26 agosto 2012 GF ALTA LANGA (percorso lungo)
Recensione gara:
Fin dai primi chilometri la corsa si è mostrata per quello che sarebbe poi stata, e cioè un continuo alternarsi di salite e discese, con la totale assenza di tratti realmente pianeggianti. Dopo una prima parte necessaria per rompere il fiato le sensazioni sono state da subito buone, con una pedalata piuttosto facile. Nelle prime salite la corsa è andata via abbastanza regolare, con qualche accelerazione e un discreto ritmo generale, ho sempre cercato di pedalare nelle prime posizioni, cercando di stare attento ai 3-4 corridori che consideravo più pericolosi, fiducioso di poter poi provare qualcosa nel finale di gara.
Sulla terza salita (km 55) il passo è stato da subito più alto, grazie ad un bel forcing di Sergio Barbero, e infatti in cima eravamo poco più di una decina tra medio e lungo, sebbene un errore di percorso a metà salita, subito corretto, e il successivo rallentamento per permettere a tutti di rientrare, ha fatto si che alcuni dapprima staccati siano riusciti a riprendere la coda del drappello.
Circa in quei km ho capito che se non avessi trovato da li a breve un rifornimento idrico sarebbe potuto essere un problema in quanto ero costretto a centellinare l'acqua e a non poter bere come invece avrei dovuto (problema comunque comune anche ad altri), nonostante questo ero sempre fiducioso per il finale.
Verso il km 65 è caduto un ragazzo davanti a me che per poco non centravo in pieno, per cercare di frenare in tempo mi è presa una forte fitta al quadricipite sinistro, ripartito dopo pochi secondi sono rientrato senza grossi problemi, ma con qualche certezza in meno.
Sulla salita successiva ho faticato decisamente più rispetto a quanto fatto in precedenza, anche se la stanchezza sembrava iniziasse ad essere ben presente in tutto il gruppetto, tant'è che in cima ci siamo praticamente fermati ed un mio compagno ne ha approfittato per scattare ed avvantaggiarsi prima della salita più dura. Qua per fortuna ho trovato una borraccia d'acqua da un signore a bordo strada, il fatto che mancassero ancora 35km ha reso necessaria una gestione accurata di essa, senza poter dissetarmi completamente.
Il ritmo è continuato ad essere blando fino alla discesa e alla penultima salita, 3km al 10% di media, sulla quale siamo venuti via in tre, io e quello che poi ha vinto facevamo un pochino l'elastico rispetto a Paluan, che però non ci ha attaccato, anche perché avevo la sensazione che mi iniziassero a prendere i crampi. In cima abbiamo ripreso e passato il mio compagno che non ha avuto le forze per accodarsi, da li in poi abbiamo tirato tutti e tre regolari, sia sul falsopiano che sull'ultima salita, dove ho provato un piccolo forcing nella prima metà. Proprio in cima a questa salita, a circa 200m dallo scollinamento, mi sono piantato in maniera piuttosto strana e inaspettata, quando ormai tutti e tre eravamo sicuri di arrivare insieme. Da li in poi ho fatto gli ultimi 5km in falsopiano tutti in solitaria, a circa 10” dalla coppia al comando, arrivando terzo al traguardo. E' stata una gara nella quale non so leggere benissimo la mia prestazione, pensavo di poter attaccare in prima persona nel finale ma ho dovuto soprattutto difendermi, il percorso è stato comunque davvero duro, e la scarsità d'acqua (per tutti, l'unico ad avere assistenza era il ragazzo che poi ha vinto, con pieno merito) ha reso il tutto ancora più impegnativo. Non so poi se ha influito o meno il dolore alla coscia sinistra dovuto alla caduta evitata, la sera mi dava ancora un forte fastidio, ma magari non ha influito troppo sulla prestazione complessiva. Sono comunque contento di aver fatto il lungo sebbene sapessi che sarebbe stato impegnativo e che sarebbe stato maggiormente difficile ottenere un buon risultato, penso che fosse quello che ci voleva alla ripresa delle gare, prima della granfondo colnago di domenica.
GRAFICO (dati media 20'')
ANALISI:
una prestazione dai lati e aspetti sia "negativi" (nel senso che servono per rivedre aspetti su cui ulteriormente migliorarsi) che positivi.
