Non voglio pensare che Riccò sia lo specchio dello sport italiano nello specifico del ciclismo. Credo che Riccò sia una persona con problemi grossi interiori, problemi che non lo fanno star bene con se stesso. Forse lo sport per lui è una valvola di sfogo, un suo senso di affermazione personale, quell'affermazione che è venuta meno, dal momento che è sprofondato nella vergogna di chi ha barato ed ha vinto barando. Ora inutile fare condanne o insulti, visto che non è l'unico a fare uso di sostanze dopanti, la domanda è: cosa fare perchè Riccò non faccia peggio, abbiamo già l'esempio di Pantani che tutti pensavamo avesse insegnato qualcosa DS compresi. Io credo che Riccò sia comunque aiutato ad andare sulla strada sbagliata per probabili interessi occulti o meglio economici, di chi lucra sulla immagine e sull'atleta mettendo in secondo piano l'uomo. Ora speriamo che la sua famiglia possa non solo allontanarlo dal ciclismo, credo abbia ben poco da dare a questo punto, ma che lo aiutino ad ubicarsi nella società come uomo prima di tutto, è giovane ha guadagnato ed ha la possibilità di crearsi un futuro e percorso come uomo, certo non sarà facile una strada in salita, ma le stesse salite che ha saputo scalare e vincere, a volte anche in modo non pulito. Forse questa sarà la sua salita più dura, ma quando sarà in cima sarà anche quella che gli avrà regalato le maggiori soddisfazioni.
Dai Riccò, hai sbagliato ma adesso prova a rialzarti, lo devi a te come uomo
Fabio