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Idem con quel cesso che gli hanno dato alle olimpiadi.
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quel telaio da crono ha annichilito in un'ora decenni di sviluppo delle bici da tt !!!
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Idem con quel cesso che gli hanno dato alle olimpiadi.
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Si parlava di bici da corsa. Non da cicloturismo o granfondismo.Sono importanti per uno che fa 5000km all'anno? Perche' il 90% delle bici le ditte le vendono a quelli.
Wiggins, appena arrivato alla Sky ha twittato che la Dogma non gli piaceva per niente ed era troppo pesante.
Nel giro di poco tempo il tweet e' sparito, Wiggins ha continuato a pedalare la sua brava Dogma e ci ha vinto quello che ci ha vinto.
Idem con quel cesso che gli hanno dato alle olimpiadi.
Armstrong ha pedlato Caloi alla Motorola poi sempre Trek.
Su questo non ci piove, ma che un corridore esperto non possa avere un minimo di competenza in materia mi sembra fuori luogo francamente.Per semplificare brutalmente: se io pedalassi su una trek madone 7 con obermayer e super record, e contador corresse spingendo un carrello della spesa, vincerebbe lui. Ma questo non significa che il carrello sia un mezzo migliore della trek.
Per andare sul concreto, se i telai nagasawa hanno vinto 10 mondiali, è perché ci ha corso sopra un campione, se sul master ci hanno vinto mille corse è perché ci hanno corso dei campioni. Lo sanno anche i muri che lo Scott addict è rigido come il pongo, ma scommetto che molti pro l'hanno usato, ed è probabile che qualcuno ci abbia vinto anche qualche gara. Questo perché i corridori corrono su quello che gli danno!
Sono importanti per uno che fa 5000km all'anno? Perche' il 90% delle bici le ditte le vendono a quelli.
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però il cicloamatore medio fa quelle percorrenze in un annoSi parlava di bici da corsa. Non da cicloturismo o granfondismo.
Ne sei certo? Proprio qui in Locanda da Dario potresti essere smentitoPer semplificare brutalmente: se io pedalassi su una trek madone 7 con obermayer e super record, e contador corresse spingendo un carrello della spesa, vincerebbe lui. Ma questo non significa che il carrello sia un mezzo migliore della trek.
Per andare sul concreto, se i telai nagasawa hanno vinto 10 mondiali, è perché ci ha corso sopra un campione, se sul master ci hanno vinto mille corse è perché ci hanno corso dei campioni. Lo sanno anche i muri che lo Scott addict è rigido come il pongo, ma scommetto che molti pro l'hanno usato, ed è probabile che qualcuno ci abbia vinto anche qualche gara. Questo perché i corridori corrono su quello che gli danno!
Si parlava di bici da corsa. Non da cicloturismo o granfondismo.
evidentemente non ci capiamo.Ed io parlavo dell'utilita' di un feedback per un costruttore.
Su questo non ci piove, ma che un corridore esperto non possa avere un minimo di competenza in materia mi sembra fuori luogo francamente.
Ma Pegoretti, preso ad esempio visto che qui siamo, fa telai per bici pensati, studiati e realizzati per le corse. Così come pure altri, che poi ci si vada a prendere il pane o a bere il caffè al lago oppure ad arrivare duemillemillesimo all'ennesima GF, è un altro paio di maniche.però il cicloamatore medio fa quelle percorrenze in un anno
Circa i feedback, con riferimento al direttore, credo che quelli rilasciati dai risultati di un prof, piuttosto che dai miei (o che come me) o quelli di una qualsivoglia rivista patinata profumatamente pagata, possano avere una valenza maggiore.
Il tuo discorso è condivisibile. I top hanno un nome da spendere sul mercato, gli altri no.Non si puo' generalizzare, ma basta vedere cosa fanno una volta smesso: i top si aprono un marchio e se le fanno fare da qualcuno.
Gli altri aprono un negozietto e vendono quello che offre il mercato. Con a volte competenze tutte da verifcare per i consumatori.
Sono ben pochi quelli che continuano ad essere usati per le loro competenze in materia, nonostante la grande esperienza.
Pronto a scommettere che se arriva invece uno di 15 anni che vince tutto e vuole una bici col carro di lunghezza diversa secondo il giorno della settimana magari glielo fanno.
Hai mai letto riviste recensire negativamente una bici?Non credere. I progettisti ci tengono eccome ai feedback di certi amatori o di certi tester di riviste. Non di tutti ovviamente.
Hai mai letto riviste recensire negativamente una bici?
La recensione negativa e' un mito del lettore.
!Il tuo discorso è condivisibile. I top hanno un nome da spendere sul mercato, gli altri no.
Secondo te ha più appeal un telaio marchiato Cipollini o un Faraca?
In secondo luogo va contestualizzato il ragionamento, al tempo odierno data la massificazione della produzione e della tipologia stessa dei prodotti realizzati su scala industriale, certe diversificazioni sono alquanto improbabili.
Ma se faccio riferimento ai tempi d'oro dell'acciaio quando le bici le facevano gli artigiani o venivano comunque prodotte industrialmente seguendo standard artigianali, allora il discorso cambia. Era molto comune il fatto che il telaista ed il corridore, top generalmente, interagissero nello sviluppo dei mezzi.
Quindi le recensioni che fate non contano un cass!
Lo dite voi eh..![]()
Ma tutte queste pagine non c'entrano nulla con la locanda.