Considerando le caratteristiche del percorso e soprattutto come poi si è dipanata la gara e l’andatura si nota che:
1) anche con una media mobile dati sui 20’’, c’è estrema variabilità nelle potenze espresse ed alto livello stocastico, escludendo ovviamente le salite più regolari, affrontate inizialmente sempre in ogni caso ad alto ritmo (primi minuti di ognuna di esse a 390-370W) per cercare una selezione in questi punti cruciali
2) assenza di fasi di recupero, si noti come la cadenza (linea azzurra grafico) non scenda mai a fondo scala se non per pochissimi e rari tratti: la gara è stata impegnativa anche dal punto di vista muscolare con pochissime fasi/possibilità di recupero o a ruota libera; il tutto si addiziona al fatto che Simone prevalentemente partecipa a percorsi medi e non lunghi (anche se poi ciò che realmente conta è il tempo di gara e TSS). In tal senso va letta la flessione occorsa nel finale. Sicuramente anche i problemi di idratazione hanno influito ma sopra ad essi anche le caratteristiche di questo percorso.
3) Ulteriore fattore, visibile nell’analisi potenza/cadenza, in verde quanto richiesto/espresso sulla penultima salita: questa generale riduzione di cadenza/incremento di potenza dovuto alla situazione tattica ma anche ovviamente alle esigenze della salita hanno comportato un passaggio abbastanza drastico tra andamento stocastico-tendende ad alte rpm e medio basse coppie torcenti e suo opposto soprattutto per le caratteristiche di pedalatore agile di Simone. Questo elemento, sommato alla tensione muscolare instauratasi per evitare il concorrente caduto ha creato sicuramente un disagio muscolare ulteriore, che si va a sommare a caratteristiche percorso e situazione meteo/idrica
In positivo va comunque sottolineata la duttilità di un atleta di alto livello proprio come Simone, trovatosi a battagliare su 1) un percorso dalle caratteristiche non congeniali e con salite poco selettive 2) in una situazione, sempre critica per sensazioni ed incognite, di rientro post vacanze e successiva ripresa del carico.
Il podio raggiunto è sintomo di una maturazione acquisita e consolidata ANCHE in quest’ultima fase di stagione, un’atleta al meglio delle proprie condizioni riesce a difendersi (come è spesso accaduto in questo evento) anche su percorsi (e contro avversari) che differiscono da quelle che sono proprie attitudini e peculiari caratteristiche: quando la condizione e il carico è acquisito si è validi e performanti anche in situazioni diversa da quelle che ci possono favorire.
[FONT="]5^ gf per massimo TSS nel 2012 (241 punti) ma 10^ per IF (0.8) discrepanza questa giustificata da 1) mancanza di salite lunghe (<IF) ma azione sempre continuativa (>TSS).[/FONT]
Recensione gara:
Fin dai primi chilometri la corsa si è mostrata per quello che sarebbe poi stata, e cioè un continuo alternarsi di salite e discese, con la totale assenza di tratti realmente pianeggianti. Dopo una prima parte necessaria per rompere il fiato le sensazioni sono state da subito buone, con una pedalata piuttosto facile. Nelle prime salite la corsa è andata via abbastanza regolare, con qualche accelerazione e un discreto ritmo generale, ho sempre cercato di pedalare nelle prime posizioni, cercando di stare attento ai 3-4 corridori che consideravo più pericolosi, fiducioso di poter poi provare qualcosa nel finale di gara.
Sulla terza salita (km 55) il passo è stato da subito più alto, grazie ad un bel forcing di Sergio Barbero, e infatti in cima eravamo poco più di una decina tra medio e lungo, sebbene un errore di percorso a metà salita, subito corretto, e il successivo rallentamento per permettere a tutti di rientrare, ha fatto si che alcuni dapprima staccati siano riusciti a riprendere la coda del drappello.
Circa in quei km ho capito che se non avessi trovato da li a breve un rifornimento idrico sarebbe potuto essere un problema in quanto ero costretto a centellinare l'acqua e a non poter bere come invece avrei dovuto (problema comunque comune anche ad altri), nonostante questo ero sempre fiducioso per il finale.
Verso il km 65 è caduto un ragazzo davanti a me che per poco non centravo in pieno, per cercare di frenare in tempo mi è presa una forte fitta al quadricipite sinistro, ripartito dopo pochi secondi sono rientrato senza grossi problemi, ma con qualche certezza in meno.
Sulla salita successiva ho faticato decisamente più rispetto a quanto fatto in precedenza, anche se la stanchezza sembrava iniziasse ad essere ben presente in tutto il gruppetto, tant'è che in cima ci siamo praticamente fermati ed un mio compagno ne ha approfittato per scattare ed avvantaggiarsi prima della salita più dura. Qua per fortuna ho trovato una borraccia d'acqua da un signore a bordo strada, il fatto che mancassero ancora 35km ha reso necessaria una gestione accurata di essa, senza poter dissetarmi completamente.
