fa piacere avere conferme da altri coach.
Chi seguo lo sa già per esperienza diretta, ma anche Friel si è adattato (per esperienza, questa è la sua risposta) ad una periodizzazione di base per atleti evoluti che prevede già Z2+3 e/o polarizzazione di carico (prediligo Z2+7) e quindi leggermente diversa da quanto fin'ora suggerito anche nel suo libro.
[URL]http://www.joefrielsblog.com/2011/04/qa-measuring-aerobic-endurance-progress.html[/URL]
Nella seconda parte della risposta indica il perché di un Cp30 come parametro (discostandosi quindi anche egli dal protocollo 5+20' con la giustificazione già apportata in precedenti parti della discussione)
Praticamente gradualità, Z2 con micro-burst in Z7 nel primissimo periodo della stagione e poi sweet spot, per poi passare oltre a seconda delle esigenze. Chiaramente banalizzando, poi è ovvio che la moltitudine di varianti di tali esercizi, rende tutto personalizzabile e soggettivo.
Sul test dei 30' ho alcuni dubbi.
E' vero che in quello dei 20' c'è una netta prevalenza della componente anaerobica, ma non credo che su un ipotetico test sui 30' la differenza si poi così netta, resta sempre da quantificare la percentuale di decadimento soggettivo da detrarre dal valore risultante dal test, se non sbaglio Friel dice 7%, ma su quale test 20 o 30?
Comunque sempre più dubbi su questi test, uno è valsato dal esagerata componente anaerobica, uno è una via di mezzo, uno è più un allenamento che un vero test, uno è poco ripetibile per l'eccessiva durezza (almeno per me), ma non è che alla fine (e qui rilancio ancora, quella che non è certamente una mia idea, ma di un ormai assente utente

) mantenere il valore massimo di CP60 mai raggiunto realmente sul campo, qualsisasi esso sia, sia la cosa più azzeccata, giocando sulle ampie % delle zone, per tarare il training nei vari periodi?
Tanto i miglioramenti, se ci sono, si percepiscono ugualmente poi in gara e comunque su strada quando è il momento di tirarsi il collo, ma anche svolgendo le singole sedute di allenamento si capisce se aumentare la durezza del training.
Lo dico da profano e curiosone naturalemtne, ma non è che và a finire che fra qualche periodo ci ritroveremo a leggere in una newsletter di uno dei grandi nomi del panoramico wattistico mondiale, che la soluzione definitiva era questa, dopo che sul "testo sacro" si diceva di fare il test tal dei tali?
Chi vivrà vedrà, io intanto mi salvo questo post

e continuo a cercare di capire.