il carbonio ha permesso, con determinate scelte di produzione e delocalizzazione, e permette tutt'ora, ricavi maggiori; questo, in aggiunta ad una maggior leggerezza, da sempre pallino per gli amatori (meno rilevante per atleti prof UCI che non hanno di questi problemi arrivano a 6.8Kg limite spesso dovendo zavorrare) è stato il cavallo di troia per portare questo materiale, indubbiamente superiore per certi aspetti ai metalli, ad essere il punto di riferimento.
Sulla bontà o minor bontà di un determinato telaio reputo assai ardua la capacità di svolgere una obiettiva sentenza che resta sempre quella dell'utente finale e che è condizionata da molteplici fattori (in primis l'autogiustificare la motivazione per una spesa, magari superiore), sarebbe opportuno avere 2 telai praticamente identici per geometria e assemblaggio (gruppo,
ruote, ecc...) ma di 2 materiali differenti. Aggiungo che se il professionista che passa ore e ore -è il suo lavoro- su una bicicletta può sicuramente raggiungere una certa finezza nel giudizio del mezzo (es una nota marca x è stata, su richiesta degli atleti particolarmente insoddisfatti, quasi completamente sostituita da telai fatti da altro produttore e ovviamente camuffati come x), l'amatore ha probabilmente una minor capacità oggettiva di giudizio, non secondariamente influenzata dal fatto che il tutto è stato pagato di tasca propria e non gli è fornito da team/sponsor (vd autogiustificazione precedente).
In sintesi? Un telaio in alluminio può sicuramente valere uno in carbonio anche se il secondo ha caratteristiche che lo rendono di partenza più comodo e, tendenzialmente più leggero. Poi la scelta è personale, io, n=1, mi trovo benissimo con l'acquisto di telai in carbonio in una "filiera corta" (produttore-distributore-dogana...).