Sagan: 9. E' un fenomeno, e si sapeva, ma vincere tre tappe al Tour, buttarsi in tutte le volate per difendere la maglia verde e riuscire a portarla fino a Parigi forse va addirittura oltre le aspettative. Non sopporto le sue interviste, in particolare le gravi risate che usa come intercalare e gli immancabili "vediamo", buoni per qualsiasi domanda.
Greipel: 8,5. Vince tre tappe, ma non mi convince fino in fondo. Di certo è uscito dall'ombra di Cavendish e si è ritagliato un suo spazio importante.
Goss: 6. Sempre piazzato, mai vincente, non dà nemmeno l'idea di poterlo essere.
Se vince a Parigi, aggiorno il voto
Cavendish: 9. Basta la volata di Brive La Gaillarde.
Sanchez L. L.: 8. Più volte in fuga, vince una tappa, maledice Cavendish che lo sorpassa al doppio della velocità, fa pure una gran cronometro finale.
Voeckler: 8. Forse è
solo 8 perché mi è antipatico: due tappe vinte, una con un'impresa, la maglia a pois portata a Parigi. A mio giudizio, meglio dello scorso anno, quando gli avrei dato 4 per aver buttato via il podio per una stupida
hybris che l'ha portato a pensare di poter vincere il Tour.
Gilbert: 4. Chi era costui?
Millar: 7. Per la vittoria e per un'ipocrisia minore della media.
Valverde: 6,5. Partito con proclami inverosimili, vince una bellissima tappa.
Menchov: 4. Temo sia "finito".
Basso: 4,5. Una salita fatta forte in tutto il Tour è troppo poco, anche per un gregario.
Scarponi: 4,5. Cadenza di pedalata da anni '30, così come l'idea che per vincere si debba
battezzare una ruota. Corridore d'altri tempi. (E pensare che mi è anche simpatico!)
Team Sky: 8. La squadra più forte del Tour. Molto forte ma un po' meno di quanto sembrasse all'inizio.
Liquigas: 6. Il voto è una media tra il voto alto per i due leader e quello disastroso per gli altri.
BMC: 6,5. Un po' meno scarsa di quanto sembrasse.