione non è autorizzata in Spagna. La sentenza rileva che il DCA può ridurre l’accumulo di lattato durante l’esercizio fisico, ma può anche comportare rischi per la salute, tra cui neurotossicità, epatotossicità e possibile cancerogenicità.
È stato inoltre accertato che è stato spedito e distribuito “Actovegin”, un farmaco biologico derivato dal sangue di vitello e non autorizzato in Spagna. L’Actovegin è salito alla ribalta delle cronache per essere stato utilizzato dalla US Postal di Lance Armstrong a suo tempo, e per decenni somministrato dal medico del Bayern Monaco, Hans-Wilhelm Müller-Wohlfahrt, ai suoi atleti, anche se sulla sua reale efficacia rimangono vari dubbi (non figura nella lista delle sostanze dopanti della WADA).
Nel corso delle indagini, la Guardia Civil ha intercettato diverse spedizioni postali, tra cui una indirizzata al ciclista colombiano Miguel Ángel López, all’epoca in forza all’Astana, contenente capsule di “lattato” e compresse di “Actovegin Forte”. Altri pacchi intercettati erano indirizzati a Garikoitz Bravo Oyarvide (ex ciclista della Caja Rural) e Vicente Belda Vicedo (ex ciclista della Kelme -positivo all’antidoping alla Vuelta 1982- ed uno dei principali imputati dell’Operacion Puerto).
La sentenza sancisce inoltre l’assoluzione di Vicente Belda e Raúl Bernal Vigo dalle accuse più gravi, in quanto non è stato provato che distribuissero sostanze stupefacenti o che ne conoscessero appieno la composizione.
Il Laboratorio di Fisiologia dell’Esercizio Fisico presso la Facoltà di Scienze dello Sport dell’Università dell’Estremadura è stato identificato come uno dei principali centri dell’indagine condotta dalla Guardia Civil e dall’UCO. L’inchiesta ha incluso intercettazioni di pacchi, analisi di laboratorio e intercettazioni telefoniche, la cui validità è stata confermata dal tribunale.
Numerosi ciclisti e nuotatori hanno testimoniato durante il procedimento e le loro testimonianze descrivevano in modo coerente la ricezione di capsule etichettate come “caffè”, “integratore di forza” e “lattato” dopo essersi sottoposti a esami fisiologici.
Il giudice chiarisce che non è stato dimostrato alcun danno fisico specifico agli atleti, sebbene i rischi per la salute pubblica derivanti dalla distribuzione di medicinali non autorizzati siano considerati sufficienti.
La sentenza stabilisce inoltre che non è stato provato che la menotropina inviata nel 2022 fosse correlata a problemi fisici o al ritiro di Miguel Ángel López dal Giro d’Italia del 2022.
Oltre alle condanne per traffico di farmaci non autorizzati, il tribunale assolve Marcos Maynar, Vicente Belda e Raúl Bernal dall’accusa di doping sportivo.
Si chiude cosi questo capitolo di intrecci tra medici e sportivi con due condanne che sono le più pesanti nella storia spagnola.
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