A leggere i vs. programmi mi mettete ansia.
Paolo, uno con il tuo motore non deve farsi troppi problemi.
Io penso che ognuno debba "vivere" la bici come meglio crede, ma deve anche essere sincero con se stesso e capire se quello che sta facendo (
rulli, tabelle, ripetute) gli piace oppure no. Se non gli piace, ma lo fa per raggiungere obiettivo è comprensibile. Ma se questo obiettivo è irraggiungibile da diversi anni di "sacrifici", beh, forse qualche dubbio sul continuare dovrebbe porselo. Il ciclismo è senza dubbio una "droga", che da dipendenza; che ti fa innervosire se non puoi uscire a causa di "eventi" naturali (maltempo, famiglia, lavoro); che ti fa sempre confrontare con altri e "rosicare" se qualcuno fa più forte di te.
Era così anche per me. Anche se non ho mai ottenuto prestazioni eccellenti e mai raggiunto kilometraggi alti (l'anno in cui ho pedalato di più ho fatto 7.000km), non nego che quando sei in forma, e "strappi" un buon tempo su una salita, di da' una bella carica. Ora per vari motivi, mi rendo conto che questo non è più possibile. L'anno scorso ho sofferto uno stress psicologico per la mancanza di allenamento. Ora ho imparato a fregarmene. Non ho ancora iniziato la stagione; la inizierò quando sarà il momento senza fretta. Non devo dimostrare nulla a nessuno. Poi non è detto che in qualche uscita in compagnia non cerchi la "sfida", che è il sale del ciclismo.
Leggendo il forum, però, devo dire che il ciclismo amatoriale è un po' troppo esasperato. Preparatori, tabelle, diete etc etc sono all'ordine del giorno.
Quando leggo:"mi tocca fare rulli, uffa", beh, rimango perplesso. Come ti tocca? non ti piacciono? Non farli! Non perdi nulla se stai fermo
uno o due giorni.
Recentemente ho incontrato un vecchio conoscente, pedalatore fortissimo negli anni '80/'90 (ex-dilettante), che ha ripreso la bici due anni fa, dopo più di 15 anni di pausa. Inutile, dire che va fortissimo, ma sorride a questo "affidarsi" al preparatore. Lui dice:
"O vai, o non vai.....un preparatore può ben poco di più di quello che puoi fare tu con il buon senso. Ovvio, che non puoi uscire ogni volta a tutta e che devi alternare con uscite tranquille; che devi fare tanti km agili e a volte tirare il rapportone; che devi evitare di mangiare schifezze. Non ci vuole un preparatore per capire questo. Ai miei tempi era il DS e il medico della squadra che ti davano delle indicazioni. Il resto lo capivi da te".
Però come tutte le cose, anche il ciclismo si evolve, si perfeziona e in questo c'é posto anche per il preparatore.