Il ritmo è continuato ad essere blando fino alla discesa e alla penultima salita, 3km al 10% di media, sulla quale siamo venuti via in tre, io e quello che poi ha vinto facevamo un pochino l'elastico rispetto a Paluan, che però non ci ha attaccato, anche perché avevo la sensazione che mi iniziassero a prendere i crampi. In cima abbiamo ripreso e passato il mio compagno che non ha avuto le forze per accodarsi, da li in poi abbiamo tirato tutti e tre regolari, sia sul falsopiano che sull'ultima salita, dove ho provato un piccolo forcing nella prima metà. Proprio in cima a questa salita, a circa 200m dallo scollinamento, mi sono piantato in maniera piuttosto strana e inaspettata, quando ormai tutti e tre eravamo sicuri di arrivare insieme. Da li in poi ho fatto gli ultimi 5km in falsopiano tutti in solitaria, a circa 10” dalla coppia al comando, arrivando terzo al traguardo. E' stata una gara nella quale non so leggere benissimo la mia prestazione, pensavo di poter attaccare in prima persona nel finale ma ho dovuto soprattutto difendermi, il percorso è stato comunque davvero duro, e la scarsità d'acqua (per tutti, l'unico ad avere assistenza era il ragazzo che poi ha vinto, con pieno merito) ha reso il tutto ancora più impegnativo. Non so poi se ha influito o meno il dolore alla coscia sinistra dovuto alla caduta evitata, la sera mi dava ancora un forte fastidio, ma magari non ha influito troppo sulla prestazione complessiva. Sono comunque contento di aver fatto il lungo sebbene sapessi che sarebbe stato impegnativo e che sarebbe stato maggiormente difficile ottenere un buon risultato, penso che fosse quello che ci voleva alla ripresa delle gare, prima della granfondo colnago di domenica.
GRAFICO (dati media 20'')
ANALISI:
una prestazione dai lati e aspetti sia "negativi" (nel senso che servono per rivedre aspetti su cui ulteriormente migliorarsi) che positivi.
Considerando le caratteristiche del percorso e soprattutto come poi si è dipanata la gara e l’andatura si nota che:
1) anche con una media mobile dati sui 20’’, c’è estrema variabilità nelle potenze espresse ed alto livello stocastico, escludendo ovviamente le salite più regolari, affrontate inizialmente sempre in ogni caso ad alto ritmo (primi minuti di ognuna di esse a 390-370W) per cercare una selezione in questi punti cruciali
2) assenza di fasi di recupero, si noti come la cadenza (linea azzurra grafico) non scenda mai a fondo scala se non per pochissimi e rari tratti: la gara è stata impegnativa anche dal punto di vista muscolare con pochissime fasi/possibilità di recupero o a ruota libera; il tutto si addiziona al fatto che Simone prevalentemente partecipa a percorsi medi e non lunghi (anche se poi ciò che realmente conta è il tempo di gara e TSS). In tal senso va letta la flessione occorsa nel finale. Sicuramente anche i problemi di idratazione hanno influito ma sopra ad essi anche le caratteristiche di questo percorso.
3) Ulteriore fattore, visibile nell’analisi potenza/cadenza, in verde quanto richiesto/espresso sulla penultima salita: questa generale riduzione di cadenza/incremento di potenza dovuto alla situazione tattica ma anche ovviamente alle esigenze della salita hanno comportato un passaggio abbastanza drastico tra andamento stocastico-tendende ad alte rpm e medio basse coppie torcenti e suo opposto soprattutto per le caratteristiche di pedalatore agile di Simone. Questo elemento, sommato alla tensione muscolare instauratasi per evitare il concorrente caduto ha creato sicuramente un disagio muscolare ulteriore, che si va a sommare a caratteristiche percorso e situazione meteo/idrica
In positivo va comunque sottolineata la duttilità di un atleta di alto livello proprio come Simone, trovatosi a battagliare su 1) un percorso dalle caratteristiche non congeniali e con salite poco selettive 2) in una situazione, sempre critica per sensazioni ed incognite, di rientro post vacanze e successiva ripresa del carico.
Il podio raggiunto è sintomo di una maturazione acquisita e consolidata ANCHE in quest’ultima fase di stagione, un’atleta al meglio delle proprie condizioni riesce a difendersi (come è spesso accaduto in questo evento) anche su percorsi (e contro avversari) che differiscono da quelle che sono proprie attitudini e peculiari caratteristiche: quando la condizione e il carico è acquisito si è validi e performanti anche in situazioni diversa da quelle che ci possono favorire.
[FONT="]5^ gf per massimo TSS nel 2012 (241 punti) ma 10^ per IF (0.8) discrepanza questa giustificata da 1) mancanza di salite lunghe (<IF) ma azione sempre continuativa (>TSS).[/FONT]
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