Non sbagli affatto, è quanto risulta appunto dalla ricerca presentata qui, primo post=
[url]http://forum.slowtwitch.com/gforum.cgi?post=1992160;search_string=peak%20force%20coggan;&t=search_engine#1992160[/URL]
La mia "deduzione" (purtroppo non ho un misuratore di forze e componenti vettoriali applicate al pedale) è basata su questi elementi e sul fatto che, confermato anche da Coggan, i "migliori" atleti, paradossalmente ma neanche troppo, sono quelli che imprimono un maggior picco di forza nella fase "vettorialmente" efficace ad ogni singola rivoluzione di pedalata e al contempo hanno una componente nulla negativa nella fase di ritorno ed un miglior superamento del punto morto, in particolare di quello superiore.
La questione però non è solo fisico-meccanica, poichè questa capacità, che è anche tecnica, può essere allenata e prevede una miglior resa sia fisiologica (coordinazione, reclutamento unità motorie, miglioramento velocità/intensità di fase contrattiva e rilassamento muscolare) che meccanica come risultato dei miglioramenti appena citati.
Questi fattori ovviamente sono vincolati alla capacità aerobica (nella maggior parte delle prestazioni ciclistiche, OT motivo per cui il doping ematico= come miglioramento delle capacità aerobiche, ha stravolto le prestazioni dagli anni 90 ad oggi /OT).
L'esempio pratico si ha nei "prof" che adottano efficacemente alte cadenze: vanno in crisi nel momento in cui non riescono a mantenere una determinata/determinato range per loro ottimale di curva di coppia torcente/picco di forza ad ogni pedalata. E' anche il motivo per cui questi atleti sono meno penalizzati anche quando non c'è una pendenza da vincere, come una cronometro in pianura, poichè sanno esprimere un'elevata potenza media (anche senza vincere una forza gravitazionale e/o una maggior inerzia) a partire dalla combinazione di alto picco di forza + cadenza elevata.
La discrepanza tra potenza (anche media) espressa in pianura rispetto alla salita sta proprio in questo aspetto.
Ancora paradossalmente, è più facile che un inseguitore in pista diventi un discreto/buono scalatore che l'inverso, sempre e anche per questi motivi. E questo concetto è molto chiaro a molte "scuole" e metodologie.
Gli scalatori o passisti scalatori che hanno saputo ben esprimersi anche in prove a cronometro registravano cadenze superiori rispetto ad alte stagioni sia in salita che in pianura, viene in mente, "anedotticamente", il Basso negli anni CSC.
Quanto può influire come miglioramento però è insindacabilmente vincolato alle caratteristiche del singolo, consiglio questa sintetica e riassuntiva lettura=
[url]http://www.pponline.co.uk/encyc/cycling-training-can-your-pedalling-technique-make-you-a-more-efficient-rider-42241[/URL]
più che un maggior recupero una maggior efficienza (fattori fisiologici sopra elencati).