Locanda "da Dario"

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aotearoa

Apprendista Scalatore
2 Maggio 2007
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Bertolo Custom
Sono importanti per uno che fa 5000km all'anno? Perche' il 90% delle bici le ditte le vendono a quelli.

Wiggins, appena arrivato alla Sky ha twittato che la Dogma non gli piaceva per niente ed era troppo pesante.
Nel giro di poco tempo il tweet e' sparito, Wiggins ha continuato a pedalare la sua brava Dogma e ci ha vinto quello che ci ha vinto.
Idem con quel cesso che gli hanno dato alle olimpiadi.

Armstrong ha pedlato Caloi alla Motorola poi sempre Trek.
Si parlava di bici da corsa. Non da cicloturismo o granfondismo.
 

aotearoa

Apprendista Scalatore
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Per semplificare brutalmente: se io pedalassi su una trek madone 7 con obermayer e super record, e contador corresse spingendo un carrello della spesa, vincerebbe lui. Ma questo non significa che il carrello sia un mezzo migliore della trek.
Per andare sul concreto, se i telai nagasawa hanno vinto 10 mondiali, è perché ci ha corso sopra un campione, se sul master ci hanno vinto mille corse è perché ci hanno corso dei campioni. Lo sanno anche i muri che lo Scott addict è rigido come il pongo, ma scommetto che molti pro l'hanno usato, ed è probabile che qualcuno ci abbia vinto anche qualche gara. Questo perché i corridori corrono su quello che gli danno!
Su questo non ci piove, ma che un corridore esperto non possa avere un minimo di competenza in materia mi sembra fuori luogo francamente.
 

aotearoa

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Per semplificare brutalmente: se io pedalassi su una trek madone 7 con obermayer e super record, e contador corresse spingendo un carrello della spesa, vincerebbe lui. Ma questo non significa che il carrello sia un mezzo migliore della trek.
Per andare sul concreto, se i telai nagasawa hanno vinto 10 mondiali, è perché ci ha corso sopra un campione, se sul master ci hanno vinto mille corse è perché ci hanno corso dei campioni. Lo sanno anche i muri che lo Scott addict è rigido come il pongo, ma scommetto che molti pro l'hanno usato, ed è probabile che qualcuno ci abbia vinto anche qualche gara. Questo perché i corridori corrono su quello che gli danno!
Ne sei certo? Proprio qui in Locanda da Dario potresti essere smentito
 

Ser pecora

Diretur
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16 Aprile 2004
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48.925
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Su questo non ci piove, ma che un corridore esperto non possa avere un minimo di competenza in materia mi sembra fuori luogo francamente.

Non si puo' generalizzare, ma basta vedere cosa fanno una volta smesso: i top si aprono un marchio e se le fanno fare da qualcuno.
Gli altri aprono un negozietto e vendono quello che offre il mercato. Con a volte competenze tutte da verifcare per i consumatori.
Sono ben pochi quelli che continuano ad essere usati per le loro competenze in materia, nonostante la grande esperienza.

Pronto a scommettere che se arriva invece uno di 15 anni che vince tutto e vuole una bici col carro di lunghezza diversa secondo il giorno della settimana magari glielo fanno.
 

aotearoa

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però il cicloamatore medio fa quelle percorrenze in un anno
Ma Pegoretti, preso ad esempio visto che qui siamo, fa telai per bici pensati, studiati e realizzati per le corse. Così come pure altri, che poi ci si vada a prendere il pane o a bere il caffè al lago oppure ad arrivare duemillemillesimo all'ennesima GF, è un altro paio di maniche.
Circa i feedback, con riferimento al direttore, credo che quelli rilasciati dai risultati di un prof, piuttosto che dai miei (o che come me) o quelli di una qualsivoglia rivista patinata profumatamente pagata, possano avere una valenza maggiore.
 

Ser pecora

Diretur
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Circa i feedback, con riferimento al direttore, credo che quelli rilasciati dai risultati di un prof, piuttosto che dai miei (o che come me) o quelli di una qualsivoglia rivista patinata profumatamente pagata, possano avere una valenza maggiore.

Non credere. I progettisti ci tengono eccome ai feedback di certi amatori o di certi tester di riviste. Non di tutti ovviamente.
 

Mardot

Velocista
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Bici
Mia
I riscontri dal campo erano molto importanti quando la produzione era:
- artigianale (parlo del processo)
- su piccola/media scala (parlo di numeri)
Condizioni che in quel contesto lasciano ampio spazio al parere di chi sulla bici ci corre.

Ora la produzione delle bici da corsa è:
- industriale
- su larga scala
Condizioni che rendono inopportuna (e potenzialmente controproducente) la presa in carico dei feedback da parte di chi corre.

In primis perché il rischio di instradare il prodotto verso specificità troppo spinte sarebbe elevato, e poi perché la base dati di partenza, soprattutto per fare un prodotto da corsa (racing), ha ormai raggiunto dimensioni ciclopiche, viste le milioni di prove, test, riscontri, gare, gallerie del vento, ecc.... di cui in qualche modo si sono ormai archiviati tutti i dati di riferimento, con relativa possiilità di riutilizzo.

Ovviamente il Contador di turno avrà sempre voce in capitolo, ma per il suo uso personale, difficilmente un dettaglio voluto dal campione finirà nel prodotto standard, se tale dettaglio non fa parte di un programma ben definito.
 

aotearoa

Apprendista Scalatore
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Non si puo' generalizzare, ma basta vedere cosa fanno una volta smesso: i top si aprono un marchio e se le fanno fare da qualcuno.
Gli altri aprono un negozietto e vendono quello che offre il mercato. Con a volte competenze tutte da verifcare per i consumatori.
Sono ben pochi quelli che continuano ad essere usati per le loro competenze in materia, nonostante la grande esperienza.

Pronto a scommettere che se arriva invece uno di 15 anni che vince tutto e vuole una bici col carro di lunghezza diversa secondo il giorno della settimana magari glielo fanno.
Il tuo discorso è condivisibile. I top hanno un nome da spendere sul mercato, gli altri no.
Secondo te ha più appeal un telaio marchiato Cipollini o un Faraca?
In secondo luogo va contestualizzato il ragionamento, al tempo odierno data la massificazione della produzione e della tipologia stessa dei prodotti realizzati su scala industriale, certe diversificazioni sono alquanto improbabili.
Ma se faccio riferimento ai tempi d'oro dell'acciaio quando le bici le facevano gli artigiani o venivano comunque prodotte industrialmente seguendo standard artigianali, allora il discorso cambia. Era molto comune il fatto che il telaista ed il corridore, top generalmente, interagissero nello sviluppo dei mezzi.
 

Ser pecora

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Il tuo discorso è condivisibile. I top hanno un nome da spendere sul mercato, gli altri no.
Secondo te ha più appeal un telaio marchiato Cipollini o un Faraca?
In secondo luogo va contestualizzato il ragionamento, al tempo odierno data la massificazione della produzione e della tipologia stessa dei prodotti realizzati su scala industriale, certe diversificazioni sono alquanto improbabili.
Ma se faccio riferimento ai tempi d'oro dell'acciaio quando le bici le facevano gli artigiani o venivano comunque prodotte industrialmente seguendo standard artigianali, allora il discorso cambia. Era molto comune il fatto che il telaista ed il corridore, top generalmente, interagissero nello sviluppo dei mezzi.

Questo lo condivido, come il discorso di mardot, ma ormai si parla di almeno 15 anni fa.

Tanto per riprendere un esempio fatto da mardot: qualche pro ha telai leggermente modificati per farli contenti, ma normalmente il giudizio dei progettisti e': "bullshit". Ed in produzione ci va quello che decide la ditta.
 

Ser pecora

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Quindi le recensioni che fate non contano un cass:-x!
Lo dite voi eh..:mrgreen:

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Il 99% dei lettori vuole sapere le "prestazioni" di una bici. Quando le uniche prestazioni in gioco nel ciclismo sono quelle di chi pedala.

Io per esempio ho detto che la BMC GF01 ha un difetto evidente nel posizionamento del freno post.
Ma a tutti interessa sapere se e' reattiva e rigida e scatta nei rilanci....
 
Stato
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